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Vietato snaturarsi

Come per tutte le finali, saranno moltissimi i fattori che potranno determinare il risultato. Un episodio: un colpo di testa sbagliato, un passaggio lungo di pochi centimetri, una lettura difensiva errata. Ogni millimetro può cambiare la storia. Tutto ciò varrà anche per Juventus-Real Madrid, nella finale di Champions League di Cardiff ovviamente, anche se Allegri e Zidane hanno dimostrato più volte quest’anno di saper ingabbiare l’avversario. Oltre ai fattori emotivi quindi, saranno fondamentali quelli tattici, mai come questa volta chi sarà meglio posizionato in campo potrá trarre un grande vantaggio. Ecco perché sarà vietato snaturarsi e snaturare il proprio gioco.

MODELLI A CONFRONTO

Sia Allegri che Zidane hanno dimostrato di possedere un’idea di gioco ben precisa e delineata. Entrambi possono contare su una grande intelligenza calcistica, che gli permette di modificare i propri modelli anche a gara in corso, date anche le grandissime soluzioni che siedono in panchina. Per intenderci: quando puoi inserire elementi come Cuadrado e Marchisio, oppure Asensio e Lucas Vazquez, è tutto più facile per l’allenatore.

I due modelli che si sfideranno a Cardiff sono sì differenti, ma possiedono anche dei tratti in comune. Sia Zidane che Allegri infatti negli ultimi mesi hanno operato diverse modifiche, che sembrano quasi avvicinare le due squadre. Per esempio il tecnico livornese con l’adozione del 4-2-3-1 con tutti gli attaccanti in campo sembra quasi aver studiato dalla scuola e della tradizione madridista, che da sempre gradisce l’utilizzo di tanti attaccanti contemporaneamente. D’altro canto Zidane, con l’inserimento di Casemiro davanti alla difesa, sembra aver optato per una soluzione maggiormente equilibrata. Il brasiliano agisce praticamente da normalizzatore al centro del campo dei blancos. Il Real Madrid, che spesso e volentieri era sì pericoloso offensivamente, ma in maniera squilibrata, sembra aver trovato anche la giusta quadratura tattica.

Il modulo scelto da Zidane sarà deciso in funzione delle condizioni di Gareth Bale. Nel caso in cui il gallese dovesse essere al 100% allora è impossibile non pensare ad un suo utilizzo, dato anche che la finale si gioca proprio in casa sua. Dove lui è il Re. Allegri invece dovrebbe rimanere fedele al suo 3-4-3 versione europea con il ritorno della BBC dietro e Dybala-Higuain-Mandzukic davanti.

FERMARE UNA CATENA

La mossa chiave dello scacchiere blancos non è una singola giocata, o un singolo giocatore (Ronaldo in primis) come si potrebbe pensare, ma bensì è una catena di gioco. La catena sinistra composta da Marcelo-Kroos diventa pericolosissima se gli si dà la possibilità di agire liberamente. Quasi con un ossessiva ripetitività, Marcelo si alza sempre oltre la linea dei centrocampisti per permettere a Kroos di abbassarsi al suo posto ed avere così più spazio per cominciare la giocata. L’ex Bayern Monaco è il vero regista del Real Madrid, tantissimi palloni passano dai suoi piedi, e per questo Zidane ha pensato bene di creargli uno spazio vitale più grande possibile. La Juventus non dovrà farsi cogliere impreparata da questa situazione di gioco. Allegri dovrà essere bravo nel leggere al meglio le uscite. In questo frangente in particolare dovrà essere intelligente Dani Alves. Il brasiliano infatti dovrà essere paziente e seguire la sovrapposizione di Marcelo, mentre su Kroos potranno uscire a turno Dybala e Pjanic. I due centrocampisti juventini infatti avranno la possibilità di prendere a uomo Modric e Kroos che gli giocheranno praticamente di fronte. A Casemiro dovranno pensarci a turno Mandzukic, Dybala e Higuain.

