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Viterbese Turris, termina 1-1: a Polidori risponde Longo

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Termina 1-1 tra Viterbese e Turris: a Polidori risponde Longo

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Turris

Termina 1-1 lo scontro salvezza della diciottesima giornata di Serie C – Girone C tra Viterbese e Turris, con i Corallini che hanno evitato la seconda sconfitta di fila. Un pari che sa di occasione mancata per entrambe le squadre, che restano nella zona playout della classifica.

Per come si è evoluta la partita, per i campani il pari è quasi d’oro, dato il gol del momentaneo 1-0 siglato da Polidori (subentrato all’infortunato Marotta). I padroni di casa hanno attaccato con molta veemenza nel corso della prima frazione di gioco, sfiorando anche il raddoppio in più di un occasione.

Nella ripresa però la Turris è entrata in campo più convinta e con il giusto atteggiamento, trovando il gol del pari con Longo (subentrato al posto di Ardizzone). Dopo il gol del pari, le due squadre si sono adagiate, non creando più molte occasioni, eccetto per l’ultimo tentativo della Turris nei minuti finali con Finardi, che ha colpito la traversa.

Le due squadre portano a casa un punto a testa, che non smuove le loro posizioni in classifica, e ora c’è il rischio di veder allungare i diretti avversari per la lotta salvezza. Ora Viterbese e Turris sono attese dagli ultimi due impegni prima della pausa natalizia, che potrebbe essere utile per recuperare le forze e ricaricare le pile in vista di gennaio.

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Il direttore di gara spiega la decisione del VAR: quando succederà in Italia

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Il mondo del calcio è in continua evoluzione e presto potrebbe arrivare una novità davvero pazzesca. Il direttore di gara, dopo una decisione presa al VAR, spiegherà le sue motivazioni ai telespettatori che guardano il match.

Questa innovazione è stata recentemente introdotta nel Mondiale per Club 2023, iniziato ieri. Anche in Italia arriveranno le spiegazioni arbitrali dopo una decisione dubbia. Non si sa quando, ma la cosa certa è che finalmente si potrà avere più chiarezza su quello che ha spinto l’arbitro ad una determinata scelta.

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Flash News

Fabio Borini potrebbe lasciare il Karagumruk: Besiktas e Fenerbahce interessate!

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Borini

Nicolò Schira riporta che Fabio Borini nei prossimi giorni potrebbe lasciare il Karagumruk. Il contratto dell’attaccante italiano scadrà a giugno 2023, Besiktas e Fenerbahce sono interessate al calciatore. Il classe 1991 chiede un contratto che possa durare fino al 2025.

In questa stagione l’ex Milan in 19 match del massimo campionato turco ha segnato 12 volte e ha fornito 7 assist. Insomma i suoi numeri sono più che buoni, e potrebbe continuare a far gioire altri club turchi con le sue reti. Borini ha fatto tanta esperienza, ha giocato anche in Premier, molto difficilmente avremo la possibilità di vederlo ad alti livelli nei massimi campionati europei, ma sta facendo molte cose importanti in Turchia.

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Calciomercato

Il presidente del Bursaspor svela l’interesse di Roma e Inter per il classe 2006 Yildiz

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Inter

Importante retroscena di calciomercato, quello svelato oggi da Ömer Furkan Banaz, presidente del Bursaspor, club turco. Tutto è avvenuto durante la riunione del Consiglio d’Amministrazione del club, dove Banaz ha dichiarato di aver ricevuto una chiamata da Roma e Inter per delle informazioni su Tughan Yildiz, centrocampista classe 2006 in forza proprio al Bursaspor.

La giovane stella turca, ha raccolto finora 6 presenze in 2.Lig Beyaz, la seconda divisione della Turchia, e una in Türkiye Kupasi, la coppa nazionale, nonostante la giovane età.

