Connect with us

La nostra prima pagina

Tragedia greca

Pubblicato

:

Milan

TRAGEDIA GRECA

Il Milan non vince più. Imbarazzante, per non dire inguardabile, la prestazione dei rossoneri, chiamati a riscattarsi almeno in Europa League dopo che nelle ultime sei partite – tra campionato e coppa – la squadra di Montella aveva portato a casa solo una vittoria e due pareggi. E’ questo il Milan di Atene? No, il diavolo greco è e sarà sempre quello della finale di Champions, quello di Inzaghi e Kakà, quello forte e con un gioco. Il team arrivato in Grecia, ieri sera,  con la maglia dei 7 volte campioni d’Europa è qualcosa di diverso, più brutto e che non tornerà, di certo, con un pubblico gremito pronto ad applaudire le imprese dei propri idoli.

Il gioco visto ieri è stato noioso, poco entusiasmante per qualsiasi tifoso di questo sport ma la cosa era intuibile: gli undici di Montella, sempre diversi da 14 partite di fila, non sanno proprio cosa fare in campo, colpevoli di un allenatore senza idee e con un destino già segnato.

DIAVOLO MOLLE

L’AEK non può sicuramente vantare una formazione del livello del Milan ma in campo la differenza non si nota. Bonucci e compagni sono senza idee, spunti e corsa, la mancanza più grave è senza dubbio legata al piano del gioco: i rossoneri faticano a costruire azioni pericolose, tanto che nel primo tempo l’unico “tiro” in porta è quello di capitan Bonucci, forse annoiato e sovraccaricato da questa totale assenza di carattere. La prima metà di gara non racconta certamente di un Milan in cerca della vittoria per il gruppo e per il suo allenatore, bensì di un AEK Atene propositivo che almeno ci prova, riparte e rincorre il pallone con una grinta diversa.

Montella come sempre richiama il suo unico fenomeno, Suso, per cambiare la partita ma il risultato è sempre lo stesso: possesso palla sterile per gli ospiti e improvvise accelerate dei padroni di casa pronti a disinnescare la difesa avversaria. Al 55′ arriva l’unica occasione della squadra meneghina con Montolivo, lanciato da Locatelli, che incrocia colpendo il palo coperto da Anestesis. La fortuna, tanto invocata dall’allenatore, di nuovo non accompagna la squadra. L’offensiva rossonera finisce proprio dopo l’occasione sfiorata dall’ex capitano, il resto si può tranquillamente dimenticare, almeno da quello che poi ha dichiarato Montella. Nel calcio conta solo vincere, i se e i ma non hanno mai portato a nessuna parte, invece si continua a vedere in conferenza stampa un vero e proprio spettacolo, forse più degno di Sofocle, visto il contesto, realizzato da colui che dovrebbe guidare la barca e non affondarla con le sue stesse parole.

L’effetto Montella/Milan sui nuovi acquisti è clamoroso, a volte sembra che alcuni giocatori abbiano disimparato a giocare e la cosa più grave è che il proprio allenatore non trova il modo di incitarli.

Il Milan, quello vero, ha bisogno d’altro, non di Gattuso e neanche dell’Aeroplanino. Il Diavolo veste classe e fuoriclasse, per cambiare la rotta serve un allenatore con le idee chiare e la voglia di spaccare il mondo. Nella mente di tutti passa un solo nome: Antonio Conte, basta seconde scelte, bisogna fermarsi con queste scommesse, il rischiar troppo sta portando solo danni e questa volta si sta scommettendo una cifra fin troppo grossa.

Fassone e Mirabelli dovrebbero intervenire in maniera rapida e fulminea ma forse un allenatore così scarso, diciamolo, fa anche comodo, almeno ci si può puntare il dito e alzar le mani in caso di sconfitta.

