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I top / flop del weekend!

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I top / flop del weekend!

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Team Numero Diez

Lunedì. Nuova settimana, nuovi progetti e nuovi obbiettivi. Noi però riavvolgiamo il nastro alle gare del week end. Bilanci e riflessioni; ecco i top e i flop del fine settimana.

I TOP

LA RIVINCITA DEI GOMEZ

Italia e Germania. Serie A e Bundesliga. Sangue latino per entrambi. L’argentina in quello di uno. La patria spagnola nell’altro. Un punto in comune, oltre che il cognome. Il gol. Alejandroel PapuGomez e l’altro Gomez, Mario stanno rubando la scena nei rispettivi campionati. Il capitano atalantino a ritmo di Papu Dance e gol sta attirando i riflettori. Sonora tripletta al Genoa, quota 14 sigilli raggiunta. Prima di lui solo 3 giocatori passati dall’Atleti Azzurri hanno fatto meglio: un certo Pippo Inzaghi che vinse la classifica cannonieri nel 1997 con 33 reti, Cristiano Doni e German Denis che si sono spinti fino a 16. La freccia per il sorpasso già lampeggia. La prossima Papu Dance potrebbe festeggiare un nuovo record. Quindi Baila Papu! Questione di cognomi forse. Un po’ più su geograficamente, infatti, un altro Gomez sta facendo impazzire la sua piazza. E’ l’ex viola Mario Gomez. One man show nelle ultime quattro gare di quello che ormai è il suo Wolfsburg. 6 i gol dei tedeschi, tutte a una sola firma, la sua, “El Torero”, con l’apoteosi della tripletta in 6 minuti, sulle orme dell’altro Gomez, contro il Leverkusen. Sarà questione di cognomi.

LEWA-GOL

Se di bomber si parla, non citare Lewandowski sarebbe reato. Nel weekend delle triplette Robert si mette in fila per il suo pallone firmato. 3 gol a punire il malcapitato Augsburg. 16 i suoi gol in 12 gare contro l’Augsburg. Assist per il 4-0 di Thiago Alcantara. 34 presenza tra Bundesliga e Champions League. 34 i gol. Media facile da fare. 12 i gol di Lewandowski nelle ultime 6 gare all’Allianz Arena. Mai nessuno come lui prima. Parlano i numeri, il suo primo gol è il 100° nelle 39 gare con Re Carlo in panchina che ora è a quota 105. 2,69 gol a partita. D’altronde con un bomber così…

DE KLASSIEKER

Ajax-Feyenoord. La rivalità più antica d’Olanda. La lotta storica, oggi meno pesante e marcata, fra benestanti e operai. Fra lo “sperpero”, come recitò uno scrittore di Rotterdam, di Amsterdam e il sudore della stessa Rotterdam. Ostilità e violenze hanno fatto la storia di queste due squadre. Non siamo qui per raccontarle ma per narrare dello strapotere dei lancieri che il terreno dell’Amsterdam Arena ha messo in scena. Prima della partita il Feyenoord domina l’Eredivise in classifica con un relativamente sicuro +6 sull’Ajax. Dopo i 90 minuti la storia è diversa. 90 minuti di dominio totale dei lancieri. L’inizio che non ti aspetti ma che speri in partite del genere. Risultato sbloccato al secondo 55 con una perla di tecnica e potenza di Schøne su punizione. Raddoppio firmato Neres al suo primo Klassieker. Unico squillo Feyenoord al 93′ con il gol estemporaneo di Kramer dopo un errato disimpegno della difesa dell’Ajax. Quinta vittoria consecutiva in casa dell’Ajax e Eredivise che è più incerta che mai. Questo è il Klassieker.

