25 Aprile 2006. Estadio El Madrigal, Villarreal. 88 sul cronometro. Juan Roman Riquelme sta posizionando il pallone sul dischetto. Ha davanti a sè Lehmann, il portierone tedesco dell’Arsenal. Se segna il rigore, porterà, con ogni probabilità, la gara tra il suo Villarreal e i Gunners ai supplementari. C’è tensione nell’aria, normale in una semifinale di ritorno di Champions League, specialmente se la tua squadra è alla prima, storica, partecipazione alla massima competizione europea. Il tabellone dice che la gara è bloccata sullo 0-0, questo risultato porterebbe la finale dritta dritta nelle mani dei londinesi di Wenger. I 22 mila presenti allo stadio si fidano ciecamente di Riquelme, in stagione ha realizzato, fino a quel momento, tutti e 5 i rigori che gli sono stati concessi. La testa dell’asso argentino è un turbinio di pensieri, sa di avere tra i piedi il destino di un club intero. E’ concentratissimo, nella sua testa c’è silenzio tombale, gli sembra quasi di percepire chiaramente ogni singolo battito del suo cuore.  Ormai siamo all’ottantanovesimo, l’arbitro Ivanov fischia, Roman parte.

20 MAGGIO 1997

La storia che stiamo per raccontare parte da molto lontano, addirittura 9 anni prima del minuto numero 89 di quel Villarreal-Arsenal. Famosa per le sue ceramiche, con un clima abbastanza mite per tutto l’anno, circa 50mila abitanti e con il mare a due passi, Villa-Real (in valenciano, in spagnolo semplicemente Villarreal) è una delle città mediterranee per antonomasia. Fino al 1997, però, la cittadina spagnola non aveva mai avuto una grande tradizione calcistica. Con zero trofei in bacheca, i canarini si erano ritrovati, ai tempi, più volte a dover lottare per non retrocedere dalla Segunda division. La situazione cambia il 20 Maggio 1997, data nella quale il patron delle ceramiche Pamesa, Fernando Roig, acquista il piccolo club spagnolo.

Quando sono diventato presidente del Villarreal ho trovato solo una macchina da scrivere, molti debiti e un direttore sportivo, José Manuel Llaneza.

Sebbene ci sia, oggettivamente, parecchio lavoro da fare, il duo Roig-Llaneza si corcia le maniche e si mette a lavoro. Nel giro di pochi anni, i due portano il club stabilmente in prima divisione. Llaneza si rivelerà, poi, un vero asso nei colpi di mercato, acquistando una serie di giocatori funzionali e a bassissimo costo, specialmente sudamericani. Nel 2001 arriva in Spagna, clamorosamente, se si pensa alla situazione in cui versava il club solo pochi anni prima, Martin Palermo, una vera e propria leggenda in Argentina. Negli anni successivi vestiranno la camiseta gialla brasiliani come Belletti e Marcos Senna, uruguaiani come Diego Godin, argentini come Gonzalo Rodriguez, ma anche vecchie conoscenze del calcio nostrano, come Tacchinardi e José Mari.  Il Villarreal diventerà, soprattutto, la meta prediletta di alcuni “scarti” delle big continentali. Su tutti, menzioniamo Diego Forlan, reduce da tre anni di bocconi amari passati da riserva del Manchester United e, in particolar modo, Roman Riquelme che, arrivato dopo una stagione deludente passata al Barcellona, diventerà l’idolo indiscusso della tifoseria.

THE BEATLES

Alle porte dell’estate 1966, sempre per ricordare che la nostra storia parte da parecchio lontano, i Beatles registrano una delle loro meravigliose canzoni “Yellow Submarine“. Chissà se John Lennon e compagni avrebbero mai immaginato che il titolo della loro canzone sarebbe diventato il soprannome di una delle squadre più romantiche del nostro calcio. Il Villarreal, infatti, è anche soprannominato in patria El Submarino Amarillo (traduzione spagnola del titolo della canzone dei Beatles, appunto). Siamo nell’Agosto 2005, la stagione degli spagnoli comincia prestissimo. Il tecnico cileno Manuel Pellegrini, coadiuvato da uno straordinario Diego Forlan (scarpa d’oro europea 2004/2005), ha portato, nella stagione precedente, il sottomarino ad un sorprendente terzo posto, valevole per l’accesso ai preliminari di Champions League e meritandosi una sacrosanta riconferma. La prima partita ufficiale del 2005/2006 degli spagnoli è dunque il terzo turno preliminare della Coppa più ambita al mondo. Si gioca in Inghilterra (guarda caso, la patria dei Beatles), a Goodison Park contro l’Everton. La gara d’andata termina 2-1 in favore del Villarreal. La replica arriva due settimane dopo, il 24 Agosto, stesso risultato, ancora in favore degli spagnoli che ottengono la prima, storica, qualificazione alla fase finale della Champions League.