VERSANTE GRECO

In quella che si candida per essere una delle partite più brutte di questa edizione dell’Europa League, l’unico dato, realmente, positivo arriva dal versante greco. Manolo Jimenez si presenta con il suo solito 3-5-2 (che può adattarsi al ritmo di gioco e diventare un 5-3-2 in fase difensiva ed un 3-4-1-2 in fase d’attacco), ma con una grossa novità: il tecnico decide di invertire Helder Lopes con Rodrigo Galo, con quest’ultimo che giocherà a sinistra tutta la partita. E sarà sicuramente un match che l’esterno brasiliano non dimenticherà facilmente perchè, dopo una carriera vissuta alle spalle di qualche altro giocatore, ieri sera ha realizzato una prestazione di altissimo livello, riuscendo a fermare ogni singola volta le iniziative di un grande campione come Ricardo Rodriguez. La grande partita di Galo non si è fermata qui, perchè ha spinto quando c’era bisogno ed è rientrato subito in caso di attacchi pericolosi – anche se ieri sono stati molto pochi – del Milan. Il suo è  stato un lavoro molto prezioso anche nell’aiuto ai tre dietro, soprattutto quando la coppia Çalhanoğlu-Rodriguez prendeva iniziativa attaccando da sinistra. Meglio tardi che mai, meglio con il Milan che con una qualsiasi squadra greca. L’appeal e l’esperienza sono da inserire con il grassetto nel suo curriculum.

BISOGNA CREDERCI E CAPIRE

Dall’altra parte il Diavolo ritrova alcune notizie positive in difesa: Bonucci e Romagnoli hanno affrontato un’ottima prova, a differenza di Musacchio, specialmente il numero 19 rossonero si è prestato a una prova di carattere e forza, condita anche da alcune iniziative personali interessanti. Lui lancia la sua chiamata e cerca di farlo anche in diversi momenti della gara, dall’altra parte nessuno risponde, anzi la sensazione è quella che si vuole proprio attaccare la cornetta. 

Il capitano, secondo la nostra modesta analisi, è solo e sta cercando di forgiare il carattere dei suoi; poco importa delle lamentele dei tifosi, facile attaccare una figura come quella di Leonardo, forse un po’ più difficile approfondire la situazione e capire che una parte di squadra non ha preso bene il nuovo incarico, assegnato dalla società, a lui. In più Bonucci si ritrova con un allenatore mediocre e che non si è schierato, neanche, in queste scelte societarie bensì si è sempre mostrato nel mezzo della situazione come se qualcuno gli avesse teso una trappola.

Continue Reading
Commenta

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Calcio Internazionale

Il cielo è il limite per Mbappé

Pubblicato

:

Quando scende in campo, quando tocca palla, quando accelera. E ancora, quando dribbla, quando tira, quando esulta è legittimo chiedersi se sia giusto e rispettoso nei confronti degli avversari che un giocatore come Kylian Mbappé metta piede su un campo da calcio.

La superiorità fisica e atletica del nativo dell’Île-de-France è evidente anche agli occhi di chi vede per la prima volta una partita. Contro la Polonia Mbappé ha segnato due gol difficili, praticamente dalla stessa zolla di prato, facendoli sembrare come tiri di prova fatti in allenamento. Nelle sue movenze e nella sua insolenza da campione si intravede il primo Neymar del Barcellona.

Nel suo primo gol viene inspiegabilmente dimenticato dalla difesa polacca prima di ricevere il passaggio di Dembelé. Quando però Glik e Kiwior provano a chiuderlo, Mbappé lascia partire un tiro fortissimo. Szczesny, fino ad oggi il portiere migliore di questo Mondiale, non può fare nulla per pararlo.

Nel secondo gol, con una percentuale di xG ancora più bassa rispetto alla prima rete (0.04) il talento del PSG decide che è giunta l’ora di rimuovere le ragnatele dalle zone più remote della porta polacca e gira in rete una palla che Szczesny arriva solamente a sfiorare.

Rinchiudere la prestazione di Mbappé nei due gol però sarebbe sbagliata. L’attaccante è imprendibile e tra autopassaggi, dribbling e accelerazioni rende impossibile la serata del malcapitato Matty Cash sulla sua stessa fascia.

Guai a dimenticare che se la partita si sblocca è sempre grazie a Mbappé. Il fenomeno francese trova Giroud con tocco preciso che taglia la difesa avversaria e che l’attaccante del Milan è bravo a girare in rete senza neanche guardare dov’è la porta ma solo affidandosi alla sua immagine mentale degli spazi.

