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­25 febbraio27 agosto: un semestre dopo, di nuovo tu!

La parte napoletana lo dice con quella voglia matta di rivalsa, quella atalantina con la speranza di compiere l’impresa bis.

Per chi non avesse ancora capito il riferimento, stasera al San Paolo si “gira” una nuova edizione di Napoli-Atalanta, partita che vuoi o non vuoi entrambe le fazioni ricordano molto bene.

L’ATALANTA SBANCA (A SORPRESA) IL SAN PAOLO

L’ultimo precedente risale, infatti, al 25 febbraio scorso, quando a prevalere furono i bergamaschi con una doppietta del futuro juventino Caldara.

I partenopei quella sconfitta, nel proprio stadio, che spesso è un punto di forza per la squadra, la digerirono ben poco. Pensandoci ora, un risultato diverso poteva evitare di giocare i preliminari di Champions League, che proprio martedì scorso sono stati brillantemente superati ai danni del Nizza.

La vittoria in un campo così difficile, allo stesso tempo, galvanizzò i nerazzurri nella corsa europea: rappresentò, probabilmente, la svolta per centrare il sogno, poi realizzato, poichè gli uomini di Gasperini acquisirono più consapevolezza nei propri mezzi.

Quello di sei mesi fa, al di fuori di quello che può dire l’esito finale, si trattò di un match equilibrato e ricco di emozioni.

I sarriani dovettero sfidare un secondo avversario contemporaneamente, la sfortuna, che negò la rete per almeno due volte a causa del palo, senza dimenticare gli interventi del portiere rivale, Berisha, protagonista di ben otto parate.

Questo discorso va anche a valorizzare il trionfo dei lombardi, rimasti pure in dieci negli ultimi 23 minuti per l’espulsione di Kessiè, frutto di una grande preparazione tecnica dell’incontro.

La chiave del match è stata proprio Spinazzola: non doveva stare tanto attento a Hysaj, che spinge poco; quando ripartiva, invece, aveva spazio davanti a sè

Gli atalantini, effettivamente, riuscirono ad attuare un pressing insopportabile per gli avversari e al recupero della sfera, ripartivano in velocità grazie soprattutto al lavoro dei due esterni, Conti e Spinazzola.

CALDARA: IL PROTAGONISTA ASSENTE 

Grande protagonista dell’ultimo Napoli-Atalanta fu, come detto, Mattia Caldara, difensore classe ’94 che dalla prossima stagione vestirà la maglia della Juventus.

Al suo primo vero anno di Serie A, il numero 13 atalantino si è rivelato un’autentica sorpresa: oltre ad essersi ben comportano in fase difensiva, è stato il secondo miglior giocatore del campionato per recuperi a partita (3.3), ha aiutato la squadra anche davanti, segnando ben sette gol.

Due di questi li siglò, per l’appunto, nel capoluogo campano, dove si aggiudicò il titolo di migliore in campo anche per aver realizzato dieci salvataggi e intercettato la palla per cinque volte.

Oggi non sarà, tuttavia, della partita perchè, come ammesso dallo stesso allenatore atalantino, in ritardo di condizione: i tifosi napoletani, con grande piacere, non potranno, dunque, affermare “di nuovo tu!”

Toccherà al neo acquisto Palomino provare a ripetere le sue gesta.

COSA ATTENDERCI

Si prospetta, nonostante ciò, una sfida interessante con in palio tre punti che, seppur fossimo solo alla seconda giornata, sono importantissimi per tutti e due i club.

Il Napoli, dopo aver vinto nettamente a Verona, non può lasciarsi scappare Inter e Juventus, ieri vittoriose.

Sarri deve, però, per forza di cose fare un po’ di turnover visto l’impegno avuto in settimana: Maggio sostituirà lo squalificato Hysaj, mentre Zielinski e Diawara potrebbero far rifiatare Allan e Jorginho.

Chi non ha bisogno di riposare è il trio dei tenori Callejon, Mertens e Insigne, con quest’ultimo che è il più forma di tutti: tra Nizza ed Hellas ha fatto vedere giocate di pura bellezza.