I FLOP

“EMIGRATI” IN CINA

Dici derby e pensi a emozioni, qualità, spettacolo e agonismo. Tutto cambia se inquadri il contesto. Chinese Super League, astro nascente del calcio, forse già in declino. Derby fra Beijing Guoan e Shangai Shenhua. Ma quello che importa di più, forse, è la sfida a distanza fra gli “ex-europei” Yilmaz e Renato Augusto contro la coppia della Serie A Tevez-Guarin. Nomea e ricordo che potrebbero portare a pensare a un epilogo già scuro. Tutt’altro. Yilmaz e Augusto si impongono sul campo ed escono vittoriosi con un 2-1 con la punta turca che sblocca l’incontro e la chiude con la doppietta personale. L’accento va però posto sull’anonima e negativa prestazione dei due ex “italiani”. Ritmi lenti e imprecisioni che fanno sospettare che quelli visti in campo siano, è proprio il caso di dirlo, le controfigure “made in China” dei due sudamericani. Ma forse la scelta e il loro approdo nella serie cinese non era proprio legato a meri obbiettivi sportivi…

PALETTA-DONNARUMMA

Il rapporto di coppia è sempre difficile. Bisogna pesare ogni azione e configurare i propri gesti per evitare di rovinare tutto. E Paletta e Donnarumma, probabilmente, stano ancora cercando di calibrare la propria intesa. Non sia un capo d’accusa ne una crocifissione dei due, forse, più grandi artefici della stagione rossonera al di sopra delle aspettative. Il gol, anzi il pasticcio che i pilastri del reparto arretrato hanno confezionato è la somma di errori di concetto e di tecnica individuale da sottolineare ma non condannare. La trama del disastro parte da un rinvio della difesa del Pescara su cui il “gigante” Paletta va in difficoltà contro il piccolo Caprari. Da lì è un escalation fino all’apoteosi abruzzese. Retropassaggio illogico, come insegnano fin da bambini, con linea di “corsa” del pallone verso la porta, forte e a mezz’altezza ad alleggerire su Donnarumma che se un limite fin qui l’ha evidenziato è la tecnica con i piedi. Il finale è gia scritto. Altro errore, questa volta di Donnarumma stesso, che manca completamente lo stop e 1-0 Pescara tutto made in Milan. Un errore con cui non condanniamo nè PalettaSuper Gigio, saremmo folli a farlo, ma comunque da matita rossa che al giovane portiere non può far altro che bene per il proseguo della sua carriera. In questi casi si può azzardare un “meglio prima che poi”. Ma nessun allarmismo, in casa Milan situazioni del genere sono di relativa ordinaria amministrazione. Per referenze chiedere a De Sciglio e Diego Lopez in quel di Parma qualche anno fa.

GENOA

Uno 0-5 è sempre pesante da digerire. Sommato alla situazione tutt’altro che rosea che sta vivendo la sponda rossoblù di Genova può concretizzarsi nella proverbiale goccia che fa traboccare un vaso ormai al limite della sua capacità. Va detto che i meriti dell’Atalanta sono chiari. Ma si sà non si gioca mai da soli, si sbaglia sempre in due, soprattutto nel calcio. Va ad aggiungersi anche la scelleratezza dell’ex Pinilla che decide di accorciare la sua partita di mezzora facendosi espellere per insulti tutt’altro che motivati verso il direttore di gara. Uno 0-5 di recente memoria al Genoa era già toccato nel 2009. Grifone che fu martire della fame di vittorie di Mourinho e della sua Inter mai sazia. Quell’anno poi, un’alibi, volendo trovarla, la si può dare ai rossoblu: la storia racconta di come quell’Inter fosse la squadra più forte d’Europa e poi del mondo. Preziosi da solo in tribuna ad assistere al harakiri genoano è l’immagine chiave della situazione dalle parti di Marassi. Ma anche questo è, nel bene o nel male, il calcio.

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Flash News

Sommer evidenzia le qualità avute dall’Inter nell’ultimo mese

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Sommer Serie A Inter Probabili

Ai microfoni di Sky Sport è intervenuto anche Yann Sommer. Il portiere dell’Inter, dopo i 3 punti conquistati contro un Genoa molto propositivo, è parso entusiasta della stagione vissuta fino ad ora.

