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UK, il dato che non ti aspetti: è della Serie A il tuo attaccante più prolifico!

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UK, il dato che non ti aspetti: è della Serie A il tuo attaccante più prolifico!

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Lazio

La nazione dei three lions può sicuramente stare serena, per la fase realizzativa, in vista dei futuri impegni internazionali! Al giorno d’oggi, sono molti gli attaccanti inglesi dallo score invidiabile che giocano nei più prestigiosi campi europei.

Moltissime figure affermate si affiancano a giovani astri nascenti del football britannico e non solo. Analizziamo lo score dei giocatori inglesi più prolifici, e prepariamoci per eventuali colpi di scena!

I NUMERI DEI TRASCINATORI

posizione per Phil Foden, giocatore del Manchester City di Guardiola che, nonostante la giovane età, ad oggi ha messo a segno 10 reti in tutta la sua stagione.

posizione per Emile Smith Rowe. Giovanissima star dell’Arsenal (squadra che può anche vantare il discreto bottino di un altro giovanissimo giocatore inglese della sua rosa, Bukayo Saka e le sue 8 reti) che ha siglato 10 reti per la squadra londinese nonostante sia “soltanto” un classe 2000 (il primo giocatore, nato in quell’annata, ad aver esordito in maglia gunners)

posizione per Jarrod Bowen, attaccante classe 96′ in forza al West Ham. Trascinatore stagionale dei hammers che alla sua prima stagione in Premier League ha già fatto presa nel cuore della dirigenza e della tifoseria con i suoi 12 gol.

 a parimerito con 12 reti: James Maddison (Leicester), Jamie Vardy (Leicester).

Raheem Sterling con le sue 13 reti stagionali (3 in Champions in 7 partite) per il Manchester City.

Harry Kane, la superstar inglese del Tottenham con 18 gol in stagione (a segno in tutte le competizioni disputate dalla squadra: Premier, Conference, FA cup, Coppa di Lega, Qualificazioni Champions).

posizione per “l’italiano” Tammy Abraham. Nella capitale, sponda Roma, il classe 97’ ha l’invidiabile bottino di 19 reti considerando tutte le competizioni affrontate dai giallo-rossi in stagione.

(i numeri citati sono l’insieme di tutti i gol segnati in stagione, comprese quindi tutte le competizioni ufficiali)

La stagione altalenante della compagine di Mourinho e la sfortuna iniziale fatta da gol sfiorati e legni colpiti, rischiavano di influenzare negativamente la fortuna calcistica di Tammy. Il giovane attaccante scuola Chelsea ha invece respinto ogni contestazione e fatto ricredere gli scettici.

La volontà di Mourinho di lanciare il giocatore fin dai primordi stagionali ha del tutto ripagato la scelta fatta; dato che ora i numeri parlano da sé e nel rapido confronto tra i giocatori elencati Abraham compare in cima alla lista, superando addirittura di una rete l’affermatissimo ed estimatissimo bomber “Uragane” Kane.

C’è chi ancora storce il naso e pensa che il numero 9 della Roma segni così tanto solo perché disputa un campionato molto meno competitivo se paragonato alla ben più stimata Premier League. La storia peraltro parla di un difficile feeling tra attaccanti provenienti da altre realtà calcistiche europee ed il calcio disputato in Italia. Tammy, non fa evidentemente parte di questa cerchia di giocatori, dato che al momento questo rischia di poter diventare una delle sue miglior stagioni in assoluto. Il suo record di gol stagionali dista ancora (sole) sette reti (le sue annate migliori furono quelle disputate con la casacca dei Bristol City (2016-17) e dell’Aston Villa (2018-19) in cui ha segnato 26 reti).

Continuando di questo passo Abraham non susciterà soltanto un deciso apprezzamento nella piazza della Capitale, ma anche qualche immaginabile rimpianto in casa Chelsea (vedi il “caso” Lukaku) e, con ogni probabilità, qualche dubbio per Mr.Southgate in vista dei prossimi impegni con la nazionale inglese (mondiale 2022).

 

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Inter 2023/24 e Juventus 2013/14: il confronto

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Inter-Juventus

L’Inter di Inzaghi sta viaggiando a ritmi incredibili. La formazione nerazzurra è prima in campionato con un grande distacco dalla seconda in classifica, ovvero la Juventus. Le grandi prestazioni sono frutto di un lavoro che va avanti da ormai tre anni. Se nel primo anno di Inzaghi lo scudetto è stato perso contro il Milan, e l’anno scorso c’è stato il grande assalto alla Champions League, in questa stagione sembra che l’Inter possa andare in fondo per centrare i due grandi obiettivi, sfumati nel recente passato.

