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Un’aquila che vola alto

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La stagione della Lazio è sicuramente da incorniciare. I biancocelesti sono i protagonisti di un’annata trionfale, che li sta conducendo verso l’Europa che conta. Il merito è sicuramente di Simone Inzaghi, un allenatore che fa dell’organizzazione il suo punto di forza, dei protagonisti e dei risultati. 

L’ALLENATORE

Inzaghi è riuscito a trovare la quadratura perfetta della squadra. Da integralista a trasformista, dal 4-3-3 fino ad arrivare al 3-5-2: modulo che esalta, forse meglio, le caratteristiche dei suoi giocatori. Il tecnico, dopo i primi mesi di scetticismo a Formello, è riuscito a conquistare una piazza aggressiva ed esigente tramite risultati e metodo che l’hanno portato ad essere uno dei tecnici rivelazione del nostro campionato. Simone parla poco e lavora tanto ed adesso non ha più alcuna intenzione di fermarsi. Prossimo obiettivo? Guastare la stagione da sogno della Juventus, vincendo la Coppa Italia proprio nel suo fortino: lo Stadio Olimpico.

La storia dell’ex attaccante sulla panchina biancoceleste è piuttosto affascinante: quest’estate, difatti, Inzaghi era in procinto di trasferirsi alla Salernitana (altro club di Claudio Lotito) vista l’imminente chiusura della trattativa per condurre Marcelo Bielsa nel belpaese. Tale negoziazione, tuttavia, prese un’improvvisa piega negativa, portando l’allenatore sud-americano ad abbandonare il suo incarico anzitempo e lasciando, così, la panchina del club vacante. A quel punto, ai primi di luglio e con una ristretta rosa di allenatori su cui puntare, i biancocelesti propongono un contratto di durata annuale a Simone Inzaghi che, furbescamente, afferra al volo la grande chance. Ora, agli sgoccioli di aprile, il club deve solo provare un forte senso di gratitudine nei confronti del Loco Bielsa; senza il suo rifiuto ad allenare la squadra, la Lazio difficilmente avrebbe scoperto e coltivato il talento del suo ex-centravanti che, ora, risponde all’esigenza di ottenere risultati con prestazioni sempre più convincenti, figlie dell’operato di alcuni giocatori chiave della rosa e di alcuni suoi pupilli lanciati in prima squadra.

I PROTAGONISTI

In questa Lazio si sono contraddistinti diversi profili quali Immobile, Keita, Felipe Anderson, Biglia e Milinkovic-Savic. Ciro è senza dubbio il perno centrale del reparto offensivo, capace di rinascere nell’ambiente laziale e di ritrovare il feeling con il gol che si temeva avesse perso nelle sue avventure estere (20 gol in 30 partite giocate). Grazie alle performance sciorinate sino a questo momento ha ritrovato la Nazionale e la continuità dei grandi bomber; deve molto al proprio tecnico il quale, come confermato da più dichiarazioni, ha fortemente richiesto il suo ingaggio al presidente Lotito. (20 gol in 30 partite giocate)

Immobile: “Quando si parlava di Inzaghi, ancora non si parlava di me alla Lazio. Il mister ha scelto me nella sfida con Valencia”.

Inzaghi: “I gol di Immobile? Sta facendo molto bene al di là dei gol, non lo conoscevo come ragazzo e devo dire che da quando è arrivato si è reso molto disponibile. Non mi sorprendono le reti realizzate: è un giocatore che ho voluto fortemente”.

Il secondo è Balde Diao Keita che, dopo aver vissuto un’annata da antagonista con la dirigenza della Lazio, è riuscito a ricucire un rapporto ormai sull’orlo del baratro: sino ad ora ha segnato 11 reti e siglato 4 assist ma la sensazione, tuttavia, è che il suo percorso e quello biancoceleste prenderanno presto vie differenti. Sino a quel momento, però, la collaborazione è aperta ed assolutamente fruttuosa per ambo le parti.

Keita: “Cose promesse e mai mantenute. Scadenze rinviate. Programmi cambiati. Ho parlato più volte con il Presidente e il Direttore: il mio punto di vista, purtroppo non interessa a nessuno.” (11 luglio, ndr)

Dirigenza: “La S.S. Lazio considera inaccettabile e gravemente lesivo il comportamento del calciatore Keita Balde Diao che ha deciso di disertare la prima partita del campionato adducendo la scusa di un infortunio al ginocchio sinistro”. (21 agosto, ndr)

Poi, piano piano, la frattura fu ripianata nell’interesse delle parti in causa.

