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La Moviola del Diez: sesta giornata

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La Moviola del Diez: sesta giornata

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La sesta giornata di campionato offre molti spunti di riflessione sulle decisioni prese dagli arbitri. Diversi gli episodi verificatisi in questa tre-giorni di Serie A: si parte forte con le infinite polemiche di Inter – Fiorentina, per concludere con il rigore assegnato al Castellani in Empoli – Milan.

Analizziamo gli episodi più importanti di questo turno infrasettimanale di Serie A.

INTER – FIORENTINA: proteste a tinte viola

La sesta giornata si apre con un match scoppiettante, quello tra Inter e Fiorentina.
Al 19′, D’Ambrosio tenta di sfondare sulla destra, ma un contatto con Mirallas gli impedisce di rendersi pericoloso. A nulla servono le proteste nerazzurre: Mazzoleni vede bene. Il contatto c’è, sicuramente, ma non tale da concedere un calcio di rigore.

Il contatto D’Ambrosio – Mirallas.

Un altro fermo immagine dà vita ad ulteriori dubbi. Come si vede dall’immagine, dopo il contatto, D’Ambrosio è ancora in piedi e sta trascinando il piede per accentuare il contrasto e rendere più evidente la caduta. Giusto, quindi, la decisione di Mazzoleni.

Il piede galeotto di D’Ambrosio.

Al quarantesimo avviene l’episodio più importante della serata. Candreva crossa dalla destra verso il centro dell’area di rigore, dove stazione il bomber Mauro Icardi. L’azione continua tranquillamente. A gioco fermo il VAR Irrati segnala un tocco di mano che è sfuggito all’attenzione del direttore di gara. Dopo circa un minuto di silent check, Mazzoleni decide di consultare il monitor a bordo campo per una on field review. Dai video che gli vengono presentati appare chiaro un tocco di mano di Vitor Hugo.

Il tocco con la mano di Vitor Hugo.

Il fallo di mano, seppur quasi impossibile da rilevare in presa diretta, è evidente. Hugo aumenta il volume del proprio corpo con la postura assunta e non permette al pallone di giungere al destinatario. Il braccio è davvero troppo largo per poter essere giustificato. Lamentarsi, poi, del fatto che il pallone tocchi solo i polpastrelli è, tuttavia, poco consono. I polpastrelli sono parte integrante della mano e, in quanto tali, rappresentano una delle zone del corpo con cui non è possibile giocare il pallone. Corretto non ammonire il difensore brasiliano, poiché il fallo di mano, in una situazione simile (cross dalla fascia), è considerato un fallo semplicemente negligente.

Al 71′, Asamoah stende Chiesa con una manata in pieno volto. L’arbitro saggiamente sanziona solo con l’ammonizione quello che è un fallo imprudente. Dopo pochi minuti si rinnova il duello fra i due. Questa volta Asamoah interviene in ritardo sull’avversario. Mazzoleni fischia il fallo e non estrae alcun cartellino. Il ghanese andava ammonito e, quindi, espulso per doppia ammonizione.

Il fallo di Asamoah non sanzionato da Mazzoleni.

Poco conta che Chiesa riceva il pallone in posizione di fuorigioco. La svista clamorosa è quella sul contatto Asamoah – Chiesa, non l’irregolarità della posizione dell’esterno in maglia viola. Non abbiamo alcun interesse a giustificare l’arbitro ,anzi, ma sull’offside è l’assistente ad aver mancato la chiamata.

L’ultimo episodio della gara si verifica al minuto 76. All’interno dell’area di rigore Chiesa supera Asamoah ed entra in contatto con Politano. Veementi quanto inascoltate le proteste della panchina toscana. Il giocatore della Fiorentina è sicuramente in equilibrio precario al momento del contrasto con Politano.

Fallo di Politano su Chiesa.

Una cosa, tuttavia, è certa e incontrovertibile: non potrà mai esistere oggettività assoluta per ogni regola di questo sport. La discrezionalità del direttore di gara rappresenterà sempre una componente fondamentale. Eccezion fatta per errori plateali e sviste incredibili, il protocollo prevede che il VAR non intervenga, preferendo lasciare spazio a quanto giudicato dall’arbitro effettivo. Il rigore poteva starci, ma non è neppure un errore clamoroso non averlo fischiato. Siamo nello spettro della soggettività.

