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Verso Milan-Inter: il derby tatticamente parlando

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Verso Milan-Inter: il derby tatticamente parlando

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“Quando si spiega il calcio si dice spesso che non ci sono parole per descrivere certi momenti; il derby è certamente uno di questi. Milano è una città che lo vive in maniera pazzesca, quando c’è il derby lo vive come se fosse innamorato del calcio. Sempre e completamente”.

Con queste parole dal sapore iconico e romantico la leggenda rossonera Zvonimir Boban spiana la strada al derby di Milano. Una partita che arriva sicuramente troppo presto in stagione per il valore che porta con sè, comunque indicativa sul destino dell’annata delle due squadre, nel bene o nel male.

L’ultimo derby ha visto l’Inter imporsi sul Milan per 3-2 grazie alla rete decisiva di Lautaro Martinez. Si tratta della stracittadina numero 171 in Serie A, i nerazzurri conducono sui rossoneri per 64 vittorie a 51; 55, invece, sono stati i pareggi. In quanto a reti, poi, si segna molto: ancora una volta è l’Inter a condurre, con 236 reti contro le 219 del Milan. Un ulteriore dato curioso, poi, inerente ai due tecnici: Conte e Giampaolo in carriera non hanno mai perso un derby. Fonti: profili instagram @acmilan e @inter

L’ANALISI TATTICA: IL MILAN…

Cominciamo anzitutto dalla squadra di casa; un concetto di per sè relativo in una stracittadina come il derby meneghino. Il Milan vive anzitutto quello che si potrebbe definire come l’ennesimo anno zero: una stagione nella quale ripartire da certezze fruibili soltanto col tempo, partita dopo partita.

Fonte: profilo instagram @acmilan

L’inizio di stagione non ha certamente fatto del termine esaltante la propria definizione ideale. I rossoneri hanno raccolto in tre partite solamente 4 punti: una vittoria, un pareggio e una sconfitta il lascito complessivo raccolto rispettivamente contro Brescia, Verona e Udinese all’esordio. L’entusiasmo, insomma, non ha invaso la mente e il cuore dei tifosi rossoneri, consapevoli in ogni caso dell’ennesimo periodo di transizione e rinascita del club. A testimonianza di ciò è da sottolineare l’amore incondizionato mostrato dai tifosi del Diavolo in occasione del derby: si andrà infatti verso il tutto esaurito per l’occasione, con la spinta dei tifosi che renderà unico il grande appuntamento.

Il 4-3-2-1 andato in scena contro il Verona. Fonte: google

Per quel che riguarda la tattica, le idee del tecnico Marco Giampaolo spaziano da un canonico 4-3-1-2 a un 4-3-2-1, a seconda della disposizione tattica della seconda punta. A inizio stagione l’allenatore rossonero aveva optato per la prima opzione, privilegiando la libertà di movimento di Suso, trequartista e fantasista nello scacchiere tattico del Milan.

Dopo la sconfitta con l’Udinese, però, è andato in scena il classico modulo ad “albero di Natale”, con Paquetà e Castillejo ad alternarsi il ruolo di trequartista di movimento alle spalle dell’unica punta Piatek. La spinta dei terzini a tutta fascia permette al centrocampo una costante soluzione di scarico sulla linea laterale, coi due uomini a chiudere il rombo in mezzo al campo (mediano e trequartista fra le linee) a creare una doppia regia nelle diverse zone del campo.

Entrando più nello specifico, si consideri il dato indubbiamente più positivo in questo inizio di stagione: la fase difensiva. Donnarumma, infatti, risulta insieme ad Handanovic il portiere ad aver subito (finora) il minor numero di gol: 2 in 3 partite, a fronte di sole 8 conclusioni verso la porta. Una serie di dati a testimonianza della solidità del reparto arretrato del Diavolo.

In occasione di Udinese-Milan. Il terzetto arretrato rossonero è ben allineato in occasione del contropiede friulano. Rodriguez (evidenziato in viola), Romagnoli (evidenziato in giallo) al centro e Musacchio (evidenziato in giallo) impediscono ogni incursione al centro. Costringendo, di fatto, Mandragora (evidenziato in azzurro) alla conclusione dalla lunga distanza, facile preda di Donnarumma.

Si consideri Milan-Brescia. Ancora una volta la linea difensiva è ben posizionata. Rodriguez (evidenziato in azzurro) è il primo a uscire per contrastare la conclusione o per ripiegare sulla sinistra in difesa. Romagnoli (evidenziato in rosso), Musacchio (evidenziato in viola) e Calabria (evidenziato in blu) coprono gli spazi al centro, costringendo nuovamente il Brescia alla conclusione dalla distanza.

