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Top e Flop del weekend

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Il weekend di calcio europeo si è appena concluso ma è già tempo, per fortuna, di campo e di partite. In scena, infatti, va il primo turno infrasettimanale che vede protagoniste la Serie A, la Liga e la Ligue 1 tra i maggiori campionati del Vecchio Continente. Tra sabato e domenica, però, abbiamo assistito a partite spettacolari, a goleade e risultati tennistici. Tanti anche i big match: il Psg ha superato il Lione 1-0 in trasferta mentre Antonio Conte ha vinto il suo primo Derby sulla panchina nerazzurra. Di consueto, ecco i Top e i Flop dell’ultimo weekend europeo.

TOP

LA GOLEADA DEL MANCHESTER CITY

In Europa è difficile trovare una squadra tanto bella quanto efficace come il Manchester City. Gli uomini di Guardiola, infatti, hanno tramortito il malcapitato Watford per 8-0. Un risultato incredibile considerando che ben cinque delle otto reti finali sono state segnate nei primi 18 minuti, record per la Premier League. I gialloneri guidati dallo spagnolo Quique Sanchez Flores, tornato in Inghilterra dopo tre anni, avevano subito ben sei gol anche lo scorso maggio, in occasione della finale – poi persa – di FA Cup. Questa volta è andata pure peggio, con il portiere Forster che ha dovuto raccogliere il pallone dal sacco otto volte. I Citizens passano in vantaggio con David Silva su assist, l’ennesimo, di De Bruyne. Poi dal dischetto arriva il 2-0 di Agüero, al centesimo gol all’Etihad. Al 12′ Mahrez segna su punizione, decisiva la deviazione di Cleverley. Poi c’è spazio anche per Bernardo Silva, che alla fine ne realizza tre. Nel mezzo anche il colpo di testa di Otamendi. La rete finale è di De Bruyne, la più bella del pomeriggio: una sassata che si infila sotto la traversa.

(Fonte: profilo Facebook Premier League)

Guai, dunque, a parlare di crisi. Dopo la sconfitta patita sul campo del Norwich City, il Manchester ha battuto 3-0 lo Shakhtar in Champions League e ne ha rifilati 8 al Watford, che rimane inchiodato all’ultimo posto in classifica. La goleada del City, però, non ha eguagliato il primato stabilito dal Manchester United nel 1995 con il 9-0 sull’Ipswich Town. Poco male: la rincorsa al Liverpool, corsaro sul campo del Chelsea 1-2, continua.

IL GOL DI RIBÉRY

Se qualcuno aveva un po’ di dubbi sulle motivazioni e soprattutto sulla condizione fisica di Franck Ribéry, appena arrivato a Firenze, dopo le prime due gare da titolare in maglia viola si è ricreduto. Il francese ha fatto benissimo la scorsa settimana contro la Juventus, fermata sullo 0-0. Ed è stato fantastico anche domenica sera in occasione di Atalanta-Fiorentina finita 2-2. La rete del momentaneo 0-2 è stata realizzata proprio dal fuoriclasse ex Bayern Monaco, autore di una prestazione magnifica sotto tutti i punti di vista: qualità, generosità, mentalità da gran campione. In tandem con Chiesa sembra trovarsi a meraviglia, vedere per credere il secondo gol della Fiorentina: scippo di Chiesa a Palomino, sguardo in area di rigore e traversone a mezz’altezza dove arriva Ribéry, che in spaccata, al volo di sinistro, trova la sua prima rete in Serie A.

Secondo i dati Opta Ribéry è diventato a 36 anni e 168 giorni lo straniero più anziano ad aver realizzato il suo primo gol italiano. Intramontabile. Un po’ come i tanti “Over 30” che si stanno confermando ad altissimi livelli. Va bene Ronaldo che è di un altro pianeta. Ma oltre a Ribéry, anche Llorente ha (ri)trovato le sue prime reti italiane con la maglia del Napoli. A 33 anni il Re Leone sta vivendo una seconda giovinezza, con Ancelotti che lo considera un vero e proprio titolare. Anche perché il suo impatto con l’ambiente partenopeo è stato eccezionale: assist all’esordio contro la Sampdoria, poi la prima rete al Liverpool campione d’Europa e domenica pomeriggio la doppietta al Lecce e un rigore procurato.

serie a

(Fonte: profilo ufficiale Twitter @sscnapoli)

Numeri incredibili come per Džeko e Kolarov, decisivi nella vittoria della Roma a Bologna e trascinatori di una squadra che senza Totti e De Rossi cercava nuovi leader. I leader sono arrivati dai Balcani. Tra gli “Over 30” che si stanno pian piano prendendo la Serie A non dimentichiamoci di Quagliarella, capocannoniere dello scorso campionato; Ciccio Caputo, 16 gol l’anno scorso con l’Empoli e autore di una bellissima doppietta nel lunch match contro la SPAL; poi anche Romulo, jolly del Brescia decisivo alla “Dacia Arena” o Ilicic, che all’Atalanta è tornato ad essere un fattore. Evergreen.

