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Una capolista inaspettata | Numero Diez Una capolista inaspettata

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Una capolista inaspettata

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Una delle massime più celebri del mondo afferma: “tutti nel futuro potremo averequindici minuti di celebrità”. Parola, si dice, di Andy Warhol. Nel calcio di fatto quel quarto d’ora può corrispondere a sette giorni, massimo dieci: un periodo in cui tutti si accorgono di questa o quella squadra, delle gesta del tale calciatore o di un allenatore. Lo pensavano molti anche del Leicester di Ranieri, salvo poi ricredersi quando a maggio le Foxes erano ancora nel punto più alto della classifica inglese, vincendo uno titolo storico e inimmaginabile. In parte, qualche chilometro più a nord del King Power Stadium, un accenno di quella sensazionale cavalcata si intravede in un piccolo e semi-sconosciuto club scozzese, che condivide gli stessi colori sociali dell’ex squadra di Ranieri.

Il Kilmarnock F.C. è primo in Scottish Premiership, un torneo solitamente di marca Glasgow e storicamente restio alle rivoluzioni gerarchiche. Infatti, dal 1985 non c’è un club diverso dal Celtic o dai Rangers che abbia vinto il titolo nazionale, e dunque, per ritrovare una squadra non di Glasgow, bisognerebbe tornare a citare l’Aberdeen di Sir Alex Ferguson. I Killies sono ora primi in classifica con trentuno punti, più uno su Celtic e Rangers e più cinque sugli Hearts quarti. L’antidoto che riporterebbe tutto alla normalità sta nel numero di partite: sedici quelle giocate dal Kilmarnock, quindici per i due club di Glasgow. S’intende che con un paio di vittorie i Killsies si ritroverebbero terzi, comunque in vantaggio sugli Hearts di Edimburgo.

KI ?

Il Kilmarnock è un club scozzese con sede nell’omonima cittadina, situata a quaranta minuti di macchina da Glasgow e a pochi chilometri dalla costa ovest della Scozia, nell’Ayrshire. La cittadina è piccola e conta a stento quarantacinque mila abitanti, e a livello strutturale, è il tipico centro urbano britannico con cottages e l’imponente city council al suo centro. La squadra – che non vince il titolo dalla stagione 1964-1965 – è tornata ad essere un oggetto di interesse per gli abitanti della cittadina scozzese quando nel 2012 vinse la Coppa di Scozia ai danni del Celtic, e in quella stagione, il capitano era l’italiano Manuel Pascali, oggi in Serie B con il Cosenza.

Dall’ottobre del 2017 il Kilmarnock è allenato dall’ex Chelsea Steve Clarke (330 presenze con i Blues) che ha preso la squadra in corsa arrivando tra le prime sei del torneo. Fin dalle prime battute i Killies di Clarke hanno ottenuto ottime critiche e una rispolverata fiducia fra i suoi tifosi, che hanno fatto registrare fin qui una media di 5411 spettatori per le gare casalinghe. Inoltre, nell’anno solare 2018, il Kilmarnock è primo in classifica per punti fatti (64), precedendo Celtic (61) e Rangers (60).

Il Rugby Park di Kilmarnock, terreno di gioco in erba sintetica.

Il lavoro dell’ex manager dell’Aston Villa è tutt’ora in luce nel proscenio scozzese, che, visti gli altalenanti risultati dei club di Glasgow, apprezza l’entusiasmo da capolista di questa squadra di provincia. Ciò nonostante il Kilmarnock cerca di volare basso almeno mediaticamente, il tutto per evitare che le aspettative si gonfino eccessivamente a dicembre; ma se i risultati fossero questi anche dopo la pausa, allora si potrebbe parlare seriamente di corsa al titolo. Il richiamo all’impresa di Ranieri è una stuzzichevole idea nata in seno alle recenti uscite dei Kills, che complice i risultati di altre squadre si ritrovano in mano la guida del primato.

La Scottish Premiership è da sempre celebre per i suoi limitati tentativi di sovversione, tanto che Celtic e Rangers hanno più volte chiesto l’approdo in Inghilterra per avere maggiori attenzioni e guadagni. Ciò nonostante il Kilmarnock non era primo in classifica dopo dieci giornate dall’ultima volta che sono stati campioni negli anni Sessanta, motivo per cui quest’anno il torneo scozzese potrebbe avere un inaspettato upgrade di difficoltà.

