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I top / flop del weekend!

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La fine della stagione è, ahinoi, ormai prossima. Alcuni verdetti sono già stati pronunciati. Top e flop rimane però fedelmente la rubrica del lunedì!

I TOP

FINALMENTE BLUES

Finalmente blues. Finalmente Conte. Era atteso, quasi sicuro e sabato è arrivato. La Premier ha una nuova padrona, ufficialmente. Nonostante un principio di percorso non nettissimo – con le sconfitte con Liverpool e Arsenal e il pareggio con lo Swansea – il Chelsea e la Premier si sono tenuti per mano quasi da subito per tutto il cammino. Mancava solo la proposta e l’annuncio agli “amici”. Il matrimonio “s’aveva” da fare e s’è fatto. Diversi erano i pareri in gioco. C’era chi, conoscendo Conte, già dal suo approdo oltremanica sosteneva che con tutta quella qualità a disposizione sarebbe stato trionfo facile. Dall’altra parte qualcuno già ad agosto stropicciava gli occhi e si pregustava una Premier dominata dal neo citizen Guardiola, e le premesse erano buone. La facilità disarmante e il bel calcio con cui il City si era sbarazzato dell’onestamente tutt’altro che pericoloso Steaua Bucarest nei preliminari di Champions facevano traslare la sfiziosa idea di un City altrettanto trionfante anche in Premier. Ad aggiungersi c’era l’inizio con qualche intoppo di un Chelsea ancora in fase di rodaggio. Le 13 vittorie consecutive poi misero il campionato su altri binari ben più precisi. La sfiziosa idea citizen perdeva quota per mancata continuità e le altre inseguitrici iniziavano a cadere una dopo l’altra nel trionfale “blues cammino”. Il Tottenham l’unica capace di tenere, quantomeno matematicamente, aperto il discorso. Il successo è passato dai nervi, dalla tenacia e dalla tattica di cui Conte sta diventando maestro. E’ passato dalla capacità di Sir Antonio di resuscitare giocatori quasi sbiaditi come Hazard, Diego Costa e David Luiz. Dal capolavoro tattico di genio, fantasia e coraggio che lo spostamento di Azpilicueta a centrale si è rivelato. E’ passato dalla mossa Marcos Alonso azzeccatissima in tempi di calciomercato e dalla riscoperta di protagonisti “operai” come Moses. Tutto sotto la unica firma di Antonio Conte. “Football is the game“. Blues è la Premier!

BENTORNATO FEYENOORD

Due trionfi ad accomunare due paesi in tempi ottocenteschi uno contro l’altro per questioni storiche di conquiste, di diamanti, dell’Orange e di Boeri. Se in Inghilterra infatti Sir Conte fischia tre volte sulla Premier, in Olanda a segnare la fine della corsa al titolo ci ha pensato Dirk Kuyt. Ex certezza del panorama europeo e ora sulla via del naturale declino, superate le ormai 36 primavere, ha riportato a Rotterdam, al “suo” Feyenoord un trofeo che mancava ormai da 18 anni. Sulla via del declino si diceva, ma a vedere la tripletta di domenica contro l’Heracles sembrerebbe il contrario. Il clima a Rotterdam era teso dopo che il 3-0 nel derby con l’Excelsior aveva riavvicinato pericolosamente l’Ajax a un solo punto di distanza a una giornata dalla fine del campionato. Un gioco di rincorsa e di destino, e chi ama questo sport sa quanto crudele può essere, e quante rincorse hanno sovvertito gli esiti negli ultimi 90′. Ma in un gioco di destino, determinazione e rincorsa tutto era ancora in mano al Feyenoord. L’esperienza e la voglia di rivalsa di Dirk Kuyt hanno fatto il resto. La risalita dopo il naturale declino, una tripletta, la contemporanea e inutile vittoria dell’Ajax che non rovina i piani e la festa ha inizio. Kuyt riporta così l’Eredivise a Rotterdam, nella sua Rotterdam, quella che 11 anni fa aveva salutato per lanciarsi sotto la Kop verso un’Europa più vincente. Quella Rotterdam che due anni fa lo ha riabbracciato e che quest’anno lui ha deciso di ripagare con un titolo per quei dieci anni lontani da casa. Così, “bentornato a casa, Dirk!”