L’equipe del Gasp, invece, deve provare a ripetere il successo di un semestre fa o quanto meno provare a uscire dal San Paolo con un punticino prezioso.

Quello che non si è riuscito ad agguantare una settimana fa, nonostante un dominio sul piano del gioco con una Roma tutta rannicchiata all’indietro a difendere l’uno a zero.

Il mister ex Genoa dovrebbe confermare lo stesso undici visto all’Atleti Azzurri con una possibile novità sulla fascia destra, dov’è Castagne contende il posto a Hateboer.

Tanto si aspetta da Petagna, apparso un po’ sottotono sette giorni fa.

C’è curiosità di sapere il canovaccio della gara (l’Atalanta si ripresenterà con l’arma pressing?), ma per questo bisogna attendere le 20:45.

Ancora poche ore, dunque, e Napoli e Atalanta si ritroveranno, un semestre dopo, dicendosi “di nuovo tu!“, con tanta voglia di scendere in campo.

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Bologna, Sansone e Vignato avrebbero chiesto di andare via

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Secondo “La Gazzetta Dello Sport“, in casa Bologna si respira aria d’addio per due giocatori.

Emanuel Vignato e Nicola Sansone avrebbero chiesto la cessione per cercare più minutaggio altrove dato lo scarso utilizzo sotto la guida di Thiago Motta.

Per Vignato, il Bologna starebbe pensando ad una cessione in prestito, dato che non vorrebbe privarsi totalmente del classe 2000.

Per Sansone, la cessione sarebbe definitiva, data anche la scadenza di contratto che risulta a giugno 2023.

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I 5 peggiori acquisti dell’era Agnelli

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Peggiori Acquisti Agnelli

Sì è conclusa l’era più gloriosa non solo della storia della Juventus, ma del calcio italiano: il presidente Andrea Agnelli e tutto il CdA bianconero hanno rassegnato le dimissioni. Dopo nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane, cinque Coppe Italia e due finali di Champions League, la Juventus dice addio al presidente che è riuscito a portarla ai vertici del calcio mondiale dopo gli anni bui di calciopoli. Sì chiude così un’era vincente e senza precedenti, in cui grandi campioni hanno scelto di vestire la maglia bianconera, per una spesa totale di oltre 1.7 miliardi di euro. Sono molti gli acquisti che si sono rivelati fondamentali per la causa bianconeri, ma sono altrettanti quelli che hanno deluso le aspettative. Di seguito vi proponiamo i 5 peggiori acquisti dell’era Agnelli.

MARKO PJACA

Era l’estate del 2016 quando la Juventus prelevò dalla Dinamo Zagabria il 21enne Marko Pjaca. Sigla il suo primo gol in bianconero il 22 febbraio 2017, nella partita vinta per 2-0 sul campo del Porto nell’andata degli ottavi di finale di Champions League. Un mese dopo, però, subisce un infortunio al ginocchio destro e da lì ha iniziato il suo calvario. Dopo vari prestiti in giro per l’Europa e diversi infortuni che lo hanno costretto a saltare molte partite, è ancora parte dell’organico bianconero e milita in prestito all’Empoli. Nella sua esperienza alla Juventus, Pjaca ha collezionato solo 5 presenze ed un gol.

JORGE MARTINEZ

Tra i peggiori acquisti dell’era Agnelli, non possiamo dimenticare Jorge Martinez. Dopo 3 ottime stagioni con la maglia del Catania, nel 2010 la Juventus acquista l’uruguaiano per 12 milioni di euro. Complici infortuni e scelte tecniche, però, l’esperienza dell’uruguaiano con la maglia bianconera si rivelerà particolarmente sfortunata: in 5 stagioni totalizza 2 reti in 20 presenze: 6 milioni di euro per ogni gol realizzato.