 

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Coppa Italia

ESCLUSIVA – Maspero: “Turnover Roma? La squadra ha sottovalutato la Cremonese”

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La favola Cremonese continua. Dopo aver superato il Napoli agli ottavi di finale, i ragazzi di Ballardini hanno espugnato la Roma davanti al tutto esaurito dell’Olimpico. I grigiorossi affronteranno la Fiorentina in semifinale: i Viola, infatti, hanno superato 2-1 il Torino di Ivan Juric.

Abbiamo intervistato Riccardo Maspero, ex giocatore di Cremonese, Torino e Fiorentina, raccogliendo alcuni aneddoti sul suo passato, le sue osservazioni sulla Coppa Italia e alcune riflessioni sulla potenza economica del calcio inglese, di gran lunga superiore rispetto a quella italiana. Ex centrocampista, Maspero ha segnato 10 reti in maglia granata e ben 29 con la Cremonese; in grigiorosso Maspero è stato anche capocannoniere della Coppa Italia, nell’edizione del ’97, con 5 gol all’attivo.

Ti saresti mai aspettato il passaggio del turno della Cremonese e la vittoria all’Olimpico contro la Roma?

“No, sinceramente no. Si è visto che con Ballardini la Cremonese ha trovato la quadra e allo stesso tempo è girata la fortuna, anche perché prima a detta di tutti la Cremonese giocava bene ma non raccoglieva. Ieri ha raccolto a livello di risultato, anche se io penso che avrebbero preferito barattare tre punti in campionato e l’eliminazione dalla Coppa. Però fa sempre piacere passare il turno, è sempre un obiettivo importante la semifinale e adesso se la gioca. Anche perché non ha rubato niente giocando un bel calcio”. 

Dopo aver eliminato Napoli e Roma, adesso per la Cremonese c’è la Fiorentina in semifinale. Credi che potrebbero esserci nuove sorprese?

“Sicuramente è la squadra più abbordabile, più vicina ai valori della Cremonese. Ma se la Fiorentina gioca in Europa significa che ha una rosa competitiva e costruita per determinati obiettivi, mentre la Cremonese sta cercando di salvarsi. Di consegienza i valori sono diversi, ma a questo punto in semifinale ci si gioca il tutto per tutto”. 

Con la Cremonese sei stato capocannoniere in Coppa Italia nel ’97, ma la squadra fu eliminata ai quarti: lo ritieni comunque un buon risultato?

“Sicuramente è stato un bel risultato essere capocannoniere della competizione. Quell’anno lì però si partiva “da lontano”, si giocarono tante partite. Però è un risultato che mi tengo stretto e mi fa piacere, come mi fa piacere che la Cremonese possa andare a giocarsi questa semifinale con la speranza di andare anche più avanti”. 

Mai come quest’anno la Roma poteva arrivare fino in fondo in Coppa Italia, viste anche le ultime uscite della squadra. È costata cara la scelta di Mourinho di fare turnover?

“La Roma ha getttato via un’occasione. Non penso che Mourinho abbia peccato di presunzione, ci sta fare turnover con la Cremonese. Forse ne ha fatto troppo, ma comunque i giocatori che sono andati in campo non sono gli ultimi arrivati: se fanno parte della Roma vuol dire che sono giocatori di qualità che hanno un’occasione per mettersi in evidenza. Non mi piace criticare il turnover: chi va in campo è comunque importante. Forse è scattato qualcosa a livello mentale nei giocatori, che hanno sottovalutato la Cremonese e preso sottogamba la partita. E quando sei dentro con l’avversario concentrato diventa difficile raddrizzare la situazione”. 

Lato Toro: occasione irripetibile sciupata? La cessione di Lukic e l’arrivo di Ilic sono arrivati nel momento meno opportuno?

“Il Torino ha trovato davanti a sé una squadra più attrezzata. A Empoli il Torino l’ha raddrizzata con i cambi, inserendo Sanabria e Lukic. Io Lukic lo avrei tenuto fino a giugno, era uno dei pochi ad alzare il livello qualitativo della squadra. Bisognerà vedere come si inserirà Ilic nel quadro tattico di Juric per valutare se i granata si sono indeboliti o rafforzati. In ogni caso, penso che non sia una scelta totalmente sbagliata”. 