Arrivato in estate dal Bayern Monaco, lo svizzero classe ’88 ha contribuito sensibilmente al primo posto nerazzurro: con 13 gol subiti in Serie A, l’Inter è la miglior difesa del campionato.

LE PAROLE DI SOMMER

MATCH –È stata una partita difficile ma ce lo aspettavamo. Abbiamo avuto molte difficoltà sui cross e sul pressing del Genoa. È stato molto importante fare i 2 gol nel primo tempo: il doppio vantaggio ha indirizzato la partita“.

INTESA –Trovo che sia molto positivo come abbiamo giocato nell’ultimo mese: si è percepita molta energia. È molto bella questa unità di squadra e la grandissima intesa che c’è con ogni componente. Questi fattori ci hanno aiutato a subire pochi gol lo scorso mese. Tutto questo fa parte del processo di maturazione e di crescita della squadra“.

VANTAGGIO –I 15 punti di vantaggio sono buonissimi ma non ci pensiamo, soprattutto perché la prossima partita sarà molto complicata: ciò che c’è nella nostra testa è solo il Bologna. Vogliamo continuare a fare punti per via delle tante gare che ci attendono“.

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Frattesi bloccato da un problema fisico: le sue condizioni

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Frattesi

L’Inter non ne vuole sapere di fermare la corsa verso il ventesimo scudetto della sua storia e anche stasera è arrivata la vittoria per 2-1 contro il Genoa. L’unica nota negativa in casa Inter potrebbe essere un probabile problema fisico da parte di Davide Frattesi. Il centrocampista non è stato chiamato in causa nella vittoria casalinga contro i ragazzi guidati da Alberto Gilardino. A cavallo tra il primo ed il secondo tempo il calciatore sembrava si stesse scaldando con i propri compagni, ma ad inizio della ripresa si è seduto in panchina prematuramente facendo intravvedere qualche smorfia.

FRATTESI, NON PARTECIPA ALLA FESTA DELL’INTER 

Un altro elemento che fa pensare ad un infortunio per il numero 16 nerazzurro è il fatto che dopo il match l’ex Sassuolo non abbia effettuato il richiamo assieme ai calciatori subentrati a gara in corso o a quelli non attivati durante la gara. È consuetudine che tutti i calciatori che non hanno giocato o sono subentrati per pochi minuti facciano le famose “ripetute” a fine match. Davide Frattesi, però, ha imboccato il tunnel assieme ai compagni dopo aver accolto gli applausi di tutti i tifosi nerazzurri. Per Frattesi all’Inter sarebbe l’ennesimo problema accusato nel corso di questa stagione che rimane comunque ottima.

LE PAROLE DI INZAGHI

Nel post-partita sull’argomento è intervenuto anche Inzaghi:

“Frattesi si è scaldato con gli altri ma non si sentiva completamente libero. Gran maturità perché sapeva che avevamo bisogno di gente che stesse bene. Ha preferito non rischiare, vediamo di portarlo a Bologna”.

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Inzaghi elogia Asllani e lancia un messaggio sugli arbitri

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Inzaghi

Nel post-partita di InterGenoa spazio anche alle parole di mister Inzaghi, il quale è parso molto soddisfatto della prova dei suoi ragazzi e ne ha ampiamente parlato ai microfoni di Sky Sport.

La vittoria contro gli uomini di Gilardino portano i nerazzurri a 15 punti di vantaggio sulla Juventus. Ma Inzaghi ancora non ci sta: non vuole sentire parlare di scudetto, soprattutto alla luce delle partite ravvicinate e complicate che attendono l’Inter.

LE PAROLE DI INZAGHI

PARTITE –Abbiamo fatto 15 punti in 33 giorni ma dobbiamo stare molto attenti e concentrati, sappiamo che ci sono 2 mesi di partite ravvicinate. Era la quinta partita in 16 giorni. Abbiamo 3 partite impegnative prima della sosta (ndr, Bologna, Atletico, Napoli). Nel 2024 abbiamo giocato 12 partite e le abbiamo vinte tutte, complimenti a tutta la squadra. Ora dobbiamo guardare avanti e a sabato, a Bologna”.