L’intesa fra Romagnoli e Musacchio è in costante crescita. La disposizione dei due centrali chiude le incursioni verso il centro, con Calabria e Rodriguez in netto miglioramento nei ripiegamenti. Tuttavia l’elemento determinante nella fase di non possesso è senza dubbio la compattezza della squadra. Il Milan si dimostra squadra totale nel difendere le situazioni più pericolose, per poi ripartire in blocco verso la porta avversaria. In continuità con la linea instaurata dall’ex tecnico Gattuso lo scorso anno.

Il discorso si complica quando si considera la fase offensiva. Gli spunti di riflessione in questo caso sono sostanzialmente due. Il primo è relativo alla discontinuità di uomini portati in area di rigore. In altre parole, quando i rossoneri attaccano con pochi uomini la manovra risulta inefficace, quando invece creano una discreta densità nell’area avversaria il fraseggio nello stretto risulta inefficace e fine a se stesso.

Quando il Milan porta pochi uomini in fase offensiva la manovra perde d’efficacia, costringendo il portatore di palla alla conclusione dalla distanza.

In occasione di Milan-Brescia. I rossoneri creano densità in area di rigore con un 5 contro 3 in favore degli ospiti. L’ottimo cross di Suso (evidenziato in rosso) scavalca la pressione della linea difensiva del Brescia, raggiungendo Calhanoglu (evidenziato in viola) sul secondo palo. Il turco conclude dunque di testa e mette in rete.

Il secondo, poi, è a livello psicologico, un fattore da non sottovalutare. Nonostante contro il Verona Krzysztof Piatek abbia interrotto il proprio digiuno dal gol il momento controverso vissuto dal polacco è evidente. Il centravanti rossonero non garantisce al momento quelle qualità che ne hanno fatto una certezza lo scorso anno, con Suso unico faro offensivo a creare gioco.

Ma il calcio, si sa, è un gioco di squadra dove nel divenire dell’incontro è il collettivo a emergere. E se questo viene meno, il gioco ne risente drasticamente.

…E L’INTER

La nostra analisi volge dunque all’Inter. I nerazzurri sono stati investiti quest’estate da un prorompente vento di rivoluzione firmato Antonio Conte e Giuseppe Marotta. La dirigenza nerazzurra, in concomitanza col proprio mister, ha sistemato le questioni extra calcistiche intorno alla squadra, creando una formazione competitiva e di livello, che può e vuole sognare in grande. Basti pensare che la Beneamata, in questa sessione di mercato, ha speso oltre 155 milioni di euro pur di tornare grande.

Fonte: profilo instagram @inter

L’imperativo categorico, adesso, è trasformare quanto di buono la carta recita in solida realtà. L’inizio di campionato ha fatto ben sperare il popolo nerazzurro: 9 i punti raccolti in 3 partite contro Lecce, Cagliari e Udinese. Il passo falso in Champions League, tuttavia, ha destabilizzato l’ambiente in questi ultimi giorni, quietando gli eccessivi entusiasmi e rimettendo la concentrazione sui giusti binari.

Il 3-4-2-1 adattato andato in scena contro l’Udinese. Fonte: google

Tatticamente parlando subentra un dogma imprescindibile quando si parla di Antonio Conte. Il 3-5-2 del tecnico salentino fa della solidità difensiva la propria base di partenza; il fraseggio a centrocampo unito ai continui cambi di gioco da parte degli esterni a tutta fascia imbastiscono la manovra verso la fase offensiva, dove l’interscambio di posizioni fra le due punte non danno riferimenti agli avversari. Privilegiando, tra l’altro, il gioco di sponde della punta centrale a favorire l’inserimento della seconda punta e delle mezzali di centrocampo.

Si consideri la fase difensiva. Come detto in precedenza, Inter e Milan sono le due squadra ad aver fatto della fase di non possesso una solida base di partenza. Il fatto che Samir Handanovic abbia subito solamente 2 reti finora è dovuto a due fattori in particolare. Il primo consiste nella sinergia creatasi nel tridente arretrato, capace di garantire una copertura totale in fase di attesa; specie in virtù del ripiegamento difensivo degli esterni, che permettono ai centrali di raddoppiare in marcatura l’ala d’attacco o di difendere in mezzo all’area di rigore.

In occasione di Inter-Udinese. La copertura difensiva garantita da De Vrij e Skriniar permette a Godin (evidenziato in azzurro) di staccarsi in fase offensiva, guadagnare spazio nella trequarti e crossare al centro. Il movimento di Lukaku favorisce l’inserimento di Sensi (evidenziato in rosso) che con una perfetta scelta di tempo di testa mette il pallone in rete.

