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Top e Flop del weekend

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Top e Flop del weekend

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Il weekend calcistico e di Serie A terminerà ufficialmente questa sera con Empoli-Genoa. Le partite di questo fine settimana erano particolarmente interessanti con Juventus e Napoli che hanno affrontato in trasferta rispettivamente Lazio e Milan. Noi di Numero Diez abbiamo stilato come sempre la nostra consueta Top e Flop del lunedì.

TOP

EBREZZA QUAGLIARELLA

“Più invecchia, più diventa buono” questa frase solitamente viene utilizzata quando si parla del vino, ma con ogni certezza si può dire lo stesso di Fabio Quagliarella. L’attaccante doriano infatti nell’anticipo di sabato contro l’Udinese ha siglato la doppietta che gli ha permesso di eguagliare un record importante: quello di aver segnato consecutivamente per undici gare, raggiungendo lo storico detentore del record, Gabriel Omar Batistuta. Al termine del match il capitano era visibilmente commosso e ha dichiarato:

“Serata indimenticabile, pensare anche solo di avvicinarsi ad uno così come era Batistuta è impensabile. Ma strada facendo mi dicevo chissà… e poi è arrivato. Sono senza parole, non ci credo: l’ho fatto veramente. Il pallone pesava un po’ sul dischetto . Sembrava una palla medica. Però sono andato cattivo, pensando che avrei potuto fare il record. Avessi sbagliato? Fa niente… però è entrata.

Quagliarella proverà a staccare Batigol nella prossima sfida che lo vedrà affrontare il suo Napoli, qualora dovesse segnare sarà la cornice del San Paolo a rendere tutto epico e meraviglioso.

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RIMONTA SPAL

Nelle gare delle 15 si è giocato anche un piccolo derby tra i parmigiani del Parma e i ferraresi della Spal. La squadra di Semplici si è ritrovata sotto di due reti, realizzate da Roberto Inglese, ma il colpo di testa di Valoti al 70′ ha dato il via alla rimonta, che è stata completata appena cinque minuti più tardi da Andrea Petagna. Sull’onda dell’entusiasmo i biancazzurri hanno continuato a spingere e sono stati premiati con la rete di Fares, che ha trovato il suo primo centro in Serie A con un gran gol da fuori area a pochi minuti dal termine. La Spal vince e ottiene 3 punti d’oro sia per la lotta salvezza, sia per il morale dopo una rimonta così.

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IL RITORNO DEL GIGANTE

Il periodo altalenante della Roma coincide anche con l’astinenza al gol del proprio bomber Edin Dzeko, che non segnava dal 6 ottobre nella sfida vinta per 2-0 contro l’Empoli. Questa crisi in zona gol dell’attaccante bosniaco era alquanto anomala, infatti nel girone di Champions era andato a segno con regolarità, trascinando i giallorossi alla qualificazioni agli ottavi di finale. Nel match che si è disputato ieri all’Atleti Azzurri d’Italia, casa dei bergamaschi dell’Atalanta, Dzeko è tornato al gol siglando una doppietta che, purtroppo per lui, non è bastata per portare a casa la vittoria.

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FLOP

INCORNATA FATALE

Il posticipo di ieri alle 18 ha visto fronteggiarsi allo Stadio Olimpico Grande Torino, i padroni di casa del Toro contro i nerazzurri dell’Inter. La sfida è stata decisa da un’incornata di Armando Izzo al 35′ che ha steso la banda di Spalletti sempre più in difficoltà dopo la sosta post natale. Già lo scorso anno era accaduta la stessa situazione con la Beneamata che non è riuscita a vincere per diverse partite, scivolando fuori dalla zona Champions, e raggiunta successivamente all’ultima giornata grazie all’exploit dell’Olimpico contro la Lazio. Il periodo nero degli ultimi anni dell’Inter è coinciso sempre con questo periodo come se i calciatori e l’allenatore staccassero la spina e si adagiassero sui punti raccolti fino a quel momento. Urge quindi una ripresa, perché il calendario dell’Inter per le prossime necessita dei 3 punti che serviranno a non ritrovarsi a rincorrere alle ultime giornate.

