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Calcio Internazionale

Verso Euro 2020: le cinque curiosità sulla storia dell’Europeo

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Il giorno atteso da più di un anno è arrivato. Questa sera, sotto il cielo stellato di Roma, prenderà il via la sedicesima edizione dell’Europeo, la più tribolata della storia. L’insorgere della pandemia, infatti, l’ha messa a serio rischio annullamento.

Un capitolo della storia rimasto in bianco, però, sarebbe stato troppo pesante da digerire per migliaia di appassionanti in giro per il continente che non fanno altro che attendere competizioni di questo tipo per riunirsi con i propri connazionali. Così sarà e il senso di riunione – stasera in uno stadio italiano torneranno a esserci più di mille spettatori, ben 16mila, più di un anno dopo l’ultima volta – avrà un sapore diverso, più vissuto ed emozionante.

 

Prima di tuffarsi tutti insieme nell'”Europeo del desiderio” per ammazzare l’attesa vi proponiamo un viaggio nella storia della competizione attraverso cinque interessanti curiosità.

LA NASCITA DELL’EUROPEO

Forse, ve lo siete chiesti in tanti: è nato prima l’Europeo o il Mondiale di calcio? La risposta è semplice: la Coppa del Mondo.

Proprio il torneo intercontinentale è stato un duro ostacolo per l’Europeo. L’ideatore del Campionato Europeo, l’ex arbitro francese Henri Delaunay, inizialmente si rivide rigettata dalla FIFA la sua proposta. Il motivo? C’era il timore che avesse messo in ombra il Mondiale, organizzato proprio dalla FIFA.

Delaunay, però, non si fermò di certo al primo tentativo e proseguì sulla sua strada. La sua elezione a segretario generale della neonata UEFA, nel 1954, segnò una svolta per il suo progetto. L’anno dopo Henri scomparve, ma fu il figlio Pierre a prendere in mano la questione.

Nonostante anche le resistenze di alcune federazioni, nel 1960 prese finalmente vita. Alla prima edizione, però, mancarono all’appello nazionali illustre come Italia, Germania e Inghilterra, che decisero di non aderire all’iniziativa prima di convincersi negli anni successivi.

LA “PLATINI CUP”

Se si dovesse trovare un nuovo nome alla competizione “Platini Cup” sarebbe, forse, quello giusto. L’ex leggenda francese Michel Platini, infatti, è il re indiscusso dell’Europeo. Innanzitutto è il capocannoniere all time del torneo insieme a Cristiano Ronaldo: la differenza è che il francese i suoi 9 gol li ha segnati in un’unica edizione (5 partite), mentre a CR7 per eguagliarlo di partite ne sono servite 20.

L’ex diez della Juventus, inoltre, è ancora il giocatore ad aver realizzato la tripletta più veloce del Campionato Europeo: 3 gol in 18 minuti (nrd, non dopo 18 minuti di gioco). Sempre a proposito di triplette: è l’unico ad averne fatta più di una, d’altronde in una sola edizione.

https://www.youtube.com/watch?v=ga7qMAuaNv0&ab_channel=UEFAUEFA

Pensavate fosse finita qui ma in realtà non è così. Il genio transalpino, come il tedesco Thomas Hassler e Gareth Bale, ha fatto centro più volte (2) su calcio di punizione in una singola edizione. Resta l’unico nella storia ad aver segnato su calcio di punizione diretta in una finale dell’Europeo.

Probabilmente si è capito il senso di “Platini Cup”…

25 ANNI DOPO SPAZIO AI… FIGLI D’ARTE

Il Campionato Europeo del 1996 è stata la decima edizione della storia. Ma, per quanto possa starci a cuore il numero 10, non è per questo motivo che la ricordiamo.

Euro 96 è stato, infatti, l’unico Europeo giocato contemporaneamente da Peter Schmeichel, Lilian Thuram e Enrico Chiesa. Euro 2020 è il primo in cui i loro figli – Kasper, Marcus e Federico – figurano nella lista dei convocati delle loro rispettive nazionali.

