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Tutto pronto per il Klassiker tedesco

DER KLASSIKER

Bundesliga | Bayern Munich vs. Borussia Dortmund: How do they compare?

Fonte: Bundesliga.com

E’ giunta l’ora. Non è una minaccia, niente affatto. Piuttosto un avviso. Anzi, un appello rivolto ai più romantici che hanno cerchiato col loro pennarello rosso la data di oggi sul calendario. Per cosa? Per un classico, un superclassico. O meglio, der Klassiker, match più atteso dagli amanti del calcio tedesco e appassionati di tutta Europa.

Le protagoniste sono loro, le 2 compagini che per anni hanno combattuto affinchè il trono di regina di Germania fosse loro. L’ultimo anno è stato complicato, inevitabilmente anomalo, ma il fascino in alcuni casi resta. Già, perchè quando Bayern Monaco e Borussia Dortmund si sfidano su un rettangolo verde riemergono tante cose, la storia su tutte. 

Questo dal momento che ad affrontarsi sono le principesse tedesche, le quali hanno l’obiettivo di conquistar la vetta a suon di goal. Più semplice, almeno finora, sembrerebbe esserlo per la squadra di Flick, quella che possiamo considerare l’attuale prima potenza mondiale del calcio, capace di esprimere un gioco di grandissimo livello, non solo in terra madre ma anche oltre i confini.

L’Allianz Arena è pronta però a ricevere la rivale giallonera, colei che affida il suo futuro a un ragazzo biondo norvegese, capace di fare cose straordinarie alla tenera età di 20 anni; leader di un gruppo che vuole far meglio di ciò espresso finora e che deve almeno riuscire ad accedere alla prossima Champions League.
Basterebbe questo per creare interesse, ma Bayern Monaco – Borussia Dortmund è molto altro.
Storia, fascino, intrecci interessanti. Il match più entusiasmante di Germania sta arrivando. Ovviamente in vesti diverse rispetto agli altri anni, ma sempre con quello spirito che lo contraddistingue. Solo una partita? Troppo banale. Bayern Borussia è un tuffo nella storia.

RIVALITA’

Sextuple winners 🏆🏆🏆🏆🏆🏆 on Twitter: "On this day in 1971, FC Bayern  beat Borussia Dortmund 11-1… "

Fonte: Kicker.de

Lei, proprio la storia, quella che anche se triste e dolorosa non si può cancellare. Come non si può eliminare quella memorabile partita tra i 2 team più vincenti di Germania. E’ il 2 Novembre 1971 quando i nerogialli vengono letteralmente travolti dalla valanga bavarese. Non una semplice sconfitta, ma una mera umiliazione che risuonerà ancora oggi nella mente dei più anziani tifosi del BVB. 11-1 recita il tabellino al termine dei 90 minuti di gioco. Passivo pesante.

Certo, quello era il Bayern di leggende viventi come Gerd Muller, autore di 4 reti in quel match, ma anche di Franz Beckenbauer, il “kaiser“, che nonostante sia ricordato come difensore carismatico e roccioso si iscrisse alla lista dei marcatori quel giorno. E pensare che solo 5 anni prima, nel 1966, il Dortmund si era aggiudicato la Coppe delle Coppe, diventando così il primo club tedesco a vincere un trofeo continentale.

Saranno poi gli anni ’90 a far nascere la rivalità vera e propria tra i 2 club, anni in cui gli Schwarzgelben riescono a trionfare in Champions League nella stagione 1996-97, sconfiggendo la Juventus. E lo fanno proprio sul manto erboso dei bavaresi. Salire sul tetto d’Europa in casa dei propri rivali. Cosa c’è di meglio? Probabilmente diventare la pretendente al titolo e infiammare la lotta alla Bundesliga, che a cavallo tra i 2 secoli è stata spesso un’egemonia targata Bayern.