NEYMAR

“Non sono perfetto, per un essere umano è impossibile. Quando mi sento frustrato mi arrabbio, esplodo e comunico in modo sbagliato. Sto cercando di migliorare”.

Queste sono le parole che Neymar ha rilasciato al quotidiano inglese Mirror. Vuole voltare pagina: in campo e fuori, anche perché come abbiamo potuto vedere nelle prime giornate, il rapporto tra il fuoriclasse brasiliano e i tifosi parigini sembra essersi inevitabilmente incrinato. Eppure Neymar vuole ricominciare, ammettendo i propri sbagli, i propri errori. Che però non ne hanno condizionato affatto il rendimento sul terrendo di gioco. Dopo la stupenda rovesciata con la quale l’attaccante verdeoro ha deciso il match del 14 settembre contro lo Strasburgo in casa, al 92′, Neymar è risultato di nuovo fondamentale per la vittoria del Psg nel big match di giornata con il Lione. Tra fischi e insulti, Neymar ha deciso di rispondere con la cosa che meglio gli riesce: andare in campo, far divertire e vincere. E dopo le reti da sei punti, il popolo parigino appare sempre più combattuto sul da farsi, tra chi pretende di contestare il brasiliano a prescindere e chi, invece, vorrebbe voltare pagina. Come ha fatto Neymar.

(Fonte: profilo Twitter PSG)

FLOP

L’INCIVILTÀ DI (ALCUNI) TIFOSI ITALIANI

Non è assolutamente accettabile che in Italia, quasi nel 2020, ci siano ancora persone che possono essere definite razziste. Non può esistere. È successo, di nuovo, domenica sera durante Atalanta-Fiorentina: Dalbert, ad un certo punto, si è fermato e ha chiesto al direttore di gara Orsato di fermare la gara perché sentiva cori razzisti nei suoi confronti. L’arbitro veneto ha sospeso la gara per tre minuti, aspettando giustamente che lo speaker facesse il suo annuncio. E i fischi che hanno subissato le parole dello speaker sono ancora più emblematiche dell’ignoranza in cui versa parte del tifo italiano. Ancora più inaccettabile che nessuno, fin qui, abbia deciso di prendere provvedimenti.

Bene ha fatto l’Atalanta che attraverso un comunicato ha condannato ogni tipo di insulto o atteggiamento razzista. Non ha denunciato quanto accaduto a Parma, ma ha preso una posizione chiara e decisa. Come invece non ha fatto l’Hellas Verona, che aveva categorizzato i “buu” razzisti come fischi nei confronti delle decisioni arbitrali. È giusto e doveroso differenziare quelli che sono gli insulti razzisti dai semplici fischi che accompagnano le giocate di calciatori avversari. Ma è altrettanto importante iniziare a parlare di questo tema in termini diversi, senza minimizzarlo o facendo finta che il razzismo in Italia non esista.

LE SCELTE DI GIAMPAOLO

Il Milan ha perso il Derby della Madonnina 0-2. Ma a far discutere sono state soprattutto le opinabili scelte di Marco Giampaolo che sta facendo più fatica del previsto a far assimilare ai suoi uomini i concetti del bel gioco che aveva saputo far vedere alla Sampdoria. In casa Milan l’aria non è una delle più serene, i risultati latitano e anche le prestazioni hanno fatto storcere il naso a più di qualcuno. Non si può parlare di rischio esonero, ma se il trend negativo delle ultime settimane continuerà sarà necessaria una scossa, per forza di cose. La dirigenza non sembra aver gradito troppo la scelta di mandare in campo Biglia, tra i peggiori in campo. Bennacer, sul quale il Milan punta molto, aveva fatto vedere ottime cose contro il Brescia ma è poi rimasto in panchina 90 minuti. Come Krunic, arrivato dall’Empoli tra tante aspettative, eppure ha fin qui collezionato zero minuti in stagione. Theo Hernández è entrato a un quarto d’ora dalla fine ed è risultato il più pericoloso tra i suoi; anche la scelta di continuare a insistere su Suso trequartista non ha convinto. Insomma, Giampaolo ha molto su cui lavorare. Il tempo è sempre meno, bisogna ripartire. La differenza nel Derby rispetto all’Inter è sembrata netta, sul piano del gioco e su quello della cattiveria. Torino-Milan non è l’ultima spiaggia, ma è un crocevia importante per la stagione. Per il Milan e per Giampaolo.

(Fonte: profilo Twitter del Milan)

LA CADUTA DELLE BIG

Non se la passa benissimo neanche il Barcellona, che ha perso 2-0 in casa del Granada. Crisi d’identità per gli uomini di Valverde, che dopo lo 0-0 in Champions League contro il Borussia Dortmund, soccombe anche in Andalusia. Il Granada con i gol di Azeez dopo 70 secondi e il rigore di Vadillo vola a 10 punti, dietro la coppia di testa Athletic Bilabo-Real Madrid. Doveva ammazzare il campionato, soprattutto dopo aver acquistato Griezmann e De Jong, invece il Barça si ritrova a soli 7 punti e due sconfitte nelle prime cinque giornate.