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BLACK OUT ROMA

Le rimonte subite dai giallorossi sono state ben quattro quest’anno: la squadra guidata da Eusebio Di Francesco si è ritrovata in vantaggio senza saperlo gestire nella giusta maniera e subendo inevitabilmente la rimonta degli avversari. È successo con il Chievo che ha pareggiato nonostante lo svantaggio di due reti, con il Napoli che ha pareggiato in pieno recupero, con il Cagliari sotto di due gol e rimasto in 9 uomini, e l’ultima, ancora più rocambolesca, con l’Atalanta che ha rimontato ben tre reti di scarto. La solidità mentale dei giocatori è molto limitata, la squadra sta dimostrando di non saper soffrire adeguatamente la pressione e il forcing degli avversari. Un atteggiamento decisamente non da grande squadra e soprattutto non da società che vuole ambire ai vertici del campionato.

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CATASTROFE ROSSOBLÙ

Un’altra gara fondamentale per la lotta salvezza è stata Bologna-Frosinone che si è giocata al Dall’Ara, secondo i valori delle due compagini la partita sarebbe dovuta essere ampiamente equilibrata, ma il verdetto del campo è stato a dir poco sbalorditivo. Infatti i ciociari si sono imposti per 4-0 grazie alle reti di Ghiglione, Pinamonti e la doppietta di Ciano. La sconfitta dei felsinei ha permesso al Frosinone di avvicinarsi ulteriormente, alimentando le chance per la salvezza. Per l’allenatore rossoblù Filippo Inzaghi l’esonero sembra l’epilogo più probabile, la società non sta seguendo gli obbiettivi prospettati ad inizio anno e non vuole di certo rischiare una deleteria retrocessione in Serie B.

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Il Barcellona pensa a De Gea per il prossimo anno

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De Gea

Il Barcellona pensa a David De Gea per la prossima stagione. Il portiere spagnolo ha giocato per più di dieci anni al Manchester United, ma dall’estate scorsa si trova svincolato. Secondo il Mundo Derportivo dalla prossima stagione potrebbe vestire la maglia blaugrana. Dopo l’addio alla Premier League erano circolate voci su un possibile addio al calcio da parte del portiere spagnolo, che infatti non ha ancora trovato una squadra.

L’interessamento nei confronti di De Gea, potrebbe variare anche in base all’allenatore che siederà sulla panchina del Barcellona l’anno prossimo. Xavi è destinato a salutare il Barcellona al termine di questa stagione. La decisione quindi di affidarsi ad un nuovo portiere passerà anche dalla scelta del nuovo tecnico.

Uno dei motivi per cui il Barcellona potrebbe decidere di puntare su De Gea è proprio il suo stato attuale di svincolato. I problemi economici del club spagnolo sono conosciuti, quindi non è impossibile pensare che il prossimo mercato sarà incentrato sulla ricerca di colpi economici, proprio come potrebbe esserlo il portiere spagnolo.

Per De Gea, che ha visto le sue fortune maggiori da calciatore in Inghilterra, si tratterebbe di un ritorno in Liga. Il portiere ha infatti vestito la maglia dell’Atletico Madrid dal 2009 al 2011, prima di approdare allo United.

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Flash News

L’Inter prima anche negli incassi dagli stadi: la classifica

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In foto: la Curva Nord dell'Inter a San Siro

Sul proprio profilo Instagram, Calcio e finanza, ha mostrato un grafico che ritraeva i ricavi derivanti dagli stadi delle squadre di Serie A nell’anno 2023.

Senza troppe sorprese a guidare la classifica ci sono le due milanesi. L’Inter occupa il primo posto di questa speciale classifica con un ricavo di 79 milioni di euro. Al secondo posto con circa 6 milioni in meno si trova appunto il Milan. Un vero e proprio dominio da parte delle due formazioni di Milano, certamente aiutate dalla capienza del Meazza, ma che dimostra l’attaccamento che le due tifoserie stanno dimostrando verso le due squadre del capopluogo lombardo.

A chiudere il podio, anche qui senza particolare stupore, c’è la Juventus con 61.5 milioni di euro di ricavi dallo stadio.

Abbastanza impietoso il confronto tra le due squadre della capitale: la Roma infatti ha ricavato dall’Olimpico circa 49 milioni di euro, mentre la Lazio appena 18. Un divario larghissimo se considerato che entrambe le squadre giocano nello stesso stadio.

Nelle retrovie di questa speciale classifica si trovano invece Spezia, Empoli e all’ultimo posto il Monza, con appena 2.7 milioni di ricavo.

Il Sassuolo, squadra che gode del minor tifo in Serie A, ha ricavato 3.7 milioni di euro, posizionandosi al 17° posto in questa classifica.