Il secondo aspetto consiste nell’interscambio fra gli interpreti. In 3 incontri sono scesi in campo 5 dei 6 difensori centrali a disposizione di Conte. Ranocchia e D’Ambrosio, in particolare, hanno sopperito egregiamente alle assenze di Godin e De Vrij, garantendo più soluzioni del divenire della stagione. In fase di impostazione i centrali di destra e sinistra possono staccarsi per attaccare e creare superiorità numerica.

Per quanto riguarda la fase offensiva, poi, la forza dell’Inter consiste nella molteplicità di soluzioni a disposizione. La prepotente spinta degli esterni favorisce la soluzione laterale quando si attacca, con continui cambi di gioco e fraseggi fra i laterali, in modo da spostare il baricentro nerazzurro senza dare così riferimenti fissi agli avversari.

Si consideri Inter-Lecce. Il cambio di gioco fra Candreva (evidenziato in azzurro) e Asamoah (evidenziato in rosso) non concede riferimenti agli avversari. L’esterno nerazzurro è così libero di servire di prima intenzione Brozovic (evidenziato in giallo), che con un destro a giro infila nel secondo palo.

La densità in attacco dell’Inter è testimoniata dai 4 uomini portati in area di rigore, con Candreva (evidenziato in azzurro) che grazie alla densità in area di rigore ha più soluzioni di cross e più libertà nel poter effettuare il traversone in area.

Risulta evidente in questo discorso il ruolo ricoperto dalla prima punta: multitasking ed essenziale per l’economia di una squadra il cui gioco passa sempre dai suoi piedi. Romelu Lukaku è su tutti chiamato in primis a fare da torre in attesa del cross. Sempre il belga, poi, è protagonista anche delle manovre condotte dal centro, con una serie di sponde a favorire il movimento dei compagni. L’inserimento delle mezzali in area di rigore è da sempre un fiore all’occhiello nelle squadre allenate da Antonio Conte. Le 2 reti fin qui realizzate da Stefano Sensi ne sono una diretta testimonianza.

Il ruolo di regista avanzato nelle sponde a favorire le incursioni dei compagni si evince in occasione di Cagliari-Inter. Il belga (evidenziato in giallo) effettua un filtrante a premiare la corsa di Sensi (evidenziato in azzurro). Il centrocampista nerazzurro si guadagnerà quindi, con una giocata di prestigio, il rigore per la sua squadra.

Prendersi Milano per una notte magica, questa la priorità nell’immediato. Ma come premesso, il lascito del derby sarà inevitabilmente molto più iconico e pesante sulla stagione delle due squadre.

(Fonti immagine di copertina: profili instagram @acmilan e @inter)

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Calciomercato

ESCLUSIVA – Cavasinni: “Nell’Inter nessuno incedibile. Stadio nuovo scelta migliore”

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PRONOSTICO INTER-EMPOLI

ESCLUSIVA CAVASINNI –  La nostra redazione di Numero Diez ha intervistato in esclusiva Alessandro Cavasinni, noto opinionista e giornalista sportivo di FCINTERNEWS, nonché tifoso interista.

Con Alessandro abbiamo toccati molti argomenti diversi del mondo nerazzurro, di seguito l’intervista completa.

Secondo te dopo le ultime uscite, l’Inter e il Milan hanno gli stessi problemi?

“Se guardiamo al 2023, l’unica partita giocata male dall’Inter è stata proprio quella di San Siro contro l’Empoli, in cui già prima dell’espulsione di Skriniar la squadra faceva molto fatica anche a causa delle scelte di Inzaghi. Gli episodi hanno girato male e il gol preso in ripartenza è stata la fotografia perfetta della partita dei nerazzurri e restano tanti demeriti. Il Milan invece è uscito dalla Coppa Italia, ha perso male la finale di Supercoppa contro l’Inter e ha rimediato un 4 a 0 contro la squadra di Sarri, problemi evidenti che si sono già visti nella prima partita dell’anno contro la Salernitana”.

Skriniar aveva già dei contatti quest’estate per un eventuale trasferimento?

“Assolutamente si. La società però non ha messo Milan sul mercato, ma è tutta la squadra che è in vendita come tante del nostro campionato perché anche quando arriva un’offerta da una squadra di media classifica di Premier League qualsiasi giocatore, se convinto dalla destinazione e dall’offerta, può partire. Nell’Inter al momento nessuno è incedibile e quest’estate la dirigenza aveva un piano chiaro: fuori lo slovacco e dentro Bremer con Milenkovic”.

