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Victor Valdés - From top to flop

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Victor Valdés – From top to flop

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Team Numero Diez

Focus sull’ex portiere blaugrana

UNA STORIA CONTROVERSA

C’era una volta una squadra, dai colori blu e granata (blaugrana, ndr), che trionfava in qualsiasi competizione, cancellando spesso e volentieri gli avversari attraverso un inattaccabile sistema di gioco che puntava a schiacciare il rivale sotto qualsiasi aspetto; quella squadra storica, composta da marziani e fenomeni assoluti, possedeva un solo punto debole: il proprio guardiano dei pali. A ricoprire questo ingrato ruolo era il portiere catalano Victor Valdés, prodotto della primavera il quale godeva della totale fiducia della sua società. Il ragazzo, classe ’82, non era di certo un fenomeno nel suo ruolo; anzi, veniva spesso schernito ed evidenziato come unico punto debole di una squadra assemblata su una base di fuoriclasse. Chiariamo: non stiamo definendo il suddetto come un pessimo giocatore, tuttavia, è bene precisare come all’interno di un determinato contesto, il catalano emergesse come una sorta di ‘pecora nera’.

Victor Valdés non è mai stato il migliore al mondo nel suo ruolo, nè tra i primi cinque, nè tra i primi dieci; ciò, comunque, non gli ha impedito di segnare la storia del calcio, militando da titolare in quella che è considerata una delle formazioni più incredibili di sempre.

UN MIX DI AMBIZIONE, INGRATITUDINE ED INADEGUATEZZA

La love-story con il suo club genitore si è, tuttavia, bruscamente interrotta in seguito ad alcuni screzi con la dirigenza. La trattativa per rinnovo di Valdés si è infatti trasformata in una telenovela, arenatasi in seguito alle rigide prese di posizione di ambo le parti: in primis fu il portiere a decidere di non rinnovare; successivamente, maturato un pesante infortunio, la sua volontà mutò. A quel punto, tuttavia, fu il Barcellona ad arrestare qualsiasi tipo di negoziazione con il suo estremo difensore.

La carriera di Valdés, in seguito a tale vicissitudine (stagione 2014-2015, ndr), viaggiò in direzione Inghilterra, dove ad accoglierlo ci fu il Manchester United, il quale ingaggiò l’ex-Barcellona a parametro zero. Lì lo spagnolo iniziò a collezionare una serie di malumori dovuti al fatto di essere considerato – sistematicamente – una riserva del prodigioso David De Gea, irremovibile dall’undici titolare. Dopo la deludente annata da seconda scelta in maglia Red Devils, lo spagnolo si tratterrà a Manchester fino a gennaio dell’anno successivo. Lì, la situazione, rimanendo immutata, portò entrambe le parti a considerare un trasferimento: è così che la sua carriera vide una rapida discesa in direzione del campionato belga, dove – per sei mesi – difende la porta dello Standard Liège.

FROM TOP TO FLOP

Victor Valdés, attualmente, per chi se lo stesse chiedendo, difende i pali del Middlesbrough, posizionato al 19° posto in Barclays Premier League ed in piena lotta per non retrocedere. La squadra, che finora ha collezionato appena 22 punti, vede la chimera del 17° posto distante 5 lunghezze. Il finale sembra volgere ad una conclusione amara sia per il collettivo del M’boro, sia per il portiere che, da protagonista a livelli mondiali, si trova ora ad un passo dal baratro.

Dalle stelle alle stalle il passo è breve: questione di scelte, questione di destino; e proprio il fato, dopo tante emozioni positivamente forti, ha deciso di mostrare il suo volto più crudele col portiere che fu protagonista in quel collettivo di marziani del grande Barcellona di Pep Guardiola.

Non tutte le storie hanno un lieto fine.

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Gasperini in conferenza dopo Milan-Atalanta: “Fischiato un rigorino, conquistato un buon punto”

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Gasperini

Un pareggio che tutto sommato può star bene all’Atalanta quello conquistato a San Siro contro un ottimo Milan. Il tecnico bergamasco Gasperini ha commentato la partita in conferenza stampa. Queste le sue dichiarazioni dopo l’1-1 contro i rossoneri.

PUNTO GUADAGNATO – “Quando esci da queste partite con un punto sei soddisfatto. È stata una partita difficile, e il pareggio premia l’attenzione e la voglia di fare risultato”.

MILAN – “Il Milan è una squadra forte, questa sera abbiamo subito la loro qualità e la loro condizione. Non abbiamo mai mollato, portiamo a casa un punto che muove la classifica”.

SCALVINI – “La spalla è uscita e rientrata, domani lo valuteremo“.

EUROPA – “Non ragioniamo sul lungo, dobbiamo lavorare sul breve periodo. Ci aspettano due settimane difficilissime e dovremo pensare partita per partita. Faccio fatica a fare delle previsioni, essere usciti stasera con un punto deve renderci felici. Per noi è importante l’Europa League come il campionato e la Coppa Italia. Cercheremo di andare fino in fondo in tutte le competizioni”.

DE KETELAERE – “Abbiamo fatto fatica sulle fasce e in attacco, abbiamo cercato di cambiare qualcosina con Lookman ed è andata un po’ meglio. In altre partite riusciremo a far di più, poche volte abbiamo subito come questa sera“.

CALCIO DI RIGORE – “Fa parte di quei ‘rigorini’. Ormai ce ne sono tanti, ci sono dei rigori che non vede nessuno e poi tira fuori il VAR. Un rigore così non lo avevamo da tanto tempo, oggi ce lo prendiamo. Vengo da una generazione per la quale il rigore deve essere una cosa seria, evidentemente alle TV piace un altro calcio. Noi siamo comunque in credito”.

