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Venezia Fiorentina 1-0 | Decide Aramu!

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Venezia Fiorentina 1-0 | Decide Aramu!

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Venezia

Il Venezia conquista il primo successo in casa del suo campionato. Decisivo il gol di Mattia Aramu, secondo di fila davanti al suo pubblico, che abbatte la Fiorentina di Italiano

VENEZIA: 7-

Sul finale, in superiorità numerica, i lagunari  si dimostrano squadra non abituata a vincere e soffrono l’improbabile ritorno dei viola. La partita per 80 minuti però è ben condotta e il primo successo interno del campionato ottenuto contro la Fiorentina sa di colpaccio. Le uniche due macchie sono gli infortuni di Johnsen e Vacca.

ROMERO 6+ | Fino all’84 deve limitarsi a bloccare pochi flebili tiri avversari. Poi all’85esimo para un colpo di testa pericoloso di Gonzalez e al 93esimo cala il miracolo su Biraghi. Complessivamente il suo esordio con il Venezia poteva essere molto più problematico, ma lui trasmette sicurezza al reparto.

EBUEHI 6 | Soffre oltremodo la rapidità di Sottil nel primo tempo, poi migliora alla distanza.

SVOBODA 6.5 | In costante copertura su Ceccaroni fisso a uomo su Vlahovic, poche volte deve fronteggiare gli avversari a viso aperto, quando lo fa, però, è decisivo, come quando chiude la porta in faccia a Niko Gonzalez

CECCARONI 6.5 | Marcare Dusan Vlahovic non è esattamente il compito preferito di ogni difensore centrale, ma lui se la cava benissimo ed annulla il serbo.

HAPS 7 | A Zanetti serviva un terzino sinistro, oggi sembrerebbe averlo trovato. Fa ammonire Sottil, Benassi ed Odriozola, da grande sfoggio della sua velocità e si dimostra anche un ottimo difensore di spinta. Qualche imbarazzo in fase difensiva, ma ci si può decisamente lavorare.

BUSIO 6.5 | Non comparirà a tabellino, ma la palla profonda con la quale libera Henry oltre ad essere meravigliosa è quella che da il là al gol vittoria di Aramu. Il ragazzo migliora a vista d’occhio e diventerà una risorsa importante per il nostro campionato.

VACCA 6.5 | Uomo fondamentale nel centrocampo veneziano, detta i tempi e le pressioni del reparto ma è costretto ad uscire per una noia muscolare al polpaccio, speriamo non sia nulla di grave. Dal 66′ Cernigoj 6 | Si limita a correre e a chiudere le linee di passaggio, spesso ci riesce.

AMPADU 6 | Prezioso in fase di recupero palla, spesso perde dei palloni sciocchi in uscita, per sua fortuna la Fiorentina non sfrutta.

JOHNSEN 6 | Allunga la difesa avversaria e si propone moltissimo in profondità ma viene servito poco. Si fa male in apertura di secondo tempo.  Dal 50′ OKEREKE 6 | Fa espellere Sottil, ma al 93esimo, invece di calciare verso la porta vuota toscana e chiudere la partita, cerca un improbabile assist e perde palla.

ARAMU 7 | Svaria su tutto il fronte e mette in crisi le rotazioni difensive dei toscani. Segna il gol vittoria e, se non fosse in fuorigioco di pochi centimetri, farebbe pure espellere Terraciano. Dal 87′ CALDARA S.V.

HENRY 6.5 | Lavora moltissimo spalle alla porta e nell’unica occasione nella quale si trova a tu per tu con il portiere avversario non si fa ingolosire dall’opportunità del tiro in porta e, altruisticamente, cala l’assist per Aramu che fa 1-0. Dal 87′ HEYMANS S.V.

FIORENTINA: 5

Decisamente una delusione. I ragazzi di Italiano non riescono a rendersi pericolosi fino a quando rimangono in parità numerica, poi viene espulso Sottil e paradossalmente la viola inizia a giocare.