L’Inter ha altri giocatori in scadenza nel 2024 come Calhanoglu, come si sta muovendo la società in questo senso?

“I discorsi per i rinnovi di tanti calciatori sono già partiti, non oserei mettere la mano sul fuoco sulla questione di De Vrij: anche perché i nerazzurri stanno monitorando Smalling a zero per l’anno prossimo poiché il calciatore inglese non ha ancora l’accordo definitivo con la Roma”.

La questione stadio è al centro di numerosi dibattiti ormai da tempo, secondo te qual è la scelta giusta?

“Se ragioniamo sulla storia di Milano, San Siro dovrebbe rimanere la casa di Inter e Milan, ma economicamente parlando non ci sono i presupposti giusti né per abbatterlo né per modernizzare l’impianto per via degli elevati costi.  A malincuore, uno stadio nuovo e di proprietà sarebbe la scelta migliore per tornare a competere nel calcio che conta, a prescindere dalla volontà delle due società”.

Con le due avversarie romane che stanno ingranando, l’Inter ora deve stare attenta anche al posto Champions?

“Non è da oggi che i nerazzurri rischiano il posto in Champions League, anche perché la squadra non era partita benissimo ad agosto. Sarà una bella lotta fino in fondo perché ci sono almeno quattro squadre per tre posti disponibili con particolare attenzione al ritorno dell’Atalanta di Gasperini.”

Lukaku quest’anno sta facendo parecchia fatica, secondo te è un problema tattico oppure deve solo trovare la giusta condizione?

“Secondo me il suo è solo problema fisico, Romelu è un calciatore che ha bisogno di cercare la giusta continuità. L’unica ricetta possibile è quella di farlo giocare più tempo possibile, anche se all’inizio non sarà di aiuto alla squadra ma l’Inter ha bisogno di ritrovare il vero Lukaku.”

Onana ha spodestato Handanovic nelle gerarchie di Inzaghi, secondo te è lui il portiere del presente e del futuro dei nerazzurri?

“Al momento Onana è sicuramente un upgrade rispetto all’ultimo Handanovic. Non penso però possa diventare una bandiera anche perché oggi è difficile trattenere dei giocatori che non vedono più il nostro campionato come un punto di arrivo delle loro carriere, ma solamente come un momento di transizione.”

Parlando più in generale, secondo te il nostro calcio può tornare ai livelli degli anni ’90?

” Io penso che per tornare a vedere la Serie A prospera bisognerebbe azzerare  i vertici del calcio e avere delle regole più rigide sia per le società che per i procuratori dei calciatori. Ovviamente se si vuole puntare a una Serie A di livello bisogna investire nel modo giusto come strutture all’avanguardia in tutto il paese”.

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Flash News

Italiano sul neo acquisto Brekalo: “È una freccia di qualità”

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Italiano

L’allenatore della Fiorentina Vincenzo Italiano ha presentato sui canali social della Viola la gara di domani contro la Lazio. Tra i temi trattati ci sono anche le prime dichiarazioni di Italiano sul neo acquisto della Fiorentina Josip Brekalo. L’allenatore della Viola ha parlato anche del momento difficile della sua squadra, e della situazione di alcuni infortunati.

LE PAROLE DI ITALIANO ALLA VIGILIA DI LAZIO-FIORENTINA

Di seguito le parole di Italiano rilasciate ai canali social del club:

Momento difficile – “I ragazzi stanno cercando di fare il possibile per uscire da questo momento difficile. Dobbiamo reagire, cercando di alzare il livello delle nostre prestazioni. Siamo consapevoli di affrontare un squadra forte e con fiducia. Quella fiducia che dobbiamo prenderci noi, con intensità e fisicità. Capisco la rabbia dei tifosi. Si sono alzate le aspettative verso di noi, e noi non le stiamo rispettando. I fischi fanno male così come il non portare risultati a casa. Le pressioni esistono, ma dobbiamo avere la personalità di ribaltare il momento”.

Sulla gara d’andata – “L’abbiamo analizzata. Abbiamo visto delle situazioni in cui siamo stati bravi, e altre in cui non mi siamo piaciuti. Non mi erano piaciuti gli ultimi minuti, dove si erano presi 2 gol. Ma nel complesso avevamo fatto bene, con tante occasioni non sfruttate. Certo dobbiamo stare più attenti”.