La squadra

Il club biancoazzurro ha investito pochissimo nelle ultime stagioni, tanto che addirittura, nella scorsa sessione di trasferimenti, al Rugby Park al segno uscite è stato registrato il numero zero. Eppure, nonostante gli arrivi a costo zero e l’uscita dalla squadra del perno in mediana Youssuf Mulumbu, il risultato è rimasto invariato. Il 4-4-2 di Clarke ha registrato una squadra compatta, sciolta nei movimenti e senza una rigorosa disciplina tattica, improntata – ed è ciò che preoccupa molto gli avversari – a una gestione immediata e lucida del contropiede. Tipicamente inglese.

L’azione del secondo gol del Kilmarnock è un’icona dello stile offensivo della squadra di Clarke, pragmatico e istantaneo. La vittoria sul Livingstone ha portato i Kills al primo posto solitario in classifica, favoriti dalla sconfitta dei Rangers in casa e dal pareggio in trasferta del Celtic.

Ma il gioco funziona e gli stessi giocatori si trovano molto bene con questo modulo, che garantisce solidità alla fase difensiva (seconda miglior difesa del campionato, dodici gol subiti) e che davanti esalta il lavoro del tandem formato da Greg Stewart e Eamonn Brophy, rispettivamente sette e cinque reti a testa. La squadra dell’Ayrshire ha vissuto un momento molto importante la fra fine di settembre e gli ultimi giorni di ottobre, quando il Kilmarnock ha assemblato un pacchetto di sei gare consecutive senza perdere, timbrando pure quattro vittorie di seguito. L’avvio della sequenza favorevole è iniziato con una vittoria al Rugby Park contro il Celtic per 2-1, e proprio contro gli Hoops di Brendan Rodgers – a Glasgow – riprenderà il percorso dei Kills, stavolta da capolista.

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ULTIM’ORA – Ansia Sassuolo: Berardi esce per infortunio contro il Verona

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Sassuolo berardi

Sfortunatissimo Domenico Berardi in Hellas Verona-Sassuolo. Il fuoriclasse neroverde è rientrato oggi da un lungo infortunio che gli aveva fatto saltare sei gare, ma è stato costretto al cambio per un nuovo infortunio. Dopo un rilancio errato di Montipò, Berardi ha controllato il pallone con il petto, ma ha poggiato male il piede al terreno e ha subito chiesto il cambio. La paura più grande è che si tratti di un problema al tendine d’Achille. Chiaramente serviranno accertamenti.

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Le parole di Baroni e Carnevali prima di Verona-Sassuolo

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Marco Baroni, allenatore dell'Hellas Verona - Serie A

Tra le partite più delicate di questo 27° turno di Serie A c’è indubbiamente il lunch match tra Verona Sassuolo, appaiate in classifica, ma con stati d’animo profondamente differenti. Nel pre-gara, ai microfoni di Sky Sport, si sono espressi al riguardo Marco Baroni, allenatore dei gialloblù, e Giovanni Carnevali, amministratore delegato dei neroverdi.

LE PAROLE DI BARONI

MASSIMA ATTENZIONE – “Dovremo affrontare tutti insieme questa partita, sia coloro che partono titolari, sia quelli che entreranno a gara in corso. Servirà un’attenzione massima per cento e passa minuti, il Sassuolo è conscio del momento che sta vivendo, ma rimane una squadra con grandi possibilità tecniche”.

TUTTE FINALI – “Da qui a maggio tutte le nostre partite saranno delle finali, e la squadra dovrà essere capace di restare sempre dentro la gara, mostrando compattezza anche mentale. Match come questi si risolvono spesso per le piccole cose, e dovremo essere in grado di curare anche i minimi dettagli”.

RESTARE IN PIEDI E CORRERE – “La squadra ha creato le condizioni per restare in piedi in un momento non facile. Adesso dobbiamo iniziare a correre per raggiungere ciò che sembrava impossibile”.