ASLLANI –Va fatto un elogio ad Asllani perché ha fatto 3 partite in una settimana: si è sempre allenato al massimo ed è stato preziosissimo anche se ha giocato poco il resto della stagione”.

RECUPERI –Speriamo che Frattesi e Calhanoglu possano recuperare perche ho bisogno di tutti per queste 3 partite. Frattesi si è scaldato con gli altri ma non si sentiva completamente libero. Gran maturità perché sapeva che avevamo bisogno di gente che stesse bene. Ha preferito non rischiare, vediamo di portarlo a Bologna. Arnautovic e Sanchez non sono una sorpresa, sono fondamentali da inizio anno ma la Thu-La ha grandissimi numeri.”

LAVORO –Dobbiamo continuare così, lavorare come stiamo facendo. I ragazzi sanno gli obiettivi raggiunti e da raggiungere. Mancano 11 partite e non dobbiamo mollare. Le rotazioni me le dicono il campo. Il lavoro ci ha fatto arrivare ad essere ciò che siamo oggi. Il lavoro quotidiano con staff e giocatori è supportato da una società sempre al nostro fianco che ci aiuta in ogni cosa. Ho un gruppo fantastico, siamo contenti perché il primo trofeo è stato vinto, mondiale per club raggiunto, ora andiamo forte in campionato e Champions.”

ARBITRI –Ho fatto 300 presenze in serie A, ho visto tante partite e siamo fortunati in Italia. Qualcosa si sta sbagliando ma anche noi allenatori dobbiamo cercare di aiutare gli arbitri. L’adrenalina non aiuta ma noi addetti ai lavori dobbiamo andargli incontro. All’estero è pure peggio, non lamentiamoci dei nostri arbitri. Il grande passo in avanti lo faremo quando noi allenatori per primi non penseremo più a chi arbitrerà la partita ma penseremo solo al campo“.

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Champions League

Luis Enrique sui cambi di Mbappé: “Anche in Champions? Sì, certo”

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Mbappé

Da quando è arrivata l’ufficialità dell’addio a fine stagione, un freddo gelido è calato tra il PSG e la sua stella Kylian Mbappé.

Promesso sposo del Real Madrid, il fenomeno francese non è più imprescindibile per Luis Enrique, tecnico dei parigini. Un segnale forte e chiaro da parte dell’allenatore spagnolo che, a detta sua, lo fa solo per abituare lui e la squadra a giocare senza la loro punta di diamante. Il numero 7 del PSG potrebbe, dunque, trovarsi fuori dai titolari (o, più probabilmente, sostituito a gara in corso) anche in Champions League. In campionato questo sta accadendo già da tempo: escluso dai titolari contro il Nantes, sostituito contro il Rennes con i parigini in svantaggio e sostituito anche con il Monaco sul pareggio.

Questa dinamica potrebbe verificarsi anche domani sera a San Sebastian, nel ritorno degli ottavi di finale, nel match contro la Real Sociedad (punteggio parziale sul 2 a 0 per i francesi). Mbappé dovrebbe partire nell’11 titolare, tuttavia la sostituzione a gara in corso è già nell’aria.

Le parole del mister a RMC Sport sono chiare:

Gestirò Mbappé allo stesso modo anche in Champions? Sì, certo. Perché no?”.

Insomma non è scontato che il campione del mondo 2018 giochi tutti i 90 minuti. L’esclusione dai titolari o anche un cambio a gara in corso rappresenterebbero comunque una vera e propria novità: fino ad ora Mbappé non ha saltato nemmeno un minuto di questa Champions League tra gironi e andata degli ottavi. In 7 presenze totali ha messo a segno 4 gol, 3 nella fase a gironi e uno all’andata contro la Real Sociedad.

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