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Sanabria contro Simeone in Torino-Hellas Verona: bomber in via di riscatto

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Torino-Hellas Verona, bomber in via di riscatto: Sanabria contro Simeone

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Simeone

In una giornata con più di un big match, quello tra Torino e Verona potrebbe anche passare sotto traccia. Tuttavia, non si può dimenticare che in questo momento tra le due squadre vi è un solo punto e una vittoria dell’una o dell’altra la riporterebbe in corsa per un posto in Conference League.

Per questo ci si può aspettare una partita aperta con entrambe le compagini alla ricerca di un risultato positivo. Decisivi potrebbero quindi essere i due attaccanti, che stanno vivendo un momento di forma più che positivo: Tonny Sanabria e il Cholito Simeone.

Due sudamericani, entrambi con alti e bassi, ma con un talento poco discutibile. I due, inoltre, sono anche abbastanza simili, per cui abbiamo pensato che potesse essere interessante metterli a confronto.

 

MOBILITÀ

Tutti e due sono giocatori rapidi, a cui non piace molto stare fissi in una singola zona del campo. Anzi, ciò che più piace loro è proprio spaziare da un fronte all’altro, agire tra le linee senza dare punti di riferimento.

Sanabria, in particolare, è una punta di movimento, che non si può definire un terminale offensivo di riferimento nel vero senso della parola. Nelle sue corde vi è il senso della profondità piuttosto che il ruolo di perno centrale di sponda e finalizzazione. Non a caso, all’occorrenza non ha avuto problemi a giocare anche da seconda punta, magari accanto a un compagno più “di peso”.

Senza troppi dubbi, si può dire che il Cholito sia sulla sua stessa lunghezza d’onda. Anche lui definibile come un centravanti d’area di rigore capace però di spaziare per tutto il campo. Ma non solo, si tratta di un giocatore che sia palla al piede sia lanciato in profondità può essere letale in campo aperto. Ed è proprio questo quello su cui Simeone punta di più, la capacità di farsi trovare libero negli spazi più aperti e attaccarli grazie alla sua velocità e alla sua tecnica.

Secondo noi, è proprio questa sua caratteristica che lo porta ad essere un passo avanti rispetto all’ex Genoa. Come se non bastasse, Simeone si è mostrato più efficace nel portare il pallone, anche quando si tratta di tagliare il campo con la sua velocità. Se uno tende a svariare prettamente senza palla, l’altro anche quando se la trova tra i piedi è incredibilmente efficace e pericoloso.

 

GIOCO AEREO

Apparentemente, non si direbbe che i due possano avere chissà quali doti con la palla alta, dati i 181 cm del granata e i 180 cm dell’argentino. Non proprio due giganti, ma che fanno dell’elevazione un vero e proprio asso nella manica.

Sanabria, in particolare, ha saputo dimostrarsi particolarmente abile nel colpo di testa, in area avversaria come nelle sponde. Nonostante l’altezza, infatti, il paraguaiano si è più volte reso protagonista di stacchi imperiosi, anche tra più di un marcatore.

Qualunque attaccante, lasciato solo in area, può essere pericoloso; se poi si tratta anche di uno dal grande stacco, allora vuol dire scherzare col fuoco.

Discorso più o meno simile per Simeone, che predilige sicuramente avanzare con la palla piuttosto che andare al colpo di testa. Su 82 reti segnate, 20 le ha comunque realizzate proprio grazie a delle incornate. Recentemente ne ha segnato uno abbastanza semplice con la Lazio, mentre contro la Juve ne segnò uno, il suo primo in Italia in questo modo, decisamente più complesso.

Tuttavia, ci sentiamo comunque di preferire Sanabria, soprattutto per la sua incredibile incisività e la sua elevazione, che molto spesso gli permette di svettare anche su avversari più alti e strutturati. L’argentino, invece, con marcatori più fisici tende quasi a eclissarsi, a sparire dietro la loro sagoma; per superarli poi, può sempre far ricorso alla sua eccezionale velocità.

 

FINALIZZAZIONE

Quale attaccante non viene osservato per numero di gol segnati? O meglio, per il rapporto tra tiri sbagliati e messi a segno?

E di certo, Sanabria sotto porta non è mai stato del tutto infallibile. Non che non sappia segnare, anzi. Perché in realtà, vista la sua tecnica più che discreta, il problema non sembrerebbe essere tecnico, quanto mentale. Non nei piedi, ma alla radice.