Un ritmo del genere in Serie A è stato mostrato dal Napoli lo scorso anno, che ha rallentato verso il finale di stagione per via di un traguardo praticamente conquistato con grande anticipo. I numeri e le statistiche indicano che l’Inter sta viaggiando esattamente come una grande squadra che esattamente dieci anni fa ha vinto il campionato con grande distacco ed un record di punti incredibile di 102 punti: la Juventus del 2013/2014.

I NUMERI ALLA 25^ GIORNATA

Le statistiche parlano chiaro. Alla giornata numero 25 l’Inter di Simone Inzaghi ha registrato gli stessi punti in classifica della Juventus di Antonio Conte del 2013/2014, che riuscì a conquistare il suo terzo scudetto consecutivo dei nove vinti dal 2011/2012 sino al 2019/2020.

Per quanto riguarda le statistiche dei gol fatti e subiti, entrambe le voci sorridono addirittura ai nerazzurri: i gol realizzati dai bianconeri sono stati 60 contro gli attuali 63 dei nerazzurri. Anche per il reparto difensivo l’Inter ha un vantaggio di 7 gol subiti in meno, ovvero 12 contro i 19 della Juventus.

Un paragone che vede due squadre costruite nel tempo arrivate ad esprimersi a livelli altissimi. Non a caso, Inzaghi ha comunque ereditato un lavoro iniziato proprio da Antonio Conte, che nella stagione 2019/2020 e 2020/2021 si è piazzato prima secondo e poi primo, conquistando lo scudetto numero 19 della storia nerazzurra.

DIFESE A CONFRONTO

Conte e Inzaghi hanno entrambi lavorato molto sui reparti arretrati nella Juve di allora e l’Inter di adesso. Le due squadre prese in analisi poggiano le proprie certezze di gioco su una solida base rappresentata dai difensori. Partendo dal terzetto difensivo, nella maggior parte delle volte Pavard-Acerbi-Bastoni hanno coperto la porta difesa da Sommer. Bastoni conosceva già questo tipo di gioco grazie a Conte, mentre Acerbi ha giocato anche nella Lazio come centrale di difesa proprio con Inzaghi (anche De Vrij, schierato come centrale, ha dimostrato grandi prestazioni prima alla Lazio con Inzaghi e successivamente con Conte). Sia per esperienza che grande intesa e nonostante i numeri positivi per i nerazzurri, la difesa dell’epoca della Juventus ha segnato una vera e propria era. La BBC, Barzagli-Bonucci-Chiellini, partendo da Conte e vista anche con Allegri, ha salvato in tante occasioni la formazione bianconera.

IL CUORE DEL GIOCO

Il centrocampo di Inzaghi è il segreto della formazione nerazzurra, composto da qualità e grande corsa dei due esterni. Calhanoglu ha dimostrato nel ruolo di regista di essere uno dei migliori d’Europa. Barella alza sempre il tasso tecnico e Mkhitaryan da mezzala sta vivendo una seconda giovinezza. Con questi interpreti l’Inter riesce a dominare e comandare spesso e volentieri il gioco nel corso delle partite. Anche se di grande livello, Conte ha avuto a disposizione nell’annata 2013/2014 dei centrocampisti che hanno formato insieme uno dei reparti più forti dello scorso decennio: Pirlo sempre presente, Vidal in formato attaccante con Pogba e Marchisio spesso alternati. La Juventus deve tanto ad un reparto che negli ultimi anni ha indubbiamente registrato una flessione rispetto al glorioso decennio scorso.

DUELLO ARGENTINO E NON SOLO

In attacco, troviamo un vero e proprio duello, segnato anche dall’Argentina: in prima linea Lautaro contro Tevez, con i co-protagonisti Thuram e Llorente. Il capitano dell’Inter ha nelle caratteristiche qualcosa che può ricordare l’ex numero 10 della Juventus, trascinatore dei bianconeri nel biennio 2013/2014 e 2014/2015. I numeri premiano però El Toro, che ha superato in questa annata i gol siglati dall’Apache all’epoca (22 contro 19).

