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Arsenal

Si prospetta un’estate di grandi cambiamenti in casa Arsenal. Il quinto posto in classifica ha condannato i gunners all’estromissione dalla Champions a 21 anni dall’ultima volta. Consolazione molto magra quella della vittoria della FA Cup, la terza negli ultimi quattro anni. E i mal di pancia, nella rosa, abbondano. Ma i londinesi a quanto pare non sono ancora pronti a voltare del tutto pagina, a innescare la rivoluzione. Arsène Wenger, infatti, ha oggi prolungato il suo contratto per ulteriori due stagioni.

REGNO SENZA FINE

Il tweet della pagina ufficiale dell’Arsenal che annuncia l’estensione del contratto di Arsène Wenger

Il quinto posto in classifica si pensava avrebbe portato alla parola “fine” sull’ultra-ventennale viaggio dell’Arsenal a braccetto con Wènger. A quanto pare però, la vittoria di un trofeo e l’esigua distanza dal quarto posto (-1 dal Liverpool, con lotta aperta fino all’ultima giornata) hanno portato la dirigenza a un ulteriore attestato di fiducia al tecnico francese. Un attestato di fiducia e di gratitudine. Perché non bisogna dimenticare che Wènger, con i suoi 16 trofei conquistati in 21 anni a Londra, è il tecnico più vincente (oltre che longevo) dei biancorossi. Una gratitudine forse però eccessiva, considerando che i gunners sono in astinenza da titolo da ben 13 anni.

Questa astinenza è il motivo principale che divide la tifoseria. La maggioranza dei supporter vorrebbe (o, per meglio dire, avrebbe voluto), e non solo da quest’anno, l’addio del manager francese. Troppi anni senza vincere il campionato, troppi acquisti onerosi ma non oculati e rivelati fallimentari. La restante porzione di tifosi rimane riconoscente nei confronti del tecnico e ribadisce la fiducia. Anche perché Wènger ha istituito, con la sua filosofia di gioco, un vero e proprio marchio di fabbrica in casa Arsenal, acclarata ormai come una delle squadre che predica il miglior calcio in ottica europea. D’altro canto permangono i limiti in difesa e in fase difensiva.

SEPARATI IN CASA

Sanchez e Özil, leader tecnici dell’Arsenal con un contratto in scadenza tra un anno

Per un Wenger che resta, però, ci sono diversi elementi pronti a fare le valigie. Su tutti Alexis Sanchez Mesut Ōzil. Il niño maravilla, dopo una stagione da protagonista assoluto (30 gol in 51 partite), ha attirato su di sé le attenzioni di diversi club. Su tutti, quella del Bayern Monaco, ma altri club, tra cui l’Inter, restano alla finestra. Inoltre il cileno, così come il trequartista tedesco, ha il contratto in scadenza nel 2018 e, al momento, entrambi non sembrano intenzionati a rinnovare. Secondo il Mirror, il club londinese si starebbe muovendo in questa ottica, pronto ad offrire un cospicuo adeguamento (che li renderebbe i calciatori più pagati della storia del club) per convincere i due fuoriclasse a rimanere.

Ma non finisce qui. Perché uno dei migliori talenti della squadra londinese, cresciuto grazie allo stesso Wenger, potrebbe partire in estate. Si tratta di Hector Bellerin. Il terzino destro spagnolo, classe ’95, è corteggiato dal Barcellona, nelle cui giovanili ha militato dal 2003 al 2011. I problemi sulla fascia destra dei blaugrana risalgono, di fatto, alla partenza di Dani Alves. Né Sergi RobertoAleix Vidal, quest’ultimo vittima di un brutto infortunio alla caviglia, hanno saputo sopperire alla perdita. Ecco che allora l’ex canterano potrebbe essere il rinforzo ideale per il nuovo Barcellona di Ernesto Valverde.

A queste spinose situazioni da gestire si aggiungono altri elementi da valutare. Il ritorno di Wilshere, anche quest’anno non del tutto libero dagli infortuni, Santi Cazorla, Welbeck, Lucas Perez, uno dei punti interrogativi della stagione, e altri ancora.

COME OPERARE?

Le ultime campagne acquisti dell’Arsenal hanno due principali tratti distintivi. Acquisti onerosi ma che non hanno elevato il tasso di qualità. Emblematica, in questo senso, è stata soprattutto l’ultima sessione di calciomercato estiva. Mustafi, pagato 40 milioni di euro e reduce da una tribolata stagione al Valencia (conclusa al dodicesimo posto), non ha dato la svolta necessaria al pacchetto arretrato. Xhaka, costato 45 milioni di euro, è ancora atteso al salto di qualità, tra ambientamento in una nuova realtà e difetti caratteriali. Lucas Perez, arrivato dal Deportivo La Coruña per 20 milioni di euro, è stato poco più di una comparsa (1038 minuti totali in stagione).