Enrico Chiesa e Lilian Thuram con i loro figli, ora protagonisti in campo. Fonte foto: calciomercato.com

Anche 25 anni fa la finale si giocò a Wembley, teatro dell’atto conclusivo del prossimo 11 luglio. La Coppa la alzò al cielo la Germania, la Francia venne battuta in semifinale dalla Repubblica Ceca di Nedved, mentre l’Italia non andò oltre la fase a gironi.

Enrico Chiesa mantiene anche un buon ricordo di quella avventura perchè nella seconda partita segnò il suo unico gol in maglia azzurra in una competizione importante come Europeo o Mondiale. Si spera che Federico possa fare meglio del padre…

FRANCIA REGINA DEI GOL

Che si tratti di quelli segnati o subìti, è la Francia la regina dei gol. La nazionale transalpina, infatti, considerando tutte le 15 edizioni della storia finora disputate è quella che ha bucato più volte la rete (86). Allo stesso tempo, Les Blues sono anche quelli che hanno preso più gol di tutti (63, 7 in più della Danimarca).

Eppure la Francia non è la nazionale che ha disputato più partite dell’Europeo. Sotto quest’aspetto, è la Germania a comandare la classifica con 53 match giocati davanti alla Spagna (50). Al terzo posto si trovano proprio i transalpini, che nella storia della competizione sono stati protagonisti in 49 incontri.

Fonte foto: profilo Twitter @equipedefrance

I teutonici contano anche più edizioni di tutti (10) davanti a Francia e Inghilterra (8).

TORRES, IL BOMBER DELLE FINALI

Poco spazio abbiamo dedicato finora a una delle nazionali più vincenti della competizione. O meglio, la più vincente insieme alla Germania.

Ci siete arrivati? Stiamo certamente parlando della Spagna, trionfatrice nel 1964, nel 2008 e nel 2012 (unica nazionale a vincere per due volte di fila). Proprio nelle ultime due occasioni, la selezione iberica è stata trascinata, tra gli altri, anche da “El Nino” Torres. Un attaccante che ha fatto innamorare tantissimi appassionati di calcio per la sua classe e il suo grande spirito e sicuramente uno dei primissimi nella classifica dei migliori 9 dello scorso decennio.

Un giocatore che ha vinto anche tanto, sia a livello di club – una Champions League, due Europa League e una FA Cup – che con la nazionale, avendo aggiunto in bacheca una Coppa del mondo e i due Europei sopracitati. Proprio per quest’ultimi è nella storia del Campionato Europeo.

È, infatti, l’unico ad aver segnato in due finali dell’Europeo. Nella prima finale, quella del 2008, è stato proprio il suo gol a decidere la finale contro la Germania. Poi, nel 2012, ha partecipato alla scorpacciata di gol a danno dell’Italia, allora allenata da Prandelli, segnando la terza delle quattro reti totali.

https://www.youtube.com/watch?v=qRLbzpy1y8Y&ab_channel=UEFAUEFA

(dal minuto 0:45)

L’unico giocatore che, in questa edizione, può eguagliare il suo particolare record è il connazionale Jordi Alba. Il terzino del Barcellona, convocato da Luis Enrique, segnò il 2-0 nella finale di Euro 2012.

 

Fonte immagine in evidenza: profilo Twitter @UEFA

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Thuram all’Inter: perchè Marotta non deve lasciarselo scappare?

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Inter, Marcus Thuram è il primo obiettivo

Periodo di riflessioni in casa Inter, soprattutto per quanto riguarda il reparto offensivo. Con Lukaku perseguitato dagli infortuni e con un futuro in nerazzurro nebuloso, Correa perennemente discontinuo e Dzeko spesso trascinatore della squadra ma impossibilitato a reggere la titolarità per tutta la stagione per una mera situazione anagrafica, l’unico vero caposaldo dell’attacco interista si rivela essere Lautaro Martinez.

Proprio per questo Marotta e la dirigenza sembrano intenzionati a iniziare a muoversi per il mercato di gennaio, e uno dei nomi principali sul taccuino dell’ex dirigente juventino sembra esser quello del figlio d’arte Marcus Thuram.

