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I top / flop del weekend!

La nostra prima pagina

I top / flop del weekend!

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Team Numero Diez

Cara amata Serie A sei tornata. Dopo le nazionali torna anche l’appuntamento del lunedì con la nostra top e flop.

TOP

NAGELSMANN

Se a 28 anni e qualche mese ti chiamano per salvare una stagione le emozioni si mischiano fra incredulità, timore e impazienza. Soprattutto se non hai mai allenato prima. Se non qualche giovanile. Un cocktail di emozioni pesante da far girare la testa, di quelli da sbornia indimenticabile. Ma la sfida c’è e non accettala è da codardi. Così a 28 ti ritrovi in Bundesliga, con in mano l’occasione della vita. Un limbo sottilissimo fra eroismo o oblio. Bruciarsi una carriera quasi neanche iniziata è qualche centimetro più in là. Il tempo non è dalla propria. Rimediare il rimediabile in fretta. L’impresa la porti a termine. Niente oblio, solo eroismo e riconoscenza, dogma calcistico condivisibile o meno. L’anno dopo poi la qualificazione in Europa. Tutto un caso forse. O forse no. Perché alla terza stagione su quella panchina qualche volta fa bollente e oggi più comoda che mai tu, Julian Nagelsmann, a 30 anni, e il tuo Hoffenheim siete a 7 punti dopo tre giornate. Dopo, soprattutto, aver ammutolito per due volte in 90 minuti Carlo Ancelotti e il Bayern Monaco. Non proprio un ragazzino qualunque. Non proprio una squadra qualunque. Qualcosa vorrà pur dire…

LA JOYA E LA PULCE

Un confronto, anzi due, ravvicinati già l’anno passato ci sono stati. Palcoscenico della Champions League. Illeso vincitore l’argentino “italiano”. “Quando si perde si vorrebbe rigiocare dopo mezz’ora”. Qualche mese in più Messi ha dovuto aspettarlo ma martedì, al Camp Nou, la prima succulenta rivincita sarà sul piatto. Intanto in queste prime tre giornate di Liga e Serie A il confronto personale è più equilibrato che mai. 3 presenze a testa. 5 gol a testa. Una tripletta per uno, una tripletta per l’altro. Questioni di numeri che non rendono riconoscibile nel confronto chi sia il 5 volte Pallone d’Oro. E paragoni, somiglianze e addirittura speculazioni di passaggio di consegne fluttuano fra le cattedre in tv e fra i tavolini delle discussioni da bar. Tripletta per Messi nel caldo derby contro l’Espanyol. Nessuna tripletta questa volta per l’altro, Dybala, ma il chiaro segnale di chi sia il fuoriclasse all’Allianz Stadium e di come quella 10 sia più leggera che mai sulle spalle di qualcuno. Dybala e Messi, la nazionale non gode più di tanto ma juventini e catalani se ne fanno più di una ragione. I campionati sono appena iniziati, il confronto è appena aperto. La possibilità di vederli insieme in maglia blaugrana stuzzicava vane, quasi erotiche fantasie per i veri amanti dei tacchetti a 13. Due confronti ravvicinati da qui a dicembre ma un filo, un legame, una sfida che li terrà uniti e appaiato per tutto il resto della stagione.

PSG

La più attesa. Più di 400 milioni in tre maglie. Cavani, Neymar e Mbappè finalmente insieme. La più discussa e costosa campagna acquisti della storia applicata al campo. Sulla carta uno spettacolo per gli occhi garantito. Sull’erba pure. A Metz lanciato il primo segnale di quello che potrà essere il PSG, anche e si spera finalmente in Champions, e colto da tutti. La più attesa, tutti e tre insieme per la prima volta. Carburare lentamente ma quando il motore gira, come va il PSG. Già il primo gol è un minimo assaggio di schemi e chimica ancora poco affine tra i tre ma gustoso succo di quello potrà essere. La dolce verticalizzazione di Neymar, d’esterno, non è qualcosa di trascendentale e mistico. Una semplice giocata, imitabile da chiunque, ma manifestazione di strapotere e classe. Altrettanto il cross d’esterno di Mbappè, col misurino, sulla testa di Cavani, scampato 2-0. Il secondo tempo è assolo parigino. Mbappè e Neymar combinano e timbrano con una semplicità disarmate. Il PSG là davanti fa paura. Trepidanti attese per gli scarpini di quei tre che calcano il  prato della Champions League. Per qualche giorno c’è da accontentarsi dei sogni e delle supposizioni di quello che il PSG sarà. E se sarà anche in Champions, sarà un grande PSG.