SCAMACCA – “Scamacca ha dato contributi importanti, questa sera sicuramente meno ma da occasioni come queste trai gli spunti per fare meglio nelle partite successive“.

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Pioli ribadisce in conferenza dopo Milan-Atalanta: “Mai rigore quello di Holm, Leao è questo”

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Pioli

Si è conclusa con il pareggio tra Milan e Atalanta la domenica della 26esima giornata di Serie A, in attesa di Roma-Torino e Fiorentina-Lazio. I rossoneri disputano una buona gara, ma vedono aumentare il gap con Inter e Juventus. Al termine della partita, Stefano Pioli è intervenuto in conferenza stampa. Queste le sue parole raccolte dalla pancia di San Siro.

SENSAZIONI – “Quando la squadra gioca così bene deve vincere e noi purtroppo non ci siamo riusciti. C’è delusione ma anche soddisfazione per come la squadra ha interpretato questa partita. Siamo stati compatti e aggressivi, sporcando tutti i loro palloni e facilitando gli interventi difensivi. È mancata solo la vittoria“.

RIGORE – “Il rigore non c’era, ma fa la differenza. Holm si mette le mani in faccia ma il contatto era più in basso. Per il metro di Orsato questo non era e non sarà mai rigore“.

RIGORI SUBITI – “A volte siamo stati ingenui, attacchiamo tanto ma non prendiamo quasi mai rigori. Forse dobbiamo essere più scaltri”.

RIPARTIRE – “Ripartire è facile. Guarderemo insieme alla squadra la partita, ma è una questione di dettagli. Se ripeteremo prestazioni del genere probabilmente vinceremo diverse partite da qui alla fine del campionato”.

LEAO – “Credo che sia stata una delle prestazioni più belle da quando lo alleno. Ha aggredito, ha puntato continuamente. Questa prestazione per lui deve essere un punto di riferimento. Gliela farò pesare, perché lui ha questo potenziale. Parlerò con lui per capire cosa ha messo di diverso rispetto alle altre volte”.

 

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Il Cagliari si aggrappa a Luvumbo al 96′: 1-1 con un Napoli che non riesce più a vincere

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Luvumbo, giocatore del Cagliari, Serie A, Coppa Italia

Per una Juventus che torna alla vittoria, c’è un Napoli che, invece, manca ancora il ritorno al successo. Contro un Cagliari ben schierato in campo è 1-1 il punteggio finale. Incredibile l’epilogo finale, con Luvumbo che pareggia i conti al 96′ dopo il gol iniziale di Osimhen. Un pareggio amarissimo per Calzona, che nelle prime due panchine azzurre ha racimolato un pareggio col Barcellona e un pareggio in campionato che fino a un minuto dalla fine era una vittoria.

Il gol di Osimhen per il Napoli è il primo in trasferta dopo 527′ di digiuno. Tutto nasce da un errore di Augello in disimpegno: prontissimo il recupero di Raspadori e il cross dalla destra verso il nigeriano. Troppo facile, poi, per uno come lui buttare la palla in rete. Al 96′, sull’ultima palla buona per il Cagliari, ecco il lancio lungo di Dossena dalla difesa verso l’area del Napoli. Male, malissimo la difesa azzurra (in particolare Juan Jesus) che non riesce a spazzare e Luvumbo riesce poi a bucare Meret.

Niente da dire al Cagliari, che ha rischiato di perdere la partita per l’unica vera disattenzione in 90‘. La squadra di Ranieri è rimasta compatta per tutta la durata del match, ma non ha saputo pungere quando necessario. In fin dei conti il pareggio è un risultato giusto per ciò che si è visto per tutto l’arco della sfida. Ricordiamo che, però, è stato annullato un gol al Cagliari nel primo tempo per fuorigioco di Lapadula sugli sviluppi di un calcio di punizione. Rrahmani aveva involontariamente messo la palla in rete di testa.

Con questo pareggio gli uomini di Calzona rimangono molto lontani dalla zona Champions (il Bologna quarto dista undici punti), ma potranno riavvicinarsi nella sfida di mercoledì contro il Sassuolo. Il Cagliari invece rimane dentro la zona retrocessione, ma solo per gli scontri diretti. Ora Cagliari, Hellas Verona e Sassuolo sono a parimerito a 20 punti, con Sassuolo 17esimo.

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[FOTO] Retegui sblocca Genoa-Udinese in rovesciata: 2-0 all’intervallo

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Retegui Genoa Gudmundsson

RETEGUI GENOA UDINESE – Primo tempo avvincente al Ferraris tra Genoa e Udinese. Occasioni, corsa e anche un gol spettacolare.

L’andazzo della gara si capisce già dal primo minuto, con Giannetti che dopo pochi secondi stende Retegui e si prende il giallo. Dopo i tentativi, vanificati, di Ehizibue e Walace, Lucca colpisce di testa in area, venendo però fermato dalla traversa. Subito dopo, al 27′, Okoye si supera sul tentativo a botta sicura di Vasquez, che dopo sei minuti, di testa, trova anche il palo a impedirgli la gioia del gol. Poi il momento della serata: cross in mezzo, Giannetti devia ma la palla s’impenna, servendo a Mateo Retegui l’occasione perfetta per coordinarsi e colpire in rovesciata. Palla sul palo e vantaggio Genoa. I rossoblu aumentano i giri e, sette minuti dopo, trovano anche il raddoppio con Bani, che devia in rete un cross perfetto di Gudmundsson.

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