Marcus Thuram ha sorpreso tutti per la capacità con cui si è inserito nel sistema di Inzaghi, svolgendo un grande compito ovvero dare profondità alla squadra soprattutto nelle ripartenze. Fernando Llorente invece ha svolto un ottimo lavoro agendo più da boa; onnipresente in area di rigore con il suo poderoso colpo di testa. Due giocatori profondamento differenti sul piano delle caratteristiche,  il francese è un giocatore dotato di velocità che riesce a spaccare le difese avversarie, mentre l’ex numero 14 della Vecchia Signora spesso si sacrificava per far salire la squadra grazie alla sua fisicità, ma comunque grandi partner d’attacco di due compagini, la bianconera in passato, la nerazzurra nel presente, che hanno fatto e stanno facendo la storia del nostro campionato. 

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Calcio Internazionale

Preferisco la Coppa: Coppa dei Campioni 1981/82

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Aston Villa 1982

Il 1 agosto 1981 nasce, negli Stati Uniti, MTV, il mitico canale televisivo incentrato sui video musicali che sarà vero e proprio fenomeno culturale negli anni seguenti.

Poco meno di un mese più tardi, il 26 agosto, Saint-Étienne e Dynamo Berlino aprono la 27esima edizione della Coppa dei Campioni.

Nel turno preliminare Les Verts, ormai al canto del cigno, cadono nella trappola dei tedeschi, che strappano un’importantissimo 1-1 in terra francese, con Christian Lopez protagonista assoluto del match. Dopo 25 minuti il difensore del Saint-Étienne incappa in uno sfortunato autogol che apre le marcature, complicando la strada per i padroni di casa; nella ripresa Lopez si rifà, seppur parzialmente, mettendo in rete da pochi passi la respinta del portiere della Dynamo, Rudwaleit, per l’1-1 finale.

Una settimana più tardi, in Germania Est, la Dynamo vince senza troppa fatica 2-0, grazie alle reti di Netz e Riediger, conquistando i sedicesimi.

NUOVA ERA

I sedicesimi della Coppa dei Campioni 1981/82 rispettano i pronostici della vigilia, con il solo, sorprendente, tonfo della Real Sociedad contro il CSKA Sofia. Il doppio confronto viene deciso all’andata da una rete di Yonchev al 90’ e i bulgari riescono a mantenere lo 0-0 all’Atotxa due settimane più tardi, conquistando gli ottavi.

La sfida più interessante dei sedicesimi, però, riguarda la rappresentante italiana nella competizione, la Juventus di Trapattoni che affronta il sempre ostico Celtic Glasgow. Gli scozzesi sono una squadra molto giovane, guidata da Billy McNeill in panchina e con qualche giocatore dal futuro interessante in campo, come David Moyes, ora allenatore e Pat “Packie” Bonner, 20enne portiere irlandese che sarà protagonista a Italia ‘90 e USA ‘94 con la sua Nazionale.

La sfida d’andata al Celtic Park, il 16 settembre, vede i padroni di casa imporsi per 1-0, grazie alla conclusione di MacLeod al 6’, deviata in maniera sfortunata da Schiera alle spalle di Zoff.

Con questo risultato, però, la Juventus resta ancorata alla possibilità di qualificazione in vista del match di ritorno, che entrerà nella storia del calcio e della televisione italiani.

Il 30 settembre 1981, infatti, per la prima volta in Italia, una rete televisiva privata trasmette la diretta di una partita europea. Lo spettacolo del Comunale di Torino viene portato nelle case della Lombardia da Canale 5, la rete ammiraglia di Silvio Berlusconi. L’imprenditore era riuscito a strappare a suon di miliardi (di lire, ovviamente) la trasmissione delle squadre italiane impegnate in Europa alla RAI, eccetto il Napoli, impegnato in Coppa UEFA e rimasto fedele alla tv di Stato.

È un momento storico per la televisione italiana ed è anche una gran serata per la Juventus, che ribalta il Celtic già nel primo tempo grazie alle reti di Virdis e Bettega, conquistando il passaggio del turno.

IL RITORNO DEI BELGI

La Juventus, dopo aver eliminato l’ostico Celtic, diventa una delle favorite alla vittoria finale, anche in virtù del sorteggio, che mette di fronte ai bianconeri l’Anderlecht agli ottavi. I biancomalva non sono più la corazzata di metà anni ’70, ma sono tornati a vincere il campionato belga dopo 6 anni, guidati da alcuni nomi interessanti come Morten Olsen e Frank Vercauteren.