TERRACIANO 5.5 | Il Venezia non lo impegna quasi mai ed è del tutto incolpevole sul gol subito. Esce alla disperata su Aramu e lo abbatte, il cartellino rosso sarebbe il risultato matematico, ma Aramu si trovava in fuorigioco di qualche centimetro, espulsione scampata.

ODRIOZOLA 4.5 | Di gran lunga il peggiore in campo, nullo in fase offensiva, assente in quella difensiva. Si fa ammonire a metà primo tempo e pochi secondi dopo rischia il secondo giallo. Sostituito all’intervallo. Dal 45′ BENASSI 5.5 | Come Odriozola si fa ammonire compiendo un fallo su Haps. Si costruisce una buona occasione offensiva, ma poi sciupa.

MILENKOVIC IGOR 5+ | Entrambi sorpresi dalla palla verticale di Busio che avvia l’azione dell’1-0. Non sembrano mai decisi nei contrasti e la difesa viola balla.

BIRAGHI 6 | Come sempre tanta abnegazione e forza di volontà, questa volta però non basta. Va a centimetri dal gol con un inserimento  perfetto sul secondo palo, Romero c’è.

BONAVENTURA 5 | Inconsistente per tutti e 75 minuti in cui rimane in campo, è l’ombra di se stesso. Dal 75′ Maleh S.V.

AMRABAT 5 | Dovrebbe schermare i trequartisti del Venezia, e invece si fa quasi sistematicamente calpestare, doveva essere la sua occasione, l’ha sprecata. Dal 56′ TORREIRA 5.5 | Meglio di Amrabat ma non è abbastanza, la voglia di fare non basta.

DUNCAN 6- | Dinamico e fisico, l’unico che non si fa sovrastare dai centrocampisti avversari ma la prestazione rimane lievemente insufficiente. Dal 82′ PULGAR S.V.

CALLEJON 5 | Ebuhei lo controlla senza problemi e l’apporto alla squadra dello spagnolo è pressoché nullo, poteva e doveva dare di più. Dal 57′ Niko Gonzalez 6 | Ci mette tutta la sua garra argentina, ma non scalfisce la difesa dei lagunari.

VLAHOVIC 5.5 | I suoi ultimi 5 minuti, nei quali sfiora gol e assist, lo salvano da un voto simile a quello di Odriozola. La prestazione rimane comunque una delle peggiori finora in stagione.

SOTTIL 5.5 | Decisamente il migliore in campo dei suoi nel primo tempo, poi nel secondo via via si affievolisce. È vero che viene espulso, ma il rosso pare piuttosto severo perché Sottil fa di tutto per contenere il suo tackle, per questo non ci sentiamo di abbatterlo.

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Troost-Ekong sul futuro di Osimhen: “So dove giocherà ma non posso svelarlo”

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troost ekong

William Troost-Ekong è un’ex conoscenza del calcio italiano: ha avuto un’esperienza all’Udinese e una alla Salernitana. Ora gioca al Paok Salonicco dopo l’esperienza in Inghilterra con il Watford. Il difensore nigeriano è compagno di squadra dell’attaccante mascherato che ha portato la scorsa stagione il Napoli alla conquista di uno scudetto tanto sentito. Stiamo parlando di Victor Osimhen, 25enne originario di Lagos.

I due hanno disputato assieme la Coppa d’Africa, con il difensore che è stato premiato come miglior giocatore della competizione. Ai microfoni di Sky Sport, oltre ad aver affrontato temi personali, si è lasciato scappare qualche dettaglio interessante inerente al collega.

NAZIONALE NIGERIANA – “Quando giochi per la tua nazionale è bellissimo. Quest’anno per me è stata la Coppa d’Africa più bella, aver segnato in finale da capitano è la cosa migliore della mia carriera e della mia vita“.