NUMERI INCREDIBILI A SOLI 23 ANNI

Con la doppietta di stasera Mbappé ha dunque segnato un gol in più di Maradona nella Coppa del Mondo. L’argentino però ci aveva messo 21 partite ad arrivare a quella cifra.

Il francese trascina una delle favorite di questa competizione alla vittoria per 3-1 contro la Polonia, forse troppo poco per il talento puro dei Bleus, che ai quarti affronteranno la vincente tra Inghilterra e Senegal.

L’incredibile è che lo faccia segnando il suo gol numero 9 in solamente 11 partite ai Mondiali, il tutto a 23 anni. Rispondere alla domanda “come si ferma Mbappé?” è al momento impossibile.

Continua a leggere

Flash News

Francia-Polonia 3-1, le pagelle: Mbappe Mvp, Giroud da record!

Pubblicato

:

Mbappé

La Francia di Deschamps ha giocato contro la Polonia per gli ottavi di finale di questo Mondiale. I Transalpini vincono per 3-1 e di diritto accedono ai quarti, Giroud apre le danze a fine primo tempo al 44′ e fa 1-0. Nel secondo tempo arriva il 2-0 con una rete di Mbappe al 74′, non può fermarsi l’attaccante francese e fa anche doppietta al 91′, la squadra polacca accorcia le distanze al 99′ su rigore firmato da Lewandoski. Ora i francesi sono in attesa di sapere quale sarà la prossima avversaria, lo scoprirà questa sera, la vincente tra Inghilterra e Senegal affronterà i Campioni del Mondo nel prossimo turno.

 

LE PAGELLE DELLA FRANCIA

Lloris 6: Il portiere transalpino è attento, ha avuto qualche incertezza su un rilancio e su un pallone recuperato nella sua area di rigore, ma tutto sommato se la cava bene nonostante il gol subito su rigore.

Kounde 5: Fa una buona prestazione, calcia anche in porta e mette un bel cross per Giroud in area, ma non può presentarsi in campo con due catenine d’oro al collo mancando di rispetto i suoi compagni e gli avversari. Come ben sappiamo è vietato giocare con anelli, bracciali e collane. Questi oggetti possono creare delle ferite non indifferenti in caso di scontri. (93′ Diasi sv).

Varane 6,5: Il numero 4 si rende pericoloso con un colpo di testa verso la porta, salva anche un pallone sulla linea. Il giocatore del Manchester United è una garanzia.

Upamecano 5,5: Tocca il pallone con il braccio e regala il calcio di rigore alla Polonia nel finale, nel resto della partita non è stato eccezionale.

Theo Hernandez 6: Non ha brillato moltissimo il terzino sinistro del Milan, mura un tiro pericoloso di Zielinski che poteva portare in vantaggio la Polonia. Nel secondo tempo calcia in porta ma spara alto.

Tchouameni 6: Arriva al tiro nel primo tempo, nel resto della partita non si è reso molto pericoloso ma porta comunque a casa la sufficienza. (66′ Fofana 6: Sostituisce bene il centrocampista del Real Madrid).

Rabiot 5,5: Il centrocampista della Juventus non ha creato pericoli, in mezzo al campo ha toccato pochi palloni. Ci stava facendo abituare a grandi prestazioni, ci può stare una gara meno lucida.

Dembele 6,5: Grande lavoro del numero 11, serve l’assist per il gol di Mbappe che ha portato la Francia sul 2-0. La sua rapidità sulla fascia destra è fondamentale per la squadra di Deschamps. (76′ Coman 6: Aiuta la squadra a consolidare il risultato).

Mbappe 8,5: Qualità e velocità, i suoi scatti sono micidiali. Serve l’assist a Giroud per il gol del 1-0 e poi fa una doppietta che chiude la partita.

Giroud 7: Poche le occasioni per segnare, ma nel primo tempo porta in vantaggio la sua squadra portando a quota 52 le sue reti con la nazionale francese. (76′ Thuram 6,5: Serve l’assist a Mbappe per il gol del momentaneo 3-0).

