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Un po’ di numeri di Svezia-Italia

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azzurri

Questa sera l’Italia sfiderà a Stoccolma la Svezia nell’andata del delicatissimo play-off valevole un pass per la kermesse mondiale estiva in Russia. La sfida è cruciale, la tensione è alle stelle, l’importanza è storica. Al di là di quella che è l’essenza pura della sfida, la lotta nei 180 minuti all’interno del rettangolo verde e tutto il contesto accompagnatorio, proviamo a tradurre questa sfida in numeri, andando a scoprire curiosità e statistiche di due squadre che tra venerdì e lunedì si giocheranno tutto.

PRECEDENTI

I precedenti tra le due squadre sono 23: 11 successi azzurri, 6 scandinavi e 6 pareggi. Il primo confronto risale a più di un secolo fa. Il 1 luglio 1912 l’Italia sconfisse i gialloblù nelle Olimpiadi di Svezia: 1-0 con gol di Bontadini. Il primo confronto in un Mondiale vi fu nel 1950, nel mondiale brasiliano celebre per il Maracanazo. Stavolta furono gli svedesi ad imporsi sugli Azzurri con un rocambolesco 3-2. Dopo il successo nel 1912, l’Italia non riesce a battere la Svezia per ben 6 incontri. La vittoria azzurra arriva finalmente nel Mondiale 1970, 1-0 siglato da Domenghini. Questo fu anche l’ultimo incrocio tra le due compagini in un campionato del mondo.

Per 30 anni solo confronti amichevoli e valevoli per le qualificazioni agli europei. Spiccano il 3-0 degli azzurri il 9-10-1971 e il 3-0 per gli scandinavi il 15-10-1983. Queste sono le vittorie più larghe delle rispettive squadre. Per trovare un confronto tra Italia e Svezia in una competizione estiva, europei o mondiale, occorre arrivare ad Euro 2000. Nella terza partita della fase a gironi, in quel di Eindhoven, gli Azzurri battono gli scandinavi 2-1. Apre Di Biagio, pareggia Larsson e chiude Del Piero.

4 anni dopo Italia e Svezia si fronteggiano di nuovo nella fase a gironi. Stavolta sono gli svedesi a gioire, non tanto nel confronto diretto, quanto nel tristemente famoso, per gli azzurri, match tra i gialloblu e la Danimarca. Dopo un pari con i danesi, gli azzurri pareggiano anche con la Svezia: 1-1 con marcature di Cassano e Ibrahimovic. Nell’ultima giornata l’Italia batte la Bulgaria, ma il pareggio tra Svezia e Danimarca elimina gli azzurri da Euro 2004.

12 anni dopo arriva il momento della rivincita. Gli azzurri, guidati da Conte, battono la Svezia con un gol di Eder, staccando in anticipo il pass per gli ottavi e condannando gli scandinavi. Il biscotto del 2004 è vendicato, ma ora ci sarà un’occasione ancora più ghiotta per ampliare questa rivincita.

PROTAGONISTI

Della rosa protagonista della disfatta a Euro 2004, un solo superstite affronterà di nuovo la Svezia stasera. Si tratta ovviamente di Gigi Buffon. Per il capitano della nazionale sarà la presenza numero 144 con la maglia azzurra, la seconda in uno spareggio per accedere ai mondiali. L’esordio dell’estremo difensore della Juve infatti fu proprio in uno spareggio, valevole per accedere a Francia 1998 contro la Russia. In quel caso l’Italia riuscì a staccare un pass il mondiale. Sarà una partita particolarmente importante anche per Daniele De Rossi, che raggiungerà le 116 presenze in nazionale, superando Andrea Pirlo e diventando il quarto calciatore con più presenze in maglia azzurra.

Saranno moltissimi i giocatori svedesi con dei trascorsi o dei legami in atto con l’Italia. Dovrebbero partire titolari Krafth, attuale terzino del Bologna, Andreas Granqvist e Albin Ekdal, entrambi con dei trascorsi in A. Il difensore centrale vestì la maglia rossoblu del Genoa per due stagioni, dal 2011 al 2013. Collezionò 63 presenze e 2 gol, prima di passare al Krasnodar. Albin Ekdal invece militò in Serie A dal 2008 al 2015. Fu acquistato dalla Juventus e vestì poi le maglie di Siena, Bologna e Cagliari. Visse i suoi anni migliori con i sardi, con cui viene ricordato per la strepitosa tripletta siglata a San Siro nel clamoroso Inter-Cagliari 1-4.

