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Van de Beek, cosa è cambiato con Rangnick?

Van de Beek, cosa è cambiato con Rangnick?

Acquistato due estati fa per 40 milioni di euro, Van de Beek non si è mai imposto con la maglia del Manchester United. E ora…

DALLA LETTERA DI VAN DER SAR AD OGGI

2 settembre 2020 – Van de Beek firma con il Manchester United e così, ad un anno dall’addio di de Jong in direzione Barça e di de Ligt in direzione Juventus, il trio delle meraviglie di quell’audace Ajax che aveva spaventato l’Europa si scioglie in tutte le sue componenti. Con il senno di poi, potremmo aggiungere come nessuno dei tre abbia fatto la scelta giusta – viste le situazioni non brillanti in cui versano Red Devils, blaugrana e bianconeri. Ma questa è un’altra storia, con sviluppi ed epiloghi totalmente differenti.

Torniamo a settembre 2020: Ed Woodward e i suoi mettono a segno quello che si può davvero definire come ‘un colpo da 90’. Proprio così, perchè Donny è sulla lista dei club più importanti d’Europa ed è sul piede di partenza già dal termine della scorsa stagione. Aggiudicarselo significa sistemare la zona di centrocampo per una decina d’anni, soprattutto in virtù del fatto che, nonostante la giovane età, VdB è già cresciuto in un contesto rinomato (l’Ajax), ha già vinto tanto e ha già sfornato grandi performance europee. Manca solo il palcoscenico adatto.

Quel palcoscenico si presenta in veste rossa brillante e bussa alla sua porta: ad attenderlo c’è un quinquennale da oltre 6 milioni di sterline l’anno. Con tanto di benedizione di van der Sar, direttore generale dell’Ajax nonchè ex leggenda di Ajax e United.

E con una lettera del genere e con una tradizione di un tale livello nel binomio Olanda-Manchester, i fuochi d’artificio sembrano essere davvero dietro l’angolo. No?

VAN DER SAR, UN ANNO DOPO

“Se mi dispiace per van de Beek? Naturalmente sì, mi sento triste per Donny. Io credo che abbia percorso la strada perfetta prima di unirsi allo United. È entrato nella prima squadra dell’Ajax dall’accademia, è diventato un titolare, ha vinto trofei e si è esibito in Europa. Ma… il centrocampo del Manchester United è molto rifornito. Non ci sono stati particolari infortuni: Pogba sta tornando, Fernandes è molto importante, poi ci sono Matic e McTominay. Ed è difficile per lui. Comunque, parlo con più persone lì e so che lui ha un atteggiamento fantastico, so che sta facendo bene in allenamento… Non c’è nessuna vergogna, è anche un grande club, no? Naturalmente hanno speso molto per lui ma sono fiduciosi arriverà a valere quei soldi”.

[van der Sar – 3 maggio 2021]

L’avventura del classe ’97 con la maglia dei Diavoli Rossi sembra davvero regalare poche soddisfazioni. Nonostante un esordio in Premier League condito dal gol, l’ex Ajax non dimostrerà mai di valere la cifra spesa dal club inglese. O meglio… la sensazione prevalente è che il calciatore stesso non venga mai messo in condizione di poter dimostrare un determinato rendimento; in campo, con Bruno Fernandes a dettare l’ultimo passaggio e a giocare tra le linee, non c’è spazio per VdB che, nella stagione 20/21, accumula solo 1456 minuti. Una miseria.

Il suo valore di mercato cala precipitosamente da 55 milioni a 30 e le sirene di mercato, naturalmente, si attivano. Non si realizzerà nulla di concreto: in parte perché si ritiene che le colpe di questa gestione siano da attribuire a Solskjaer, in parte per proteggere l’investimento (lato Manchester United), in parte per non fuggire a gambe levate alle prime difficoltà (lato giocatore).

Comincia, così, un’altra annata calcistica.

ECCO RANGNICK, COLUI CHE LANCIA I GIOVANI. MA…

Non si dovrà attendere molto per un grosso cambiamento nel mondo dello United. Con dei risultati che scarseggiano e una fiducia mai del tutto ricompensata, Ole Gunnar Solskjær saluta Old Trafford il 20 novembre 2021, esonerato. Al suo posto si insedia Ralf Rangnick, ex uomo del RB Leipzig, arcinoto per la sua filosofia che prevede di puntare in maniera sistematica su profili giovani per il suo calcio. Chi, pertanto, meglio di lui per concedere minutaggio e spazio al giovane van de Beek?

Eppure qualcosa va storto, anche questa volta.

“Donny? Finora, per come l’ho conosciuto, ha una mentalità di alto livello. Lavora duro in ogni sessione di allenamento. È un giocatore di squadra in tutto e per tutto. Ci saranno partite in cui avrà la sua occasione di giocare, ne sono sicuro. Naturalmente, per lui, è difficile in questo momento perché vuole giocare anche per la nazionale olandese, vuole qualificarsi e giocare nella Coppa del Mondo in Qatar e per fare questo ha bisogno di ottenere minutaggio qui. Io credo ancora che dovremmo tenerlo in rosa, e che dovrebbe rimanere qui, sicuramente fino alla fine di questa stagione per cercare di giocare il più possibile”.

[Ralf Rangnick – 4 gennaio 2022]

Eppure sembrava davvero tutto apparecchiato per il cambiamento: basti pensare che nella sconfitta contro il Watford per 4 a 1 – costata la panchina a Solskjær – fosse stato proprio l’ex Ajax a segnare il goal della bandiera, come se fosse un presagio del fato che da quel goal potesse sbocciare veramente l’avventura di VdB in maglia Man U.
Da allora, invece, la situazione è addirittura peggiorata: saranno solo 8 i minuti disputati da van de Beek nelle successive 8 gare di Premier League. Infinitamente poco per pensare di poter proseguire il sodalizio.

A novembre, Fabrizio Romano, esperto di calciomercato scriveva:

“La situazione di Donny van de Beek è chiarissima. Ama il club, è ancora super professionale in allenamento e sta facendo del suo meglio per il Manchester United – ma se la situazione rimane la stessa, lascerà il club a gennaio”.

L’ADDIO

Come già riportato nei giorni precedenti, le probabilità che il giovane di Nijkerkerveen abbandoni Rangnick & co. sono alte e resta solo da capire chi farà i passi più concreti per accaparrarselo. In Italia, si è spesso fatto il nome della Juventus che ha nel reparto di centrocampo le criticità maggiori ma non mancano estimatori anche in Premier League, Bundesliga e Liga. Stando ai report inglese, il classe ’97 dello United potrebbe lasciare il club anche attraverso la formula del prestito oneroso; a quel punto, tuttavia, sarà fondamentale coprire interamente le spese di ingaggio del calciatore e garantire una certa somma al club inglese.

La parola finale, in ogni caso, pare che starà a Rangnick stesso.

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