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Tutto cambia perché nulla cambi!

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É stata dura ieri sera dopo il pareggio del Milan con il Lecce. Milan che era andato in vantaggio e raggiunto, realizza poi un bellissimo goal all’ottantesimo minuto grazie a un delizioso tacco di Calhanoglu e un goal alla Piatek di Piatek. Sembrava tutto finito, il Milan pur con qualche affanno sembra controllare, ma è arrivato il pareggio con ungaro tiro, molto bello, di Calderoni, che ha infilato Donnarumma.

Ho voluto rivedere l’azione ieri sera: questo passaggio che tutto sommato mi han detto che Suso ha dato a Biglia e che poi Biglia a perso. La palla e l’azione sono poi andate tutte da un’altra parte per questo non è che sia stato Biglia a perdere il pallone: lì Theo Hernandez – stanco come Biglia – non è riuscito a controllare la palla che è tornata verso il centro dell’area e Calderoni ha indovinato un bellissimo tiro.

IL BUONO, IL BRUTTO E IL CATTIVO

Allora, ho rivisto questa a azione e sdraiato e svuotato mi sono rimesso per l’ennesima volta a guardare “Il Buono, il Brutto e il Cattivo” film di Sergio Leone che ho visto al cinema Missori una vita fa, per consolarmi. Non so più che cosa pensare: sono cambiati allenatori, dirigenti, giocatori, eppure il Milan pareggia col Lecce, pareggia col Frosinone, perde col Benevento, oppure pareggia col Benevento ma perde col Frosinone, pareggia col Carpi. É incredibile, una partita che il Milan doveva vincere e giocata bene nel primo tempo mostrando un gioco veloce, riporta qualcosa che non quadra; nessuno riesce a capire quale sia il problema: glistessi errori, le stesse paure con mille proprietà diverse, mille allenatori diversi con mille giocatori diversi. Perché il Milan di Brocchi che pareggia tre a tre col Frosinone è di molti anni fa, Borcchi non centra nulla con Pioli ma oggi pareggia ugualmente con il Lecce.

LE PAURE

Una squadra che era stata dominata nel primo tempo ha sfruttato le paure: è bastato un fallo di mano di Conti per dare un po’ di coraggio al Lecce. Poi si dirà che il Lecce abbia giocato un buon secondo tempo ma io non ricordo azioni del Lecce, ma ricordo un palo di Calhangolu, un tiro che ha sfiorato il palo del turco, ricordo un’occasione per Leao. Dunque anche nel secondo tempo il Milan è stato presente, con un Lecce che non ha mai mollato senza però impensierire Donnarumma.
C’è qualcosa che non va, ma non riesco a capire che cosa. Le stesse paure, le stesse insicurezze anche se non sono gli stessi giocatori che hanno pareggiato col Carpi. C’è qualcosa che sfugge a tutti le controparti, questa paura e questa cosa esoterica che circonda il Milan.

“Via Suso, basta Biglia” E allora? Quando si pareggiava con Carpi e Frosinone non c’erano né Suso né Biglia eppure vi erano le stesse incertezze e le stesse paure. É questo che mi tormenta: perché non riesco a capire che cosa ci sia.

SONO I GIOCATORI?

Sono i giocatori? Ci sono quindici nazionali nel Milan, possibile siano sempre tutti un disastro? Anche negli anni passati vi erano molti nazionali, possibile siano tutti un disastro? Eppure siamo qui a vedere un Milan ancora al dodicesimo posto, con dieci punti conquistati e quattro sconfitte se non erro. Non se ne esce, poi la gente parla male dell’allenatore attuale, ricorda i vari allenatori che sono passati dovevano andare via tutti, poi rimanere tutti. Eppure siamo sempre qui. Io ho già preso il treno per Roma, aspettando che cambi qualcosa, che il Milan in vantaggio al primo tremito di foglia non perda la bussola. Immagino anche i giocatori, il tecnico, che alla fine si ritrovano ancora con un punto dopo aver giocato quella partita: il Milan è andato sul due a zero, Donnarumma para il rigore ma vi è la respinta. La volta scorsa ha sbagliato Reina e poi rimediata da Kessié e Theo Hernandez.

Il problema è continuare a vivere i soliti lunedì, con i tifosi arrabbiati che non vogliono nessuno sulla panchina. Qualcuno dovrà pur giocare! Vedremo, Pioli è in – perché se anche Pioli out siamo senza allenatore – vedremo, ma è molto dura.

Fonte immagine di copertina profilo IG @ACMilan

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Flash News

Verso Turris-Avellino: Rastelli recupera Aya

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Turris Avellino

In casa Avellino, continua la preparazione verso il match contro la Turris in programma domenica alle 17:30. Gli irpini, dopo il pareggio casalingo contro la Juve Stabia, sono obbligati a vincere per sperare ancora nei playoff.

Il tecnico Massimo Rastelli però, dovrà ancora far fronte alla situazione infortunati. Aya ha recuperato definitivamente ed è tornato ad allenarsi in gruppo ma è l’unica nota positiva. Dall’Oglio e Di Gaudio infatti, stanno ancora smaltendo i fastidi lavorando a parte. Così come Ricciardi e Micovschi, che stanno continuando il programma di recupero prima del reintegro.

L’Avellino ha disperato bisogno di trovare punti lontano dal Partenio Lombardi. Il rendimento esterno, sino ad ora, è stato disastroso. Soltanto 4 punti conquistati in 8 uscite, frutto del pareggio contro il Foggia e della vittoria di Francavilla, alla prima in panchina di Rastelli.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

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ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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Calcio Internazionale

Tata Martino non è più il CT del Messico: le ultime

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Messico

Nonostante la vittoria del Messico ieri sera, ormai l’esperienza di Gerardo Martino sulla panchina della Nazionale Messicana sta per volgere al termine. Decisiva sembra essere stata infatti la non qualificazione agli ottavi di fiamme dei Mondiali in Qatar.

MESSICO-TATA MARTINO: È FINITA

Lo ha confermato lo stesso Tata Martino ieri sera dopo la partita con l’Arabia Saudita:

Dovrò trovarmi un altro futuro, la mia esperienza sulla panchina del Messico è terminata quando l’arbitro ha fatto il triplice fischio. Il mio contratto con la Nazionale termina qua”.

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