Considerando anche l’abbondanza della rosa (ad oggi consta di 32 giocatori), i gunners dovranno cercare di condurre una campagna acquisti oculata e mirata. La disponibilità economica non è mai stata un problema, ma quest’anno bisognerà investire in elementi di spessore assoluto per poter finalmente ripartire e poter puntare al titolo. Anche in vista delle possibili, pesanti partenze già discusse.

L’Arsenal si prepara alla ricostruzione, con Wènger di nuovo alla guida. Una “mezza” pagina pronta ad essere voltata.

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Olanda-Argentina 6-5 d.c.r. , le pagelle: Messi infinito, Gakpo non incide

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Olanda-Argentina

Olanda-Argentina è storia. Al termine di una partita pazza è l’albiceleste ad ottenere il pass per le semifinali della Coppa del Mondo dopo la lotteria dei rigori. Prestazione monstre da parte di Messi, autore di un assist meraviglioso per Molina al 35′ e di un rigore realizzato al 73′. Illude gli Orange uno straripante Weghorst, autore di una doppietta con le realizzazioni all’83’ ed al 100′.

Grande delusione per i ragazzi allenati da Van Gaal, in grado di effettuare una rimonta sensazionale. L’Argentina ottiene dunque la qualificazione alle semifinali della competizione, dove martedì prossimo affronterà la Croazia. Cruyff e Maradona hanno potuto assistere dall’alto un grandissimo spettacolo, spot per lo sport più bello del mondo. Di seguito le pagelle del match.

LE PAGELLE DELL’OLANDA

Noppert 5.5: si prende troppi rischi giocando il pallone con i piedi da dietro, incolpevole sui gol subito.

Timber 5.5: poco lucido nelle scelte, difficoltà evidenti nel giocare il pallone nella fase di manovra.

Van Dijk 6.5: leader indiscusso, non cambia il giudizio positivo nonostante il rigore sbagliato.

Aké 6.5: il migliore della retroguardia difensiva, una sicurezza nei contrasti aerei.

Dumfries 6: prestazione senza infamia e senza lode.

De Jong 6: muove bene il pallone, tradito dai pochi movimenti senza palla dei suoi compagni di squadra.

De Roon 5: 45′ nell’ombra del centrocampo argentino. Troppo poco per una partita di questa portata. (Dal 46′ Koopmeiners 6.5: geniale intuizione sulla rete del 2-2, geniale).

Blind 5: troppo lento nel fare la diagonale alle spalle di Aké in occasione del gol di Molina. Errore da matita rossa. (Dal 64′ De Jong 6: molto efficace nel gioco aereo, gestisce palloni importanti).

Depay 6: cerca di inventare qualcosa senza grandi risultati, rimane il migliore dell’attacco orange. (Dal 78′ Weghorst 7.5: leggendaria doppietta che entrerà nella storia, grande soddisfazione personale).

Bergwijn 5: nullo. Non prova mai l’1vs1 non creando mai problemi alla retroguardia albiceleste. (Dal 46′ Berghuis 6.5: ottimo ingresso in campo, fornisce qualità e visione di gioco. Sfiora il gol del 2-2).

Gakpo 5.5: non riesce ad incidere nella partita più importante. Il suo rimane un Mondiale super positivo. (Dal 113′ Lang sv).

LE PAGELLE DELL’ARGENTINA

E. Martinez 7.5: l’eroe della serata, para due rigori alla lotteria.

Romero 6.5: cattivo agonisticamente e grandi anticipi sugli attaccanti olandesi (Dal 78′ Pezzella 5.5: distratto).

Otamendi 5.5: prestazione da leader macchiata dalla punizione concessa a pochi istanti dal termine dell’incontro dove si è sviluppata la rete del 2-2.

L. Martinez 6: paga la scelta di Scaloni di lanciarlo dal 1′. Perfetto in fase d’impostazione, difesa a 3 promossa. Si perde Weghorst al centro dell’area. (Dal 106′ Montiel sv). (Dal 111′ Di Maria sv).

Molina 7: attacca uno spazio dove solo Messi è in grado di far arrivare il pallone. Lucido nell’insaccare il pallone di fronte a Noppert, si perde Weghorst sul 2-2).

De Paul 6.5: poco appariscente ma essenziale. Lavoro senza palla da top del ruolo, giocatore insostituibile per Scaloni. (Dal 66′ Paredes 5: nervoso e impreciso, prestazione da dimenticare).

E. Fernandez 6.5: performance meno appariscente rispetto alla media ma comunque sufficiente, non sbaglia una scelta. Sfiora il gol al 120′.

Mac Allister 6: sempre posizionato nella zona corretta del campo. Una spina nel fianco con i suoi movimenti tra centrocampo e difesa.