fonte: squawka.com

GLI IMBATTIBILI

Nei sorteggi, oltre che il ben più attrezzato Manchester Unitedil Villarreal pesca le più abbordabili Lille e Benfica. Il sottomarino va ben oltre le più rosee aspettative pareggiando, sia all’andata che al ritorno, per 0-0 contro i Red Devils. Il primo, storico, gol degli spagnoli in Champions League porta la firma di Riquelme (chi se non lui) che apre, su rigore, la partita contro il Benfica, terminata poi 1-1. La prima vittoria arriva sempre contro i portoghesi. A Lisbona è una bomba dai 35 metri di Marcos Senna a regalare i tre punti alla squadra di Pellegrini. Termina in trionfo anche la partita di ritorno contro il Lille, dopo uno scialbo 0-0 nel match di circa due mesi prima. Il gol di Guayre fisserà la gara sul 1-0, risultato che fa staccare agli spagnoli il pass per gli ottavi da imbattuti. Nel girone, peraltro, il Manchester arriverà addirittura terzo uscendo dalle competizioni europee a dicembre.

fonte: uefa.com

L’urna dei sorteggi si rivela generosa con il Villarreal ponendolo davanti al modesto Rangers. Gli scozzesi si dimostreranno più ostici del previsto, rimontando per due volte i gol di Forlan Riquelme e bloccando il sottomarino sul 2-2. Un risultato comunque da non disdegnare, soprattutto se maturato in trasferta. E infatti l’1-1 del ritorno consegna alla compagine spagnola l’accesso ai quarti di finale.

ARRIVA L’INTER!

Nel turno successivo il Villarreal pesca un avversario che sembra insormontabile: l’Inter di Moratti, Mancini e dello straordinario Adriano. Gli uomini del patron Roig, però, forti del fatto di essere ancora imbattuti partono tutt’altro che sconfitti. A ribadire il concetto ci pensa Forlan, che dopo nemmeno un minuto porta avanti i suoi a San Siro. La replica dei padroni di casa non si fa attendere e prima Adriano e poi Martins ribaltano il risultato, infliggendo la prima sconfitta europea agli spagnoli. Il 2-1 dell’andata non sembra tuttavia troppo pesante, per questo motivo i 23mila del Madrgial nella gara di sei giorni più tardi ci credono eccome. Al 58esimo una pennellata di Riquelme trova la testa di Arrauabarrena, la stessa che era stata decisiva nella gara di ritorno contro i Rangers. L’inzuccata del difensore-goleador anticipa Toldo in uscita e si insacca. 1-0 e pubblico in visibilio. Non si segnerà più: il Villarreal è in semifinale di Champions League, la classe operaia a tre passi dal paradiso.

 

A UNDICI METRI DALLA STORIA

Nelle semifinali, che vedono i ragazzi di Pellegrini contro l’Arsenal di Wenger e Henry, il sottomarino partirebbe sfavorito, ma in pratica lo era dall’inizio del torneo, dunque i pronostici contano relativamente. L’andata si gioca nello storico Highbury, casa dei Gunners che avevano già eliminato Juventus e Real Madrid. La gara è dura, durissima, il Villarreal si vede più niente che poco, il gol di Kolo Toure sarà l’unico di un match che l’Arsenal vince con merito. Se c’è una cosa che gli spagnoli hanno insegnato, però, è che con loro non si può mai star tranquilli, mai darli per morti; e infatti la gara di ritorno è a tinte esclusivamente giallo canarino. Le occasioni ci sono, tante, clamorose, tutte per i padroni di casa. Due colpi di testa di Guille Franco finiscono fuori di un’unghia. Il piattone di Forlan da dentro l’area va a centimetri dall’incrocio, ma la gara non si vuole sbloccare.

fonte: calciopolis

Al minuto numero 88, poi, arriva la svolta. Clichy spinge, vistosamente e scelleratamente, Jose Mari nel cuore dell’area di rigore, penalty ineccepibile. Dal dischetto si presenta lui, l’idolo di Argentina e Villareal, Juan Roman Riquelme. L’arbitro Ivanov fischia, Roman parte. Di solito è un cecchino, ma stavolta qualcosa va storto: l’argentino apre il piatto, ma il suo tiro non è né forte né angolato, Lehmann azzecca l’angolo e para. Non c’è più tempo, la gara finisce così, il Villarreal è fuori dalla Champions, a tradirlo è stato il suo fuoriclasse. L’immagine di Riquelme in lacrime è quanto di più crudo ed emozionante questo sport possa offrirvi, ma non cancella una stagione sensazionale.

Pochi giorni fa, il Villarreal ha vinto la sua prima storica Europa LeagueAncora una volta decisivi i rigori, ancora una volta decisivo un argentino. Stavolta un portiere, Geronimo Rulli. E’ stato lui, infatti, a parare l’undicesimo rigore di una lotteria che sembrava infinita e a consegnare la coppa al sottomarino. In questa edizione, gli spagnoli hanno anche saputo prendersi la più dolce delle rivincite, battendo, proprio in semifinale, l’Arsenal, come in un cerchio che si chiude. Perchè, nel calcio, tutto torna.