Il fattore discriminante, infatti, potrebbe essere più che altro la freddezza, la capacità di restare lucido sotto porta. A Torino, l’ex Roma sembra aver ritrovato un po’ di fiducia e di conseguenza anche quella serenità che potrebbe aiutare lui e il Torino.

Anche Simeone, dopo qualche periodo di appannamento, sembra essere riuscito a liberare la sua mente dai fantasmi del passato. E di conseguenza, anche a migliorare vistosamente nella finalizzazione. Errori che ha compiuto a Firenze, ora si sono tramutati in reti all’attivo; tiri apparentemente troppo audaci (ma in realtà del tutto nelle sue corde) sono diventati grandissimi gesti tecnici.

Perciò, sotto questo punto di vista, Simeone sembra essere più avanti del collega, per costanza e qualità. In più, ha dimostrato che una volta ritrovata la fiducia giusta, ha poco da invidiare agli altri attaccanti del panorama italiano. Un vero e proprio step-forward, che Sanabria forse deve ancora compiere.

Questo non significa, però, che nella partita di domenica non possiamo assistere a un faccia a faccia infuocato. Anzi. Essendo due giocatori molto simili, potremo osservare quale delle due squadre saprà valorizzare al meglio le qualità dei suoi bomber.

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Gasperini in conferenza dopo Milan-Atalanta: “Fischiato un rigorino, conquistato un buon punto”

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Gasperini

Un pareggio che tutto sommato può star bene all’Atalanta quello conquistato a San Siro contro un ottimo Milan. Il tecnico bergamasco Gasperini ha commentato la partita in conferenza stampa. Queste le sue dichiarazioni dopo l’1-1 contro i rossoneri.

PUNTO GUADAGNATO – “Quando esci da queste partite con un punto sei soddisfatto. È stata una partita difficile, e il pareggio premia l’attenzione e la voglia di fare risultato”.

MILAN – “Il Milan è una squadra forte, questa sera abbiamo subito la loro qualità e la loro condizione. Non abbiamo mai mollato, portiamo a casa un punto che muove la classifica”.

SCALVINI – “La spalla è uscita e rientrata, domani lo valuteremo“.

EUROPA – “Non ragioniamo sul lungo, dobbiamo lavorare sul breve periodo. Ci aspettano due settimane difficilissime e dovremo pensare partita per partita. Faccio fatica a fare delle previsioni, essere usciti stasera con un punto deve renderci felici. Per noi è importante l’Europa League come il campionato e la Coppa Italia. Cercheremo di andare fino in fondo in tutte le competizioni”.

DE KETELAERE – “Abbiamo fatto fatica sulle fasce e in attacco, abbiamo cercato di cambiare qualcosina con Lookman ed è andata un po’ meglio. In altre partite riusciremo a far di più, poche volte abbiamo subito come questa sera“.

CALCIO DI RIGORE – “Fa parte di quei ‘rigorini’. Ormai ce ne sono tanti, ci sono dei rigori che non vede nessuno e poi tira fuori il VAR. Un rigore così non lo avevamo da tanto tempo, oggi ce lo prendiamo. Vengo da una generazione per la quale il rigore deve essere una cosa seria, evidentemente alle TV piace un altro calcio. Noi siamo comunque in credito”.

SCAMACCA – “Scamacca ha dato contributi importanti, questa sera sicuramente meno ma da occasioni come queste trai gli spunti per fare meglio nelle partite successive“.

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Pioli ribadisce in conferenza dopo Milan-Atalanta: “Mai rigore quello di Holm, Leao è questo”

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Pioli

Si è conclusa con il pareggio tra Milan e Atalanta la domenica della 26esima giornata di Serie A, in attesa di Roma-Torino e Fiorentina-Lazio. I rossoneri disputano una buona gara, ma vedono aumentare il gap con Inter e Juventus. Al termine della partita, Stefano Pioli è intervenuto in conferenza stampa. Queste le sue parole raccolte dalla pancia di San Siro.

SENSAZIONI – “Quando la squadra gioca così bene deve vincere e noi purtroppo non ci siamo riusciti. C’è delusione ma anche soddisfazione per come la squadra ha interpretato questa partita. Siamo stati compatti e aggressivi, sporcando tutti i loro palloni e facilitando gli interventi difensivi. È mancata solo la vittoria“.

