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Top e flop del weekend

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RICOMINCIO DA TRE

La Serie A è finalmente tornata, tra novità, squadre più competitive e voglia di rispondere presente. Dopo Juve, Napoli e Roma, scendono in campo per poi salire in cattedra le milanesi che travolgono letteralmente Crotone e Fiorentina.

Partiamo dai rossoneri, un monologo scevro di sbavature. Sotto gli occhi di Han Li, continua la marcia inarrestabile del Milan che inaugura come meglio non avrebbe potuto il campionato e coglie la quarta vittoria su 4 partite ufficiali impreziosite da un bilancio di 12 gol fatti e zero subiti. Questa volta si tratta della prima di campionato, dove il diavolo infrange il sogno degli squali calabresi di ricominciare proprio come si era conclusa la magica stagione scorsa, con un 3-0 siglato praticamente dopo un quarto di partita, risultato che non si schioda più e che rimane invariato fino al fischio finale. Un Milan brillante, che si diverte e fa divertire nel segno soprattutto di Cutrone, che vince il ballottaggio con André Silva e gioca una partita a dir poco strepitosa facendo capire la sua vera volontà di essere protagonista a discapito di questo attacco oramai super affollato con l’arrivo di Nikola Kalinic.

A rispondere presente c’è anche la squadra di Spalletti. Da dolce suggestione estiva la nuova stagione dell’Inter assume subito i contorni di un’intrigante avventura. I nerazzurri in appena mezzora frantumano la giovane e ancora acerba Fiorentina dell’ex applauditissimo Pioli, spinta dalle geometrie di Borja Valero, dalla solida abnegazione di Vecino e soprattutto dalla doppietta di un immenso Mauro Icardi. Non è la prima ecografia del campionato a poter stabilire se la creatura di Spalletti diventerà una candidata al titolo o se abbasserà via via le pretese, lascia però l’impressione di una squadra con tratti distintivi marcati e piacevoli. Il successo ha il volto paffuto di un rotondo 3-0 e all’occhio restano solo piccoli nei sulla continuità di gioco, migliorabile quando arriverà la piena condizione fisica.

MARCOS ALONSO

Semplicemente “The King of Wembley”. Con la doppietta decisiva segnata al Tottenham, Marcos Alonso oggi ha conquistato le copertine di quasi tutti i tabloid inglesi. L’esterno spagnolo, dopo aver realizzato ben sei gol e tre assist in 37 presenze alla sua prima stagione con la maglia del Chelsea, è ripartito nel migliore dei modi. Tre presenze tra Premier League e Community Shield con due reti, fondamentali per centrare tre punti dopo il ko a sorpresa col Burnley. La prima, con una perla su calcio di punizione; la seconda, con un rasoterra velenoso che ha trovato la complicità di Lloris. Da Firenze a Londra, l’acquisto di Conte si sta rivelando sempre più azzeccato. E la scommessa di Eduardo Macia, che lo prese a parametro zero nel maggio 2013, è diventata ormai un’autentica certezza. Anzi, uno degli esterni mancini più forti del mondo.

IL PARCO DEL PRINCIPE

Il Tolosa ha sognato per 13′. Più miraggio che sogno, prima che Neymar aggiustasse la mira e riportasse alla normalità una partita show, per il debutto al Parco dei Principi del fenomeno brasiliano. Dopo l’addio di Matuidi al suo ormai ex pubblico. E dopo un minuto di silenzio emozionante per le vittime dei recenti attentati in Catalogna. Comunque, il Psg incassa in rimonta altri tre punti e si gode soprattutto il fenomeno già leader con una doppietta, un assist per Rabiot e uno per Kurwaza, un rigore procurato per Cavani. Ma è soprattutto il gol del 6-2 a certificare l’appartenenza di Neymar a una classe superiore. Parigi è già ai suoi piedi, gli stessi piedi che faranno sognare ogni singolo tifoso che ora più che mai sogna un finale di stagione diverso da tutti gli altri, godendosi fino in fondo la grandezza di questo giocatore.

FLOP

SERATA VIOLA

Troppo brutta e soprattutto troppo nuova per essere vera. La Fiorentina, a Milano contro l’Inter, alla prima di campionato, con una squadra messa insieme all’ultimo minuto, frastornata dalla veemenza nerazzurra, disorientata anche dal VAR, non ha potuto che rimediare un tre a zero che poteva essere più pesante per le tante occasioni sprecate dai padroni di casa. Invano Pioli ha puntato sull’entusiasmo, sulla voglia e freschezza dei suoi: troppa approssimazione in tutti i settori, troppa inevitabile mancanza di amalgama. Aspettando Chiesa, out per squalifica, Badelj e Pezzella ancora non al meglio, per l’allenatore viola c’è tanto da lavorare. Intanto il mister si è fatto un’idea più precisa dei giocatori che ha a disposizione e ha una settimana, prima della Samp al Franchi, per trovare soluzioni ai tanti problemi emersi contro l’undici di Spalletti. Unica nota positiva forse, la voglia di farsi trovare pronti sia da parte del neo acquisto Simeone che dal suo sostituto Babacar, sempre troppo isolati e poco coinvolti a tutta la manovra offensiva.

PECCHIA PAZZO

Ma come? Torni in Serie A, giochi il sabato sera contro il Napoli e lasci fuori il tuo giocatore migliore? Se lo sono chiesti in tanti, a partire dal diretto interessato. Che, alla fine, ha dimostrato lo scarso gradimento per la scelta dell’allenatore Fabio Pecchia con un’esultanza ben oltre il rabbioso. Difficile debutto in A per il tecnico dell’Hellas Verona, ripagato con tre schiaffoni ricevuti dai partenopei e con il primo caso stagionale suscitato da Giampaolo Pazzini. E dire che, con una rosa simile, dovrebbe stare ben attento agli equilibri dello spogliatoio. A nostro parere, con la qualità ridotta all’osso che si ritrova, sarebbe meglio evitare di disperdere energie in sterili polemiche e andare per il sodo..

PRIMA PAPERA

Il Bologna sembrava sul punto di potersi scrollare di dosso un pre-campionato disastroso, lanciato dalla splendida rete di Federico Di Francesco. Ma, a rimettere in partita il Torino, ci ha pensato non soltanto Adem Ljajic. Anche Antonio Mirante, estremo difensore rossoblù, ci ha messo del suo con un erroraccio che ha spianato la strada al pareggio definitivo del serbo. Una topica clamorosa ma che comunque non va verso nessun disastro poiché il Bologna riesce a giocare un buon secondo tempo, e non esce sconfitto nella prima casalinga contro il Toro di Belotti e compagni.

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