SALERNITANA E UDINESE – “Seguo sempre la Serie A, è un campionato bellissimo. Questo weekend con Salernitana-Udinese, sarà particolare per me anche perché è stata pure l’ultima partita giocata da me nel campionato scorso. Sicuramente i punti servirebbero di più alla Salernitana che all’Udinese“.

INIZI DELLA CARRIERA CON KANE AL TOTTENHAM – “Abbiamo iniziato insieme 14 anni fa e dopo l’allenamento rimaneva sempre in campo per provare qualcos’altro: tiri, rigori, lavorava con i portieri. Ha sempre voluto crescere e questa cosa alla fine l’ha portato a raggiungere il top del top. È un esempio della voglia di migliorare e lavorare sempre di più”.

FUTURO DI OSIMHEN – “Veramente non posso dirvi niente, ma lo so!”. Così Troost-Ekong ha chiuso l’intervista, con una risata tipica di chi sa cosa bolle in pentola ma non può ancora rivelare il menù.

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Il Valencia si oppone: niente Netflix per il ritorno di Vinicius dopo l’episodio di razzismo dello scorso anno

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Vinicius Jr. Clásico

Era il 21 maggio 2023 quando Vinicius Jr. è stato vittima di un episodio razzista durante un match di La Liga. La location era il Mestalla di Valencia, in campo los Che, ovvero i padroni di casa, contro il Real Madrid di Carlo Ancelotti. Siamo attorno al 70′ di gioco, quando sull’1-0 per il Valencia, c’è un pallone di troppo in campo. Il raccattapalle ha contribuito al disturbo malizioso dell’azione dei blancos, il difensore Comert lo calcia in direzione del brasiliano, che di lì a poco sarebbe passato da attore del match a vittima di insulti razzisti.

L’EPISODIO DELLA SCORSA STAGIONE

Il numero 7 sente qualcosa che non vorrebbe sentire e indica un responsabile sugli spalti. Si avvicina, quasi faccia a faccia, mentre il suo allenatore e l’arbitro De Burgos Bengoetxea tentano di calmarlo. Il classe 2000 non sembra intenzionato a proseguire il match, nonostante gli avvisi dello speaker dello stadio ai tifosi locali. “Mono” è la parola pronunciata e significa scimmia in lingua spagnola; i tifosi provarono a giustificarsi, affermando di aver detto “tonto” (scemo). Non finisce così. Il finale è bollente, il pubblico viene provocato e scoppia una rissa in campo che vede coinvolto Vinicius, prima ammonito, poi espulso grazie all’ausilio del VAR. Per il giovane talento è una beffa colossale e lascia il campo mostrando il segno due, inteso come Segunda Divisiòn.

COSA C’ENTRA NETFLIX?

A poco meno di un anno dall’episodio, Valencia Real si sfideranno di nuovo al Mestalla, ma i padroni di casa tentano di tutelare la serenità dell’ambiente. In concreto, Netflix sta documentando la stagione del 23enne. Di conseguenza il calciatore è seguito da un’intera troupe, con l’intento di registrare anche il ritorno in quello stadio. Questo non avverrà, manca il sì del Valencia. Anzi, la risposta della squadra di casa è stata chiara. Un no che va a tutela del proprio pubblico che altrimenti “sarebbe stato etichettato come cattivo a prescindere”. Questo viene riportato da Relevo. Netflix avrebbe anche provato anche a intervistare Hugo Duro, giocatore avversario che aveva subito il contatto da rosso per Vinicius Jr. La risposta? Altra negazione.

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Lutto nel mondo del calcio: scomparso a 50 anni La Cagnina

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Cremonese

Il calcio è in lutto per la morte dell’ex calciatore José La Cagnina. Cresciuto nel vivaio dell’Inter, divenne un simbolo della Cremonese a inizio anni 2000 grazie alla doppia promozione dall’allora Serie C2 alla Serie B. Nella notte è scomparso a 50 anni dopo una lunga malattia.

Nel 2014 aveva appeso gli scarpini al chiodo e aveva avviato la sua carriera da allenatore fino a diventare il responsabile del progetto Udinese Academy. Questa notte la sua scomparsa e questo l’ultimo saluto della Cremonese.