FLOP

BENE MA NON BONUCCI

Oltre 200 milioni spesi sul mercato. Tante cose formali anche sul campo. Preliminari di Champions e prime due di campionato, relativa difficoltà, che però la formalità aveva spazzato via facilmente. L’attesa per il primo vero test della stagione per appurare che tutto quello fatto finora non fosse mero abbaglio e illusione. Il maltempo ci si era messo di mezzo e forse sarebbe stato bene ascoltarlo. Escluse goliardiche battute il tonfo del Milan “formale”, fa male e risuona prepotente anche nel day-after. Una prima parte di gara, a dir la verità, abbastanza convincente ma effimera ed evanescente. La Lazio ci mette poco e in 50 minuti stende Montella. Male tutti, male i nuovi, male i più attesi. Bonucci è sembrato un bambino spaesato e fuori luogo annientato e ammutolito dai mostri biancocelesti. I dubbi esistenti sul suo rendimento nella difesa a due hanno trovato conferma più che convincente. La facilità con cui Immobile, imprendibile, lo ha saltato nell’1 contro 1 in campo aperto – già sul 4-0 – è icona del flop clamoroso. Le pecche già considerate di R.Rodriguez in fase difensiva non sono più mascheratili dalla capacità di spinta ieri, probabilmente, dimenticata sul bus della squadra. Biglia in mezzo ha fallito circondato da un’immobilismo generale. Ma le geometrie del play argentino sono pane per i denti di questo Milan. Kessiè fantasma e gemello scarso di quello che si è visto finora. Davanti Cutrone ectoplasmico ma preventiva ipotesi. Suso stucchevole egoista e prevedibilità in un mancino ieri innocuo. E fa strano che dopo 200 milioni spesi sia il contestatissimo e “odiato” Montolivo a risultare sul tabellino…

VAR O NON VAR

Amletico dubbio da qua fino a quando non si sa. L’efficacia è indiscutibile. L’utilizzo spasmodico nella prima giornata si è affievolito. Per mancanza di episodi o per sempre maggior presa coscienza e conoscenza del mezzo da parte degli arbitri le possibilità. Le polemiche post partita sembrano aiutate dal mezzo ma l’enigma rimane ancora sulle tempistiche di utilizzo. 6 minuti ieri in Inter-Spal per decidere del rigore dell’uno a zero. Sei minuti di colloqui fra arbitro e assistente VAR per poi la conclusione dell’epilogo più facile. L’arbitro in campo a consultare personalmente lo schermo. La decisione finale è quella corretta. Le tempistiche, forse, un po’ meno e conseguenti ragionamenti e considerazioni su chi siede sugli spalti che si fanno largo. A Udine altra chiamata in causa per la nuova tecnologia per decretare un rosso sacrosanto a Bertolacci sfuggito all’arbitro. L’utilità è indiscutibile e i riscontri sul campo sono evidenti. Le tempistiche lasciano ancora a desiderare. Var o non Var, il dubbio amletico.

DA SCUOLA CALCIO

Indecisione sull’ultimo di slot della nostra classifica. La rivedibile Hellas Verona meriterebbe per distacco il posto. Ma sarebbe troppo facile sparare a zero sulla squadra di Pecchia. Allora slot riservato all’altrettanto rivedibile “schema” su punizione dell’Atalanta, La per l’1-0 del Sassuolo. La posizione avrebbe permesso la battuta a rete diretta, senza inutili sfarzosità. La scelta di chi doveva battere, invece, era diversa. Doppio tocco per portarsi la palla più verso il centro del campo e battuta a rete. Tutto semplice della testa dei pittori atlantici. Meno in quella del Sassuolo. Il tocco di Ilicic non è di quelli morbidi, la palla troppo lunga, contrasto e ripartenza del Sassuolo con l’Atalanta quasi tutta a saltare nell’area neroverde. I soliti canonici due rimasti dietro a “proteggere eventuali ripartenze”. Pochi. Campo aperto. Due passaggi e 1-0 Sensi. Errore da matita rossa con lo stesso Ilicic che si ritrova a rincorrere fino al limite dell’area. Un errore da scuola calcio. Prendere gol su punizione a favore dal limite è ovviamente da flop!

