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VAR a chiamata, gli allenatori di Serie A sono divisi

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VAR a chiamata, gli allenatori di Serie A sono divisi

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VAR a chiamata

Anche in questa stagione, il VAR, introdotto per placare le polemiche, è al centro delle discussioni. E mentre le critiche, purtroppo, aumentano di giornata in giornata, all’orizzonte c’è una possibile novità che potrebbe essere introdotta a breve: il VAR a chiamata.

Ne ha parlato, tra gli altri, l’ex arbitro Luca Marelli, ora moviolista di Dazn:

Il VAR dev’essere al servizio del calcio, quindi anche delle società e non soltanto degli arbitri. Sono favorevole dal primo momento, per me è la naturale evoluzione della tecnologia. Sono un grande appassionato di sport americani e anche oltreoceano c’è stata questa trafila: prima la tecnologia a disposizione degli arbitri, poi la possibilità per gli allenatori di chiamare il challenge“.

Eppure anche questo nuovo principio sta trovando una divergenza di opinioni tra gli stessi allenatori di Serie A, che sarebbero i protagonisti se questa regola venisse adottata.

IL FRONTE DEI FAVOREVOLI

Partiamo da chi vede di buon occhio il VAR a chiamata. A rappresentare il fronte del ‘sì’ ci sono Aurelio Andreazzoli e Roberto D’Aversa, che aveva espresso il suo parere favorevole un paio di anni fa facendo riferimento all’esempio del Nba. Come il tecnico della Samp, anche Walter Mazzarri tempo fa, quando sedeva sulla panchina del Torino, si era mostrato disponibile ad accogliere questa nuova idea.

Un po’ dubbioso Sinisa Mihajlovic (“Non lo so, rallenterebbe il gioco”), ma comunque favorevole (“Magari una chiamata a squadra a tempo potrebbe aiutare”). Dello stesso parere anche Luciano Spalletti, che però con la sua analisi si è distinto dai suoi colleghi. L’allenatore del Napoli, infatti, ha suggerito l’ingresso nei club di una figura dell’ambito arbitrale, che abbia dunque specifiche competenze.

IL FRONTE DEI NON FAVOREVOLI

Proprio in occasione della conferenza stampa di vigilia di Atalanta-Lazio, Gasperini ha manifestato il suo dissenso:

No, ho già troppo lavoro da fare (ride, ndr). Non devo essere io a chiamare un’ammonizione a un avversario. Si vedono delle cose che non si capiscono. Meglio far chiarezza, magari capiamo che è un errore”.

Il suo collega avversario nella partita inaugurale dell’undicesima giornata, Maurizio Sarri, ha invece così motivato il suo ‘no’, quando ancora allenava la Juve:

“Lo chiamerei troppo e mi espellerebbero“.

Condividono l’opinione di Gasperini e Sarri l’allenatore dell’Inter Simone Inzaghi e quello del Torino, Ivan Juric, così come Stefano Pioli, il quale ha dichiarato:

“L’allenatore fa l’allenatore, l’arbitro fa l’arbitro. L’aiuto della tecnologia deve consentire all’arbitro di arbitrare con più serenità“.

GLI ALLENATORI DALL’ORIENTAMENTO INDECIFRATO

Non è, invece, chiaro l’orientamento di tutti gli altri allenatori. Tra questi spiccano alcuni big, come Max Allegri e Josè Mourinho. Ma nella lista ci sono anche Italiano, Tudor, Dionisi, Gotti, Zanetti, Thiago Motta, Ballardini e Colantuono. Magari il loro parere lo si scoprirà nei prossimi giorni.

Fonte immagine di copertina: diritto Google creative commons

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Okoye si racconta: “Che emozione giocare per l’Udinese. Silvestri e Padelli mi hanno aiutato tanto”

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Chi è Joao Ferreira

Nelle ultime partite l’Udinese di Cioffi sembra aver trovato la quadra per raggiungere il prima possibile l’obiettivo salvezza. Nella prossima giornata di campionato i friulani incontreranno la Salernitana di Liverani, in quella che è una vera e propria sfida per la permanenza nella categoria per le due squadre. In merito a ciò ha parlato il portiere dell’Udinese, Maduka Okoye, ai microfoni di TV12.

UDINESE, OKOYE: “RESTIAMO CONCENTRATI SULLA SALERNITANA”

Di seguito le parole di Okoye ai microfoni di TV12:

SCONFITTA CON IL GENOA – “Una partita difficile. Dobbiamo fare meglio e siamo concentrati sulla prossima contro la Salernitana”.

PENSIERI ALL’INIZIO – “Al lavoro, siccome ero appena tornato dall’infortunio. Speravo di giocare, ma non credevo che lo avrei fatto così tanto. Volevo e voglio giocare sempre, ma sono concentrato appunto sul lavoro. Scendere in campo è una conseguenza”.

ESPERIENZA IN ITALIA – “Richiede una precisione maggiore e tanta tattica, siccome ci sono tanti giocatori forti. L’approccio non è lo stesso in ogni campionato, anche se il ruolo del portiere in sé non cambia molto”.

SILVESTRI E PADELLI – “Con loro va molto bene, sono due bravi ragazzi e mi aiutano tanto. Tutti i miei compagni e la mia famiglia mi hanno aiutato tanto. La prima da titolare con la maglia dell’Udinese è arrivata in Coppa Italia contro il Cagliari. Nel corso della sfida il 24enne racconta di aver fatto quella che considera la sua miglior parata”.