La Fiorentina ha l’occasione di riscattare una stagione deludente, approdando in finale di Coppa?

“La Fiorentina può concentrarsi sulla Coppa Italia e sull’Europa, pensando a raggiungere un ottimo piazzamento in campionato. In caso di vittoria della Coppa andrebbe automaticamente in Europa”: 

Stasera il cerchio dei quarti di finale si chiude con Juventus-Lazio: per quale delle due squadre la gara ha un peso maggiore?

“Ha peso per entrambe. La Juventus deve tirarsi fuori da questa situazione: la penalizzazione di 15 punti l’ha spedita nell’anonimato e ha creato più confusione. Invece, la Lazio deve fare quel salto di qualità per affermarsi, lottare per un obiettivo e alzare un trofeo con Sarri“. 

Lotta Champions: ci sono tante squadre in pochi punti. Considerazioni sul calo del Milan e sul riscatto dell’Atalanta?

“L’Atalanta ha un obiettivo solo e si concentrerà sul campionato, portandolo a termine con grande attenzione. Per quanto riguarda il Milan, domenica c’è il derby: è una partita che può dare una svolta al campionato di entrambe. L’Inter ha fatto buoni risultati ma non mi convince fino in fondo. Il Milan ha un jolly incredibile come il derby per cancellare questo brutto periodo, arrivato a sorpresa dopo la vittoria del campionato scorso. I giocatori sanno quali sono i problemi che li hanno portati in questa situazione”. 

A proposito di derby: riesci a descrivere le sensazioni vissute in campo in quel Juventus-Torino 3-3, in cui riusciste a rimontare tre gol di svantaggio?

“Non venivamo da un buon periodo, eravamo sotto contestazione e il derby era la partita per riuscire a risollevarsi. Dopo mezz’ora 3-0 per la Juventus, che in quel periodo aveva campioni e top player che la rendevano veramente forte. Secondo me hanno pensato di aver chiuso la partita e hanno mollato mentalmente, focalizzandosi sul turno di Coppa che avevano in settimana. Davanti hanno trovato un gruppo fantastico, fatto da amici e uomini veri. Negli spogliatoi, senza fare nessuna scenata, Camolese ci ha rimessi in carreggiata. Poi ha fatto i cambi che dovevano essere fatti e l’abbiamo ribaltata col Cuore Toro: la spinta dei tifosi è stata devastante. Poi la fortuna ha voluto che Salas sbagliasse quel maledetto rigore. Il gol del 3-3 segnato da me resterà sempre un bel ricordo. Quel pareggio valse quanto una vittoria”. 

In Italia in pochi sono riusciti a intervenire durante il mercato invernale, anche i top club hanno contenuto le spese. In Premier League il Bournemouth, 18° in classifica, ha offerto 30 milioni per Zaniolo, poi spesi per prendere Traoré. Cosa ne pensi dello strapotere del calcio inglese?

“Il calcio italiano ha bisogno di riformarsi, di sistemarsi. Dobbiamo essere meno “golosi”, le grandi squadre dovrebbero iniziare a guardare nel calcio minore come la Serie C: anche da lì si formano giocatori che poi possono diventare davvero utili per la Serie A e per la Nazionale. Continuiamo a voler arricchire i nostri club ma impoveriamo la nostra Nazionale: di conseguenza siamo fuori dai Mondiali un’altra volta. In Serie C crescono i giocatori, in A dovrebbero arrivare dopo aver fatto la gavetta. Invece in Serie A non ci sono top club con attaccanti titolari italiani. È un sistema sbagliato, che fa male al nostro calcio e al nostro movimento: ma invece di agire ci lamentiamo. Bisognerebbe salvaguardare la Nazionale e dare un taglio ai giocatori stranieri che arrivano nel nostro calcio”.

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