SUPERCLASICO

Si sa, nel calcio poche ormai sono le partite “normali”. Nella scala di a-normalità un posto di rilievo lo occupa sicuramente il Superclasico di Argentina. Boca JuniorsRiver Plate non è una partita normale e forse non lo è mai stato. E’ una delle “50 cosa da fare prima di morire”, la prima, come recitò il The Observer qualche anno fa, e da quello sciagurato “Cancello 12” al Monumentàl ha assunto anche un sapore malinconico. Come detto il Superclasico non è una partita normale soprattutto quando una delle due guarda tutti dall’alto. Soprattutto quando si gioca alla Bombonera. E allora ci si metta un Boca Juniors primo in solitaria, un River Plate all’inseguimento, la Bombonera intorno e il River che grazie all’1-3 sforna un Bombonerazo perfetto per i titolisti argentini e lo slot “top” è riservato. Nulla è normale quando si parla del Superclasico e nella sua a-normalità “top” è sicuramente la giocata di Gonzalo “El Pity” Martinez che sblocca così un “normale” Superclasico.

I FLOP

VECCHI(E) ABITUDINI

Purtroppo sembra strano ai tifosi ma da 8 partite a questa parte ormai è abitudine nerazzurra. A nulla sembra essere servito il cambio di panchina, canonica e discussa abitudine italiana in risposta ad un momento negativo, con l’esonero di Pioli e l’arrivo di Vecchi. La triste realtà post Sassuolo sembra però essere quella di una squadra in stato di semi-anarchia. Anche la curva ormai all’indentitario “sola non la lascio mai” ha sostituito domenica, un grido di insoddisfazione più che evidente con quel “velo pietoso” steso in una nord stranamente deserta. Il gioco al “ciapa no” dell’Europa League ha preso da tempo possesso delle milanesi che sembrano sfidarsi alla gara di chi fa peggio. Ed è in questo momento di semi-anarchia interista che le inequivocabili, dirette e gravi accuse di Vecchi ed Eder nel post gara trovano terreno fertile e un’insolita e preoccupante aria di normalità. “I risultati sono figli di allenamenti non al 100%” le accuse poco velate di Vecchi a ovvi destinatari. Affilata e altrettanto grave l’esortazione di Eder a compagni e soprattutto società di richiesta personalità nelle scelte e nelle posizioni. Insolita normalità appunto, ma in questo “insolito” stato di semi anarchia, di realmente insolito, sembra non esserci ormai più nulla…

“UNO SULLA PALLA”

Un basico comportamento, quasi automatico che fin da piccoli insegnano. Elementare come saper battere una rimessa laterale. Un urlo, un comandamento da ogni portiere o allenatore come precetto insolvibile. Il fischio dell’arbitro, la punizione e le voci dalla panchina e dalla linea di porta per evitare l’immediata ripresa dell’azione e qualche risvolto pericoloso. “Uno sulla palla”. Tutti dettagli e elementari comportamenti che nei palcoscenici professionisti non trovano sempre seguito. Proprio come la corretta battuta di una rimessa laterale, che sempre più spesso viene bypassata e non sanzionata. Se ne vedono molte poi di “furbate” come le punizioni battute in fretta e altrettanti cartellini gialli sventolati per l’eccessiva aderenza a quel comandamento insolvibile per non far riprendere immediatamente il gioco. Ma in Liga l’episodio da flop vede protagonista la difesa del Siviglia e più precisamente il gol dell’1-0 del Real Madrid. Punizione per il Real, nessun’uomo sul pallone, nessuna resistenza alla battuta, comandamento apparentemente dimenticato e Nacho libero di battere immediatamente senza opposizione alcuna: l’immediata esecuzione della punizione con un’isolito battitore che furbescamente sblocca la gara portando il Real sull’1-0. Inutili le proteste dei difensori baschi verso l’invece corretta e scaltra azione del difensore dei blancos. Da top la scaltra scelta di Nacho, ma assolutamente un flop l’atteggiamento della difesa del Siviglia che quel comandamento sembra esserselo dimenticato.