Bundesliga | The 2013 UEFA Champions League Final: Borussia Dortmund vs.  Bayern Munich

Fonte: Bundesliga.com

Ma si sa, tutto torna e il Dortmund ci mette 10 anni ad essere come quella grande squadra capace di trionfare in Europa. Questa volta niente Coppa dalle grandi orecchie, ma due campionati di fila nelle stagioni 2010-11 e 2011-12. Una corazzata come quella del Bayern Monaco non poteva di certo stare a guardare, ed ecco che nel 2013 arriva l’occasione di una vita. Non in Germania, ma a Wembley, nella finale di Champions League: sono proprio le 2 squadre tedesche ad affrontarsi tra le mura dell’olimpo del calcio inglese.

Finirà 2-1 per gli uomini di Heynckes, il quale dovrà ringraziare l’eterno Arjen Robben per un goal all’89esimo valso la vittoria nei confronti di Klopp e i suoi. Vecchie conoscenze, vecchi talenti, ormai lontani dal calcio tedesco. I protagonisti oggi sono diversi, ma il talento non si discute. In caso di dubbi chiedere ai due numeri 9 delle rispettive parti.

Ci sono un polacco e un norvegese. No, non è una barzelletta e le difese d’Europa lo sanno bene.

NUMERI 9

Borussia Dortmund vs Bayern Munich: Where and when to stream Der Klassiker  live in India

Fonte: Bundesliga

Chi non reputa le statistiche un attendibile biglietto da visita di un giocatore potrebbe anche aver ragione. Ma quando si hanno davanti i numeri di Robert Lewandoski ed Erling Haaland, anche il più scettico di questi dovrà ricredersi. Il polacco si presenta con cifre strabilianti: 34 centri conditi da 8 assist in 32 presenze tra tutte le competizioni. Sia chiaro, solamente nella stagione corrente – 2020-21 – dove in Bundesliga Robert viaggia a una media di 1,2 goal a partita, cercando di far meglio della stagione scorsa. Quella in cui ha vinto tutto a eccezione del riconoscimento individuale che tanto avrebbe meritato per ciò espresso in campo.

Farà meglio dei 34 goal della scorsa stagione in Bundes? Presto per dirlo, anche se i numeri promettono buone. Meno extraterrestre la media realizzativa in Champions -quest’anno ha collezionato finora 4 goal in 5 presenze– ancora lontana dai numeri da fantascienza della stagione scorsa che recita 15 goal e 6 assist in appena 10 match.

Magnifico. Se non fosse per un ragazzino norvegese che è arrivato in terra tedesca nel Gennaio 2020. Salisburgo-Dortmund, tutto così in fretta. Da una realtà all’altra, nonostante già con gli austriaci avesse assaporato l’Europa del calcio che conta, per dirla alla LadyCerci, lasciando anche il graffio (vedi Napoli) con 9 reti e 3 assist.

E fu così che il duello divenne realtà: da una parte l’esperienza, quella di un giocatore esploso proprio a Dortmund sotto la guida Klopp. Dall’altra l’ambizione di un ventenne che probabilmente non conosce nemmeno il significato della parole limite. Anche se lui stesso ammette come sul trono dei 9 ci sia ancora il “collega” polacco:

“Quell’uomo è un pazzo, veramente un pazzo. Ogni volta che faccio un goal penso di avvicinarmi a lui, ma lui poi fa una tripletta come se fosse una cosa normale”.

Il quesito sorge spontaneo: Erling invece può ritenersi normale? I numeri lasciano qualche perplessità, anche se già all’epoca si parlava un gran bene del ragazzo. Il suo pragmatismo lo induce però a farsene poco delle parole: servono i fatti ed ecco che il piatto è servito. Freddo, glaciale, com’è solito essere il ragazzone ex Molde sotto porta, tanto che i numeri testimoniano il sangue da rettile: in Germania, da Gennaio 2020 a fine stagione, mette a segno 13 reti in 15 partite, trascinando i suoi al secondo posto nonostante un divario punti importante dal Bayern. Killer instinct? Haaland ce l’ha.