In panchina ci sarà poi Guidetti, che non ha mai giocato in Serie A ma ha origini italiane. I nonni erano originari del Lazio e sin da piccolo John ha simpatizzato Lazio, anche per la presenza sulla panchina biancoceleste della leggenda svedese Sven-Goran Eriksson. Vi sono poi altri due “italiani” tra le fila della Svezia: Filip Helander, compagno di Krafth al Bologna, e Marcus Rohden, centrocampista del Crotone.

Gli intrecci non mancano in un match d’importanza storica, soprattutto per l’Italia. Non ci resta che sperare nella tradizione, nei numeri e che alcuni svedesi abbiano simpatia del paese in cui hanno vissuto.

 

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Calcio Internazionale

Il Messico saluta i Mondiali dopo i gironi: non accadeva dal 1978

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Negli ultimi decenni si era diffusa la convinzione che la Nazionale del Messico fosse perseguitata dalla cosiddetta “maldiciòn del quinto partido“, ossia “la maledizione della quinta partita”, che, ai Mondiali, coincide con i quarti di finale, e che il Tricolor non raggiunge dal lontano 1986.

Dopo la mancata qualificazione a Italia ’90, dunque, ebbe inizio per il Messico una lunga serie di eliminazioni agli ottavi di finale, protrattesi per ben 7 edizioni del torneo: la serie è partita da Usa ’94 ed è terminata a Russia 2018. La vittoria di stasera contro l’Arabia Saudita, la prima per la squadra del Tata MartinoQatar 2022, non ha tuttavia evitato la precoce eliminazione ai gironi di Ochoa e compagni. Nonostante avessero gli stessi punti della Polonia, i messicani non hanno potuto prolungare la propria avventura in Qatar in virtù della differenza reti inferiore a quella dei biancorosssi.

Se consideriamo che ai Mondiali del 1982 il Messico non si è qualificato, l’ultima eliminazione in cui gli Aztecas non hanno superato i gironi di un Mondiale risaliva a più di quarant’anni or sono: parliamo dei Mondiali del 1978 in Argentina.

 

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Calciomercato

Guarnieri esamina la Cremonese: “Peccato di inesperienza”

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Nicola Guarneri, direttore responsabile di CuoreGrigiorosso.com, in un’intervista rilasciata a TuttoMercatoWeb, ha analizzato la prima parte di stagione della Cremonese. I lombardi sono attualmente al terzultimo posto, con 7 punti.

La situazione attuale è molto chiara, sicuramente ha pesato molto l’inesperienza dell’allenatore e della rosa di fronte all’approdo nella massima categoria. Al resto ha contribuito la sorte, che ha privato la squadra di un giocatore come Chiriches ormai a metà settembre.

Guarneri ha preso le difese di Alvini, rimproverando invece, qualche giocatore in più.

In assenza di giocatori la Cremonese proverà a salvarsi con le idee del suo allenatore. La dirigenza è rimasta soddisfatta del gioco espresso dalla squadra, in fin dei conti non si può ottenere molto se non si hanno giocatori di qualità che possano fare l’ultimo passaggio dalla trequarti in su. Lo stesso Dessers col passare delle partite si è un po’ spento, sbagliando anche un rigore.

Non mancano infine informazioni su quello che potrebbe essere la strategia di mercato del club lombardo in vista della finestra di gennaio.

Credo che arriverà almeno un acquisto per reparto. Servirebbe un portiere di riserva, un difensore esperto, un centrocampista di qualità e un attaccante abituato alla Serie A. In uscita qualche giovane come Ndiaye Milanese verrà mandato in prestito in Serie B. Mentre qualcun altro come Radu Baez potrebbe lasciare definitivamente Cremona. Mi auguro più che altro che rimanga Castagnetti, a mio avviso il miglior centrocampista della rosa.

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Calciomercato

Bologna, Sansone e Vignato avrebbero chiesto di andare via

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Secondo “La Gazzetta Dello Sport“, in casa Bologna si respira aria d’addio per due giocatori.

Emanuel Vignato e Nicola Sansone avrebbero chiesto la cessione per cercare più minutaggio altrove dato lo scarso utilizzo sotto la guida di Thiago Motta.

Per Vignato, il Bologna starebbe pensando ad una cessione in prestito, dato che non vorrebbe privarsi totalmente del classe 2000.

Per Sansone, la cessione sarebbe definitiva, data anche la scadenza di contratto che risulta a giugno 2023.