Il classe ’97 in scadenza con i tedeschi del Mönchengladbach a giugno 2023 potrebbe vestire in nerazzurro già in quest’inverno con un esborso intorno ai 10 milioni di euro, ma la trattativa pare complessa e tortuosa, soprattutto per via delle limitate disponibilità economiche dell’Inter.

CARATTERISTICHE TECNICHE

L’attaccante francese risponderebbe però alle esigenze di Simone Inzaghi per il suo attacco, alla luce della futuribilità e della completezza tecnica del giocatore.

Parliamo infatti di un attaccante duttile e dotato di molte caratteristiche interessanti, che trova nell’attacco della profondità e nella freddezza sotto porta le sue qualità principali. È dotato tra l’altro di un‘ottima progressione, coadiuvata ad una forza fisica oltre la media.

Inoltre è un attaccante dinamico e moderno, in grado di agire e di dimostrarsi pericoloso in varie zone del campo, creandosi spazi, difendendo palla e puntando con esplosività gli avversari.

LE STATISTICHE E LA TENDENZA AL “DIALOGO” COI COMPAGNI

Oltre ai 10 gol in 15 presenze nella prima di questa stagione, la statuaria prima punta ex Guingamp ha collezionato 3 assist: numeri interessantissimi per una prima punta, che dimostrano anche una predisposizione alla partecipazione con la squadra.

Inutile dire che, nel contesto nerazzurro che da anni si è consolidato nell’attacco formato da due punte, la predisposizione all’assist e alla collaborazione con un’altra punta sia una caratteristica molto importante, quasi indispensabile.

Thuram rappresenterebbe nell’attacco interista non solo una notevole risorsa tecnico/tattica, in grado di giocare con tutti gli attaccanti a disposizione e in grado di interpretare più compiti (proprio come chiede Inzaghi), ma sarebbe anche un investimento per il futuro e darebbe finalmente stabilità ad un reparto che, a parte Lautaro Martinez, negli ultimi anni è sempre sopravvissuto con operazioni di mercato temporanee e d’esperienza, a discapito della progettualità e della linea verde.

La cifra di 10 milioni tra l’altro sarebbe assolutamente vantaggiosa, dato che il giocatore ne vale almeno il doppio. L’Inter ha bisogno di svecchiare la propria rosa, e sarebbe importante sfruttare l’occasione Thuram, che tornerebbe utile non solo per la seconda parte di questa stagione, ma anche per il futuro.

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Qatar 2022 già nella storia: nessuna squadra a punteggio pieno

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Qatar 2022

Qatar 2022 entra già nella storia! La rassegna mondiale di quest’anno è la prima, da quando il format è stato allargato a 32 squadre, a non avere nessuna squadra a punteggio pieno dopo la fase a gruppi.

Per ritrovare l’ultima volta in cui è avvenuta questa coincidenza, bisogna tornare indietro di quasi 30 anni. Si tratta di USA ’94, in cui nessuna delle sei squadre arrivate prime nel girone, ottennero i tanto agognati 9 punti. Il Mondiale di Qatar 2022, inoltre, diventa anche l’ultimo e l’unico in questa statistica. Infatti, dal prossimo mondiale il numero di squadre passerà a 48 squadre.

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Tutti gli occhi su Cheddira: dalla Premier League alla Serie A

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Cheddira

Walid Cheddira è attualmente in Qatar con la nazionale del Marocco, con cui ha da poco raggiunto gli ottavi di finale. L’attaccante del Bari è reduce da un buon inizio di campionato e fa gola a tutti. Su di lui ci sono le attenzioni dei club più prestigiosi, non solo d’Italia. Il classe 1998 negli ultimi anni ha scalato le gerarchie e si è guadagnato la Serie B con grande merito. Quest’anno ha già segnato nove reti e si è dimostrato uno dei migliori della serie cadetta.

Le richieste per Cheddira non provengono solo dalla Serie A, dove Lazio e Napoli sono il pole position. Gli azzurri, inoltre, ne detengono la comproprietà insieme al Bari. Bensì, dall’estero si sono fatte vive anche squadre come il Nottingham Forest o lo Sporting Lisbona. Il Bari cerca di tener duro e trattenere Cheddira almeno fino a fine stagione, quando deciderà che fare con le offerte che arriveranno sicuramente sul tavolo.