Felipe Anderson, invece, rimasto alla Lazio la scorsa stagione e spentosi dopo i lampi mostrati due stagioni or sono, ha ritrovato in Inzaghi la fiducia nei propri mezzi ormai smarrita. Il brasiliano, difatti, è divenuto un giocatore totale, in grado di disputare più ruoli con la medesima efficacia; manca in zona gol (4 reti) ma l’apporto in fase offensiva è tutt’altro che inesistente (13 assist). La sensazione, inoltre, è che il potenziale da sfoderare sia ancora ampio.

Da menzionare anche il capitano Biglia: l’argentino è sicuramente uno dei trascinatori di questa Lazio, instancabile e al servizio del gruppo in ogni momento del match; nonostante fosse sembrato a più riprese sul punto di partenza – e forse deluso dal comportamento della società – ha sempre garantito prestazioni di livello ed affidabilità.

Arriviamo ora al giovane rivelazione della stagione biancoceleste: Milinkovic-Savic. Il serbo ha visto aumentare il proprio valore in maniera continua sin dal momento dello sbarco in Italia, ma è durante l’attuale stagione in corso che ha dimostrato di potersi giocare le sue carte anche in una big. Forte della sua duttilità tattica e dei suoi numeri (7 gol e 8 assist) il centrocampista della Lazio sarà un futuro protagonista del mercato dei grandi. Per ora, però…

Agente Milinkovic-Savic: Io e Sergej siamo molto felici. Ho sempre detto che ama i tifosi della Lazio e che a Roma è molto felice. Ora il nostro obiettivo è quello di provare a vincere dei trofei con questa maglia continuando il percorso di crescita”

Il riferimento è al rinnovo di contratto appena siglato ed ora valido sino al 2022.

La linea verde nella compagine di Inzaghi, però, non poteva mancare: sono infatti numerosi i giovani prospetti lanciati dal coach,  fra i quali spiccano Crecco, Lombardi, Murgia ed infine Strakosha. Un modello simile a quello del Barça di Guardiola quello della Lazio che mischia veterani e certezze con i talenti della squadra che verrà. Mix che si rivela una scelta vincente in merito ai risultati conseguiti sul campo.

FRATELLI INZAGHI

Quando la testa elabora il paragone tra Filippo e Simone, il pensiero – innaturale o meno – vola subito alla medesima conclusione per tutti quanti: Filippo era un campione che alzava trofei su trofei, Simone, invece, non era nulla di più di un buon attaccante. Ora, invece, il prosieguo delle loro avventure nel mondo del calcio sta contribuendo a spezzare questo pesante legame e, forse, ad invertire i ruoli. Premettendo che entrambi i tecnici sono molto giovani e che il loro futuro sia ancora ampiamente da tracciare, fino ad ora, quello che sta stupendo è Simone. Al suo primo anno in una squadra di medio-alta classifica ha avuto il merito di rigenerare un gruppo, imporre le proprie idee ed ottenere soddisfacenti risultati. Filippo, invece, dopo una parentesi decisamente negativa al Milan sta ora vivendo la gavetta a Venezia, nella speranza, un giorno, di tornare ad allenare ai livelli del fratello che, almeno in panchina, sembra essere un fuoriclasse.

I RISULTATI

Derby di Coppa Italia vinto e rendimento costante, risultati che giustificano l’entusiasmo della piazza e dei giocatori. L’anno scorso la squadra di Roma ha ottenuto in totale 50 punti. Quest’anno ne ha 64 (10 in più rispetto al campionato scorso), punti che permettono ai biancocelesti di tenere stretto quel quarto posto valido per la prossima Europa League.

La differenza sta anche nei gol subiti dalla retroguardia, infatti rispetto alla stagione precedente c’è stato un netto miglioramento: da 52 reti subite a 38.

Un altro fattore da considerare è la concretezza da parte dell’attacco: 8 reti in più siglate rispetto allo scorso anno, che fanno del reparto offensivo uno dei più prolifici del nostro campionato. Lazio a trazione anteriore, piena di risorse e di grinta. Adesso c’è una stagione da concludere al meglio con due obiettivi da perseguire: quarto posto da blindare e Coppa Italia da conquistare. L’aquila sta volando alto…

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Calcio Internazionale

Marocco, El Kaddouri: “Qualcuno ha rovinato la festa”

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La vittoria ai rigori del Marocco ai danni della Spagna ha letteralmente fatto impazzire di gioia un intero popolo, che mai aveva visto la propria nazionale spingersi così tanto avanti in un torneo come la Coppa del Mondo.