 

Nonostante tutto, i bavaresi si laureeranno campioni con ben 13 lunghezze di vantaggio sul Dortmund. Il divario tecnico è evidente, la vittoria della Champions di Lewa&co rinforza l’idea. Ma l’inarrestabilità dei ragazzi di Flick sembra esser ancor più netta in questa stagione. Dove non ci si basa solo sul presente, ma si guarda anche al futuro. Quello è nelle mani di ragazzi su cui i riflettori della scena calcistica europea sono già puntati.

Porre sotto la lente d’ingrandimento le rose delle 2 squadre che oggi alle 18:30 scenderanno in campo è davvero impressionante. Soprattutto se si guarda ai cosiddetti predestinati. Diamanti preziosi, ancora grezzi, ma che se ben conservati potranno iniziare a brillare. Oggi in Germania, domani chi lo sa.

 

GOLDEN BOYS

Jamal Musiala, il genietto del Bayern Monaco, compie 18 anni ed ha  debuttato in Champions League - Contropiede Azzurro

Fonte: Contropiedeazzurro.com

Che la Germania fosse un mix di culture era noto a tutti. Ma il fatto che questa varietà di identità si riflettesse nelle rose calcistiche non era altrettanto scontato. Certo, gran parte dei baby talenti che militano oggi nelle file di Bayern e Dortmund non avevano nulla a che fare con la Germania prima di venirci in veste di calciatori- eccetto quelli tedeschi ovviamente- ma rimane comunque interessante riflettere su come talenti stranieri vedano nella Germania una rampa di lancio.

Grande merito sta nella pianificazione delle società tedesche, capaci di muoversi con largo anticipo, così da aggiudicarsi i possibili giocatori del futuro. Gli esempi più noti sono quelli di Bellingham e Giovani Reyna , rispettivamente classe 2003 e 2002, ragazzi che il Dortmund si tiene stretto. Il primo è nato oltremanica, a 20 km da Birmingham, dove ha mosso i suoi primi passi col pallone, mentre Reyna nasce negli Stati Uniti, crescendo nel settore giovanile del New York City.

Tralasciando stati e provenienze, ciò che colpisce è sicuramente la qualità di soggetti come quelli sovracitati. La lista è lunga e i Golden Boys spesso vivono proprio traBaviera e Renania. Lampante è il caso di Alphonso Davies, non più sorpresa ma una costante nella squadra di Flick, a soli 20 anni. O anche quello di Jadon Sancho, anch’egli classe 2000, cresciuto in Inghilterra tra Watford e Manchester City, colonna portante dei nerogialli.

Ma il ragazzo di cui recentemente si è sentito parlare con più enfasi è stato sicuramente Jamal Musiala: centrocampista offensivo che ama agire alle spalle delle punte, dotato di grande tecnica, visione e capacità d’inserimento. Già agli Ottavi di Champions League ha dato sfogo del suo talento contro la Lazio, facendo parlare di sé. Tuttavia l’attenzione mediatica è ricaduta sull’ex Chelsea per una scelta importante, quella di giocare per la nazionale tedesca. Il ragazzo aveva infatti militato nelle giovanili della nazionale inglese, dato che ha trascorso gran parte della sua adolescenza proprio in Gran Bretagna e suo padre è anglo-nigeriano. Ma pochi giorni fa le dichiarazioni tanto attese sono arrivate

“È come se avessi due cuori, uno per la Germania e uno per l’Inghilterra. Ma sento di aver fatto la scelta giusta”

Joachim Low con ogni probabilità si starà sfregando le mani, mentre Flick e Terzic hanno la testa sul match più atteso di Germania.  Intanto Muller è tornato disponibile, pronto a sostenere Lewandoski insieme a Sanè e Coman,favoriti sugli etserni. Il Dortmund, reduce dalla vittoria in Coppa di Germania ai quarti sul Gladbach, dovrà tirare fuori il meglio di se, con Haaland chiamato a trascinare i suoi. Chissà però che nel girono del grande Klassiker non ci sia bisogno dei più giovani. Coraggio ne hanno, talento anche. Un classico tutto tedesco.

 

 

 

 

 

Fonte immagine di copertina: Forbes

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