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Pronostico Argentina-Australia, statistiche e consigli per la partita

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Argentina-Australia

PRONOSTICO ARGENTINA-AUSTRALIA – Argentina-Australia si propone come il match clou del sabato mondiale. Le due formazioni, infatti, scenderanno in campo alle ore 20, nella seconda sfida degli ottavi di finale, in ordine cronologico. Lo stadio Ahmed bin Ali Stadium sarà il teatro della sfida e sarà la prima partita per entrambe le squadre in questo impianto. Analizziamo insieme il pronostico e le statistiche relative a questa sfida.

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

Dopo uno scossone iniziale, l’Argentina ha rialzato la testa con due vittorie in due partite, conquistandosi con decisione il primo posto nel gruppo C. La sconfitta contro l’Arabia Saudita è stata messa subito alle spalle. E Lionel Messi ha indossato le vesti del capo popolo, trascinando i suoi con 2 gol e 1 assisi in tre partite. La squadra di Scaloni non ha ancora mostrato di essere lo schiacciasassi che ci si aspetta. Ma le individualità a disposizione del tecnico argentino sono di sicuro livello; non solo gli elementi storici, ma anche le nuove leve. Enzo Fernandez, Julian Alvarez e Alexis MacAllister sono i nomi che accompagnano Messi nella lista del marcatori della Seleccion in questo mondiale. L’Argentina arriva a questo match in ottima forma e sulle ali dell’entusiasmo.

L’Australia si è arrampiacata sulla seconda posizione del girone D solo all’ultima giornata, ma lo ha fatto con grande grinta e carisma. Infatti, ad eccezione della gara inaugurale terminata 4-1 a favore della Francia, i socceroos hanno mantenuto la porta inviolata negli altri due incontri. Ma, allo stesos tempo, sono stati capaci di segnare le due reti decisive per le due vittorie per 1-0, contro Tunisia e Danimarca. L’Australia torna agli ottavi di un mondiale dopo 16 anni dall’ultima volta (era il mondiale 2006 e affrontò l’Italia). Lo fa con consapevolezza dei suoi mezzi e con l’irriverenza di chi, almeno sulla carta, ha ottenuto gli stessi risultati dell’Albiceleste.

I PRECEDENTI

Le due squadre non si sono mai affrontate in un mondiale. Tuttavia, si sono affrontate ben sette volte in altre occasioni. Quattro volte si è trattato di un’amichevole, con il bilancio che recita tre vittorie per i sudamericani e solo uno, addirittura nel 1988, per l’Australia. Una volta in Confederations Cup, nel 2005: vittoria dell’Albiceleste. Ma, soprattutto, nel doppio scontro nel play-off per il Mondiale di USA 1994: dopo il pari in Oceania, al Monumental fu l’autorete di Tobin a consegnare il passaggio ai padroni di casa.

PRONISTICO ARGENTINA-AUSTRALIA

Sembra difficile non pensare ad una vittoria dell’Argentina, superiore sotto tanti aspetti. Con un Messi così, gli uomini di Scaloni sono una minaccia per chiunque. Ma oltre alla Pulce, il resto della squadra è pronta a combattere per il suo condottiero. L’Aranito Julian Alvarez ha scavalcato Lautaro Martinez nelle gerarchie per il ruolo di centravanti e si è dimostrato un giocatore di immenso valore. Ma sarebbe un errore sottovalutare la grinta del Toro, anche in entrata dalla panchina.

Tuttavia, vietato pensare ad una gara semplice per la Seleccion. L’Australia sa stare in campo e ha dei meccanismi difensivi perfettamente rodati. Dunque non è da escludere anche una vittoria con un basso scarto di gol. Il nostro consiglio e di andare sul sicuro con l’1, strizzando l’occhio all’under 2,5 per i più temerari. Se poi si è amanti del rischio, si potrebbe pensare anche ad una graa congestionata e ad un X alla fine dei 90′.

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