RIGORE – “Il rigore non c’era, ma fa la differenza. Holm si mette le mani in faccia ma il contatto era più in basso. Per il metro di Orsato questo non era e non sarà mai rigore“.

RIGORI SUBITI – “A volte siamo stati ingenui, attacchiamo tanto ma non prendiamo quasi mai rigori. Forse dobbiamo essere più scaltri”.

RIPARTIRE – “Ripartire è facile. Guarderemo insieme alla squadra la partita, ma è una questione di dettagli. Se ripeteremo prestazioni del genere probabilmente vinceremo diverse partite da qui alla fine del campionato”.

LEAO – “Credo che sia stata una delle prestazioni più belle da quando lo alleno. Ha aggredito, ha puntato continuamente. Questa prestazione per lui deve essere un punto di riferimento. Gliela farò pesare, perché lui ha questo potenziale. Parlerò con lui per capire cosa ha messo di diverso rispetto alle altre volte”.

 

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Il Cagliari si aggrappa a Luvumbo al 96′: 1-1 con un Napoli che non riesce più a vincere

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Luvumbo, giocatore del Cagliari, Serie A, Coppa Italia

Per una Juventus che torna alla vittoria, c’è un Napoli che, invece, manca ancora il ritorno al successo. Contro un Cagliari ben schierato in campo è 1-1 il punteggio finale. Incredibile l’epilogo finale, con Luvumbo che pareggia i conti al 96′ dopo il gol iniziale di Osimhen. Un pareggio amarissimo per Calzona, che nelle prime due panchine azzurre ha racimolato un pareggio col Barcellona e un pareggio in campionato che fino a un minuto dalla fine era una vittoria.

Il gol di Osimhen per il Napoli è il primo in trasferta dopo 527′ di digiuno. Tutto nasce da un errore di Augello in disimpegno: prontissimo il recupero di Raspadori e il cross dalla destra verso il nigeriano. Troppo facile, poi, per uno come lui buttare la palla in rete. Al 96′, sull’ultima palla buona per il Cagliari, ecco il lancio lungo di Dossena dalla difesa verso l’area del Napoli. Male, malissimo la difesa azzurra (in particolare Juan Jesus) che non riesce a spazzare e Luvumbo riesce poi a bucare Meret.

Niente da dire al Cagliari, che ha rischiato di perdere la partita per l’unica vera disattenzione in 90‘. La squadra di Ranieri è rimasta compatta per tutta la durata del match, ma non ha saputo pungere quando necessario. In fin dei conti il pareggio è un risultato giusto per ciò che si è visto per tutto l’arco della sfida. Ricordiamo che, però, è stato annullato un gol al Cagliari nel primo tempo per fuorigioco di Lapadula sugli sviluppi di un calcio di punizione. Rrahmani aveva involontariamente messo la palla in rete di testa.

Con questo pareggio gli uomini di Calzona rimangono molto lontani dalla zona Champions (il Bologna quarto dista undici punti), ma potranno riavvicinarsi nella sfida di mercoledì contro il Sassuolo. Il Cagliari invece rimane dentro la zona retrocessione, ma solo per gli scontri diretti. Ora Cagliari, Hellas Verona e Sassuolo sono a parimerito a 20 punti, con Sassuolo 17esimo.

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[FOTO] Retegui sblocca Genoa-Udinese in rovesciata: 2-0 all’intervallo

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Retegui Genoa Gudmundsson

RETEGUI GENOA UDINESE – Primo tempo avvincente al Ferraris tra Genoa e Udinese. Occasioni, corsa e anche un gol spettacolare.

L’andazzo della gara si capisce già dal primo minuto, con Giannetti che dopo pochi secondi stende Retegui e si prende il giallo. Dopo i tentativi, vanificati, di Ehizibue e Walace, Lucca colpisce di testa in area, venendo però fermato dalla traversa. Subito dopo, al 27′, Okoye si supera sul tentativo a botta sicura di Vasquez, che dopo sei minuti, di testa, trova anche il palo a impedirgli la gioia del gol. Poi il momento della serata: cross in mezzo, Giannetti devia ma la palla s’impenna, servendo a Mateo Retegui l’occasione perfetta per coordinarsi e colpire in rovesciata. Palla sul palo e vantaggio Genoa. I rossoblu aumentano i giri e, sette minuti dopo, trovano anche il raddoppio con Bani, che devia in rete un cross perfetto di Gudmundsson.

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