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I top e flop del weekend

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Versione snack della settimanale rubrica dei migliori protagonisti e dei peggiori flop del week-end. Questa settimana top e flop versione nazionali.

TOP

28 ANNI DOPO

Il video dell’euforia. 28 anni e un traguardo. Dopo un inseguimento durato 28 anni l’Egitto torna a partecipare a un’edizione dei Mondiali. L’ultima a Italia 90. Breve fu la partecipazione, gli uomini di Mahmoud El-Gohary uscirono alla prima fase dopo la decisiva sconfitta contro l’Inghilterra e due onorevoli pareggi. Poi più nulla fino a quello che sarà di Russia 2018. Con una qualificazione non proprio “in punta di piedi”. Pass, infatti, staccato da Salah nel recupero della decisiva gara contro il Congo. Vantaggio già al 18esimo con Salah. Discesa immediata. Fino all’88esimo quando Bouka Moutou, congolese, pareggia. Una “stangata” dolorosa, inaspettata. Gelida doccia. Dalle porte del paradiso dei mondiali viaggio a ritroso degli egiziani giù, fino a terra. Forse anche più profondo come crollo. Paradiso e ritorno. Un sogno già finito ancora prima di cominciare o quantomeno solo da rimandare di una gara. O solo di qualche minuto. Meno di 5. Perché al 93esimo Trezeguet va giù in area. Fallo di Arnold Bouka Moutou. Rigore. Al fischio è già festa. Salah deve ancora prendere palla. Deve ancora posizionarla. Deve ancora prendere la rincorsa. Il fischio deve ancora arrivare. Ma panchina, giocatori e spalti già fanno festa. Come se quel rigore fosse ancor meno che mera formalità, contro ogni forma di scaramanzia. Un rigore a favore al 93esimo porta con sè il rifiuto di abbassarsi a qualsiasi di superstizione. Perchè Salah prende la palla, la rincorsa, calcia…28 anni si cancellano nell’istante di un grido. Quello del commentatore che impazzisce e di un intero stadio che piange di una gioia incontenibile perché 28 anni senza mondiali fanno anche questo.

“FUORI POSTO”

Non esattamente al proprio posto. Quantomeno tradizione degli ultimi anni. Ma se si riesce a far penare un’intera nazione, quella di Messi, forse il proprio posto è quello. Nelle “grandi” sudamericane il Perù, si intromette a rovinare la festa a una di quelle più in crisi. Nessun fuoriclasse, nessun grande nome ma la forza del collettivo e dell’organizzazione. Tenere in scacco Argentina e Colombia. Loro si con fuoriclasse e grandi nomi. “Il talento ti fa vincere una partita. L’intelligenza e il lavoro di squadra ti fanno vincere un campionato” celebre pronuncia del grande di un altro sport che riassume a pieno quello che il Perù sta facendo. 2 pareggi e 3 vittorie nelle ultime 5. Nessun passo falso al contrario sia di Argentina, Cile (addirittura 3 sconfitte nelle ultime 5) e Colombia. Equilibiro perfetto, quasi, fra i gol fatti (26) e quelli subiti (25). E ancora un ultima partita. Contro la Colombia, ma a Lima, in casa propria, con la tentazione del sorpasso decisivo per tornare a respirare l’aria mondiale. Contro Falcao e compagni segnati dal crollo contro il Paraguay. Due posti e uno spareggio. Cile, Perù, Argentina e Colombia. Il Perù non è poi così fuori posto.

FLOP

POVERA ITALIA

Il 3-0 contro la Spagna doveva essere solo un episodio. Estemporaneo avvenimento. Singola caduta da importanza relativa contro chi è, senza dubbio più forte. Invece così non è sembrato. Così non è stato. Una modestissima Macedonia – sorretta da due giocatori militanti a Palermo, in B – ha fatto risorgere fantasmi ritenuti assopiti spaventando i ben più esperti Buffon, Chiellini, Insigne e il deus ex machina dell’attacco italiano Immobile. Assenze, tante ma non troppe, inaccettabile alibi. Crisi di modulo, personalità e poche certezze, soprattutto in mediana, ingredienti della formula di difficoltà. Fumi su Ventura che certo non aiutano. Speculazioni di lotte intestine e incomprensioni fra giocatore e allenatore a sommarsi. L’Albania un appuntamento da non fallire per avere acceso – eventualmente comunque non sicuro – ai Mondiali. Assurdo come certezza non ve ne sia…