Acuna 6.5: rimedia un’ammonizione sciocca che gli costerà l’assenza nella semifinale. Rimane la sua prestazione migliore in questa competizione. (Dal 78′ Tagliafico 6: buone incursioni sulla fascia sinistra).

Messi 8: vede cose in campo che nessun essere umano è in grado di vedere, dipinge un’opera d’arte da esporre al Louvre con l’assist a Molina. Finisce pure a referto nel tabellino come marcatore con la realizzazione del calcio di rigore: Messi è il volto di una nazione intera.

Alvarez 5: insufficiente. Si sacrifica tanto senza risultare mai incisivo. (Dall’82’ Lautaro Martinez 6: qualche spunto interessante, entra con la voglia giusta. Suo il rigore decisivo).

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Emiliano Martinez para due rigori: in semifinale ci va l’Argentina!

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Argentina

Ai calci di rigore, l’Argentina conquista la semifinale contro la Croazia battendo l’Olanda 6-5. L’Albiceleste, in vantaggio di due reti grazie a Molina e Messi, si era fatta raggiungere nel finale dei tempi regolamentari dagli Oranje, a segno due volte con Weghorst, che ha mandato la gara ai supplementari.

Nulla è cambiato nella mezz’ora di extra-time e per decidere la seconda semifinalista di Qatar 2022 sono serviti i tiri dagli undici metri. Emiliano Martinez ha neutralizzato i primi due tentativi olandesi di van Dijk e Berghuis, Enzo Fernandez ha spaventato i tifosi della Seleccion sbagliando il penultimo rigore, ma Lautaro Martinez non ha fallito.

Martedì 13 dicembre sarà Croazia-Argentina per decidere la prima finalista che si giocherà la Coppa del Mondo.

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Flash News

Turris, Leonetti avvisa la Viterbese: “Faremo una grande partita”

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Turris

Domenica la Turris è attesa dalla trasferta sul campo della Viterbese in occasione della 17ª giornata di Serie C – Girone C. Gli uomini di Di Michele si stanno preparando in vista di questa sfida cruciale, dove i Corallini sono chiamati a cercare di ottenere la vittoria.

Oggi si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della sfida tra le due squadre, ma non ha presenziato Di Michele per cause sconosciute. Al suo posto ha risposto alle domande dei giornalisti l’attaccante della Turris, Vito Leonetti.

LA CONFERENZA STAMPA DI LEONETTI PRE VITERBESE-TURRIS

L’attaccante dei Corallini h sostituito mister Di Michele in conferenza stampa quest’oggi. Queste le parole di Leonetti in conferenza stampa:

Che Turris dobbiamo aspettarci a Viterbo? Cosa ha lasciato la partita contro l’Avellino?

“Contro l’Avellino ci è mancato l’approccio giusto. Il gran gol di Tito ci ha fatto cedere mentalmente. Contro la Viterbese faremo una grande partita, sappiamo tutti la nostra posizione in classifica e dobbiamo far di tutto per portare a casa la vittoria”.

Il tridente offensivo è stato il punto di forza della scorsa stagione, ma nonostante il rafforzamento con l’arrivo di Maniero sembra esserci una regressione. Come si spiegano i tanti errori sotto porta e i tanti gol su palla inattiva?

“Penso che in questo momento ci sta mancando qualcosa davanti, ma penso sia solo un momento no”.

Cosa manca a questa Turris? Equilibrio, serenità o qualità?

“Manca un po’ di serenità vedendo la classifica. Dobbiamo risalire in classifica per ritrovare la giusta serenità”.

Nonostante tre allenatori differenti le difficoltà sono persistenti. C’è stata una presa di coscienza dello spogliatoio oltre il cambio della guida tecnica?

“Nello spogliatoio siamo sempre uniti sotto ogni punto di vista, anche su ogni cambio allenatore. Ci diamo tanta forza tra noi, ma in questo momento non ci sta dicendo bene. Speriamo di superare questo momento a partire già da domenica”.

Sei in scadenza di contratto, la Turris ha avanzato una proposta di rinnovo?

“Ad oggi sono un calciatore della Turris a tutti gli effetti, e penso di concludere la stagione qui. Del rinnovo ne parleremo più avanti perché ora sono concentrato sul campionato e a provare ad uscire da questa brutta situazione di classifica”.

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Calcio Internazionale

Neymar: “Ultimo Mondiale? Troppo presto per dirlo”

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Neymar

Dopo il prematuro addio dal Coppa del Mondo Neymar, che oggi ha raggiunto Pelé in testa alla classifica marcatori all-time della nazionale brasiliana, si è espresso sul suo futuro.

Stando a quanto riportato dal quotidiano Globo Esporte e confermato dall’insider di calciomercato Fabrizio Romano, la stella dei verdeoro ha risposto a chi gli chiedeva se questo fosse stato il suo Mondiale:

“È troppo presto per dirlo. Non ho ancora le idee chiare, non posso garantire nulla”.



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