Mentre in Italia il derby tra Virtus e Fortitudo che si giocherà oggi ha alzato mille polemiche su quanto sia giusto o meno disputare un match in questa festività, dall’altra parte dell’atlantico la tradizione continua con molto successo.

I vertici Nba, meticolosi geni del marketing, non si sono fatti scappare la possibilità di proiettare delle partite molto succose in questa giornata di festa. Non sono match a caso quelli che accompagnano la difficile digestione post pranzo degli americani. Alle nostre 18 (ore 12 locali) si inizia con Celtics-Raptors: la stagione dei leprecauni sta andando a gonfie vele, nel post Irving nessuno si sarebbe aspettato tutto ciò. Record 20-7 e seconda posizione dietro Milwaukee. Kemba sta trascinando i suoi meglio di quanto facesse Uncle Drew. La velocità e la concretezza del prodotto UConn hanno permesso alla manovra di Boston di fluidificarsi. Walker viaggia su 22.6 punti di media a partita conditi da 5.4 assist, convincendo coach Stevens a puntare forte su di lui sia in playmaking che in fase realizzativa. Hayward sta attraversando una stagione difficile, la sfortuna non vuole saperne di lasciarlo; sarà della partita, con uso dosato per preservarne il corpo di cristallo e perché è da poco tornato da un (ennesimo) infortunio al piede. In attacco Brown sta cominciando a toccare livelli vertiginosi, Tatum è ancora ondivago a rendimento, ma sta mostrando finalmente sprazzi di leadership. Pesa moltissimo l’assenza di Smart, vero equilibratore del gioco di Stevens, difensore arcigno che non disdegna qualche ottima comparsata anche in attacco. Toronto si presenta senza la sua star Siakam. Il camerunense, a seguito della dipartita di Leonard, è stato insignito del ruolo di leader. Most improved player lo scorso anno, in questa stagione ha dimostrato che le sue prestazioni ad alto livello non sono state episodiche ma fanno parte di un processo di miglioramento continuo. Lo sostituirà OG Anunoby nel ruolo di ala grande con McCaw nel ruolo di guardia. Sarà interessante come senatori del calibro di Lowry e VanVleet sapranno supplire alla vena realizzativa di Spicy Pascal. Fuori anche Powell, gregario extra lusso con 14.4 punti a partita, assenza pesantissima anche la sua. Nonostante gli infortunati sarà un match tiratissimo tra le due franchigie, che si equivalgono dal punto di vista tecnico. Sarà importante per vedere chi delle due sarà la vera anti-Milwaukee ad Est.

ANTETOKOUNMPO

I cervi sfideranno Philly in un’altra sfida da leccarsi le dita. I 76ers arrivano da un momento di forma dopo le vittorie contro Washington e Detroit. Con un Ben Simmons in forma smagliante, autore di una fenomenale tripla doppia (16 punti -13 rimbalzi -17 assist), mettendo anche a segno il suo record personale di assist, Phila è un avversario più che ostico per Giannis e compagnia. Le sfide nella sifa tra Bledsoe e Simmons, Antetokoumpo ed Embiid rendono lo spettacolo ancora più elettrizzante. Il greco è sempre il giocatore più dominanate della lega, il suo strapotere fisico lo rende oggettivamente impossibile da arginare, i sui miglioramenti al tiro (34.2 dall’arco in miglioramento ) fanno si che il suo arsenale offensivo sia ancora più palesemente inoppugnabile. Favoriti restano i Bucks che con un record di 27-4 sembrano inarrestabili , i Sixers sono solo quinti ma tra la seconda e la sesta posizione l’equilibrio regna sovrano ad Est.