Su Brekalo –Brekalo è un’altra freccia di qualità. In passato ha dimostrato di saper giocare nei 3 davanti, e in quelle zone dove fatichiamo. Ha il gol nel suo repertorio. E ci da la possibilità di ruotare davanti, vogliamo mettere tutti nelle condizioni di dare il massimo”.

Su Sottil e Cabral – “Sta lavorando a parte, ma pian piano verrà aggregato alla squadra. Deve cominciare a riprendere il ritmo della partita. Speriamo di averlo presto. Sappiamo che le sue caratteristiche ci mancano. Recuperiamo Cabral, sarà della partita domani. Tutto il resto del gruppo è a disposizione”.

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Calciomercato

Mou su Zaniolo in conferenza: “Non è più a disposizione della squadra”

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Zaniolo

Non usa mezzi termini Mourinho nella conferenza stampa pre Napoli su Nicolò Zaniolo. Il giovane attaccante giallorosso, complici tutte le vicende di mercato che ben conosciamo, è ormai fuori dal progetto dell’allenatore. Queste le parole di Mourinho in conferenza sulla questione.

ZANIOLO – “Non ti posso rispondere su provvedimenti disciplinari. Purtroppo ho sempre più ragione io. Dopo quello che ho detto al termine della partita con lo Spezia, è questa la direzione. E’ da un mese che il giocatore dice che vuole andarsene. Dopo lo Spezia ho dato lunedì libero a tutti, con martedì allenamento opzionale. Tutti quelli che erano in panchina e tanti dei titolari sono venuti ad allenarsi o a recuperare martedì. E’ il tipo di giocatore che vuoi in squadra. Ma quando un giocatore dice alla società e ai compagni che non vuole giocare nella Roma e non vuole tornare ad allenarsi con il gruppo, devo dire ‘purtroppo’. Non è la situazione ideale e non lascia felici i compagni. Avevo la sensazione che sarebbe rimasto e purtroppo è successo. Nicolò non è a disposizione della squadra, e il nostro focus è alla prossima partita e a tutti i ragazzi che vogliono lottare con me per i nostri tifosi. Nicolò non fa parte del progetto per il Napoli“.

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Allegri in conferenza: “Vlahovic e Pogba convocati, Chiesa no”

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Le parole di Massimiliano Allegri, tecnico della Juventus, alla vigilia della sfida tra i bianconeri e il Monza di Palladino. Il match si giocherà allo Stadium alle ore 15. Di seguito le domande poste nella consueta conferenza stampa.

COME ARRIVA LA JUVE – “Arriviamo dopo due partite in cui abbiamo raccolto solo un punto e subito otto goal. Su questo dobbiamo assolutamente migliorare. Vero che il calcio è strano, ma affrontiamo il Monza che è una squadra che gioca bene e già avave fatto una buona partita in Coppa. Torneranno alcuni loro titolari e vorranno trovare la vittoria”.

PAROLE CON ELKANN – “Non abbiamo parlato di contratto, mi ha solo chiesto come stia andando la squadra. Ora ci sono tantissime cose da fare e dobbiamo rimanere concentrati sul campionato, dove ci sono obiettivi da raggiungere“.

VLAHOVIC E POGBA – “Domani Vlahovic e Pogba saranno a disposizione, non Chiesa perchè ha un affaticamento sul flessore della gamba operata. Cuadrado rimane a casa per un’infiammazione, idem Bonucci. Vlahovic e Pogba stanno bene, hanno fatto buoni allenamenti. Vlahovic sta forse un po’ meglio fisicamente. Se c’è la possibilità potranno giocare, avranno 30′ nelle gambe a dir tanto“.

MCKENNIE – “McKennie non ci sarà perchè è al centro di voci di mercato. La società dovrebbe aver già trovato l’accordo con la prossima squadra“.

MODULO DI DOMANI – “Difficile quattro difensori e due attaccanti, non credo cambieremo assetto. Ci ha portato a 38 punti in campionato, poi in base al momento cambiare non sarà un problema“.

GRUPPO – “Il gruppo deve rimanere isolato da queste voci, dobbiamo scendere in campo e vincere le partite. Bisogna avere una rivalsa verso il Monza, visto che abbiamo fatto solo un punto nelle ultime due. Le problematiche esterne non ci devono riguardare, perchè abbiamo una società forte“.

MERCATO – “Non ci saranno rinforzi se dovesse partire McKennie. Abbiamo valide alternative in squadra come Cuadrado e Soulè per la fascia“.

PAREDES – “Sta bene, aveva giocato bene già con il Monza in coppa e domani può giocare. Ci sarà bisogno di tutti perchè ricominceremo a giocare ogni tre giorni“.

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