La sfida d’andata si gioca al Vanden Stock, il 21 ottobre e vede una Juventus decisamente sorpresa dall’atteggiamento propositivo dei padroni di casa, che passano in vantaggio al 24’ con Geurts, bravo a svettare nell’area piccola su un calcio d’angolo, sfruttando una leggera indecisione di Zoff in uscita. La reazione dei bianconeri arriva a pochi minuti dalla fine del primo tempo, con Tardelli che pesca in area Marocchino per il pareggio.

 Nella ripresa è ancora Geurts a rimettere avanti l’Anderlecht, sfruttando un brutto errore di Prandelli, appena entrato al posto di Tardelli. A questo punto la Juventus capisce che l’obiettivo principale è quello di limitare i danni e cerca in tutti i modi di portare a casa un 2-1 che resta un risultato recuperabile. All’88’, però, ancora su un calcio d’angolo, Zoff respinge male con i pugni, consegnando di fatto il pallone a Vercauteren, che conclude al volo e mette in rete il gol del definitivo 3-1.

Due settimane dopo nella nebbia del Comunale, la Juventus tenta l’assalto in avvio, colpendo un palo clamoroso con un colpo di testa di Bettega, che poi deve anche lasciare il terreno di gioco per infortunio alla mezz’ora. Putroppo per i bianconeri è solamente un fuoco di paglia, visto che l’Anderlecht rischia poco e alla prima occasione punisce, ancora con la bestia nera Geurts. Il numero 9 biancomalva sorprende un rivedibile Zoff su calcio di punizione da molto lontano, portando avanti i suoi e, di fatto, rendendo impensabile la rimonta per la Juve. I bianconeri riescono solamente a trovare l’1-1 con Brio al 79’, con un bel colpo di testa su punizione di Cabrini, ma è troppo poco e l’Anderlecht passa il turno.

I biancomalva, dunque, approdano ai quarti della Coppa dei Campioni 1981/82, dopo aver eliminato Widzew Łódź e Juventus. Il sorteggio sembra benevolo per i belgi, che pescano la Stella Rossa nel turno successivo.

Il doppio confronto è senza storia, con l’Anderlecht che vince entrambe le sfide per 2-1 e, soprattutto nella sfida di ritorno al Rajko Mitic, lascia la sensazione di essere squadra matura e si candida pesantemente alla vittoria finale.

Della semifinale, però, parleremo più avanti, prima c’è da documentare un tonfo molto pesante.

FUORI I CAMPIONI

Nel marzo 1982, negli Stati Uniti, viene proiettato per la prima volta Blade Runner, il noir fantascientifico di Ridley Scott che vivrà nell’oblio per alcuni anni, prima di assurgere a cult assoluto.

Proprio ad inizio mese, il Liverpool, campione uscente della Coppa dei Campioni, sfida il CSKA Sofia ai quarti di finale, in una sfida che appare decisamente favorevole per i Reds.

Nonostante il pronostico della vigilia, però, ad Anfield gli uomini di Paisley faticano a trovare la rete, anche per merito della difesa bulgara, compatta e autoritaria. Il gol arriva solamente al 65’, grazie a Whelan, e il risultato non cambia più fino al triplice fischio.

Andare in un ambiente ostico come la Bulgaria con una sola rete di vantaggio è rischioso, ma il Liverpool appare davvero troppo forte rispetto al CSKA e appare fiducioso per la qualificazione.

La partita è spigolosa, con i padroni di casa che aspettano l’occasione giusta per colpire, senza scoprirsi troppo, per evitare di compromettere ulteriormente il risultato.

Dopo 78 minuti di contrasti e poche occasioni, il Liverpool inizia a vedere il traguardo, ma viene punito da Mladenov che rimette in perfetta parità l’incontro e lo porta ai supplementari.

Nell’appendice è ancora lui, Stoycho Mladenov a mettere in rete in mischia il gol del 2-0, facendo esplodere il Vasil Levski. Nella seconda metà dei supplementari il Liverpool si gioca il tutto per tutto, colpendo una clamorosa traversa con Kennedy da pochi passi.

Finisce così, con la Bulgaria in festa e i Reds, incredibilmente, fuori dalla Coppa dei Campioni 1981/82.

UN MIRACOLO E MEZZO

Siamo giunti, dunque, alle semifinali, che si rivelano diametralmente opposte nel risultato e nell’andamento.

Se il CSKA Sofia rischia di stupire nuovamente, costringendo il Bayern Monaco ad una difficile rimonta, la sfida tra Anderlecht e Aston Villa si rivela molto equilibrata.