 

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Calcio Internazionale

ESCLUSIVA – Mandelli: “Vi svelo il metodo di Pioli! Il Torino può arrivare in Europa”

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Davide Mandelli, vice-allenatore della Nazionale di Malta, ex giocatore di Monza, Siena, Torino, Chievoverona

ESCLUSIVA MANDELLI – Davide Mandelli ha espresso le sue opinioni e le sue considerazioni nel corso di un’intervista rilasciata ai nostri microfoni, raccontando tappe fondamentali della sua carriera ed esponendo varie considerazioni sulla stagione in corso.

In particolare, l’attuale vice-allenatore della Nazionale di Malta, assistente di Marcolini, ha offerto vari spunti di riflessione in merito all’evoluzione del Monza, dove è iniziata la sua carriera di giocatore, fino ad analizzare la figura di mister Stefano Pioli, suo allenatore nella stagione 2010/11 sulla panchina del Chievoverona, e di Ivan Juric, emblema della crescita del Torino. Ovviamente, senza evitare riferimenti al proprio percorso attuale, rivelando gli obiettivi internazionali della selezione maltese.

Di seguito riportata l’intervista esclusiva a Davide Mandelli.

ESCLUSIVA MANDELLI: IL MONZA SECONDO UN BRIANZOLO

Da brianzolo, cresciuto nel settore giovanile biancorosso, cosa hai provato e stai provando nel vivere la scalata del Monza?

“Con l’approdo a Monza di Berlusconi e Galliani tutti immaginavamo e speravamo che il percorso fosse questo. Il tempo impiegato per arrivare nella massima serie è stato brevissimo, ma è stata una soddisfazione per tutti proprio perché è stata la prima volta nella storia del Monza in Serie A. Adesso c’è grande entusiasmo“.

Palladino potrebbe lasciare Monza a fine stagione. Al posto di Galliani, a chi penseresti come successore?

“Domanda complicatissima. Non so se Palladino vorrà andar via o ha altre opportunità. Ci si incontrerà a fine stagione e tutte le parti prenderanno una decisione comune. Sicuramente c’è da fare un grande applauso al mister perché sta facendo un gran lavoro: la squadra gioca bene, corre e sta dando il massimo di sé. Poi, il futuro di Palladino non lo conosco“.

In un ipotetico futuro ti vedresti bene sulla panchina del Monza da allenatore?

“Beh, è un sogno fin troppo esagerato. È normale che quando ci si approccia a questo lavoro, indipendentemente dal mio ruolo attuale di collaboratore, bisogna cercare di stare all’interno delle proprie competenze e dei propri spazi. In futuro non nascondo che mi piacerebbe provare un percorso importante, ma da lì a pensare alla panchina del Monza, è difficile”.

ESCLUSIVA MANDELLI: LA REALTÀ DI MALTA

In merito al tuo ruolo attuale da collaboratore della Nazionale di Malta, qual è l’atmosfera che si vive in vista degli impegni di Nations League?

“Qui ci sono tutti i presupposti per fare un buon lavoro, perché abbiamo tutte le strutture necessarie per poter lavorare in maniera corretta. Ci stiamo preparando ai prossimi impegni, ossia le amichevoli di marzo, per poi affrontare la tappa delle amichevoli di giugno. Solo dopo queste gare si punterà all’obiettivo di fare una grande Nations League nei tre mesi settembre-ottobre-novembre, in cui punteremo ad arrivare primi nel girone“.

Rimanendo in tema Malta, l’attuale allenatore è Marcolini, con cui hai condiviso lo spogliatoio anche da giocatore in carriera. Come cambia l’attitudine personale nel passaggio da giocatore ad allenatore, avendolo vissuto direttamente in questo caso?

“È vero che da allenatore si hanno più responsabilità e ci sono un milione di fattori in più a cui pensare, ma la cosa fondamentale è rimanere se stessi. A maggior ragione, essendo stati calciatori, si capisce subito quando qualcuno bluffa o finge di non essere quello che è, perdendo credibilità. L’importante è avere linee guida e regole, però ognuno deve seguire il proprio modo di essere”.

ESCLUSIVA MANDELLI: SUL TORINO

Il Torino ha possibilità di raggiungere un piazzamento che permetterà loro di giocare in Europa, guidato da Juric?