LAMANNA DAL CIELO

Non per i suoi compagni ma per un Palermo già condannato alla Serie B. Un errore che rischia di poter costare caro al Genoa nell’economia del campionato quando, a due giornate della fine il rendimento Champions del Crotone ha portato i calabresi a un punto dall’Empoli e due dal rossoblù, riaccendendo la volata finale per la salvezza. Errore di Lamanna dunque potenzialmente pesantissimo. Da una punizione per i rosanero la carambola della palla finisce a Rispoli che con una frustrata indirizza la palla verso la porta genoana con una traiettoria lenta, alta ma beffarda. La parata di Lammanna è facile ma indietreggiando con il pallone in mano il portiere varca interamente la linea di porta. 1-0 Palermo che rimane fino al 90esimo e papera potenzialmente costosissima per il grifone. Il destino rimane comunque nelle sue mani e i tifosi sperano che, in questo caso, Lamanna non indietreggi…

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Caos Juve, spuntano nuove intercettazioni: “Questa ce la siamo creata noi”

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Chi è Gianluca Ferrero, il prossimo presidente della Juventus

Dopo il terremoto che ha colpito la Juventus negli ultimi giorni, con le dimissioni di tutto il CdA e la conseguente nomina di un nuovo presidente, arrivano notizie tutt’altro che confortanti per i tifosi.

Stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, sarebbero pervenute alla Guardia di Finanza delle nuove intercettazioni sul tema plusvalenze fittizie e falsi in bilancio. In una di esse emergerebbe un preoccupante retroscena del direttore finanziario dei bianconeriStefano Cerrato, nel quale lui stesso spiega come tenterà di sviare le future verifiche della Consob.

“Penso che sarebbe opportuno dargli (alla Consob, ndr) un riferimento più o meno di principio contabile o di qualche cosa, cioè posso io supercazzolarli in modo più raffinato? Invece di dire solo questo? […] “.

Ad essa seguiranno le parole di Roberto Grossi, revisore di Ernst&Young“Vi consiglio di non dire che non usate Transfermarkt, dite che qualche volta lo usate”.

Inoltre, è stata registrata anche una chiacchierata tra il ds Federico Cherubini e il dirigente contabile dei bianconeri, Stefano Bertola, riguardante proprio le plusvalenze, in cui è stato tirato in ballo anche Fabio Paratici: “Io l’ho detto a Fabio (Paratici, ndr): ‘è una modalità lecita ma hai spinto troppo’. E lui mi rispondeva: ‘Non ci importa nulla, perché negli scambi se metti 4 o metti 10 è uguale, nessuno ti può dire nulla’. Fabio ha avuto carta libera“.

Queste sono state le parole pronunciate da Cherubini, a cui ha poco dopo risposto lo stesso Bertola: “La situazione è davvero delicata. Io in 15 anni faccio un solo paragone: Calciopoli. Lì c’era tutto il mondo che ci tirava contro, questa invece ce la siamo creata noi“.

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Diario Mondiale, giorno 12: la spuntano Messi e Lewa, oggi Belgio e Germania

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Mondiale

Iniziamo la giornata con “Diario Mondiale”, la rubrica che vi accompagnerà ogni mattina per tutta la durata del campionato mondiale, affrontando i principali temi della rassegna iridata in corso in Qatar.

MESSI SBAGLIA MA VINCE: ARGENTINA AGLI OTTAVI

L’Argentina non delude e supera la Polonia senza troppi problemi: grazie ai goal di MacAllister e Alvarez, la Selecciòn vince 0-2  e passa il girone da prima. Poca tristezza, comunque, in casa Polonia, che passa il turno grazie alla differenza reti migliore del Messico.