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I 5 peggiori acquisti dell’era Agnelli

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Peggiori Acquisti Agnelli

Sì è conclusa l’era più gloriosa non solo della storia della Juventus, ma del calcio italiano: il presidente Andrea Agnelli e tutto il CdA bianconero hanno rassegnato le dimissioni. Dopo nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane, cinque Coppe Italia e due finali di Champions League, la Juventus dice addio al presidente che è riuscito a portarla ai vertici del calcio mondiale dopo gli anni bui di calciopoli. Sì chiude così un’era vincente e senza precedenti, in cui grandi campioni hanno scelto di vestire la maglia bianconera, per una spesa totale di oltre 1.7 miliardi di euro. Sono molti gli acquisti che si sono rivelati fondamentali per la causa bianconeri, ma sono altrettanti quelli che hanno deluso le aspettative. Di seguito vi proponiamo i 5 peggiori acquisti dell’era Agnelli.

MARKO PJACA

Era l’estate del 2016 quando la Juventus prelevò dalla Dinamo Zagabria il 21enne Marko Pjaca. Sigla il suo primo gol in bianconero il 22 febbraio 2017, nella partita vinta per 2-0 sul campo del Porto nell’andata degli ottavi di finale di Champions League. Un mese dopo, però, subisce un infortunio al ginocchio destro e da lì ha iniziato il suo calvario. Dopo vari prestiti in giro per l’Europa e diversi infortuni che lo hanno costretto a saltare molte partite, è ancora parte dell’organico bianconero e milita in prestito all’Empoli. Nella sua esperienza alla Juventus, Pjaca ha collezionato solo 5 presenze ed un gol.

JORGE MARTINEZ

Tra i peggiori acquisti dell’era Agnelli, non possiamo dimenticare Jorge Martinez. Dopo 3 ottime stagioni con la maglia del Catania, nel 2010 la Juventus acquista l’uruguaiano per 12 milioni di euro. Complici infortuni e scelte tecniche, però, l’esperienza dell’uruguaiano con la maglia bianconera si rivelerà particolarmente sfortunata: in 5 stagioni totalizza 2 reti in 20 presenze: 6 milioni di euro per ogni gol realizzato.

NICOLAS ANELKA

Nel gennaio 2013 la Juventus mette a segno il colpo Nicolas Anelka, attaccante francese acquistato a parametro zero dopo l’esperienza cinese allo Shanghai Shenhua. Come possiamo ben immaginare, il suo sì può essere considerato a tutti gli effetti uno degli acquisti peggiori della Juventus degli ultimi anni. Al momento dell’arrivo a Torino pe aspettative nei suoi confronti erano molto alte, tant’è che i bianconeri lo seguivano da diverse stagioni e lo inserirono subito in lista Champions. Inutile dire che la sua esperienza a Torino si rivelò totalmente fallimentare: scese in campo solo 3 volte e dopo 6 mesi si trasferì al West Bromwich a parametro zero.

ELJERO ELIA

Nella stagione 2011/12, sul fotofinish del calciomercato estivo, Agnelli porta in bianconero Eljero Elia, ala olandese acquistato dall’Amburgo per 9 milioni di euro più bonus. Nonostante le aspettative fossero abbastanza dopo le prolifiche stagioni in Germania, non convinse per nulla l’allora allenatore bianconero Antonio Conte, che lo relegò in panchina per tutta la stagione. Al termine dell’annata, Elia collezionò solo 4 presenze e venne ceduto al Werder Brema.

MILOŠ KRASIĆ

Quando si parla dei peggiori acquisti dell’era Agnelli, non si può certamente omettere Miloš Krasić. Giunse a Torino nel 2010, prelevato per 15 milioni di euro dal CSKA Mosca. Per le sue caratteristiche tecniche e fisiche venne etichettato come il nuovo Nedvěd. È evidente, però, che non avesse nulla in comune con la Furia Ceca. Dopo una serie di partite saltate per infortuni e per squalifiche, conclude la sua prima stagione alla Juventus con 7 reti in 33 presenze. La sua seconda annata, però, si rivelerà ancora più negativa. Il serbo non riesce ad imporsi nelle gerarchie del nuovo tecnico, Antonio Conte, e verrà spesso lasciato in panchina per scelta tecnica. Nella stagione 2011/12 totalizzerà solo 7 presenze e una rete, prima di trasferirsi al Fenerbahçe. Sì rivelerà uno degli acquisti peggiori di Agnelli, se non il peggiore, considerando l’etichetta con cui era sbarcato all’ombra della Mole.

 

 

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