Dove trovarci

Un jolly in cerca d’autore

E’ Natale e, come da tradizione, non si può rinunciare a lunghe partite a carte. Con parenti e amici, tutti, o quasi, in questi giorni di festa passano gran parte del tempo seduti su un tavolo a giocare. C’è chi non rinuncia alle classiche carte napoletane e altri, magari i più adulti, che una sfida a Scala 40 se la fanno ben volentieri. Chissà, prima del derby perso l’altroieri, forse anche Spalletti si sarà fatto una “scala” in famiglia. In tal caso, sicuramente almeno una volta gli sarà capitato tra le mani il tanto desiderato jolly.

Il numero 17 nerazzurro in azione

Un jolly che gli avrà fatto venire alla mente un suo giocatore: Yann Karamoh. L’esterno francese, arrivato a Milano l’ultimo giorno di mercato, è un giocatore che nella rosa dell’Inter occupa il ruolo di “spacca-partite“. Non un titolare, ma un giovane da crescere che con le sue qualità tecniche e atletiche può essere decisivo nei finali di match. Finora però non ha ancora incantato il pubblico di San Siro, mostrando forse di non essere ancora pronto. Karamoh, il jolly in cerca d’autore

INIZIO PROMETTENTE

Dopo aver prolungato per due stagioni il suo contratto con il Caen, al quale rimarrà legato fino al 2020, Yann Karamoh va in prestito all’Inter per due anni con opzione per l’acquisto in favore dei nerazzurri.

E’ il 31 agosto e il Caen ufficializza la cessione di Karamoh. L’Inter, dopo un lungo inseguimento, preleva il classe ’98 in prestito biennale con obbligo di riscatto di 5.5 milioni di euro.

Primo giorno milanese di Karamoh

A presentarlo ai tifosi nerazzurri ci pensa Oscar Damiani, intermediario dell’operazione che lo ha portato in Italia:

E’ un giovane di grandi prospettive, classe 1998, penso possa fare molto bene in Serie A. Era emozionato, molto contento, per lui era un sogno approdare in un club come l’Inter, per cui ha rifiutato altre offerte

Il suo nuovo allenatore, Luciano Spalletti, invece gli dà il benvenuto così:

Ha delle accelerazioni di 70-80 metri davvero sorprendenti 

Talmente straordinarie che il francese ci mette poco meno di 25 giorni per fare il suo esordio nella Scala del calcio. E’ il 72° minuto di Inter-Genoa, i nerazzurri prendono campo, ma non riescono ancora a trovare la rete del vantaggio. L’ex coach della Roma decide dunque di lanciare nella mischia il nuovo acquisto. Il calciatore, paragonato a Mbappè ma che si ispira a Neymar, si presenta bene al pubblico di San Siro.

Sulla fascia destra è dirompente, riesce a mettere in difficoltà il suo diretto avversario con la dote migliore, il dribbling. Alla fine del match vince quattro dei cinque 1 vs 1 tentati.

Così fa espellere il genoano Taarabt

I genoani, protagonisti di una buona prova difensiva, avvistano il pericolo e lo accerchiano. Il 17 nerazzurro riesce però anche a eludere la tripla marcatura avversaria.

Migliore, Rigoni e Taarabt accerchiano Karamoh che risolve la pratica guadagnando una punizione

Nel suo battesimo milanese mostra pure un altro gesto tecnico, il tiro.

Non male il tiro dalla distanza

I tifosi della Beneamata, al fischio conclusivo del match, riprendono la via di casa con una doppia nota positiva. La vittoria dell’Inter, arrivata al 87°, e il debutto appariscente di Yann Karamoh. Il francesino deve però affrontare un problema del Biscione: la mancanza delle Coppe europee. Trascorre un autunno più di lavoro ad Appiano Gentile che di gioco ritrovando il campo solo il 3 dicembre scorso. Entrato a 5′ dalla fine contro il Chievo, ha il tempo di compiere una grande azione in cui fa notare movimenti efficaci e una buona lettura di gioco.

Porta palla, la serve per far in modo che l’azione si sviluppi sulla sinistra, si inserisce e attende il ritorno della sfera nei suoi piedi

TANTO FUMO E POCO ARROSTO

La Coppa Italia, l’unico trofeo, oltre al campionato, per cui il club di Suning è in corsa, rappresenta per Karamoh una grande occasione. A maggior ragione se l’avversario si chiama Pordenone. Allo stesso tempo Luciano Spalletti intuisce che la TIM Cup è un’ottima vetrina per il giovanotto e gli concede la maglia da titolare.

Il tecnico di Certaldo lo schiera per la prima volta sulla fascia sinistra, sfruttandone la sua versatilità, vista la contemporanea presenza a destra di Cancelo. Il 19enne si propone con volontà, prova a giocare più con i compagni e con il passare dei minuti tende anche ad accentrare il suo raggio d’azione.