Al contrario della squadra ospitante, priva di verve e di idee, brilla un giovane argentino che consegna la qualificazione alla sua Nazionale: Julian Alvarez. Il classe 2000 del Manchester City, al suo esordio da titolare al Mondiale, segna infatti la rete dello 0-2, che al 67′ chiude la partita. Lautaro ora è avvisato.

CHAVEZ BRILLA MA NON BASTA, MESSICO OUT

Amara delusione per il Messico, che vince contro l’Arabia Saudita ma viene comunque eliminato da Qatar2022. Fatale è stata la differenza reti (0 vs -1), ma anche in caso di parità sarebbero stati comunque i polacchi a spuntarla, per via del fair play e del numero di cartellini gialli presi.

Eppure, in una notte tutto sommato triste, nelle fila messicane brilla Luis Chavez, centrocampista 26enne del Pachuca. Con una punizione magistrale regala alla sua Nazionale il momentaneo 0-2, per poi riprovarci nello stesso modo poco dopo, quando però viene fermato da un miracolo di Al-Owais.

TUNISIA VITTORIOSA (MA ELIMINATA) TRA LE POLEMICHE

Colpo di scena nelle partite delle 16.00, dove la Tunisia batte una Francia trasformata dal turnover. Degli undici scesi in campo, infatti, solo tre erano già partiti dall’inizio in questo Mondiale (cinque se invece si contano anche le sostituzioni).

La Tunisia vince grazie a una rete di Wahbi Khazri, ultimo marcatore tunisino anche in occasione della scorsa Coppa del Mondo. A fine partita, però, Griezmann segna la rete dell’1-1 e l’arbitro intona i tre fischi, salvo poco dopo ripensarci e annullare il tutto. In ogni caso, non sarebbe cambiato nulla per le due squadre qualificate (Francia e Australia), ma les Bleus non hanno comunque intenzione di fare sconti.

DELUSIONE DANIMARCA, ORGOGLIO AUSTRALIA

Dopo la semifinale ad Euro2020, c’erano molte aspettative su questa Danimarca. Tra le possibili ousider, infatti, ai nastri di partenza sembrava una delle più attrezzate per poter dare fastidio alle grandi. E invece, per loro solo un deludente ultimo posto, con un misero punto e tanto su cui lavorare.

L’Australia, dal canto suo, può essere più che soddisfatta. Doveva essere la Nazionale condannata all’ultima posizione, ma con tanto cuore e cinismo riesce a stendere sia la Tunisia che la Danimarca, portandosi a sei punti e tornando agli ottavi di finale dopo 16 anni dall’ultima volta (vs Italia, 2006).

BELGIO E GERMANIA  E PER IL MIRACOLO

Oggi sarà invece la volta del Gruppo E e del Gruppo F, con quest’ultimo che sarà il primo a chiudersi. In programma alle ore 16.00, infatti, ci sono Canada-Marocco e Croazia-Belgio. I Diavoli Rossi sono obbligati a vincere, vista la differenza reti che li vede indietro a Croazia e Marocco. In realtà, potrebbe bastare anche un pareggio, ma solo se il Marocco dovesse uscire sconfitto contro il Canada.

Situazione più o meno simile per la Germania, che al contrario del Belgio si trova ultima ad un solo punto. Stasera, però, se la vedrà con il Costa Rica, consapevole del fatto che c’è un solo risultato a disposizione: la vittoria. Tuttavia, servirà anche un aiutino dall’altra partita: la Spagna, infatti, dovrà vincere contro il Giappone. In caso di pareggio, la Mannschaft potrebbe comunque passare, assicurandosi però di avere una differenza reti migliore dei nipponici.

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Turris-Fidelis Andria termina 0-0: Giannone sbaglia dagli undici metri

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Juve Stabia

Si è concluso TurrisFidelis Andria, match terminato con il risultato di 0-0. Questo risultato permette a entrambe di continuare la striscia di risultati utili consecutivi, nonostante venga interrotta quella in merito alle vittorie di fila. Questo è un risultato che sta stretto alla Turris, che, in diverse occasioni, poteva trovare la via del gol.