I bulgari sorprendono il Bayern al Levski, portandosi sul 3-0 dopo meno di 20 minuti, grazie alle reti di Dimitrov, Yonchev e Zdravkov. La reazione dei bavaresi è immediate e porta ai gol di Dürnberger e Hoeness, prima del 4-2 firmato ancora da Yonchev ad inizio ripresa.

Un punteggio folle, che permette ai tifosi bulgari di sognare la prima storica finale di Coppa dei Campioni della propria storia, ma la realtà si palesa prima del previsto, sotto forma di Paul Breitner. Il nazionale tedesco trova il gol del 4-3 nel finale, rendendo molto meno complicata la rimonta per il Bayern al ritorno e meno rumorosa la festa del Levski.

Due settimane dopo, in Germania, il Bayern non lascia scampo al CSKA, con un roboante 4-0 firmato dalle doppiette di Breitner e Rummenigge, che chiudono in maniera brusca la favola dei bulgari.

Dall’altra parte, invece, l’Aston Villa, una delle sorprese del torneo, batte 1-0 al Villa Park l’Anderlecht, grazie alla rete di Morley e riesce a mantenere il punteggio anche al Vanden Stock, chiudendo con uno 0-0 storico, che porta gli inglesi alla finale di Coppa dei Campioni.

I Villans, che non vincevano un campionato inglese dal 1910, tornano prepotentemente sulla cresta dell’onda alla prima partecipazione di sempre in Coppa dei Campioni. Il fortino del Villa Park si dimostra inespugnabile per ogni avversario giunto in Inghilterra, tanto che alla fine del percorso lo score reciterà 4 vittorie su 4, con 9 gol segnati e nessuno subito tra le mura amiche.

Il momento magico dell’Aston sarà sufficiente per portare a casa la coppa contro un Bayern famelico?

L’IMPRESA

26 maggio 1982, due giorni prima dell’uscita nelle sale statunitensi di Rocky III, al De Kuip di Rotterdam va in scena la finale della Coppa dei Campioni 1981/82.

Da una parte l’Aston Villa, che ha subito 2 sole reti (peraltro nella stessa partita) in tutta la competizione, dall’altra la corazzata Bayern Monaco, che vede tre suoi calciatori in vetta alla classifica marcatori della Coppa dei Campioni, Hoeness con 7, Rummenigge con 6 e Breitner con 5 centri. La partita si prospetta molto interessante.

Dopo appena 10 minuti di gioco l’Aston perde il proprio portiere, Rimmer, per infortunio, sostituito dalla riserva Spink, ma poco importa vista la strenua difesa messa in atto dai Villans, che riescono a contenere ogni attacco proveniente da parte del Bayern.

Tra ottimi interventi di Spink e un paio di salvataggi provvidenziali dei difensori, l’Aston supera l’ora di gioco ancora indenne e tenta un’azione offensiva, forse la prima della sua partita. 

Il minuto è il 67’, Shaw salta un avversario a metà campo e lancia Morley, che entra in area, disorienta Weiner e mette dentro un pallone sanguinoso per la difesa del Bayern, che si perde Withe, bravo a farsi trovare pronto e ad appoggiare in porta l’1-0, per il tripudio dei tifosi inglesi arrivati in Olanda per l’occasione.

Mancano più di venti minuti alla fine, ma il Bayern non riesce più a rendersi pericoloso e l’Aston Villa si porta a casa una formidabile vittoria in Coppa dei Campioni.

Tra tre settimane la Juventus tornerà protagonista del torneo, nella Coppa dei Campioni 1982/83, arrivando ad un passo dalla gloria, ma perdendo contro la sorpresa Amburgo.

Fonte immagine in evidenza: profilo X Aston Villa

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Dove vedere Lecce-Inter in TV e streaming

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Inter, in foto: Hakan Calhanoglu, Denzel Dumfries, Nicolò Barella, Stefan De Vrij, Carlos Augusto, Lautaro Martinez, Marcus Thuram, Benjamin Pavard Serie A Champions League

DOVE VEDERE LECCE-INTER IN TV E STREAMING – In quest’ultimo fine settimana di febbraio passerà agli archivi la ventiseiesima giornata del campionato di Serie A. Domenica 25 febbraio alle ore 18:00, allo Stadio Via del Mare di Lecce, Lecce e Inter si affronteranno in una sfida che potrebbe regalare diverse emozioni e spettacolo. Andiamo a vedere nel dettaglio come arrivano le due formazioni alla partita.

