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MotoGP: ultimo episodio

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Sta per finire. Già, anche questo mondiale è ormai andato. Bene molto probabilmente per gli spagnoli, meno bene per gli italiani. La classifica parla chiaro: Marquez 282, Dovizioso 261. Tanti, troppi punti di differenza. Solo un evento imprevedibile e follemente quotato in qualche centro scommesse potrebbe stravolgere l’intera stagione. Una stagione che ha regalato anche quest’anno grande spettacolo. Emozioni eterogenee fino all’ultimo tracciato, il quale anche quest’anno sarà decisivo. Valencia dà, Valencia toglie. Gli italiani lo sanno bene…

UNO SGUARDO DIETRO

Doveva e poteva essere l’anno delle Yamaha. Moto ben assettate, ben costruite. E per le prime gare così è stato. Eppure il tempo ha cosparso di incostanza il rendimento delle due ruote guidate da Rossi e Vinales, finendo così per lasciar spazio alle dirette concorrenti. Concorrenti capitanate dalla Honda, ancora una volta efficiente se pur non in maniera eccezionale. Merito di questo successo spetta in gran parte a quello spagnolo che risponde al nome di Marquez. Un fenomeno assoluto capace di estrapolare ogni minima cosa positiva dalla propria moto. Discorso non identico per quanto si è visto invece con Pedrosa.

Ma se mentre le Yamaha provavano a capire le brutte imperfezioni lungo tutto il campionato e la Honda faceva il suo provando a sbagliare il meno possibile, un’altra casa motoristica si faceva spazio con grande prepotenza. Parliamo della Ducati, tornata finalmente a livelli tutt’altro che negativi. Con un nuovo pilota al fianco di Dovizioso era doveroso aspettarsi buone prestazioni dalla moto italiana. Prestazioni che sono appunto arrivate, ma con il pilota sul quale c’erano meno pressioni di trionfo. Italiano su moto italiana. Che combo. Una combo apprezzata ancor di più viste le difficoltà avute dall’idolo italiano per eccellenza, Valentino Rossi. Niente leggenda? Fa niente, si punta sul Dovi.

E pensare che fino a metà campionato nessuno riusciva a capire chi realmente potesse vincere questo folle mondiale. Un mondiale diverso, un mondiale relativamente competitivo. Nessuno ha spiccato più di tanto, eppure ognuno ha fatto il suo tirando fuori il meglio di sé. Chapeau ragazzi, anche quest’anno avete fatto appassionare milioni di motofili.

IMPREVEDIBILMENTE PREVEDIBILE

Colpisce molto appunto il fatto che sia stato un mondiale diverso. Un mondiale con tanti piccoli protagonisti, i quali si son scontrati fino all’ultimo per portarsi a casa lo scettro di campione. Da Vinales a Marquez, da Rossi a Dovizioso. Ognuno con i suoi pregi e i suoi difetti. Dopo 17 gare la battaglia sta per chiudersi. Sta per terminare anche quest’anno con una bandiera spagnola da sventolare in un circuito spagnolo. Ci manca solo la moto spagnola e poi il gioco è fatto.

Un briciolo di speranza va comunque concessa a chi ha creduto e crede tutt’ora nel DesmoDovi. Un pilota che ha racchiuso al meglio la mentalità italiana, vincendo tante battaglie con il diretto nemico, ma cascando troppe volte in zone poco ricche su diversi tracciati. Un peccato. Anche perché il Dovi arriva a Valencia con lo stesso numero di gare vinte da Marquez. E la cosa non può che dar solo fastidio. Un piccolo grande rammarico per quel che poteva essere ma che non è stato.

La cosa più paradossale è che nonostante Dovizioso abbia preso meno punti lungo tutto il cammino rispetto a Marquez, gli zeri collezionati dal pilota Honda sono tre volte tanto quelli fatti dall’italiano. Un solo vuoto per Dovi (Argentina). Ma l’esser più presenti a lezione non è comunque bastato per racimolare un complessivo superiore a quello del 93 spagnolo. Il talento mostruoso di quest’ultimo, e la moto perfettamente concerne ad alcune piste, han fatto la differenza. Entrambi comunque han fatto una grandissima stagione, la quale terminerà quasi sicuramente in maniera entusiasmante per Marquez, e un po’ meno per il nostro pupillo. Anche se, quel briciolo di speranza…

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ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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Calcio Internazionale

Tata Martino non è più il CT del Messico: le ultime

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Messico

Nonostante la vittoria del Messico ieri sera, ormai l’esperienza di Gerardo Martino sulla panchina della Nazionale Messicana sta per volgere al termine. Decisiva sembra essere stata infatti la non qualificazione agli ottavi di fiamme dei Mondiali in Qatar.

MESSICO-TATA MARTINO: È FINITA

Lo ha confermato lo stesso Tata Martino ieri sera dopo la partita con l’Arabia Saudita:

Dovrò trovarmi un altro futuro, la mia esperienza sulla panchina del Messico è terminata quando l’arbitro ha fatto il triplice fischio. Il mio contratto con la Nazionale termina qua”.

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Calcio Internazionale

La Francia non ci sta: reclamo alla FIFA dopo la rete annullata a Griezmann

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Francia

Nonostante la Francia fosse già passata, non sono mancate le polemiche ieri pomeriggio al termine del match tra francesi e Tunisia valida per l’ultima partita ai gironi di Qatar 2022. Ha aperto la gara Khazri a cui aveva risposto Griezmann al 98’, ma già al termine della gara l’arbitro ha preso la decisione di annullare la rete  francese. 

POLEMICHE FRANCESI

Secondo quanto riportato dal quotidiano inglese The Mirror, la Federazione Francese è pronta a fare ricorso alla FIFA in segno di protesta per l’annullamento alla rete di Griezmann.

Infatti, al direttore di gara di ieri era stato detto di annullare la rete dell’attaccante dell’Atletico Madrid causa fuorigioco. Ma le regole stabiliscono che un gol non si può annullare a partita già terminata.

Se il gioco è stato interrotto e ripreso, l’arbitro può solo intraprendere una “revisione” e prendere la sanzione disciplinare appropriata, per identità errata o per un potenziale reato di espulsione relativo a condotta violenta, sputi, morsi o estremamente offensivo, offensivo e/o azioni abusive”, si legge nelle regole del gioco dell’IFAB.

In ogni caso la partita di ieri è stata vinta dalla Tunisia, che causa vittoria dell’Australia sulla Danimarca, non è comunque riuscita a passare i gironi della Coppa del Mondo.

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