PAREGGIO A RETI BIANCHE TRA TURRIS E FIDELIS ANDRIA

Termina con un pareggio senza reti lo scontro tra i campani e i pugliesi; ma, nonostante lo 0-0, la partita è viva ed equilibrata, con occasioni da parte di entrambe le compagini. La palla goal più nitida della gara è il rigore, assegnato alla Turris dopo cinque minuti di gioco: Giannone, però, si lascia ipnotizzare da Savini, che respinge la conclusione. Successivamente la Fidelis Andria si propone in zona offensiva, ma i tentativi sono stati ribattuti dalla difesa corallina. Il primo tempo si è concluso senza un’ulteriore azione pericolosa da parte delle due squadre. Nella ripresa la partita è proseguita sui binari dell’equilibrio, come in occasione della prima frazione: l’unica occasione ce l’ha Leonetti al novantesimo, ma la sua conclusione si infrange sulla traversa.

Entrambe le squadre perdono la loro occasione di guadagnare posizioni in classifica. Qualora i corallini avessero vinto, sarebbero entrati in piena zona playoff, mentre i pugliesi sarebbe usciti dalla zona playout. Adesso la Turris sarà impegnata domenica pomeriggio contro l’Avellino, e potrà farlo nuovamente, contando sull’apporto dei propri tifosi. Ci sono tutti i presupposti, vista la posizione in classifica delle due squadre e l’aria da derby campano, per assistere a un incontro piacevole.

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Pronostico Serbia-Svizzera, statistiche e consigli per la partita

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Pronostico Serbia-Svizzera

PRONOSTICO SERBIA-SVIZZERA, STATISTICHE E CONSIGLI PER LA PARTITA – La sfida tra Serbia e Svizzera andrà in scena venerdì 2 dicembre alle ore 20 allo stadio Stadium 974 nel distretto di Ras Abu Aboud di Doha. Con il Brasile già qualificato, entrambe le squadre sono obbligate a vincere se vogliono continuare il loro cammino nel Mondiale.

Dopo la prima sconfitta (plausibile) con i verdeoro, la Serbia ha deciso di complicarsi la vita nella gara contro il Camerun, facendosi rimontare da 1-3 a 3-3 nel giro di pochi minuti. All’iniziale vantaggio di Castelletto avevano risposto Pavlovic, Milinkovic-Savic e Mitrovic nel giro di soli 12 minuti. La svolta della gara arriva poco dopo, con l’ingresso di Vincent Aboubakar, che tra 63′ e 66′ segna e serve un assist per pareggio finale. Al momento la squadra di Stojkovic è ultima in classifica con un solo punto: per passare, quindi, servirà una vittoria.

La Svizzera, invece, si trova in una situazione decisamente migliore, forte dei tre punti nel girone e della (momentanea) seconda posizione. Nonostante la sconfitta contro il Brasile, infatti, gli elvetici hanno disputato una gara solida, in cui sono riusciti a tenere il pareggio fino al minuto 83.

STATISTICHE SERBIA-SVIZZERA

Serbia e Svizzera si sono affrontate una sola volta nella loro storia. Si tratta della gara valida per la seconda giornata nel girone E di Russia 2018. All’epoca finì 1-2 per la nazionale di Petkovic, che superò in extremis gli avversari grazie alle reti di Xhaka e Shaqiri, in un match contrassegnato dalle polemiche.

PRONOSTICO SERBIA-SVIZZERA

Secondo i bookmakers, i favori del pronostico pendono (leggermente) dalla parte della Serbia. La vittoria delle Aquile Bianche, infatti, è quotata 2.60, mentre quella della Svizzera è data a 2.76. Per il segno X invece, la quota è pari a 3.30.

Si prospetta una partita estremamente tesa, in perenne equilibrio, che potrebbe essere sbloccata dalla giocata di un fuoriclasse. Per questo, saranno fondamentali le prestazioni dei migliori, degli uomini più attesi. Da Tadic, Mitrovic e Milinkovic a Xhaka, Embolo e Vargas. Per tali considerazioni, il consiglio della redazione di Numero Diez è il segno GOAL.

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