Ai festeggiamenti, seppur con un po’ di amarezza, non può non prendere parte anche Omar El Kaddouri, centrocampista marocchino del PAOK Salonicco che ha legato la quasi totalità della sua carriera al calcio italiano (dove del resto si è formato), vestendo maglie prestigiose come quelle di Napoli Torino.

In un’intervista rilasciata a Sky Sport, El Kaddouri, ha espresso sentimenti contrastanti riguardo il Mondiale fin qui giocato dai Leoni dell’Atlante, che spaziano dalla mancata convocazione (non veste la maglia della sua nazionale da ormai più di 2 anni) agli incidenti verificatisi a Bruxelles nel corso dei festeggiamenti della comunità marocchina per lo storico trionfo:

In questo inizio di stagione purtroppo ho avuto diversi problemi fisici, e non avevo grandi aspettative sulla convocazione. Per tutti noi è qualcosa di incredibile arrivare ai quarti, ed è giusto festeggiare. Mi spiace che in Belgio ci siano stati degli incidenti, che fortunatamente in Marocco non si sono verificati; sono cose che non devono succedere, ma purtroppo qualcuno ha trovato il modo di rovinare la festa”.

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Flash News

In casa Juventus si monitora la situazione di Pogba e Chiesa

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Pogba

In questo momento in casa Juventus i più attesi sono inevitabilmente Paul Pogba e Federico Chiesa.

I due sono stati infortunati per tutto questo inizio stagione ma dopo la sosta per il Mondiale dovrebbero tornare entrambi a disposizione per l’impiego in gara ufficiale.

Federico Chiesa ha già avuto l’opportunità di scaldare i motori contro PSG, Inter e Lazio ma non è ancora al top della forma. Paul Pogba invece dovrebbe tornare disponibile nel match del 13 gennaio contro l’attuale capolista Napoli.

Secondo quanto riporta Sky Sport l’ex United testerà il suo ginocchio in queste settimane.

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Calcio Internazionale

Gakpo sui rumors dell’estate: “Ho aspettato lo United ma niente”

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Gakpo

Cody Gakpo è negli interessi del Manchester United già da tempo, ma i Red Devils non hanno mai presentato un’offerta né al PSV Eindhoven e né al giocatore.

Queste le parole del classe ’99 al medium olandese NRC in merito alla vicenda: “È stato un periodo duro, ma ho imparato. Adesso approccerò le cose in maniera diversa, ciò che arriva, arriva. Io ho pensato al Manchester United, poi però non sono arrivati. Ho iniziato a dubitare.. Poi è arrivato il Leeds, ma dovevo andare lì? Ora aspetto per tutto. Non ho più risentito nulla dallo United, quando si faranno vivi allora ci penserò. Ho sempre l’aiuto di Dio nel prendere questa decisione”.

Cody Gakpo sembra quindi molto concentrato sul presente, non vuole farsi aspettative o fantasie particolari, il presente adesso è l’Olanda e Qatar 2022.

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Calciomercato

L’Empoli a caccia di rinforzi: spunta il nome di Piccoli

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Fantacalcio

Uno dei dati che meglio rende l’idea del campionato disputato fin qui dall’Empoli è quello dei gol segnati: in 15 partite di Serie A la squadra toscana ha gonfiato la rete avversaria in appena 12 occasioni.

Solo due squadre sono riuscite a fare peggio, ossia Cremonese e Sampdoria, che occupano ormai stabilmente la zona retrocessione.

In vista della seconda parte del campionato, Zanetti avrebbe dunque bisogno di irrobustire notevolmente il proprio reparto offensivo; oltre al nome estremamente suggestivo di Francesco Caputo, di cui si è già parlato nei giorni scorsi, in base a quanto riportato da PianetaEmpoli, si penserebbe all’acquisto di Roberto Piccoli, classe 2001 di proprietà dell’Atalanta (attualmente in prestito al Verona) che ancora non ha trovato sufficiente spazio per mostrare le proprie potenzialità.

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