NICOLAS ANELKA

Nel gennaio 2013 la Juventus mette a segno il colpo Nicolas Anelka, attaccante francese acquistato a parametro zero dopo l’esperienza cinese allo Shanghai Shenhua. Come possiamo ben immaginare, il suo sì può essere considerato a tutti gli effetti uno degli acquisti peggiori della Juventus degli ultimi anni. Al momento dell’arrivo a Torino pe aspettative nei suoi confronti erano molto alte, tant’è che i bianconeri lo seguivano da diverse stagioni e lo inserirono subito in lista Champions. Inutile dire che la sua esperienza a Torino si rivelò totalmente fallimentare: scese in campo solo 3 volte e dopo 6 mesi si trasferì al West Bromwich a parametro zero.

ELJERO ELIA

Nella stagione 2011/12, sul fotofinish del calciomercato estivo, Agnelli porta in bianconero Eljero Elia, ala olandese acquistato dall’Amburgo per 9 milioni di euro più bonus. Nonostante le aspettative fossero abbastanza dopo le prolifiche stagioni in Germania, non convinse per nulla l’allora allenatore bianconero Antonio Conte, che lo relegò in panchina per tutta la stagione. Al termine dell’annata, Elia collezionò solo 4 presenze e venne ceduto al Werder Brema.

MILOŠ KRASIĆ

Quando si parla dei peggiori acquisti dell’era Agnelli, non si può certamente omettere Miloš Krasić. Giunse a Torino nel 2010, prelevato per 15 milioni di euro dal CSKA Mosca. Per le sue caratteristiche tecniche e fisiche venne etichettato come il nuovo Nedvěd. È evidente, però, che non avesse nulla in comune con la Furia Ceca. Dopo una serie di partite saltate per infortuni e per squalifiche, conclude la sua prima stagione alla Juventus con 7 reti in 33 presenze. La sua seconda annata, però, si rivelerà ancora più negativa. Il serbo non riesce ad imporsi nelle gerarchie del nuovo tecnico, Antonio Conte, e verrà spesso lasciato in panchina per scelta tecnica. Nella stagione 2011/12 totalizzerà solo 7 presenze e una rete, prima di trasferirsi al Fenerbahçe. Sì rivelerà uno degli acquisti peggiori di Agnelli, se non il peggiore, considerando l’etichetta con cui era sbarcato all’ombra della Mole.

 

 

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L’elogio del CT della Polonia su Messi: “Le sue movenze? Come Alberto Tomba sulle piste da sci”

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Messi

In quello che sarà il suo ultimo Mondiale, Leo Messi è chiamato a portare l’Argentina verso la qualificazione alla fase successiva della competizione. Nella sfida alla Polonia, un punto potrebbe non essere sufficiente per il passaggio del turno. Ragion per cui, l’Albiceleste dovrà puntare alla vittoria contro un avversario insidioso. In merito alle gesta dell’uomo simbolo della nazionale di Lionel Scaloni, ha parlato, in conferenza stampa, il CT polacco Czeslaw Michniewicz.

“Le movenze di Messi in campo mi ricordano molto quelle di Alberto Tomba sulle piste da sci. Riesce a schivare chiunque come Alberto schivava le porte quando era in pista”.

Parole al miele per la Pulga che, stasera, dovrà scacciare i brutti ricordi del passato, cercando di portare la Selección il più lontano possibile nella spedizione in Qatar.

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Calcio Internazionale

Mbappè potrebbe sedersi in panchina contro la Tunisia

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Mbappé

Secondo il “Mundo Deportivo“, il CT francese Didier Deschamps potrebbe decidere di lasciare la stella Kylian Mbappè in panchina nel match contro la Tunisia.

L’asso francese avrebbe accusato un piccolo fastidio alla caviglia e per questo potrebbe non essere rischiato per un match di poca rilevanza, dato ormai il certo passaggio del turno dei transalpini e dell’avversario che verrà fronteggiato dai blues.

Probabile l’assenza nel pomeriggio per Mbappè, che verrà tenuto a riposo per averlo al 100% per gli ottavi.

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