PRESTAZIONI FINO AD ORA – “Sono contento di quanto ho fatto in campo finora. Avrei potuto fare meglio sul primo gol della Lazio. Rifletto tanto sugli sbagli, riguardo i video cento volte. Adesso sto molto bene. Mi sento al 100%. La Nazionale è una cosa importante per me e voglio tornarci il prima possibile. È stato brutto vedere la Coppa d’Africa da casa, ma questo è il calcio. Udine, una città piccola ma bella. Mi piace”.

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Prandelli sul Napoli: “Tocca ai giocatori prendersi le responsabilità del momento, non hanno alibi”

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Prandelli

Cesare Prandelli, ex ct della Nazionale, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de Il Mattino riguardo la situazione in casa Napoli. Ecco quanto detto sul periodo negativo dei partenopei:

SERVE REAGIRE – “Adesso ci pensino i giocatori a guardarsi in faccia e uscire allo scoperto: tocca a loro prendersi le responsabilità del momento, non hanno alibi. Non ne hanno mai avuti ma adesso non ne hanno neppure mezzo. Per uscire fuori serve la loro reazione”.

SUL PAREGGIO DI CAGLIARI – “Quando prendi gol quasi all’ultimo secondo è il segnale che qualcosa si è rotto dentro di te. Perché in pieno recupero le grandi squadre i gol li fanno, non li possono prendere come ha fatto il Napoli”.

Queste le parole di Prandelli sul periodo negativo che sta attraversando il Napoli. Mazzarri prima e ora Calzona, non sembrano aver rimediato ai problemi che circondano la squadra. I partenopei dopo 25 giornate si ritrovano in nona posizione con 37 punti. Con una partita da recuperare, sono 11 le lunghezze dalla zona Champions in cui risiede il Bologna. L’andamento della squadra nelle ultime cinque giornate di campionato parla chiaro: 1 sola vittoria, 1 sconfitta e 3 pareggi nelle ultime 3. Una tendenza, che se dovesse continuare, potrebbe escludere il Napoli da ogni competizione europea.

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Lippi elogia l’Inter: “Non mi aspettavo una squadra così dominante, ecco il motivo”

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Inter, in foto: Hakan Calhanoglu, Denzel Dumfries, Nicolò Barella, Stefan De Vrij, Carlos Augusto, Lautaro Martinez, Marcus Thuram, Benjamin Pavard Serie A Champions League

La squadra che sta sicuramente facendo meglio e che sta giocando il miglior calcio in Italia è l’Inter di Simone Inzaghi, che proprio con il suo allenatore sta migliorando partita dopo partita, sia nel campionato italiano, sia in Champions League. I calciatori si trovano a memoria eseguendo passaggi di prima intenzione e tutto fa pensare che i nerazzurri con il tempo possano soltanto migliorare. In merito al dominio di questa Inter in Serie A ha parlato l’ex allenatore dell’Italia e della Juventus, Marcello Lippi, ai microfoni di SkySport. Oltre a ciò l’ex CT ha anche parlato di quanto si aspettasse dalla squadra bianconera in questa stagione.

INTER, LIPPI: “NON ME L’ASPETTAVO COSÌ DOMINANTE. PENSAVO UNA JUVE PIÙ FORTE”

Di seguito le parole di Marcello Lippi ai microfoni di SkySport a riguardo dell’Inter e della Juventus in questa stagione:

INTER – “Non me l’aspettavo così forte e dominante. Mi aspettavo un pochino di più dalle altre”.

SCUDETTO GIÀ VINTO? – “Ha 9 punti di vantaggio sulla seconda… Ieri ha giocato a Lecce con 8-9 non titolari e ha vinto 4-0. Tutto quello che fanno viene ad hoc”.

CAMPIONATO JUVENTUS – “Me la aspettavo un pochino più avanti. Non mi aspettavo questo distacco tra Juve e Inter a questo punto del campionato”.

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Rivoluzione in arrivo per il Manchester United: diversi big in uscita

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Ratcliffe

Non è sicuramente una delle migliori stagioni quella che sta attraversando in questa annata il Manchester United di Erik Ten Hag. Attualmente la squadra dell’ex tecnico dell’Ajax si trova al sesto posto in classifica in Premier League con quarantaquattro punti totalizzati in ventisei partite disputate. Nell’ultimo periodo i Red Devils si sono un po’ ripresi grazie ai gol di Rasmus Hojlund, ma il Manchester United rimane una squadra molto altalenante a livello di risultati e di prestazioni per quanto riguarda soprattutto alcuni calciatori.

STAGIONE NEGATIVA PER IL MANCHESTER UNITED: I BIG IN PARTENZA?

Come riportato da talkSPORT, data la stagione negativa, il Manchester United potrebbe decidere di liberarsi di alcuni “big” dallo stipendio molto alto che attualmente percepiscono ai Red Devils. Il primo di questi potrebbe essere Raphael Varane, che potrebbe lasciare Manchester a zero a causa del probabile non-rinnovo del contratto che sta per scadere. Un altro potrebbe essere Casemiro, arrivato dal Real Madrid come uno degli acquisti più importanti dell’ultimo periodo, anche se non sta ripagando la fiducia che Ten Hag gli ha concesso. L’ultimo di questi infine è Antony, pagato 95 milioni di euro dal Manchester United. Il brasiliano non ha ripagato la fiducia data dal club inglese e da Ten Hag. Situazione importante e da monitorare quindi quella in casa dei Red Devils.

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