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Un Eriksen "mai cosi deludente": prestazione da 2 in pagella

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Un Eriksen “mai cosi deludente”: prestazione da 2 in pagella

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La Danimarca di Christian Eriksen conquista la vittoria all’esordio delle qualificazioni mondiali, battendo per 0-2 l’Israele grazie alle reti messe a segno da Braithwaite e Jonas Wind, che consegnano i primi preziosissimi punti alla squadra di Hjulmand.

Ciò che però fa scalpore dalle parti di Copenaghen è la prestazione definita “mai cosi deludente” del numero 10 biancorosso, nonostante il periodo positivo in nerazzurro. Per questo il quotidiano danese “Ekstrabladet”, usando una scala di votazione dall’1 al 6, nelle classiche pagelle post-partita gli ha assegnato un amaro 2.

La stella ex Tottenham sorprende infatti per il numero di palle perse, ben 22 su 75 palloni toccati, con una precisione di passaggio che si attesta sull’81%, un numero molto basso calcolando la qualità ed il ruolo del calciatore. Male anche i cross, con ben 7 tentativi ed 1 solo riuscito, mentre le palle lunghe realizzate con successo sono 5 su 9, un dato che attesta una precisione troppo bassa per un calciatore della sua caratura tecnica.

L’elemento che stupisce maggiormente è il fatto che Eriksen, in nazionale, giochi nel suo ruolo ideale, vale a dire al centro della trequarti di un 4-2-3-1 in stile Pochettino, con Braithwaite posizionato a sinistra e Poulsen ad occupare la destra alle spalle di Wind, che viene spesso incontro ed inverte la posizione con gli esterni. Tuttavia il trequartista dell’Inter non riesce a dare un’impronta di spessore alla sua partita, sebbene un suo tocco rientri nell’azione del secondo gol danese.

Ruoli di così grande responsabilità e precisione tecnica sono tra i più soggetti a blackout totali, ed il fattore psicologico ha certamente influito molto in quest’occasione. Christian Eriksen è e rimane un centrocampista di grande caratura, ma certamente sorprende una prestazione così al di sotto delle aspettative, per di più contro un avversario non dei più imponenti.

Che sia un calo di concentrazione o no, la Danimarca ha bisogno del suo campione per ambire a Qatar 2022, e le occasioni per tornare a splendere non mancheranno di certo.

 

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Eriksen

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Baroni: “Subito due gol evitabili, sul primo ho dei dubbi”

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Marco Baroni, allenatore dell'Hellas Verona - Serie A

Il Verona non è riuscito a domare un Bologna inarrestabile. Cinque vittorie consecutive per i ragazzi di Thiago Motta, che ora vedono l’Europa. La squadra gialloblù dopo due pareggi torna a perdere e già domani rischia di tornare nella zona rossa rappresentata dagli ultimi tre posti. Dopo la gara sono arrivate le dichiarazioni del tecnico scaligero Marco Baroni, soddisfatto dell’intensità, meno della concretezza dei suoi ragazzi.

LE PAROLE DI BARONI

SULLA PARTITA – “Abbiamo incontrato una squadra forte e siamo stati bravi a toglierle il palleggio. Peccato per i 2 gol evitabili. Sul primo secondo me c’è un contatto netto su Montipò. Nel secondo abbiamo commesso un’ingenuità da fallo laterale. Abbiamo sbagliato troppo tecnicamente, le occasioni importanti le abbiamo avute, ma la squadra dal punto di vista caratteriale ha fatto una buona partita. Dovevamo giocare con questa aggressività”.

CONCRETEZZA MANCATA – “Alcune scelte sono state sbagliate. Gli avversari erano in fiducia e non dovevamo fare errori. Dal punto di vista tecnico potevamo fare qualcosa in più”.

COSA C’È DA MIGLIORARE? – “Suslov deve migliorare nelle scelte. A volte un assist è fondamentale per far gol. Se avessimo messo in discussione il risultato avremmo potuto riprenderla. A livello di occasioni la gara è stata equilibrata. Questa partita ci deve rafforzare”.

LA CONDIZIONE DEI NUOVI? – “I giocatori li scopro non solo in allenamemnto, anche Mitroivic ha giocato uno spezzone di gara molto bene. Swiderski era fermo in campionato e deve ritrovare la condizione giocando. Dobbiamo assumerci qualche rischio. La squadra arriva, ha fissato l’obiettivo”.

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Fabbian: “Zirkzee in qualcosa somiglia a Ibra, pensiamo all’Atalanta”

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Fabbian

Mattatore di Bologna-Verona, anticipo della 26ª giornata di Serie A, è stato Giovanni Fabbian, autore di un gol e un assist, entrando di fatto in entrambe le reti che hanno consegnato la vittoria alla squadra rossoblù. Il classe 2003, che è ora arrivato a 4 reti al suo primo campionato di Serie A, all’uscita dal campo ha ricevuto anche la meritata standing ovation dal Dall’Ara.

A fine partita ha commentato la partita ai microfoni di DAZN concentrando già l’attenzione sulla sfida di settimana prossima contro l’Atalanta.

LE PAROLE DI FABBIAN

BUON RENDIMENTO IN CASA – “In casa o fuori, l’importante è dare il massimo. Stasera è stata bellissima serata e siamo contenti“.

A FINE PARTITA –Abbiamo festeggiato con i tifosi, che sono sempre tantissimi e splendidi“.