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Flash News

Sommer evidenzia le qualità avute dall’Inter nell’ultimo mese

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Sommer Serie A Inter Probabili

Ai microfoni di Sky Sport è intervenuto anche Yann Sommer. Il portiere dell’Inter, dopo i 3 punti conquistati contro un Genoa molto propositivo, è parso entusiasta della stagione vissuta fino ad ora.

Arrivato in estate dal Bayern Monaco, lo svizzero classe ’88 ha contribuito sensibilmente al primo posto nerazzurro: con 13 gol subiti in Serie A, l’Inter è la miglior difesa del campionato.

LE PAROLE DI SOMMER

MATCH –È stata una partita difficile ma ce lo aspettavamo. Abbiamo avuto molte difficoltà sui cross e sul pressing del Genoa. È stato molto importante fare i 2 gol nel primo tempo: il doppio vantaggio ha indirizzato la partita“.

INTESA –Trovo che sia molto positivo come abbiamo giocato nell’ultimo mese: si è percepita molta energia. È molto bella questa unità di squadra e la grandissima intesa che c’è con ogni componente. Questi fattori ci hanno aiutato a subire pochi gol lo scorso mese. Tutto questo fa parte del processo di maturazione e di crescita della squadra“.

VANTAGGIO –I 15 punti di vantaggio sono buonissimi ma non ci pensiamo, soprattutto perché la prossima partita sarà molto complicata: ciò che c’è nella nostra testa è solo il Bologna. Vogliamo continuare a fare punti per via delle tante gare che ci attendono“.

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Frattesi bloccato da un problema fisico: le sue condizioni

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Frattesi

L’Inter non ne vuole sapere di fermare la corsa verso il ventesimo scudetto della sua storia e anche stasera è arrivata la vittoria per 2-1 contro il Genoa. L’unica nota negativa in casa Inter potrebbe essere un probabile problema fisico da parte di Davide Frattesi. Il centrocampista non è stato chiamato in causa nella vittoria casalinga contro i ragazzi guidati da Alberto Gilardino. A cavallo tra il primo ed il secondo tempo il calciatore sembrava si stesse scaldando con i propri compagni, ma ad inizio della ripresa si è seduto in panchina prematuramente facendo intravvedere qualche smorfia.

FRATTESI, NON PARTECIPA ALLA FESTA DELL’INTER 

Un altro elemento che fa pensare ad un infortunio per il numero 16 nerazzurro è il fatto che dopo il match l’ex Sassuolo non abbia effettuato il richiamo assieme ai calciatori subentrati a gara in corso o a quelli non attivati durante la gara. È consuetudine che tutti i calciatori che non hanno giocato o sono subentrati per pochi minuti facciano le famose “ripetute” a fine match. Davide Frattesi, però, ha imboccato il tunnel assieme ai compagni dopo aver accolto gli applausi di tutti i tifosi nerazzurri. Per Frattesi all’Inter sarebbe l’ennesimo problema accusato nel corso di questa stagione che rimane comunque ottima.

LE PAROLE DI INZAGHI

Nel post-partita sull’argomento è intervenuto anche Inzaghi:

“Frattesi si è scaldato con gli altri ma non si sentiva completamente libero. Gran maturità perché sapeva che avevamo bisogno di gente che stesse bene. Ha preferito non rischiare, vediamo di portarlo a Bologna”.

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Flash News

Inzaghi elogia Asllani e lancia un messaggio sugli arbitri

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Inzaghi

Nel post-partita di InterGenoa spazio anche alle parole di mister Inzaghi, il quale è parso molto soddisfatto della prova dei suoi ragazzi e ne ha ampiamente parlato ai microfoni di Sky Sport.

La vittoria contro gli uomini di Gilardino portano i nerazzurri a 15 punti di vantaggio sulla Juventus. Ma Inzaghi ancora non ci sta: non vuole sentire parlare di scudetto, soprattutto alla luce delle partite ravvicinate e complicate che attendono l’Inter.

