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I top / flop del weekend!

I top / flop del weekend!

Ultimi verdetti assegnati. Stagione conclusa. Con ancora un unico, grande appuntamento. Cardiff. Non ci proiettiamo però a ciò che sarà ma riviviamo quello che è stato. Top e flop come ogni lunedì!

TOP

MILLENNIALS

Nel giorno dell’addio dell’ultima bandiera si prendono la loro fetta di torta. Nel giorno d’addio della “vecchia” 10 di Roma loro la scena tentano di rubarla. Già dal giorno prima quando Bologna e Juventus non hanno nulla da chiedere. Nulla di reale e concreto per cui giocare se non, per i bianconeri, tenere minuti nelle gambe per l’appuntamento, quasi innominabile per scaramanzia, del 3 giugno. Rotazione, spazio a ci ha giocato meno e ai giovani. A quel giovane Kean già osannato in stagione a promessa quasi già vinta. Dentro nella mischia, ma non da subito per tenerlo fresco per la fine quando il mix di età e freschezza sarebbe potuto essere fatale alla difesa emiliana. Un ingresso silenzioso in campo. Il gol al 90esimo e oltre. Un ingresso rumoroso e importante nella storia. Primo 2000 a segnare nei 5 top-campionati. Record che dura poche ore. Neanche ventiquattro. Perché nell’ultima partita di uno che la storia, anche se di una sola città e una sola maglia, l’ha fatta per davvero un “pischello” del 2001 prova, per qualche minuto, ad alleggerire il clima di già romantica nostalgia. Al minuto 3, Pellegri rovescia in un assurdo e quasi irreale silenzio 70.000 anime lì solo per un unico scopo. Esordio da titolare da sogno. Nel mezzo, in Sardegna, un veterano del 1998. Anche lui all’esordio. Luca Crosta. Ingresso prepotente ad esaltazione indiretta della grande prospettiva di portieri per la nostra nazionale. Prima un miracolo su Bacca. Nel secondo tempo l’altro miracolo, anche fortunoso, sempre sul colombiano con il rigore parato. 3 ingressi da sogno prepotenti. E allora lasciamoli sognare.

ARSENAL

L’ultima scena in Inghilterra è a firma Gunners. L’ultimo trofeo stagionale se lo prende Wenger nella sua, forse, ultima panchina all’Arsenal. Speculazioni e calciomercato non distraggono. La mancata qualificazione alla Champions ripagata, probabilmente non del tutto, dalla vittoria dell’FA Cup nel derby londinese con il Chelsea. L’appena proclamato re Conte si arrende all’eterno incompiuto Wenger. Sanchez con un gol contestato e Ramsey portano la coppa dalla parte biancorossa di Londra. Inutile, se non a nutrire false speranze di un Chelsea già in inferiorità numerica, il momentaneo pareggio del solito Diego Costa. Magro bottino stagionale per i Gunners. Un traguardo che però non placa le voci dei tifosi, desiderosi ormai di vedere Wenger lontano da quella panchina.

BELLISSIMA REALTÁ

Tra le più presenti nella top delle ultime settimane. Impossibile il contrario. Un’infinita risalita verso la salvezza. Impossibile secondo i più. Citazioni e paragoni illustri che si scomodano e si sono scomodati, come il richiamo all’avvocato Falcone da parte di Nicola, nelle ultime 9 gare del Crotone. 8 risultati utili con il solo intermezzo, scontato, dello Juventus Stadium. 11 punti recuperati sulla cicala Empoli già erroneamente convinto della raggiunta salvezza a matematica non ancora alleata. 21 punti su 27 disponibili raccolti nelle ultime 9 partite. Credere nell’impresa. Credere nella favola. Farla diventare realtà. Scrivere una piccola pagina di storia: nessuna squadra con 9 punti dopo il girone d’andata era mai riuscita a salvarsi. Fino a ieri. Il sogno è bellissima realtà rossoblù. E ora Nicola ti tocca pedalare. Hai voluto la bici….