Fonte immagine: profilo Ig @antetokounmpo

ROCKET-WARRIORS

Rokets-Warriors ad inizio anno pareva un classico intramontabile degli ultimi anni per gli organizzatori del torneo. Le due migliori franchigie dell’Ovest battagliavano spesso ai play-off per raggiungere la finale: esito sempre lo stesso, Warriors vincenti. I Rockets con la firma di Westbrook hanno fatto un all-in per vincere il titolo, anche se l’acquisizione del numero zero non sembra bastare. I giocatori della baia invece sono caduti in un baratro infinito. Con la partenza di Durant, gli infortuni di Thompson e Curry ed un Green demotivato sono ultimissimi a Ovest. Anno di tanking inaspettatissimo per la franchigia di Oakland che passa da favoritissima a cenerentola nell’arco di un estate, mai visto in Nba. D’Angelo Russell da solo non basta, chiunque passeggia sui malcapitati Warriors che schierano una squadra nuova composta per lo più da rookie e nuovi giocatori. Esito della sfida scontato, anche se battere questi Warriors non ha il gusto della vendetta per Houston. Il vero scontro è rimandato al prossimo anno, quando torneranno i senatori di Golden State, che verrà rinforzata anche da una pick alta ed una possibile trade.

Dalle stelle alle stalle: i Golden State quest’anno stanno deludendo le aspettative del proprio pubblico. Riusciranno a tornare ai livelli del 2015?
Fonte immagine: profilo IG @GoldenState

KING JAMES

La giornata si conclude con il derby di Los Angeles, piatto forte del giorno. Le due losangeline lo scorso anno brancolavano nel buio e nell’arco di un estate sono diventate le favorite per il titolo. Non servono grandi presentazioni: Lbj e Davis contro Leonard e George. I nomi valgono i biglietti costosissimi dello Staples che si preannuncia stracolmo e rovente. Favoriti (almeno per stasera) i Clips, con un George che sta pian piano tornando ai suoi, mostruosi livelli e l’enigmatico Leonard, sempre più leader silenzioso. I due non si nascondono, sono a LA per scrivere la storia, o meglio per cambiarla, riscrivendo la favola che vede i Clippers come gli eterni zimbelli della città degli angeli. Sulla loro strada troveranno lo stellare duo dei lacustri. L’andamento dei Lakers è stato da record, fino a poco fa erano la squadra più in forma della Lega, primissimi in classifica. Ora le tre L con Denver, Milwaukee ed Indiana hanno abbassato il morale dei gialloviola. Servirà una grande vittoria per iniettare fiducia all’ambiente. Molto ha pesato l’assenza di Davis, l’apporto di The Brow alla causa è fin troppo importante. Il ventiseienne ex Pellicans viaggia a 28 punti e 10 rimbalzi di media quasi e con un The King in versione assist man (primo nella lega per assist fatti) forma una coppia irresistibile. Ad oggi le primavere non sembrano pesare sul groppone di una immarcescibile James, ma ricordiamoci che, nonostante tutto, è umano e dunque gioco forza nella lunga stagione può e deve riposare.  La mancanza di uno dei due, come si è visto, fa saltare gli ingranaggi del sistema, mandandolo in tilt. Davis è in dubbio per la sfida a causa di un fastidio al ginocchio, inutile sottolineare quanto possa pesare la sua assenza.

Chiudono la giornata Pellicans e Nuggets. I primi pompati dall’eco mediatico di Williamson si sono scontrati contro una dura realtà: a volte la finzione dei media crea aspettative eccessive ed irrealizzabili. Zion non ha ancora esordito, molte malelingue lo vogliono fuori a causa del suo fisico pesante, potente ma non adatto alle stoiche fatiche della stagione Nba. La squadra di giovani promesse non funziona come si sperava a causa dell’inesperienza. Il cantiere è apertissimo, ma per ora si vedono solo delle timide fondamenta. Notizia lieta l’esplosione di Ingram, l’ex Lakers a Los Angeles soffriva la personalità di Lebron, ora in un contesto più piccolo e protetto ha tutto lo spazio per esibire il suo infinito potenziale. Denver porta avanti il suo progetto di ragazzi terribili con Murray e Jokic in cabina di comando. Le pepite sono 21-8 a Ovest e sicuramente avranno un ruolo da protagonisti in stagione oltre che ai Playoff. Sfida a senso unico sembra, anche se in Nba nulla è mai detto. Non ci resta che sederci comodi, armati di avanzi e/o citrosodina, e goderci lo spettacolo.