DON’T CRY…ARGENTINA

Per un Perù top c’è un’Argentina flop. L’Argentina di Messi, Higuain (ancora una volta a casa) Icardi, Dybala, Di Maria, Benedetto ferma a soli 16 gol fatti. Il Perù già precedentemente citato ne ha messi ha segno 10 in più. La difesa – paradossalmente reparto più “a rischio” tradizionalmente – la certezza. Solo 15 gol subiti. Seconda migliore del girone. Alla Bombonera sembrava tutto pronto. “Trasloco” di stadio per la partita col Perù nel tempio del Boca per favorire l’apporto del pubblico. Per creare l’inferno attorno ai peruviani. Tante parole, tante premesse e uno scialbo 0-0 che complica i piani. La trasferta contro l’Ecuador già eliminato il crocevia per evitare play-off – o peggio ancora – la negata possibilità di accesso al mondiale. Immaginare un mondiale senza Messi viene difficile. L’Ecuador già eliminato variabile in più a dare quasi scontato l’esito di una partita quanto mai fondamentale. Con la speranza bianco-celeste che Sampaoli non lasci in panchina per 90 minuti Dybala e Icardi. Ancora una volta.

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Qatar 2022, si formano i primi quattro accoppiamenti degli ottavi di finale

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Sono finite pochi minuti fa Polonia-Argentina ed Arabia-Saudita-Messico, le partite conclusive del Gruppo D.

A passare agli ottavi di finale sono l’Argentina che, grazie alla vittoria per 0-2, ha conquistato il primo postom e la Polonia di Lewandowski, nonostante la sconfitta.

Al termine di questa giornata abbiamo, quindi, ufficialmente i primi quattro accoppiamenti degli ottavi di finale del Mondiale. Di seguito potrete trovare le partite ufficiali.

Olanda-USA

Argentina-Australia

Francia-Polonia

Inghilterra-Senegal

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Calcio Internazionale

Il Manchester United su Gakpo: i dettagli della trattativa

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Gakpo

Il giocatore rivelazione di questo Qatar 2022 è sicuramente l’olandese Cody Gakpo, che si sta mettendo in lue per qualità e completezza tecnica. Nelle prime battute del mondiale, l’attaccante del PSV ha già totalizzato ben tre reti in altrettante partite. Attirando su di sè l’interesse dei top club europei.

Il classe 1999 attualmente gioca nel campionato olandese, dove ha già registrato ben 9 gol e 12 assist in sole 14 partite. Secondo quanto riportato da Nicolò Schira, il Manchester United a farsi avanti per il calciatore. Sarebbe dunque in corso la trattativa tra il club olandese e quello inglese, con quest’ultima che offre a Gakpo un contratto fino al 2027, con opzione per il 2028.

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Calcio Internazionale

Szczesny causa e para il calcio di rigore, è il secondo nella storia

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Juve, sospiro di sollievo per Szczesny

Con il rigore parato a Messi questa sera, Wojciech Szczesny entra nella storia dei Mondiali con un dato abbastanza particolare. Il portiere della Juventus ha prima causato il calcio di rigore e poi si è fatto perdonare parandolo. Un’impresa abbastanza molto particolare. Ma Szczesny non è il primo ad averlo fatto, nella storia dei Mondiali. Come riportato da Opta, prima di lui è toccato al francese Joel Bats, contro il Brasile nel Mondiale di Messico 1986. Sicuramente una bella soddisfazione per Szczesny, che inoltre, in questo mondiale, ha già parato un rigore contro l’Arabia Saudita.

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Calcio Internazionale

Unai Simon esalta la Spagna: “Poche squadre paragonabili a noi”

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Spagna

L’importantissima sfida tra Giappone e Spagna, deciderà le sorti del gruppo E. Nella classica conferenza stampa della vigilia, Unai Simon ha presentato così il match, esaltando il momento delle furie rosse: “Poche squadre al mondo possono essere paragonate alla Spagna in termini di gioco. Giappone? È una squadra molto laboriosa, che si riposizione molto rapidamente in campo quando è necessario”.

Il portiere dell’Athletic Bilbao, si è anche espresso sulle richieste di giocare il pallone da parte del c.t della Spagna, Luis Enrique. “Sono consapevole che può essere una situazione rischiosa, soprattutto con l’attaccante in pressione, ma io mi sento tranquillo. Sono giovane, posso imparare e crescere, in più devo superare i miei limiti. In questo momento posso dire che questo è il momento in cui ho più fiducia in me stesso”.

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