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Un anno da cui ripartire

Il 2017 è stato un anno molto importante per Fabio Fognini. Sia dal punto di vista professionale che sul lato personale, nella vita del tennista ligure ci sono stati numerosi cambiamenti. Partendo dalla vita privata, sicuramente la nascita del figlio Federico non può che avergli cambiato la vita, mentre passando al campo, c’è stato un avvicendamento importante sulla sua panchina passando dallo spagnolo Perlas all’argentino Davin. I risultati si sono visti immediatamente, soprattutto dal punto di vista fisico, sul quale è migliorato molto nell’ultimo anno.

UNA PRIMA PARTE SUPER

La stagione è iniziata subito bene per Fognini che ha portato alla vittoria in coppa Davis la nazionale azzurra al primo turno contro i campioni in carica dell’Argentina. Ma il vero acuto è arrivato in marzo a Miami quando è riuscito ad arrivare fino in semifinale al Master 1000 riuscendo a battere, tra gli altri, Nishikori. Solo Nadal lo ha fermato. Con questo risultato è tornato numero uno italiano, nonché l’unico azzurro ad arrivare in semifinale di un 1000. Questa è la dimostrazione che Fabio non è solo un terraiolo come lui stesso ammette.

La stagione sulla terra si apre così così, ma a Roma riesce ad emozionare il pubblico del Foro battendo nettamente il numero uno del mondo Murray, concedendo le briciole al campione in carica. E’ stato eliminato successivamente dal futuro vincitore del torneo Zverev. L’ultima grande emozione dell’anno ce l’ha regalata a Wimbledon. Al terzo turno ha affrontato ancora una volta Murray giocando un match spettacolare e a tratti superiore al padrone di casa. Fabio in quell’occasione ha servito per portare il match al quinto fallendo l’occasione e perdendo in quattro set un match in cui si è dimostrato all’altezza anche di questi grandi palcoscenici.

Questa serie di exploit sommati ai buonissimi risultati in tutti gli altri tornei lo hanno portato fino al numero 27 del mondo. Il che è un buonissimo risultato ma ancora lontano dal suo best ranking che è 13 raggiunto nel 2014. Il primo obiettivo è rimanere stabilmente nella top 20 perché quello è il suo vero valore.

GLI US OPEN IL PUNTO PIU’ BASSO

Se durante tutta la prima parte di stagione abbiamo esaltato Fabio per la sua concretezza e maturità in campo, ecco subito che ad agosto siamo stati smentiti. Sicuramente il punto più basso del suo anno è stata la partecipazione agli US Open. Durante lo Slam americano, Fognini è ricaduto in una delle sue scene di nervosismo in campo, una delle peggiori a dire il vero.

Nel corso del primo turno del torneo, contro il connazionale Travaglia, si è lasciato andare ad una serie di espressioni sgradevoli e sessiste nei confronti di un giudice di linea donna, contestandole alcune chiamate, su un campo in cui non c’era l’occhio di falco. Sul momento non era stata presa nessuna decisione, salvo poi tornare indietro. Si parlava di squalifica negli Slam, ma l’ITF è stata più clemente accordandogli solo una multa. E’ stata una delle scene più brutte della carriera del tennista azzurro e immediatamente dopo il match sono arrivate le scuse di Fabio sia verso la diretta interessata che a tutto il pubblico.

Tennisticamente possiamo dire che il 2017 del numero uno azzurro si è concluso lì. Fognini non è più stato in grado di ripetere i risultati della prima parte dell’anno, complice anche un infortunio che non gli ha permesso di giocare gli ultimi tornei. Per il 2018 il ligure deve prendere quanto di positivo fatto fino a luglio e buttare via l’episodio americano, per il quale si è detto profondamente dispiaciuto. Gli obiettivi posti sono importanti ma tecnicamente e fisicamente Fabio è secondo solo ai primissimi del mondo, quindi può togliersi molte soddisfazioni anche nella prossima stagione.

 

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