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Vitesse, la panoramica del prossimo avversario della Roma

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Openda Vitesse

Ormai una settimana fa ci sono stati a Nyon i sorteggi di Europa League e Conference League. Dopo avervi presentato il Bayer Leverkusen, prossimo avversario dell’Atalanta, ora è il momento di analizzare il Vitesse, ovvero l’avversario della Roma in Conference League.

UN PO’ DI STORIA

Il Vitesse è la seconda squadra più vecchia d’Olanda, fondata nel 1892. Nonostante 130 anni di carriera, in bacheca c’è solo una Coppa dei Paesi Bassi, vinta 5 anni fa. I migliori risultati in Eredivisie sono stati due secondi posti nei primi anni del Novecento, mentre nei tempi moderni il Vitesse non è mai andato oltre il terzo posto, raggiunto nella stagione 1997/98 grazie alla scarpa d’oro Nikos Machlas.

Ci sono stati giocatori interessanti che hanno militato nella storia del Vitesse. Solo per citarne alcuni: Roy Makaay, Mahamadou Diarra, Pierre van Hooijdonk, Philip Cocu. Fra l’altro pochi sanno che anche Robin Gosens ha cominciato la sua carriera tra le giovanili del Vitesse, anche se non riuscì a fare nemmeno una presenza in prima squadra. Il Vitesse dal 2010 in poi ha visto tra le proprie fila Wilfried Bony, Zakaria Labyad, Ricky van Wolfswinkel, Bertrand Traoré e svariati talenti in prestito dal Chelsea, come Nemanja Matic e Mason Mount.

Ebbene sì, perché il Vitesse nel 2010 fu acquistato dal georgiano Merab Jordania, molto amico di Roman Abramovich. Ora la proprietà è cambiata, ma il legame tra Chelsea e Vitesse c’è ancora oggi, dato che il proprietario è il russo Valerij Ojf. Se volete conoscere meglio questo legame tra le due squadre, leggete questo articolo uscito 2 anni fa proprio su Numero Diez. Come ben saprete la situazione ora è delicata per gli oligarchi russi, ma Ojf al momento non ha avuto gli stessi problemi recenti di Abramovich, costretto a vendere il club.

In Europa il Vitesse ci è arrivato solo nel 1990. Non ha mai partecipato alla Champions League, bensì ha fatto parte dell’Europa League/Coppa Uefa ben 14 volte in questi 30 anni. Proprio in questa competizione il Vitesse ha affrontato 3 italiane. Nel 1994 è stato eliminato dal Parma al primo turno, nonostante all’andata abbia sconfitto gli emiliani. Nel 2000 affrontò l’Inter che passò in virtù dei gol in trasferta, dato che sia all’andata che al ritorno di quel secondo turno finì in pareggio. Più recente invece il confronto nella fase a gironi contro la Lazio nel 2017. Il Vitesse perse in casa all’andata, per poi strappare un pareggio all’Olimpico. I gialloneri d’Olanda torneranno ancora all’Olimpico, ma questa volta contro la Roma.

COME E’ ARRIVATO FIN QUI IL VITESSE?

Il Vitesse si è qualificata ai play off di Conference League grazie al quarto posto raggiunto la scorsa stagione. A inizio campionato i gialloneri erano partiti benissimo, perdendo una sola volta nelle prime 11 partite ed erano a solo 2 punti dall’Ajax. Il Vitesse ha combattuto con le unghie e con i denti per guadagnarsi il posto in Conference, dato che ha dovuto affrontare due turni preliminari. Nel primo ha superato gli irlandesi del Dundalk, mentre nel secondo hanno sconfitto a sorpresa il più quotato Anderlecht. In entrambi i turni ha faticato parecchio il Vitesse, ma grazie al loro stile di gioco molto offensivo e propositivo sono riusciti ad avere la meglio.

Nella fase a gironi il Vitesse era dentro un girone difficile, con Rennes e Tottenham grandi favorite. Non si è fatta però intimorire la squadra olandese. Infatti è riuscita a strappare un prezioso 3-3 in Francia e una clamorosa vittoria in casa contro gli Spurs. A dicembre però è arrivato il colpo a sorpresa: il Tottenham di Antonio Conte è stato fortemente colpito da svariati casi di Covid e non ha potuto disputare l’ultima partita della fase a gironi. Quella partita saltata è stata fatale per gli Spurs, perché era l’ultima occasione per poter sorpassare il Vitesse, ma così non è successo.

Il Vitesse ha affrontato nei sedicesimi di Conference League il Rapid Vienna e proprio in Austria ha trovato la sconfitta per 2-1. I gialloneri d’Olanda però non hanno mai mollato in questa stagione e al ritorno sono riusciti a ribaltare la situazione con un bel 2-0.

QUALI SONO LE STELLE?

Chi gioca a Fifa potrebbe aver già visto questi 3 calciatori del Vitesse che hanno una versione speciale: Eli Dasa, Maximilian Wittek ma soprattutto Lois Openda. Proprio quest’ultimo è il più noto, essendo il prototipo dell’attaccante veloce di Fifa. Anche nella realtà però è il miglior giocatore del Vitesse, essendo il capocannoniere della squadra. Ha segnato 11 gol in Eredivisie e 4 in Conference League.

