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Un marinaio danese nel porto di Genova

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Venir risucchiati dal mare in tempesta è un attimo. Per lo più a Genova, città che di perturbazioni atmosferiche ne fa una virtù, più per dovere che per volere. Lo sa benissimo il Genoa, che viaggia attualmente in acque tutto sommato tranquille, ma la forbice che lo separa dalla zona retrocessione – attualmente sei punti – potrebbe restringersi da un momento all’altro. Basterebbe un’onda anomala…

SOCCORSO DANESE

Calmare le acque, fare da pre-filtraggio nella mediana e ammainare le vele. Lukas Lerager si è presentato a Genova più da marinaio che da calciatore. Lo richiede la storia del club, nella quale si è calato fin da subito: titolare alla prima partita disponibile – in casa con il Sassuolo – e prestazione sufficiente davanti ai nuovi tifosi. Deve migliorare, certo, ma la carta d’identità, nonostante il poco tempo alla sua portata – è arrivato a Genova in prestito con diritto di riscatto – gioca a suo favore.

Risultati immagini per lukas lerager genoa

Ambientarsi, e farlo in fretta. È questa la prima richiesta da parte di Prandelli. È normale ritagliarsi dei tempi di assestamento nel mondo del calcio, ancora di più per chi deve passare da gestire il Mare del nord a quello Mediterraneo.

Il centrocampista non è un ruolo, ma un compito. Lo sa benissimo Prandelli, che da professore qual è di calcio ha individuato le maggiori lacune della sua squadra proprio in quella parte di campo. Si possono spiegare così gli innumerevoli nuovi acquisti del mercato invernale, nel quale spicca – forse per mistero, forse per la poca conoscenza tecnica – Lukas Lerager.

Danese, venticinque anni e un passato tra Danimarca (Viborg), Olanda (Zulte Waregem) e Francia (Bordeaux). Introverso fuori dal campo così come tanto espansivo e disinvolto all’interno del rettangolo verde, Lerager è il classico mediano dal doppio uso: difensivo all’occorrenza e offensivo nel partecipare alla manovra da lui stesso creata. Un calciatore box-to box dei vecchi tempi, capace di ripiegare nell’aiutare la squadra così come catapultarsi negli ultimi 30 metri per rifinire in zona goal. Equilibrio, in una parola. Quello che riesce, può e deve dare.

MARCIA IN PIÙ

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Settantotto chili per un metro e ottantotto di altezza rendono Lukas Lerager un centrocampista normodotato nel fisico, che, però, nonostante non spicchi per robustezza, riesce a farsi sentire nei duelli individuali.

Sfruttato nel Bordeaux, sfruttabile adesso al Genoa. Nel senso positivo, ovvero utilizzabile secondo l’esigenza, l’avversario e il risultato sul tabellone di gioco. Quello che raccontano i numeri della sua carriera – quarantaquattro partite giocate in due anni e mezzo in Francia – spiegano molto della sua voglia di rivalsa. È stato chiuso Lukas, nel corso della sua carriera, dai compagni di squadra e dalle decisioni dei vari allenatori avuti. Non per una deficitaria parte tecnica – e professionale – ma per la semplice legge “dell’uomo giusto al momento sbagliato”, data la folta competizione alla quale è stato sottoposto negli ultimi anni.

 

“A chi mi ispiro quando gioco? Lampard e i centrocampisti inglesi”

Gli incursori, i box to box appunto. Tutto ciò che Prandelli non ha trovato con Sandro – mandato per questo in prestito all’Udinese – e Miguel Veloso, gente troppo statica e pensante per un calcio che, secondo i dettami del tecnico, deve scorrere in maniera fluida e rapida. È giovane, il danese – un’altra caratteristica a favore rispetto ai sopracitati centrocampisti – e il tempo per mettersi in mostra e dimostrare l’investimento del presidente Preziosi c’è. Deve solo imparare ad essere dottore, Lukas, per curare – dando solidità – una fase difensiva del Grifone malaticcia da agosto; ma anche marinaio, nel governare le acque della classifica che da un momento all’altro potrebbero diventare pericolose per il club di Preziosi. Basta restare a galla. E con Lukas Lerager sembra tutto un po’ più facile.

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ESCLUSIVE

ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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Calcio Internazionale

Tata Martino non è più il CT del Messico: le ultime

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Messico

Nonostante la vittoria del Messico ieri sera, ormai l’esperienza di Gerardo Martino sulla panchina della Nazionale Messicana sta per volgere al termine. Decisiva sembra essere stata infatti la non qualificazione agli ottavi di fiamme dei Mondiali in Qatar.

MESSICO-TATA MARTINO: È FINITA

Lo ha confermato lo stesso Tata Martino ieri sera dopo la partita con l’Arabia Saudita:

Dovrò trovarmi un altro futuro, la mia esperienza sulla panchina del Messico è terminata quando l’arbitro ha fatto il triplice fischio. Il mio contratto con la Nazionale termina qua”.

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Calcio Internazionale

La Francia non ci sta: reclamo alla FIFA dopo la rete annullata a Griezmann

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Francia

Nonostante la Francia fosse già passata, non sono mancate le polemiche ieri pomeriggio al termine del match tra francesi e Tunisia valida per l’ultima partita ai gironi di Qatar 2022. Ha aperto la gara Khazri a cui aveva risposto Griezmann al 98’, ma già al termine della gara l’arbitro ha preso la decisione di annullare la rete  francese. 

POLEMICHE FRANCESI

Secondo quanto riportato dal quotidiano inglese The Mirror, la Federazione Francese è pronta a fare ricorso alla FIFA in segno di protesta per l’annullamento alla rete di Griezmann.

Infatti, al direttore di gara di ieri era stato detto di annullare la rete dell’attaccante dell’Atletico Madrid causa fuorigioco. Ma le regole stabiliscono che un gol non si può annullare a partita già terminata.

Se il gioco è stato interrotto e ripreso, l’arbitro può solo intraprendere una “revisione” e prendere la sanzione disciplinare appropriata, per identità errata o per un potenziale reato di espulsione relativo a condotta violenta, sputi, morsi o estremamente offensivo, offensivo e/o azioni abusive”, si legge nelle regole del gioco dell’IFAB.

In ogni caso la partita di ieri è stata vinta dalla Tunisia, che causa vittoria dell’Australia sulla Danimarca, non è comunque riuscita a passare i gironi della Coppa del Mondo.

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