Karamoh serve Cancelo, va in sovrapposizione ricevendo dal portoghese. Perde il tempo per tentare il dribbling. Poteva però passare la sfera nuovamente al numero 7 o a Gagliardini in corsa

Vista l’assenza di un riferimento offensivo quale Mauro Icardi ha nei piedi più di un’occasione da gol. In quest’aspetto mostra grossi limiti sciupando ben quattro potenziali opportunità da rete. E’ responsabile anche lui delle zero marcature interiste contro una squadra di Serie C.

L’occasione più grande sciupata contro il Pordenone

La chance di partire dal primo minuto mostra pure delle situazioni di gioco da migliorare che gli spezzoni di gara avevano fatto vedere in misura minore. Il suo marchio di fabbrica, il dribbling, è un’arma a doppio taglio. Se da un punto di vista è importante poichè con esso riesce a fare la differenza negli 1 vs 1, da un altro è dannoso. L’ex Caen, infatti, ne fa un uso quasi esasperato perdendo di vista passaggi più semplici da fare ai compagni.

Inoltre, tentato il primo dribbling, tende a perdere quel tempo di gioco fondamentale per proseguire l’azione.

Salta molto bene Zukanovic, ma poi perde un tempo di gioco e Migliore recupera

Il match contro il Pordenone lo conclude sulla destra, dove Spalletti lo sposta nella seconda parte di primo tempo. Una scelta voluta affinchè il 17 possa esprimere le sue qualità nel ruolo che predilige. Il mister lo richiama in panca al 68° per cambiare marcia con Perisic. La sua prova è stata insomma tanto fumo e poco arrosto.

Una prestazione non positiva può avere delle ripercussioni negative sul piano psicologico per un calciatore giovane. Così avviene all’interista.

Prima dell’inizio del 2° tempo contro il Pordenone: Karamoh è demoralizzato, Skriniar lo tranquillizza

I segni di un calo morale si hanno quattro giorni dopo. L’allenatore lo chiama in causa al 69° per cercare di rimettere in piedi la sfida con l’Udinese. Questa volta lo spezzone offertogli non lo sfrutta in maniera adeguata. I bianconeri fanno un buon pressing e chiudono altrettanto bene sulle corsie laterali. Karamoh, non aiutato anche dalla squadra, tenta spesso la giocata più complicata finendo per perdere palla.

Miranda è libero, ma tenta la giocata più complicata

In 26 minuti di gioco, recupero compreso, riesce a fare solo un’azione degna di nota.

Cross dalla sinistra che per poco D’Ambrosio non finalizza

LA NECESSITA’ DI UNA NUOVA ESPERIENZA

Il promettente esterno offensivo nelle poche occasioni in cui è sceso in campo ha dimostrato sicuramente di avere delle rare capacità tecniche. Deve però ancora completarsi, cercando soprattutto di migliorare sotto porta, e trovare la giusta affinità con il calcio tattico del campionato italiano. La pressione che dà la maglia nerazzurra è notevole e di certo questo non aiuta la sua crescita.

Spalletti e Karamoh ad Appiano Gentile

Lo stesso Spalletti, il 4 settembre scorso, nell’accoglierlo aveva parlato in questi termini:

E’ un ragazzino che ha bisogno di fare qualche esperienza con tranquillità

Probabilmente i dirigenti si aspettavano che vivere quotidianamente insieme a campioni come Icardi, Borja ValeroPerisic potesse portarlo più avanti nel suo percorso di crescita. Così non è stato e ora la società nerazzurra deve rivedere i propri piani già a gennaio. L’Inter ha bisogno di una valida alternativa alla ditta Perisic-Candreva (Verdi?) e Karamoh la necessità di crescere in una realtà più paziente.

E’ notizia di ieri l’interessamento al francese di Bologna e Cagliari. Complicato l’inserimento nella rosa sarda per il modo di giocare della squadra di Diego Lopez. I rossoblù utilizzano un 3-5-2/3-5-1-1, un modulo non adatto alle caratteristiche del classe ’98.

Donadoni, il prossimo allenatore di Karamoh?

Molto più formativa sarebbe l’esperienza al Bologna. Il numero 17 non avrebbe problemi dal punto di vista tattico poichè gli emiliani giocano con il 4-3-3, schieramento a lui congeniale. Troverebbe inoltre un allenatore esperto e bravo con i giovani come Donadoni e una squadra che galleggia in acque tranquille.

Bologna o no, Karamoh ha senza dubbio bisogno di andare in prestito in un club di Serie A con obiettivi minori. Perchè è un jolly in cerca d’autore

Lascia un commento

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Altro in Generico