LE PAROLE DI INZAGHI

PARTITE –Abbiamo fatto 15 punti in 33 giorni ma dobbiamo stare molto attenti e concentrati, sappiamo che ci sono 2 mesi di partite ravvicinate. Era la quinta partita in 16 giorni. Abbiamo 3 partite impegnative prima della sosta (ndr, Bologna, Atletico, Napoli). Nel 2024 abbiamo giocato 12 partite e le abbiamo vinte tutte, complimenti a tutta la squadra. Ora dobbiamo guardare avanti e a sabato, a Bologna”.

ASLLANI –Va fatto un elogio ad Asllani perché ha fatto 3 partite in una settimana: si è sempre allenato al massimo ed è stato preziosissimo anche se ha giocato poco il resto della stagione”.

RECUPERI –Speriamo che Frattesi e Calhanoglu possano recuperare perche ho bisogno di tutti per queste 3 partite. Frattesi si è scaldato con gli altri ma non si sentiva completamente libero. Gran maturità perché sapeva che avevamo bisogno di gente che stesse bene. Ha preferito non rischiare, vediamo di portarlo a Bologna. Arnautovic e Sanchez non sono una sorpresa, sono fondamentali da inizio anno ma la Thu-La ha grandissimi numeri.”

LAVORO –Dobbiamo continuare così, lavorare come stiamo facendo. I ragazzi sanno gli obiettivi raggiunti e da raggiungere. Mancano 11 partite e non dobbiamo mollare. Le rotazioni me le dicono il campo. Il lavoro ci ha fatto arrivare ad essere ciò che siamo oggi. Il lavoro quotidiano con staff e giocatori è supportato da una società sempre al nostro fianco che ci aiuta in ogni cosa. Ho un gruppo fantastico, siamo contenti perché il primo trofeo è stato vinto, mondiale per club raggiunto, ora andiamo forte in campionato e Champions.”

ARBITRI –Ho fatto 300 presenze in serie A, ho visto tante partite e siamo fortunati in Italia. Qualcosa si sta sbagliando ma anche noi allenatori dobbiamo cercare di aiutare gli arbitri. L’adrenalina non aiuta ma noi addetti ai lavori dobbiamo andargli incontro. All’estero è pure peggio, non lamentiamoci dei nostri arbitri. Il grande passo in avanti lo faremo quando noi allenatori per primi non penseremo più a chi arbitrerà la partita ma penseremo solo al campo“.

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Champions League

Luis Enrique sui cambi di Mbappé: “Anche in Champions? Sì, certo”

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Mbappé

Da quando è arrivata l’ufficialità dell’addio a fine stagione, un freddo gelido è calato tra il PSG e la sua stella Kylian Mbappé.

Promesso sposo del Real Madrid, il fenomeno francese non è più imprescindibile per Luis Enrique, tecnico dei parigini. Un segnale forte e chiaro da parte dell’allenatore spagnolo che, a detta sua, lo fa solo per abituare lui e la squadra a giocare senza la loro punta di diamante. Il numero 7 del PSG potrebbe, dunque, trovarsi fuori dai titolari (o, più probabilmente, sostituito a gara in corso) anche in Champions League. In campionato questo sta accadendo già da tempo: escluso dai titolari contro il Nantes, sostituito contro il Rennes con i parigini in svantaggio e sostituito anche con il Monaco sul pareggio.

Questa dinamica potrebbe verificarsi anche domani sera a San Sebastian, nel ritorno degli ottavi di finale, nel match contro la Real Sociedad (punteggio parziale sul 2 a 0 per i francesi). Mbappé dovrebbe partire nell’11 titolare, tuttavia la sostituzione a gara in corso è già nell’aria.

Le parole del mister a RMC Sport sono chiare:

Gestirò Mbappé allo stesso modo anche in Champions? Sì, certo. Perché no?”.

Insomma non è scontato che il campione del mondo 2018 giochi tutti i 90 minuti. L’esclusione dai titolari o anche un cambio a gara in corso rappresenterebbero comunque una vera e propria novità: fino ad ora Mbappé non ha saltato nemmeno un minuto di questa Champions League tra gironi e andata degli ottavi. In 7 presenze totali ha messo a segno 4 gol, 3 nella fase a gironi e uno all’andata contro la Real Sociedad.

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