Altro movimento che potrebbe infastidire la retroguardia juventina è l’inserimento alle spalle dei due centrocampisti centrali. In questo caso Modric si posiziona alle spalle dei due mediani dell’Atletico, creando un dubbio a Savic su chi seguire. Staccarsi sul croato o rimanere su Benzema?

Khedira e Pjanic dovranno essere attenti nel farsi trovare sempre in posizione, mai “piatti”, come si dice in gergo, come i centrocampisti dell’Atletico in questo caso. Il Real tende ad impostare l’azione in questo modo soprattutto quando in campo c’è Isco, che a differenza di Bale svaria su tutto il fronte offensivo abbassandosi anche a centrocampo, con Modric o Kroos che si alzano a suo posto.

SFRUTTARE LE FASCE

Sul variante opposto la Juventus dovrà essere invece brava a sfruttare al meglio le fasce, non solo perché con il 3-4-3, o 3-4-1-2 che dir si voglia, i bianconeri possono creare superiorità numerica sugli esterni, ma anche per sfruttare la poca attitudine degli attaccanti del Real di correre verso la propria porta. Sugli esterni però la Vecchia Signora si muove in maniera differente, gioco forza le diverse caratteristiche di Dybala e Mandzukic.

Mandzukic, da vero attaccante tende a stare il più possibile vicino a Higuain. In questo caso è Alex Sandro quindi che arriva da dietro e occupa lo spazio liberato dal croato. In fase di impostazione dal basso invece Mandzukic tende a stare subito largo. Mandzukic in sostanza si avvicina al Pipita, man mano che l’azione si dirige verso la sua fascia di competenza. Questa situazione tattica potrebbe mettere in difficoltà il Real Madrid non tanto per come marcare Mandzukic, ma soprattuto per come assorbire l’esterno brasiliano. Bale, nel caso dovesse giocare, abituato al ruolo di terzino ai tempi del Tottenham, riuscirebbe a seguire il movimento di Alex Sandro. Se il gallese invece dovesse cominciare dalla panchina, il lavoro di ripiegamento sarebbe più complicato con giocatori come Isco, Ronaldo e Benzema.

A destra invece è Dybala a dettare i tempi di gioco. Il suo posizionamento non condiziona soltanto la giocata del compagno, ma anche la scelta di Dani Alves. In questo caso l’argentino si posiziona tra le linee aspettando il filtrante di Alex Sandro. In quella fetta di campo Dybala crea grossi grattacapi alla difesa del Monaco. Il centrale di sinistra ha paura ad uscire così alto, e contemporaneamente il terzino sinistro teme l’arrivo di Dani Alves e così non può uscire su di lui. A differenza della fascia sinistra quindi, l’esterno brasiliano può subito alzarsi molto alto, sfruttando il posizionamento centrale di Dybala. In questa situazione potrebbe essere Casemiro a tenere a bada l’argentino, ma non dimentichiamoci che a Dybala piace, spesso e volentieri, partire dalla destra per poi accentrarsi. In quel caso si creerebbe il 2 contro 1 con Marcelo e sarebbe Kroos a doverlo aiutare in ripiegamento.

OLTRE LA TATTICA

Ma Juventus-Real Madrid non sarà solo tattica. Sarà altro, molto altro. Vincerà chi si immedesimerà maggiormente nel volere del proprio popolo. Quello madrileno, che vuole essere il primo nella storia ad alzare due Champions League consecutive, e quello bianconero, che invece non vuole farsi sfuggire la seconda possibilità in tre anni e vuole porre fine ad un digiuno europeo che dura ventuno anni.

Chi saprà spostare il cuore dentro gli scarpini avrà la meglio e alzerà la coppa.

Soltanto allora però la tattica diventerà secondaria ed emergeranno tutte quelle dinamiche umane che trasformano una partita di calcio in un momento, sì crudele, ma indimenticabile.

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