FLOP

HARAKIRI TOSCANO

Per un’impresa folle c’è un’altrettanto folle e reale suicidio. 11 punti garantivano all’Empoli la leggera aria di tranquillità e padronanza del proprio destino sul Crotone. Difficile capire le reale ragioni di tale impresa. Perché perdere 11 punti e passare dalla quasi tranquilla salvezza alla retrocessione è ardua impresa. Ma i toscani sono riusciti nel compito. Appagati del distacco con i calabresi si sono adagiati e rilassati, come la cicala che guarda l’operosa formica adoperarsi. Ma l’inverno giunge silenzioso. I verdetti arrivano. Il Crotone ha sudato, ha messo cuore e gambe oltre tutto anche quando la testa non serviva più, quando i ragionamenti erano inutili e contavano solo le vittorie e i punti. La formica si è salvata. La cicala, come nella fiaba, è stata vittima di sé stessa. Come l’Empoli. Vittima di sé stesso.

LA FASCIA

L’episodio cade perfetto. L’addio del Capitano giallorosso aggrava quanto stiamo per dire. I milanisti si sono abituati ormai da tempo all’affronto che stiamo per raccontare. Dal fatidico 2012, dall’addio di tutte le bandiere il Milan non ha più avuto, come voce dei tifosi, un capitano o qualcuno che potesse essere considerato tale e raccogliere la pesantissima eredità di Baresi, Costacurta, Maldini, Gattuso, Ambrosini…Dal 2012 una brusca frenata. Ufficialmente Montolivo. Realmente, forse, nessuno. Di intermezzi, fra squalifiche e infortuni del 18 rossonero ce ne sono stati di assurdi. Mexès, Muntari, Paletta, la più lunga parentesi Abate e poi De Sciglio. Ma sempre la mancanza della personalità del vero leader, quella che Ibrahimovic incarnava e a cui era stata promessa la fascia. Proprio in quel 2012 come regalo in caso di permanenza. Ma l’ultimo braccio ad essere stato stretto in quel pezzo di stoffa che in altre realtà ha lasciato il segno dell’elastico sull’avambraccio di Del Piero, Zanetti e fino a ieri Totti è stato quello di Honda. Un accostamento stonato. Nessun clamore ma semplicemente, forse, l’omaggio per l’addio al grande professionista, silenzioso e diligente che tutto Milanello dipinge. Un accostamento, per tradizione e rendimento del giocatore, decisamente stonato. Sicuramente un gesto semplicemente simbolico e di ringraziamento. E i tifosi milanisti, con tutto il rispetto per Honda uomo e calciatore, sperano di non vedere altri accostamenti simili in attesa della vera bandiera pronta a raccogliere la pesante eredità dei più degni predecessori. In attesa, forse, della maturazione di quel 99 sulle spalle.

COMPLOTTO!

“Ci hanno sabotato gli scarpini”. Lo dice chiunque allenatore. Quando si perde mai cercare alibi. Concentrarsi sui propri errori. Ma comunque tra arbitri e infortuni i capri espiatori fanno il gioco a chi viene chiamato in causa più spesso. Creativo e assurdo l’alibi che i giocatori del Braunschweig hanno individuato accusano il Wolfsburg nello spareggio salvezza-promozione. L’accusa di Bolland, leader del Braunschweig, è chiara. Sabotaggio agli scarpini. Come?

Era tutto bagnato, non è stato per nulla piacevole. Abbiamo provato, le docce vanno azionate premendo un pulsante, è stato fatto di proposito. Qualcuno si è preso la libertà di farci questo scherzetto, ma c’è un Dio del calcio e queste cose vengono punite.

Ma l’assurdo arriva dall’altrettanto strana risposta del responsabile dei magazzinieri del Wolfsburg.

Ogni 24 ore, per motivi igienici, le docce si azionano automaticamente per pulire l’ambiente. Non sappiamo perché il Braunschweig abbia piazzato gli scarpini dei giocatori nell’area doccia invece di lasciarli sulle panche dello spogliatoio.

Strano l’episodio. Strane le accuse e ciò che forse stupisce è che la risposta del Wolfsburg è arrivata a tentativo di spiegazione e scaglionamento per un’assurda accusa. Il ritorno è ancora da giocarsi, questa volta all’Eintracht Arena. Chissà se i giocatori del Braunschweig aspetteranno la pronuncia del Dio del calcio tanto invocato o provvederanno con le proprie mani…

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