Ormai è cosa nota il duello di mercato in atto tra Juventus ed Inter per aggiudicarsi Romelu Lukaku. Il 26enne attaccante belga, dopo aver praticamente saltato tutto il precampionato, è appena rimasto a Manchester mentre il resto dello United partiva per la Norvegia per proseguire il tour di impegni estivi. Ormai lo scontro con l’allenatore Ole Gunnar Solskjaer è frontale: l’allenatore norvegese non ha mai ritenuto imprescindibile il suo bomber, Lukaku da parte sua continua a premere per la cessione. Di mezzo c’è però la società, che non può permettersi di dilapidare un investimento di quasi 100 milioni di euro (85 milioni fissi per il cartellino dall’Everton e diversi milioni di bonus non precisati) avvenuto solo due anni fa per un giocatore ancora nel fiore della carriera: la richiesta dei Red Devils per questo partiva da 90 milioni, che stanno velocemente scendendo a 70 vista l’imminente chiusura del mercato in entrata in Inghilterra – tra dieci giorni, il che impedirebbe allo United di reinvestire l’incasso. Juventus ed Inter, dal canto loro, non salgono rispetto ai 60 milioni per il momento: occhio però alle posizioni di Perisic e Dybala, che potrebbero tornare di moda come contropartite.

CHE GIOCATORE È LUKAKU

Partiamo da una premessa: Romelu Lukaku è un giocatore di primissimo piano, non una soluzione di ripiego nè un talento mai completamente sbocciato come qualcuno ha suggerito. A soli 26 anni è il miglior marcatore di sempre nella storia della nazionale belga, con una media superiore al gol ogni due partite. A 18 anni aveva segnato 41 gol con la prestigiosa maglia dell’Anderlecht – numeri fuori da ogni logica -, a 19 era Campione d’Europa col Chelsea (pur senza scendere mai in campo), a nemmeno 20 anni ha trascinato il modesto West Bromwich alle porte dell’Europa, a 21 è diventato il più costoso acquisto nella storia dell’Everton, a 22 si è laureato capocannoniere in Europa League, a 25 vice-capocannoniere al Mondiale.

Pure la sua esperienza allo United non è stata negativa: voluto da quel Mourinho che non ci ha creduto fino in fondo al Chelsea, avallandone la cessione all’Everton, è risultato perfetto per l’idea del portoghese di costruire una squadra di corazzieri con una scorciatoia in avanti che permettesse di risalire tanti metri con un lancio in profondità o sulla figura. Nella prima stagione Lukaku è infatti risultato determinante, con i suoi 27 gol stagionali – di cui 5 in Champions, nonostante l’aspetto che più gli viene rimproverato è la mancanza di mordente nelle partite chiave – per un secondo posto che mancava dai tempi di Ferguson. La stagione successiva ha iniziato abbastanza bene pur nelle ataviche difficoltà di gioco dei suoi, poi Mou viene silurato dopo il tris rimediato ad Anfield, Lukaku deve assentarsi per problemi muscolari e Baby-Faced Assassin, favorito da un inizio molto morbido, trova la quadra senza il belga. Nei successivi impegni Lukaku sbroglia qualche matassa entrando dalla panchina ma, quando titolare, sembra spesso in difficoltà in un gioco che predilige le vie centrali, fluidità di movimenti e velocità di giocata tra i tre d’attacco, lasciati molto liberi di creare e cercare la posizione.

Lukaku è un giocatore ruvido sotto questo aspetto. Se dal punto di vista fisico e atletico non ha difetti, con una stazza impressionante e quasi 100 kg che lo rendono inamovibile spalle alla porta ma sorprendentemente leggero in profondità o con molto spazio davanti, ha bisogno di sentirsi un riferimento davanti; perde infatti di qualità il suo gioco quando gli vengono richieste connessioni frequenti con i compagni di reparto o di attivarsi in pochi metri.

COME GIOCHEREBBE CON CONTE

Dal primo momento in cui Antonio Conte si è insediato sulla panchina interista, Lukaku è stato individuato come il terminale offensivo perfetto. Se c’è un profilo dal quale il tecnico salentino non prescinde è un attaccante fisicamente prestante che possa far da ponte tra i reparti: alla Juve Matri e Llorente sono stati fondamentali in quest’ottica, in Nazionale Pellè, al Chelsea tutto è andato a gonfie vele finché il rapporto con Diego Costa non si è deteriorato e Morata si è rivelato inadatto ad assolvere i compiti del predecessore. Nell’idea di Conte il gioco passa tendenzialmente dai centrocampisti in seconda battuta, cioè accorciando sul pallone che la punta ha ricevuto direttamente dai difensori. In quest’ottica Lukaku è perfetto in tutti i sensi: sia come torre incontro, sia per allungare la squadra in profondità nell’alternanza di movimenti tra i due attaccanti e sia per capitalizzare il gioco sugli esterni di cui fa largo uso Conte. Nella squadra ideale di Conte, l’innesto di Lukaku potrebbe essere azzeccato e pure i suoi difetti di visione e sensibilità tecnica potrebbero essere mascherati in una squadra verticale che si distende velocemente su spazi ampi e non fa della “fitta rete” il suo credo.

COME GIOCHEREBBE CON SARRI

Più complicato, invece, immaginarsi l’impiego di Romelu Lukaku nella Juve di Sarri. La scelta anzi potrebbe sembrare contro-intuitiva rispetto al calcio che ha in mente il tecnico toscano. Potremmo allora spiegarcelo prendendo in esame il Belgio di Roberto Martinez: l’allenatore spagnolo applica alla nazionale – terza all’ultima Coppa del Mondo – un calcio basato su un possesso palla non vertiginoso ma piuttosto coerente e rigoroso per gli standard delle selezioni nazionali. Nei tre anni della gestione Martinez, che aveva già allenato la punta all’Everton per altre tre stagioni, Lukaku ha segnato 31 dei suoi 48 gol in nazionale, sfruttando anche le molte goleade. Dove il lavoro di Lukaku è risultato imprescindibile però è stato soprattutto nell’esaltare la qualità di Eden Hazard, prendendosi le marcature e aprendogli spazi importanti grazie a giocate semplici ma essenziali o alla semplice presenza fisica. In un reparto d’attacco dalle potenzialità praticamente infinite come quello juventino, forse Lukaku è stato ritenuto il profilo ideale per esaltare Ronaldo e dargli quella libertà tecnica e di pensiero che raramente ha avuto quest’anno.

In quest’ottica si potrebbe leggere l’interesse della Juventus per Lukaku, un giocatore che regala talmente tante possibilità da richiedere solo una valorizzazione saggia, cosa di cui due allenatori navigati come Antonio Conte e Maurizio Sarri saranno certamente capaci.

 

Immagine di copertina: profilo Instagram @romelulukaku