“Credo che le possibilità ci siano perché il campionato è ancora lungo e il distacco non è così enorme da quelle avanti. È chiaro che ci sono tante squadre coinvolte e si rischia sempre di perdere punti importanti, rubandoseli fra loro. Tuttavia, le prestazioni e del Torino sono ottime e ci sarà l’opportunità di provarci fino alla fine. Se si rientrerà fra le squadre europee non lo so, siccome vi sono altre squadre molto attrezzate per ambire a quelle posizioni. Ciononostante, i frutti del lavoro di Juric sono evidenti, la squadra si riconosce nelle caratteristiche del suo allenatore. I presupposti per continuare un buon percorso ci sono, ma saranno fondamentali gli scontri diretti e gli eventuali periodi di difficoltà”.

ESCLUSIVA MANDELLI: L’EVOLUZIONE DI PIOLI

Pioli è stato uno dei tuoi allenatori al Chievo. Conoscendolo direttamente, quanto si è evoluto a livello tattico dal 2010 a oggi?

Ho un debole per il mister. Oltre a essere un grande allenatore, è una grandissima persona e, quindi, ne parlo sempre bene. Per quel che riguarda la sua evoluzione, ho avuto modo di apprezzare quasi tutte le sue partite dal vivo durante lo scorso campionato. Dunque, posso affermare che non c’è mai una partita uguale alle altre. Mister Pioli adotta accorgimenti sia difensivi che offensivi, i quali fanno capire il grande studio che c’è tra partite. Anche quest’anno sta facendo lo stesso e, nonostante qualche risultato meno positivo, si nota il suo studio e il suo aggiornamento costante, come testimoniato dalla diversa attitudine dei calciatori di volta in volta”.

Potenzialmente, mister Pioli può trascinare il Milan alla conquista dell’Europa League? Merita il rinnovo per aprire un lungo ciclo in rossonero?

“Essendo di parte, direi che merita tutto. Riguardo l’Europa League, il Milan ha tutte le carte in regola per arrivare in finale. Ci sono squadre forti e toste, contro le quali è necessario lottare per vincere una competizione europea. Il Milan può farcela, ma a volte sono i dettagli a fare la differenza”.

 

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Davide Mandelli

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Le probabili formazioni di Sassuolo-Napoli e Inter-Atalanta

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In foto: Rafael Toloi, difensore dell'Atalanta, a duello con Lautaro Martinez, attaccante dell'Argentina e dell'Inter

LE PROBABILI FORMAZIONI DI SASSUOLO-NAPOLI E INTER-ATALANTA – Questa sera andrà in scena il recupero della 21^ giornata del campionato di Serie A. Alle 18.00 il Sassuolo ospiterà il Napoli in un match molto importante per le due squadre. Alle 21.00 invece l’Inter, contro l’Atalanta, avrà la chance per mettere una seria ipoteca sulla conquista del campionato.

LE PROBABILI FORMAZIONI DI SASSUOLO-NAPOLI

Bigica, alla prima partita sulla panchina del Sassuolo, riparte dal 4-2-3-1. Davanti confermato Pinamonti. Dietro, spazio alla difesa che sembra poter garantire più certezze. Il Napoli di Calzona invece cambia parecchio qualcosa rispetto all’ultimo match, pareggiato contro il Cagliari. Dietro tornano Ostigard e Mario Rui. A centrocampo Traorè sembra destinato ad una maglia da titolare.

SASSUOLO (4-2-3-1): Consigli; Toljan, Erlic, Ferrari, Doig; Lipani, Matheus Henrique; Volpato, Thorstvedt, Laurienté; Pinamonti. All. Bigica

NAPOLI (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Ostigard, Mario Rui; Anguissa, Lobotka, Traorè; Politano, Osimhen, Kvaratskhelia. All. Calzona

LE PROBABILI FORMAZIONI DI INTER-ATALANTA

Dopo il turnover operato contro il Lecce, Inzaghi torna a schiarare la formazione migliore, al netto di qualche infortunio. In porta si rivede Sommer, così come a centrocampo rientra Barella. Davanti potrebbe partire Arnauotovic al posto di Sanchez. Anche Gasperini, chiamato alla seconda trasferta di San Siro dopo pochi giorni, cambia rispetto al match contro il Milan. Davanti potrebbe giocare Scamacca. Hien invece potrebbe prende il posto di Saclvini uscito claudicante dal match di domenica.

INTER (3-5-2): Sommer; Pavard, de Vrij, Bastoni; Darmian, Barella, Asllani, Mkhitaryan, Dimarco; Arnautovic, Lautaro. All. Inzaghi.

ATALANTA (3-4-1-2): Carnesecchi; Hien, Djimsiti, Kolasinac; Holm, Pasalic, Ederson, Bakker; Koopmeiners, De Ketelaere; Scamacca. All. Gasperini

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