(Fonte: profilo Twitter Barcellona)

In Inghilterra continua a fare fatica il Manchester United: 8 punti in sei giornate, sconfitto 2-0 dal West Ham e tante critiche ad una squadra che ha perso la vivacità e l’energia che aveva contraddistinto il primo periodo con Solskjær in panchina. Dopo aver firmato il triennale, la media punti del tecnico norvegese è crollata. Mourinho, che pure è riuscito a vincere tre trofei sulla panchina dei Red Devils, si è pronunciato così.

“Meritavo l’esonero, ma ora stanno anche peggio.”

(Fonte: profilo Twitter Premier League)

In Inghilterra ha perso, a sorpresa, anche il Tottenham. Dopo esser passati in vantaggio grazie ad un eurogol di Kane, che segna praticamente da terra, gli Spurs si sono fatti rimontare dal Leicester nella ripresa con le reti di Ricardo Pereira e una rasoiata di Maddison, tornato in rete dopo cinque mesi, che regala alle Foxes un momentaneo piazzamento Champions.

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Calciomercato

Salernitana-Bakayoko, affare complicato: la situazione

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Bakayoko

Molte squadre stanno approfittando della sosta Mondiali per sondare il terreno in vista della sessione invernale di calciomercato; la Salernitana starebbe pensando a Bakayoko, in partenza dal Milan.

Quello del centrocampista francese sarebbe il primo nome in cima alla lista degli esuberi e il club rossonero starebbe cercando di piazzarlo. A tal proposito, ci sarebbe stata una prima chiacchierata informativa con il ds dei granata Morgan De Sanctis. Le intenzioni della Salernitana sono chiare: la trattativa può andare in porto soltanto con un’eventuale cessione di Coulibaly o con l’ingaggio del centrocampista a carico del Milan. 

Bakayoko, quest’anno, non è mai sceso in campo. Il club campano rifletterà sulla proposta ma al momento sembrano non sussistere le condizioni necessarie affinchè la trattativa si concretizzi.

 

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Flash News

Dida a 360 gradi: “Con l’Ajax la parata più bella; Ibra e Vieri gli attaccanti più forti mai sfidati”

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Ibrahimovic

Nelson Dida, ex portiere del Milan e attuale preparatore dei portieri, si è raccontato ai canali ufficiali della società durante la Milano Games Week.

L’ex portiere brasiliano si è espresso a 360 gradi, cominciando dagli attaccanti più forti affrontati:

Vieri e Ibra sono fra gli attaccanti più forti che ho affrontato, giocatori che possono risolvere una partita da soli”.

Poi su Maignan:

Mike è un amico ed è venuto al Milan con l’idea di vincere, e ha vinto subito. Faceva di tutto per migliorarsi in allenamento ed è cresciuto veramente tanto. Può crescere tanto e su tutto. Non aveva fatto tanto in senso di preparazione, ma il Milan ha tutto può far crescere questi ragazzi”.

Dida ha poi fatto un salto nel passato:

“Ho avuto una bellissima storia nel Milan, ho vinto due Champions e un campionato. Ho fatto tanto e sono soddisfatto. Serginho era mio amico, lui abita qua a Milano e quindi siamo sempre assieme. Abbiamo questa amicizia da quasi 20 anni”.

Infine sulla parata più bella:

Quella con l’Ajax, me la ricordo tanto, mi sono anche fatto male. Ho fatto il massimo che potevo e mi sono strappato un muscolo della schiena”.

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Calcio Internazionale

Rodri commenta il suo nuovo ruolo: “Da centrale mi trovo bene”

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Delph

Al termine del match contro la Germania, il centrocampista spagnolo Rodri ha parlato ai microfoni di La1.

Il calciatore del Manchester City si è soffermato sul suo nuovo ruolo di difensore centrale:

“Cerco di imparare ogni giorno, è un ruolo diverso ma mi trovo bene con i miei compagni. Capisco il ruolo e l’importanza che devo dare alla squadra”.

Poi, sulla partita:

Sul gol potevamo fare meglio, ma Musiala è stato anche fortunato sul rimbalzo. Sapevamo che sarebbe stato complicato: i tedeschi sono molto forti, ma abbiamo giocato bene e preso un punto che ci permette di arrivare alla sfida col Giappone con le massime garanzie”.

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Calcio Internazionale

Luis Enrique post Spagna-Germania: “Abbiamo cercato di fare il nostro gioco”

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Luis Enrique

Al termine di Spagna-Germania, il tecnico spagnolo Luis Enrique ha analizzato il match ai microfoni della RAI, commentando il pareggio maturato tra le due Nazionali.

L’ex allenatore di Barcellona e Roma ha dichiarato:

“Oggi è stata una partita molto difficile, i tedeschi giocano bene e pressano forte. Abbiamo cercato di fare il nostro gioco, abbiamo fatto degli errori sul risultato di 1-0. Siamo contenti perché siamo primi nel girone ma non abbiamo ancora fatto nulla”.

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