TIFOSI CON LE TORCE –È bellissimo, in panchina l’abbiamo visto subito, ci siamo messi ad applaudire, è stato bello“.

GIOCATE –La veronica l’ho sbagliata, ma ci ho provato. Sto cercando di mettere tutto me stesso“.

CLASSIFICA –La classifica la vediamo quando è finito il campionato, adesso pensiamo subito all’Atalanta“.

ZIRKZEE E IL PARAGONE CON IBRA – “Sicuramente in qualcosa gli assomiglia. Joshua è un grandissimo giocatore, anche oggi l’ha dimostrato“.

TENERE THIAGO MOTTA –Io penso alla squadra e poi vediamo“.

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Thiago Motta: “Il merito non è mio, ma dei giocatori e dei tifosi”

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Thiago Motta

Il Bologna non si ferma più e batte 2-0 il Verona nell’anticipo della 26ª giornata. Dopo la gara ai microfoni di DAZN è intervenuto il tecnico dei falsinei Thiago Motta.

LE PAROLE DI THIAGO MOTTA

EMOZIONATO? – “Mi stavo emozionando anche dal campo, poi le immagini sono più chiare perchè dal campo non è facile guardare tutto. Spesso ci concentriamo sul pallone ma c’è tanto altro. Abbiamo preso un contropiede e tutti sono rientrati e questo è un segnale. La parata di Skorupski vale un gol”.

QUESTO È IL SIMBOLO DEL BOLOGNA – “Il simbolo del nostro Bologna è il sacrificio, è una serata meravigliosa, il Verona è difficile da affrontare, siamo stati sempre in partita, tutti hanno fatto bene, si vede la voglia di rincorrere e difendere. È stata una serata completa, fantastica”.

IL SUPPORTO DELLO STADIO – “Bellissimo il supporto dello stadio perchè non sono cose che viviamo sempre. Li devo ringraziare per questo affetto, sono qui per dare e penso a volte di non meritare questo affetto, ringrazio tutti di cuore, ma non è giusto che io prenda il merito, i ragazzi devono prenderlo. Tifosi e giocatori compongono il calcio e la luce va a loro. Io e il mio staff non siamo nessuno senza di loro, sono dei guerrieri. Mi sento in difficoltà con i miei ragazzi. Io do il meglio e questo è il mio ricambio”.

IL VALORE DEL GRUPPO – “Il gruppo porta a questi risultati, i giocatori quando non giocano non sono contenti, ma non abbiamo avuto problemi perchè bisogna avere rispetto per il compagno che merita di giocare. Questo rispetto fa il gruppo più forte. Il gruppo Bologna si rispetta, ho l’interesse per il bene del Bologna e loro lo capiscono”.

SULLE SOSTITUZIONI NEL FINALE – “Lykogiannis è entrato bene e avevamo bisogno di copertura nel finale, è un ragazzo responsabile. Tutti hanno giocato bene, complimenti ai giocatori e ai tifosi”.

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La Juventus è nella top 100 mondiale dei team con il valore più alto

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Juventus

La Juventus è una delle realtà sportive più importanti in Italia al giorno d’oggi. La squadra di Massimiliano Allegri, quest’anno, nonostante avesse conquistato sul campo il quarto posto, poi diventato settimo a causa della penalizzazione per il “caso plusvalenze“, è rimasta fuori da ogni competizione europea. Attualmente in Serie A la Vecchia Signora è posizionata in seconda posizione con 54 punti. Al primo posto c’è l’Inter a 63 punti, con una gara da recuperare e un distacco di 9 lunghezze.

Seppure i risultati non lo vedono al top entro i confini nazionali, quello bianconero è fra i 100 team con il più alto valore al mondo, in una speciale classifica stilata dal portale Sportico che prende in considerazione le diverse leghe americane di football (presenti tutte e 32 franchigie della NFL nelle prime 53 posizioni), basket, baseball e hockey, più la Formula 1 e il calcio a livello globale.

Inoltre, la famiglia Agnelli-Elkann è nelle prime 100 posizioni anche grazie alla Scuderia Ferrari di Formula 1, gestita dalla holding Exor proprio come i bianconeri. Il brand con il Cavallino è piazzato in 71ª posizione.

Per conoscere il valore di mercato delle varie realtà sportive sono state calcolate le entrate di ciascuna società (stagione 2022/23, mentre per il calcio la 2021/22), la somma del valore di mercato del franchising combinato con il valore delle attività legate al club e delle proprietà immobiliari.

LA TOP 10 DELLE SQUADRE PIÙ RICCHE AL MONDO

Di seguito la top 10 delle squadre più ricche al mondo:

  1.  Dallas Cowboys – 8,5 miliardi di euro
  2.  Golden State Warrios – 7,6 miliardi
  3.  New York Knicks – 6,8 miliardi
  4.  Los Angeles Lakers – 6,7 miliardi
  5.  New York Yankees – 6,6 miliardi
  6. New York Giants – 6,5 miliardi
  7. Los Angeles Rams – 6,4 miliardi
  8.  New England Patriots – 6,1 miliardi
  9. San Francisco 49ers – 5,7 miliardi
  10.  New York Jets – 5,6 miliardi

TOP 100 CLUB PIÙ RICCHI AL MONDO: LA POSIZIONE DELLA JUVENTUS

Fra i 100 team più ricchi al mondo figurano solamente 11 squadre di calcio, tutte europee. Tra queste, come detto, vi figura la Juventus, che si posiziona alla 98ª posizione con 1,6 miliardi.

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