DOVE VEDERE LECCE-INTER IN TV E STREAMING – COME ARRIVAMO LE DUE SQUADRE

DOVE VEDERE LECCE-INTER IN TV E STREAMING – I padroni di casa del Lecce arrivano alla gara in un periodo di piena crisi. I punti raccolti nelle ultime dieci partite dalla squadra allenata da Roberto D’Aversa sono appena sette. Questo bottino è frutto di due vittorie, un pareggio e ben sette sconfitte che hanno visto sprofondare i salentini al quattordicesimo posto. La zona retrocessione è diventata, con il passare delle settimane, sempre più un incubo da scacciare via e, seppur ci sia un minimo margine di quattro punti, anche il Lecce è da considerare nel vortice delle squadre a rischio. La gara di domenica può significare solamente due cose: vittoria e punto di svolta oppure sconfitta e ulteriore tracollo.

DOVE VEDERE LECCE-INTER IN TV E STREAMING – La capolista Inter, allenata da Simone Inzaghi, arriva a questa gara carica di entusiasmo. La recente vittoria nella sfida degli ottavi d’andata di Champions League contro l’Atletico Madrid ha rincarato la dose di fiducia nell’ambiente e ha cambiato la visione di quella che potrebbe essere la gara contro il Lecce. Per la delicata trasferta, infatti, il tecnico dei nerazzurri opterà, molto probabilmente, per diversi cambi nello scacchiere principale, offrendo una chance importante a chi ha visto meno il campo nelle ultime settimane. I salentini rappresentano per l’Inter un primo ostacolo nel lungo tour de force che li aspetta: i nerazzurri, infatti, scenderanno in campo per ben sei volte in appena ventidue giorni. Fatta questa doverosa premessa, andiamo a svelare dove vedere Lecce-Inter.

DOVE VEDERE LECCE-INTER IN TV E STREAMING

DOVE VEDERE LECCE-INTER IN TV E STREAMING – Il match del Via del Mare tra Lecce e Inter, in programma domenica 25 febbraio alle ore 18:00, sarà visibile in tv e streaming sui canali e sulle piattaforme di DAZN.

LE PROBABILI FORMAZIONI

LECCE (4-3-3): Falcone; Gendrey, Touba, Baschirotto, Gallo; Kaba, Ramadani, Oudin; Almqvist, Krstovic, Banda. All. D’Aversa.

INTER (3-5-2): Audero; Bisseck, De Vrij, Carlos Augusto; Dumfries, Barella, Calhanoglu, Frattesi, Dimarco; Lautaro, Arnautovic. All. S.Inzaghi.

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Europa League

Le possibili avversarie della Roma in Europa League

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in foto: Pellegrini, Mancini, Paredes - Roma - Serie A - Europa League - Coppa Italia

LE POSSIBILI AVVERSARIE DELLA ROMA IN EUROPA LEAGUE – Dopo aver superato i play-off, è tempo di ottavi per la Roma. Dopo aver vinto, sudando fino ai rigori, per i giallorossi è tempo di resettare. La gioia della vittoria va subito messa da parte, per ritornare concentrati per il proseguo della stagione. L’obiettivo 4° posto in campionato e l’andare più avanti possibile in Europa League sono la base per un futuro roseo, magari proprio con De Rossi sulla panchina. La situazione della Roma non è stata però così felice in precedenza, con ancora Mourinho in panchina. Il girone, contro Slavia Praga, Servette e Sheriff, non vide i giallorossi vincere, arrivando al secondo posto, sotto i cechi, e costretti dunque ai playoff. Adesso è tempo di ottavi: di seguito vi riportiamo le possibili avversarie della Roma in Europa League.

LE POSSIBILI AVVERSARIE

Cammino fin qui abbordabile per la squadra di Daniele De Rossi, che adesso però avrà a che fare con avversarie ben più dure da affrontare. La possibilità migliore sarebbe quella di rivedere affrontare una recente conoscenza, lo Slavia Praga, già affrontato ai gironi, forse chance migliore per passare il turno. Di seguito vi riportiamo tutte le possibile avversarie dei giallorossi agli ottavi.

  • West Ham (Ing)
  • Brighton (Ing)
  • Glasgow Rangers (Sco)
  • Liverpool (Ing)
  • Villarreal (Spa)
  • Bayer Leverkusen (Ger)
  • Slavia Praga (Cec)

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