LE PAGELLE DELLA POLONIA

Szczesny 6: Attento e concentrato, sui gol subiti forse si può discutere sul terzo anche se non era semplice fare molto di più sul gran tiro di Mbappe.

Cash 6: Ha dovuto affrontare Mbappe, un avversario non semplice da fermare. C’è da dire che il terzino dell’Aston Villa ha cercato di mantenerlo e in alcune occasioni ci è anche riuscito.

Glik 6: Per questa nazionale il difensore del Benevento è fondamentale, con grande esperienza nel primo tempo svolge un buon lavoro.

Kiwior 6: Anche lui è un difensore che da della sicurezze alla squadra, l’avversario di oggi è di un altro livello ma la sua prestazione non è negativa. (87′ Bednarek sv).

Bereszynski 6: Un buon lavoro sulla fascia sinistra, il giocatore della Sampdoria si è trovato in alcuni casi a salire verso la metà campo avversaria.

Krychowiak 5,5: Non fa male in regia, ma si perde Giroud in occasione del gol che ha portato in vantaggio la Francia. D’altronde ha fatto anche un buon intervento su un tiro pericoloso nel secondo tempo. (71′ Bielik 5,5: La sua entrata in campo non ha dato un forte contributo alla squadra).

Kaminski 6: Sale per provare a dare qualche pensiero alla difesa francese, va vicino al gol nel primo tempo ma il pallone viene salvato sulla linea di porta. (71′ Zalewski 5,5: Il giocatore della Roma non è stato migliore degli altri calciatori polacchi che erano in campo).

Zielinski 6: Si divora due gol incredibili nella stessa azione, ma quando gioca dove sa fare male crea dei problemi, infatti sono le sue le occasioni più clamorose per la Polonia.

Szymanski 5,5: Il numero 19 non ha dato molto alla causa, complice anche il modo di giocare molto difensivo ma poteva fare qualcosina in più. (64′ Milik 5,5: Ha avuto una sola occasione per segnare ma c’era fuorigioco, per il resto non ha mai creato qualcosa).

Frantowski 5,5: Anche lui maluccio, quasi mai pericoloso anche se non ha tante colpe. La Francia è molto più forte e non era semplice dare tanto fastidio. (87′ Grosicki sv).

Lewandoski 6: Una sola occasione per lui nel primo tempo, ma una bella chanche, tiro pericoloso. Nel finale di partita segna su rigore e lascia il Mondiale con una rete.

 

 

 

 

Continua a leggere

Calcio Internazionale

Sterling salta il Senegal per motivi familiari

Pubblicato

:

Inghilterra

Raheem Sterling sarà assente questa sera durante l’ottavo di finale del Mondiale fra Inghilterra e Senegal. Lo annuncia con un comunicato la Football Association; l’esterno britannico sarà assente per motivi familiari.

Continua a leggere

Calciomercato

Milito svela un retroscena: “Potevo andare al Real Madrid”

Pubblicato

:

Milito

Diego Milito, lo storico attaccante argentino che ha condotto la compagine interista alla conquista del Triplete ha svelato, a distanza di più di un decennio, alcuni retroscena riguardo il suo rapporto con lo Special One Jose Mourinho e alla concreta possibilità di seguirlo nella sua avventura madrilena.

“Nel 2009 Mourinho mi accolse all’Inter, mi disse cosa voleva da me. È stato molto gentile e affettuoso, mi ha chiesto se volessi giocare con la maglia numero 22. Poi gli sarebbe piaciuto avermi con lui a Madrid, ma sapeva che l’Inter non mi avrebbe lasciato andare, infatti sono rimasto in neroazzurro”.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

I nostri approfondimenti

Giovani per il futuro

Esclusive

Fantacalcio

Serie A

Trending

Scarica L'App

Copyright © 2022 | Testata giornalistica n.63 registrata presso il Tribunale di Milano il 7 Febbraio 2017 | numero-diez.com | Applicazione e testata gestita da Número Diez SRL 12106070969