Veste la dieci ma é un numero nove, segna da nove ma ha il tocco da dieci. Basta poco per descrivere Vangelis Pavlidis, centravanti del Willem II e della nazionale ellenica. Il classe 1998 é una delle rivelazioni di questa Eredivisie, insieme al più esperto Cyril Dessers (ad ora più prolifico) ma con quattro stagioni in più alle spalle.

RIVELAZIONE SI, RIVELAZIONE NO

Si può parlare di rivelazione? Se si guardano i numeri e il curriculum di Vangelis, si può notare come il gol sia sempre stato nel suo DNA. Nato nelle giovanili del Bebides Saloniki, uno dei club più rinomati a livello di accademia nel calcio tessalonicese, viene subito notato dagli scout del Bochum, da sempre molto attenti ai campionati dell’est Europa. L’impatto con il calcio tedesco è devastante: ben venti gol in quarantacinque partite in under 19. Tuttavia, ciò che appare stupefacente agli addetti ai lavori, é la già spiccata propensione al dialogo con i compagni, che lo rende un centravanti completo, un “nueve-diez”, capace di andare anche  in doppia cifra nel tabellina degli assist, ben tredici. Insomma, numeri da centravanti ma anche da trequartista.

 

ILLIADE E ODISSEA

Arriva presto anche la consacrazione internazionale: nel 2015, Vangelis viene eletto tra i quindici migliori giocatori del campionato europeo under 17 in Bulgaria, segnando  un gol in più di Patrick Cutrone e guidando la propria nazionale a sfiorare una insperata qualificazione ai quarti di finale. Blindato da  un contratto da professionista ancora minorenne, Gertjan Verbeek, allenatore della prima squadra, intravede nel bomber greco un diamante grezzo da far crescere. Arrivano così, sempre più frequenti, le convocazioni in zweite Bundesliga, fino all’esordio a Heidenheim, a diciassette anni e mezzo. Si verifica però, una battuta d’arresto nel  la crescita di Vangelis. Il passaggio al Borussia Dortmund nel gennaio, che se lo aggiudica a seguito di una vera e propria asta internazionale, si rivela controproducente. Vangelis, nel gennaio 2018, verrà prestato a Tilburg, un contesto apparentemente favorevole, una squadra di medio livello, abituata ad offrire un gioco propositivo e a aiutare i giovani nel loro sviluppo.

L’impatto di Pavlidis con il Willem II è devastante: subito in rete in coppa, servito dal connazionale Vrousai, tanto da venire immediatamente riscattato in primavera, con un contratto che lo lega ai biancorossoblu fino al giugno 2022. Il nativo di Salonicco si inserisce perfettamente nel 4-2-3-1 disegnato da Adrie Koster, come dimostrano le due doppiette nelle prime tre partite stagionali, indubbiamente aiutato da un sistema tattico nel quale i quattro giocatori offensivi non forniscono punti di riferimento, intercambiandosi continuamente negli ultimi venticinque metri. La qualità e la freschezza di giovani talenti come Nunnely, esterno da poco ventunenne, proveniente dalla scuola Ajax, Ndayishimiye, trequartista classe 1999 in prestito dal NEC e Kohlert, di provenienza dall’Amburgo, unita alla solidità dei due mediani Saddiki e l’esperto Llonch, garantiscono equilibrio tra i reparti e costanza nei rifornimenti al bomber ellenico.

Fonte immagine: profilo IG @PavlidisVangelis

POLYTROPON

Pavlidis, seppur strutturato e macchinoso nello stretto, abbina freddezza e cinismo in area di rigore, come dimostrano le undici reti, a una notevole capacità di dialogo con i compagni di reparto. Infatti, a differenza della maggior parte delle prime punte robuste, l’ex giocatore del Bochum possiede anche una invidiabile tecnica in controllo e trasmissione e mobilità, aspetti che lo rendono un attaccante eclettico, “polytropon”, come un altro famoso personaggio proveniente dall’ellade.

Fonte immagine: profilo IG @PavlidisVangelis

RAMPA DI LANCIO

Per questa ragione si può parlare di un nove-dieci, rapace in area, ma anche rifinitore per gli inserimenti dei compagni, ruvido nei contrasti spalle alla porta, ma con ottima balistica nel tiro a giro sul palo opposto. Ora, a doppia cifra raggiunta, l’obiettivo è raggiungere i numeri toccati nelle giovanili in Westfalia. I caldi tifosi di Tilburg sognano che la “Greek Connection” con Vrousai porti i biancorossoblu ad assaporare il profumo dell’Europa, garantendo a Vangelis un successivo salto in un campionato di prima fascia, magari proprio in Italia.

Fonte immagine in evidenza: profilo IG @VangelisPavlidis