GENOA – CHIEVO: una simulazione che non c’è

Al 36′ l’implacabile Piatek controlla male un pallone in area di rigore, allungandolo troppo per poterne rientrare rapidamente in possesso; tuttavia, viene messo giù da Rossettini. L’arbitro Pasqua vede l’episodio e decide fermamente di comminare una’ammonizione all’attaccante polacco per comportamento antisportivo, in questo caso una simulazione. In circostanze del genere il VAR non può invertire la decisione del direttore di gara, il quale ha preso una decisione riguardante un contatto dubbio. Non c’è l’ombra di un errore plateale ma certo è che Piatek non abbia assolutamente simulato.

La “simulazione” di Piatek.

JUVENTUS – BOLOGNA: Pjanic può fare quel che vuole?

La gara parte subito con un episodio controverso. Matuidi viene atterrato da Calabresi: per l’arbitro Mariani è tutto regolare. Rivedendo bene le immagini sembra davvero palese che il difensore rossoblu intervenga in maniera scomposta sul francese, ostacolandolo e colpendolo con la coscia sinistra. Un fallo apparentemente plateale, ma visto e valutato coscientemente dal direttore di gara. Rigore che ci stava, un errore non chiamarlo (ricordiamo che il VAR non sarebbe potuto intervenire).

Il fallo non visto da Mariani.

Al 32′ c’è un contrasto nei pressi del centrocampo fra Pjanic e Krejci. Il regista della Juventus cerca di arrivare prima dell’avversario, Krejci lo anticipa. Pjanic, però, non fa altro che non togliere il piede. Una leggerezza che gli sarebbe potuta costare di più. Tuttavia, la decisione del fischietto romano è giusta: ammonire il calciatore reo di aver commesso il fallo. Il bosniaco, difatti, interviene imprudentemente ma siamo ben lontani da un contrasto “cattivo” e punibile con un’espulsione.

Il contatto da giallo di Pjanic.

Al 54′ Cancelo si trova sul lato sinistro dell’area di rigore avversaria. Contrastato da due avversari, il portoghese tenta il dribbling e uno dei due, Dzemaili, tocca il pallone con un braccio. Quello a cui assistiamo è l’apoteosi dell’involontarietà di un tocco di mano. Il giocatore del Bologna non fa nulla per toccare il pallone di mano, se non appoggiarla a causa di un equilibrio più che precario. Giusto, anzi giustissimo lasciar correre.

Dzemaili scivola e poggia la mano a terra.

Ultimo episodio della gara dell’Alliaz Stadium è il contatto Benatia – Okwonkwo. L’ala del Bologna si è involata verso la rete e Benatia, a grandi falcate, è riuscito a recuperare il distacco. Tocca con l’avambraccio sulla schiena dell’avversario che, resosi conto del “tocco”, si lascia cadere in area di rigore. Regolare l’intervento di Benatia e corretta la decisione di Mariani. Il fallo, poi, è avvenuto al limite, quindi, a prescindere da tutto, non sarebbe mai potuto essere rigore.

Okwonkwo si lascia cadere in area.

CAGLIARI – SAMPDORIA e EMPOLI – MILAN: questione di rigori

Al 55′ Defrel ha la grande opportunità di portare in vantaggio i suoi. Uno contro uno con Cragno. Tira ma sbaglia. Ciò che non è chiaro, però, è perché l’arbitro non abbia sanzionato l’intervento che Klavan, difensore del Cagliari, commette nel momento in cui l’avversario sta calciando. Defrel ha tirato, è vero, ma la scivolata dell’ex Liverpool un danno l’ha creato. Giusto, nel finale di gara il rigore assegnato (e poi sbagliato da Kownacki) per un altro fallo subito da Defrel, questa volta da parte di Andreolli.

Klavan entra duro su Defrel.