Attenzione però anche ai due esterni, che sono proprio l’israeliano Dasa e il tedesco Wittek. Il primo ha fornito i due assist fondamentali contro il Rapid Vienna, mentre Wittek ha segnato gol cruciali, come quelli contro Anderlecht e Tottenham. Altro giocatore molto importante per il Vitesse è l’ex Ajax Riechedly Bazoer. Il centrocampista con il numero 10 sulle spalle è  tornato in Olanda dopo la deludente esperienza al Wolfsburg. Al Vitesse ha trovato una nuova giovinezza in un ruolo atipico per lui, ovvero come centrale nella difesa a 3. Vecchie conoscenze “italiane” sono invece i danesi Rasmussen, ex Empoli ma ora di proprietà della Fiorentina, e Frederiksen, ex Juventus under 23.

Quindi il Vitesse ha un gioco molto offensivo, con questo 3-5-2 in cui gli esterni risultano fondamentali in entrambe le fasi. L’allenatore tedesco Thomas Letsch ha reso il gioco di questa squadra molto più vivace e ciò lo deve grazie alla sua esperienza nelle giovanili del Salisburgo.

In campionato il Vitesse è sesto in classifica e ha avuto continui sali e scendi. Sulla carta la Roma è nettamente più forte ma i giallorossi hanno dimostrato che possono inceppare in terribili risultati se sottovalutano l’avversario e inoltre il Vitesse quest’anno ha già dimostrato di avere tante vite come i gatti, soprattutto in Conference League.

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Marocco, El Kaddouri: “Qualcuno ha rovinato la festa”

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Marocco

La vittoria ai rigori del Marocco ai danni della Spagna ha letteralmente fatto impazzire di gioia un intero popolo, che mai aveva visto la propria nazionale spingersi così tanto avanti in un torneo come la Coppa del Mondo.

Ai festeggiamenti, seppur con un po’ di amarezza, non può non prendere parte anche Omar El Kaddouri, centrocampista marocchino del PAOK Salonicco che ha legato la quasi totalità della sua carriera al calcio italiano (dove del resto si è formato), vestendo maglie prestigiose come quelle di Napoli Torino.

In un’intervista rilasciata a Sky Sport, El Kaddouri, ha espresso sentimenti contrastanti riguardo il Mondiale fin qui giocato dai Leoni dell’Atlante, che spaziano dalla mancata convocazione (non veste la maglia della sua nazionale da ormai più di 2 anni) agli incidenti verificatisi a Bruxelles nel corso dei festeggiamenti della comunità marocchina per lo storico trionfo:

In questo inizio di stagione purtroppo ho avuto diversi problemi fisici, e non avevo grandi aspettative sulla convocazione. Per tutti noi è qualcosa di incredibile arrivare ai quarti, ed è giusto festeggiare. Mi spiace che in Belgio ci siano stati degli incidenti, che fortunatamente in Marocco non si sono verificati; sono cose che non devono succedere, ma purtroppo qualcuno ha trovato il modo di rovinare la festa”.

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Gakpo sui rumors dell’estate: “Ho aspettato lo United ma niente”

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Gakpo

Cody Gakpo è negli interessi del Manchester United già da tempo, ma i Red Devils non hanno mai presentato un’offerta né al PSV Eindhoven e né al giocatore.

Queste le parole del classe ’99 al medium olandese NRC in merito alla vicenda: “È stato un periodo duro, ma ho imparato. Adesso approccerò le cose in maniera diversa, ciò che arriva, arriva. Io ho pensato al Manchester United, poi però non sono arrivati. Ho iniziato a dubitare.. Poi è arrivato il Leeds, ma dovevo andare lì? Ora aspetto per tutto. Non ho più risentito nulla dallo United, quando si faranno vivi allora ci penserò. Ho sempre l’aiuto di Dio nel prendere questa decisione”.

Cody Gakpo sembra quindi molto concentrato sul presente, non vuole farsi aspettative o fantasie particolari, il presente adesso è l’Olanda e Qatar 2022.

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L’Italia scopre Buchanan: tre italiane si fanno sotto

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Una delle nazionali che maggiormente si è guadagnata la simpatia e gli apprezzamenti di tifosi e addetti ai lavori nel corso di Qatar 2022 è stata senza dubbio quella del Canada; nonostante gli zero punti conquistati dai nordamericani nel girone possano far pensare il contrario, Davies e soci hanno infatti messo in mostra un calcio audace e propositivo, peccando probabilmente di ingenuità contro squadre ben più esperte ed attrezzate come Croazia Belgio, che al Mondiale precedente avevano addirittura raggiunto il podio finale.

Tuttavia, come di consueto, la rassegna iridata è stata un’ottima occasione per diversi talenti in rampa di lancio di mettersi in mostra; tra di essi spicca il nome di Tajon Buchanan, ala classe ’99 attualmente in forza al Club Brugge, che in Qatar ha impressionato per la sua facilità nel saltare l’uomo e per la sensibilità del suo piede destro. Tali doti non sono sfuggite solo alla dirigenza del Napoli, al cui interessamento si era già accennato nei giorni scorsi, ma neanche a quelle di Milan e Juventus, che secondo alcune indiscrezioni provenienti dal Belgio avrebbero deciso di iniziare a monitorare il 23enne canadese.

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Portogallo, tegola Danilo Pereira: Mondiale finito!

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Portogallo

Il Campionato Mondiale di Qatar 2022 è finito per il centrocampista e difensore del Portogallo Danilo Pereira. Secondo Pedro Sepulveda, infatti, il giocatore del Paris Saint Germain sta salutando i compagni in questi istanti. Farà poi ritorno a Parigi nelle prossime ore, per curare la lesione riportata.

Insieme a lui, anche Nuno Mendes: neppure il terzino sinistro – anche lui in forza al PSG – è in grado di proseguire la competizione e gli è stato raccomandato di lasciare il ritiro andaluso per fare ritorno a casa.

 

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