LE PAROLE DI CARNEVALI

BALLARDINI – “In un momento di difficoltà come quello che stiamo vivendo, Ballardini è il profilo adatto per dare la scossa giusta. La squadra ha dei valori, ma indubbiamente ha anche delle carenze; siamo fiduciosi nel fatto che il nuovo allenatore riuscirà a portarci ciò che è mancato prima”.

SERENITÀ – “Continuerò a presenziare agli allenamenti senza stravolgere nulla. Dobbiamo mantenere la serenità e l’equilibrio che non devono mancare in momenti come questo”.

BERARDI – “In undici stagioni di Serie A ci era già capitato un momento come questo, e chiamando Iachini quest’ultimo riuscì a portarci qualcosa di importante. Il ritorno in campo di Berardi può darci tanto anche all’interno dello spogliatoio, è il nostro campione ed è con lui che abbiamo portato a casa risultati e punti. Speriamo rientri in condizione nel miglior modo possibile”.

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Tempo di rinnovi in casa Genoa: si lavora per Bani e Badelj

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Mattia Bani Genoa Serie A

Il Genoa continua a lavorare sul fronte rinnovi, per blindare i suoi uomini più importanti e confermare la spina dorsale della squadra a disposizione di Alberto Gilardino. Domani sera i rossoblù sono attesi dal crash test di nome Inter. Il Grifone, tuttavia, è nella ristretta élite di squadre che sono riuscite a fermare i nerazzurri in questa stagione. Ma ora l’Inter è in piena ascesa e sembra inarrestabile.

Gilardino tenta l’azzardo e lo farà con due giocatori freschi di rinnovo. Johan Vasquez, importante difensore mancino, e Morten Frendrup, tuttocampista dedito al sacrificio, hanno recentememte rinnovato. Rispettivamente il messicano fino al 2027 e il danese fino al 2028. Dopo queste nuove leve (Vasquez è classe 1998, Frendrup è 2001), i liguri pensano anche allo zoccolo duro di maggiore esperienza. I prossimi nomi sul tavolo, infatti, sono quelli di Badelj e Bani (classe 1989 e 1993), che rappresentano la componente esperta della squadra.

Tuttosport spiega che con Bani è pronto già un accordo fino al 2026. Mentre con Badelj si dovrà ancora discutere, in previsione di giugno 2025 o 2026. Sono da valutare, inoltre, anche le situazioni di Ekuban e Strootman, in scadenza il prossimo giugno. La cosa certa è che il Genoa prosegue sulla strada della continuità di uomini, dopo la promozione dello scorso anno e il buonissimo lavoro che il Grifone sta facendo in questa stagione.

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LeBron James nella leggenda: superati i 40.000 punti in carriera

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LeBron James Los Angeles Lakers

LeBron James sempre più una leggenda del basket mondiale. Il numero 6 dei Los Angeles Lakers, nella notte italiana, ha infranto un altro record diventando il primo cestista nella storia dell’NBA a superare i 40.000 punti in carriera.

Nel corso della scorsa stagione, contro gli Oklahoma City Thunder è diventato il migliore marcatore della storia della Lega, superando Kareem Abdul-Jabbar e fissando il nuovo tetto di punti momentaneo a 38.390. Questa notte, contro i Denver Nuggets campioni in carica, LeBron James ha infranto la barriera dei 40.000 punti. Al termine dei 48′ di gara, infatti, il suo range è di 40.017.

Tutto il mondo si sta complimentando con questa icona sempreverde e leggendaria dell’NBA, che alla sua 21ª stagione da professionista e dopo aver superato da poco i 39 anni (è nato il 30 dicembre 1985), continua a fare scuola.

Inutile dire che questa statistica sembra a sua volta irraggiungibile. E, ad ora, sembra davvero impossibile pensare ad un cestista che possa superarlo. Tuttavia, a primo impatto sembrava esserlo anche il record di Abdul-Jabbar. Record rimasto invalicato per quasi 40 anni: dall’aprile 1984 fino al febbraio 2023, prima che LeBron James lo agganciasse.

Per ora, King James si riserva un posto in solitaria nel club di tutti coloro che hanno fatto 40.ooo o più punti in NBA. Cioè soltanto lui nella storia.

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