Ad Empoli, invece, Fabbri fischia un rigore al limite per l’Empoli. Dopo aver rinviato male, Romagnoli colpisce Mchedlidze. Contemporaneamente Biglia frana su Caputo. Le immagini non ci restituiscono una prospettiva chiara, soprattutto sul secondo contatto. Romagnoli tocca di sicuro l’avversario, il quale però accentua la caduta. Sul contatto Biglia-Caputo abbiamo ben poco materiale su cui ragionare. Fabbri decreta il rigore con grande fermezza. Un rigore che ci può stare, questo è certo, ma se non l’avesse punito non ci sarebbero state enormi proteste.

Il contrasto fra Mchedlidze e Romagnoli.

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Gasperini in conferenza dopo Milan-Atalanta: “Fischiato un rigorino, conquistato un buon punto”

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Gasperini

Un pareggio che tutto sommato può star bene all’Atalanta quello conquistato a San Siro contro un ottimo Milan. Il tecnico bergamasco Gasperini ha commentato la partita in conferenza stampa. Queste le sue dichiarazioni dopo l’1-1 contro i rossoneri.

PUNTO GUADAGNATO – “Quando esci da queste partite con un punto sei soddisfatto. È stata una partita difficile, e il pareggio premia l’attenzione e la voglia di fare risultato”.

MILAN – “Il Milan è una squadra forte, questa sera abbiamo subito la loro qualità e la loro condizione. Non abbiamo mai mollato, portiamo a casa un punto che muove la classifica”.

SCALVINI – “La spalla è uscita e rientrata, domani lo valuteremo“.

EUROPA – “Non ragioniamo sul lungo, dobbiamo lavorare sul breve periodo. Ci aspettano due settimane difficilissime e dovremo pensare partita per partita. Faccio fatica a fare delle previsioni, essere usciti stasera con un punto deve renderci felici. Per noi è importante l’Europa League come il campionato e la Coppa Italia. Cercheremo di andare fino in fondo in tutte le competizioni”.

DE KETELAERE – “Abbiamo fatto fatica sulle fasce e in attacco, abbiamo cercato di cambiare qualcosina con Lookman ed è andata un po’ meglio. In altre partite riusciremo a far di più, poche volte abbiamo subito come questa sera“.

CALCIO DI RIGORE – “Fa parte di quei ‘rigorini’. Ormai ce ne sono tanti, ci sono dei rigori che non vede nessuno e poi tira fuori il VAR. Un rigore così non lo avevamo da tanto tempo, oggi ce lo prendiamo. Vengo da una generazione per la quale il rigore deve essere una cosa seria, evidentemente alle TV piace un altro calcio. Noi siamo comunque in credito”.

SCAMACCA – “Scamacca ha dato contributi importanti, questa sera sicuramente meno ma da occasioni come queste trai gli spunti per fare meglio nelle partite successive“.

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Pioli ribadisce in conferenza dopo Milan-Atalanta: “Mai rigore quello di Holm, Leao è questo”

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Pioli

Si è conclusa con il pareggio tra Milan e Atalanta la domenica della 26esima giornata di Serie A, in attesa di Roma-Torino e Fiorentina-Lazio. I rossoneri disputano una buona gara, ma vedono aumentare il gap con Inter e Juventus. Al termine della partita, Stefano Pioli è intervenuto in conferenza stampa. Queste le sue parole raccolte dalla pancia di San Siro.

SENSAZIONI – “Quando la squadra gioca così bene deve vincere e noi purtroppo non ci siamo riusciti. C’è delusione ma anche soddisfazione per come la squadra ha interpretato questa partita. Siamo stati compatti e aggressivi, sporcando tutti i loro palloni e facilitando gli interventi difensivi. È mancata solo la vittoria“.

RIGORE – “Il rigore non c’era, ma fa la differenza. Holm si mette le mani in faccia ma il contatto era più in basso. Per il metro di Orsato questo non era e non sarà mai rigore“.

RIGORI SUBITI – “A volte siamo stati ingenui, attacchiamo tanto ma non prendiamo quasi mai rigori. Forse dobbiamo essere più scaltri”.