IL SALUTO DELLA CREMONESE

IL COMUNICATO – È con profondo dolore che U.S. Cremonese apprende la notizia della scomparsa di Josè La Cagnina. Alla moglie, ai figli e a tutti i famigliari vanno le più sentite condoglianze della proprietà e del club grigiorosso. Josè La Cagnina, cinquant’anni, giocatore tuttofare. Uno dei protagonisti della grande cavalcata della Cremonese di Giorgio Roselli che ha conquistato due promozioni consecutive dalla C2 alla serie B fra il 2003 e il 2005 si è spento oggi, lunedì 26 febbraio. Nato a Como il 20 giugno 1973 e cresciuto nel vivaio dell’Inter, arriva a Cremona nell’estate del 2003 da Pavia dove aveva già ottenuto una promozione dalla D alla C2. Attaccante duttile e generoso, diligente e propositivo, sempre disposto al sacrificio e all’aiuto ai compagni. Con la Cremo, quella che in attacco poteva vantare la coppia formata da Gioacchino Prisciandaro e Ricky Taddei, disputa solo due campionati ma si toglie la soddisfazione di vincerli entrambi. Arrivato come ala sinistra e schierato da mister Roselli in tutti i ruoli possibili, nel 2003/2004 in serie C2 colleziona 34 presenze mettendo a segno due reti. Nel secondo, concluso con il primo posto nel girone A di Serie C1, scende in campo in 25 occasioni andando a segno quattro volte. Nel 2005 torna a Pavia per poi andare al Lecco. Con i lariani in C2 ottiene la quarta promozione della carriera prima di passare al Voghera, ai Crociati Noceto e terminare una carriera agonistica di tutto rispetto in Promozione con il Treviso nel 2013/14 ed intraprendere la strada di allenatore per le squadre giovanili, con un passaggio a Padova e tre stagioni consecutive come responsabile dell’Udinese Accademy. Josè lascia la moglie e due figli. Ti sia lieve la terra, Josè”.

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Bologna-Thiago Motta, prove di rinnovo: le ultime sul futuro del tecnico

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Thiago Motta

È ancora febbraio, è vero, ma già adesso si inizia a parlare del valzer degli allenatori in Serie A: uno dei tecnici più ambiti da tutte le squadre è sicuramente Thiago Motta, attuale allenatore del Bologna. L’ex tecnico dello Spezia ha fatto rinascere il club felsineo portandolo all’attuale quarto posto in classifica, ma il futuro di Thiago Motta potrebbe non dipendere solamente dalla volontà degli emiliani.

DAL POSSIBILE RINNOVO AL POSSIBILE ADDIO: BOLOGNA COSA FAI CON THIAGO MOTTA?

Come ben riportato anche da La Gazzetta dello Sport nell’edizione odierna, il futuro di Thiago Motta attualmente è tutto tranne che ben definito. Bologna lo sta riempiendo d’affetto, dai calciatori ai tifosi in primis, ma sicuramente l’ex tecnico dello Spezia riceverà grandi offerte da “top club” da qua a fine giugno. Thiago Motta per ora rimane concentrato a raggiungere l’obiettivo Europa con il Bologna, ma una volta terminata la stagione sarà il momento di fare le somme e il futuro del tecnico è uno dei punti interrogativi più grandi di questo valzer degli allenatori.

Attualmente Thiago Motta potrebbe lasciare il capoluogo emiliano per approdare in una big: su di lui infatti c’è il forte interesse di Juventus e Milan in Italia, ma anche di PSG in Francia, Barcellona in Spagna e Porto in Portogallo. È anche vero che in caso di raggiungimento di Europa con gli emiliani, l’allenatore potrebbe decidere di rimanere anche per un altro anno. È sicuramente un argomento su cui restare focalizzati da qua a fine giugno, anche perché sarà uno dei punti interrogativi più grandi di questa estate.

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