RIPARTIRE – “Ripartire è facile. Guarderemo insieme alla squadra la partita, ma è una questione di dettagli. Se ripeteremo prestazioni del genere probabilmente vinceremo diverse partite da qui alla fine del campionato”.

LEAO – “Credo che sia stata una delle prestazioni più belle da quando lo alleno. Ha aggredito, ha puntato continuamente. Questa prestazione per lui deve essere un punto di riferimento. Gliela farò pesare, perché lui ha questo potenziale. Parlerò con lui per capire cosa ha messo di diverso rispetto alle altre volte”.

 

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Il Cagliari si aggrappa a Luvumbo al 96′: 1-1 con un Napoli che non riesce più a vincere

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Luvumbo, giocatore del Cagliari, Serie A, Coppa Italia

Per una Juventus che torna alla vittoria, c’è un Napoli che, invece, manca ancora il ritorno al successo. Contro un Cagliari ben schierato in campo è 1-1 il punteggio finale. Incredibile l’epilogo finale, con Luvumbo che pareggia i conti al 96′ dopo il gol iniziale di Osimhen. Un pareggio amarissimo per Calzona, che nelle prime due panchine azzurre ha racimolato un pareggio col Barcellona e un pareggio in campionato che fino a un minuto dalla fine era una vittoria.

Il gol di Osimhen per il Napoli è il primo in trasferta dopo 527′ di digiuno. Tutto nasce da un errore di Augello in disimpegno: prontissimo il recupero di Raspadori e il cross dalla destra verso il nigeriano. Troppo facile, poi, per uno come lui buttare la palla in rete. Al 96′, sull’ultima palla buona per il Cagliari, ecco il lancio lungo di Dossena dalla difesa verso l’area del Napoli. Male, malissimo la difesa azzurra (in particolare Juan Jesus) che non riesce a spazzare e Luvumbo riesce poi a bucare Meret.

Niente da dire al Cagliari, che ha rischiato di perdere la partita per l’unica vera disattenzione in 90‘. La squadra di Ranieri è rimasta compatta per tutta la durata del match, ma non ha saputo pungere quando necessario. In fin dei conti il pareggio è un risultato giusto per ciò che si è visto per tutto l’arco della sfida. Ricordiamo che, però, è stato annullato un gol al Cagliari nel primo tempo per fuorigioco di Lapadula sugli sviluppi di un calcio di punizione. Rrahmani aveva involontariamente messo la palla in rete di testa.

Con questo pareggio gli uomini di Calzona rimangono molto lontani dalla zona Champions (il Bologna quarto dista undici punti), ma potranno riavvicinarsi nella sfida di mercoledì contro il Sassuolo. Il Cagliari invece rimane dentro la zona retrocessione, ma solo per gli scontri diretti. Ora Cagliari, Hellas Verona e Sassuolo sono a parimerito a 20 punti, con Sassuolo 17esimo.

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[FOTO] Retegui sblocca Genoa-Udinese in rovesciata: 2-0 all’intervallo

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Retegui Genoa Gudmundsson

RETEGUI GENOA UDINESE – Primo tempo avvincente al Ferraris tra Genoa e Udinese. Occasioni, corsa e anche un gol spettacolare.

L’andazzo della gara si capisce già dal primo minuto, con Giannetti che dopo pochi secondi stende Retegui e si prende il giallo. Dopo i tentativi, vanificati, di Ehizibue e Walace, Lucca colpisce di testa in area, venendo però fermato dalla traversa. Subito dopo, al 27′, Okoye si supera sul tentativo a botta sicura di Vasquez, che dopo sei minuti, di testa, trova anche il palo a impedirgli la gioia del gol. Poi il momento della serata: cross in mezzo, Giannetti devia ma la palla s’impenna, servendo a Mateo Retegui l’occasione perfetta per coordinarsi e colpire in rovesciata. Palla sul palo e vantaggio Genoa. I rossoblu aumentano i giri e, sette minuti dopo, trovano anche il raddoppio con Bani, che devia in rete un cross perfetto di Gudmundsson.

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