Da sempre, quello dell’estremo difensore è uno dei ruoli più discussi e delicati del gioco del calcio. Spesso i portieri diventano tali per una vera e propria vocazione naturale, altre volte semplicemente perchè, da bambini, sono i più scarsi con i piedi nel loro gruppo di amici e altre ancora, invece, i giocatori si trovano a difendere i pali della propria porta per puro caso. Nella storia, infatti, sono stati diversi gli esempi di difensori, centrocampisti o, addirittura, attaccanti che sono diventati portieri per pochi minuti, consacrandosi come eroi della propria tifoseria, o di quella avversaria.

ADIL EL HASSNAOUI

Chi? Ebbene, vi sembrerà strano, ma è stato proprio lui a darci lo spunto per questo articolo. E’ successo tutto settimana scorsa, precisamente il 7 Maggio, in Marocco. Il match tra Moghreb TeoutanMAS Fes, valevole per la Coppa marocchina, si sta trascinando verso uno scialbo 0-0. La sliding door si verifica solo al 117′, quando il portiere di casa, El Filali, viene espulso. I cambi, però, a quel punto sono finiti e allora tocca andare in porta ad uno dei giocatori in campo: il prescelto è proprio lui,  El Hassnaoui, mediano del Moghreb. Il portiere improvvisato diventerà, clamorosamente, il protagonista della serata, parando due, pesantissimi, rigori che consentiranno ai suoi compagni di approdare al turno successivo.

KYLE WALKER

Ben più famoso è Kyle Walker, terzino di Manchester City e Inghilterra. Il difensore dei citizens, in molti lo ricorderanno, nemmeno troppo tempo fa diventò portiere per una notte. Era il 6 Novembre 2019 e a San Siro Atalanta e Manchester City si affrontavano per la quarta giornata della Champions League. Al minuto 88′ di una gara sin lì equilibrata, un fallo da ultimo uomo costa il cartellino rosso al portiere Claudio Bravo. Pep Guardiola, che già nell’intervallo aveva perso Ederson per infortunio, non avendo più estremi difensori disponibili, è costretto a mandare in porta proprio Kyle Walker. Il terzino ex Tottenham saprà cavarsela abilmente tenendo inchiodato il risultato sull’1-1 e guadagnandosi diverse prime pagine del giorno dopo.

Fonte: @goal.com

FRANCISCO FARINOS

Rimaniamo in ambito europeo, ma scorriamo indietro, e di tanto, le pagine del calendario : teletrasportiamoci nel Marzo 2002. 5 anni con la maglia dell’Inter giocando da centrocampista, ma il punto più alto della sua permanenza in neroazzurro, Francisco Farinos lo raggiunge da portiere. La beneamata conduce per 2-1 il doppio confronto contro il Valencia, valevole per i quarti di finale dell’allora Coppa Uefa. A cinque minuti dal termine del match di ritorno, però, Toldo si fa espellere per somma di ammonizioni; Farinos non ci pensa due volte e si propone immediatamente come suo sostituto. Lo spagnolo farà valere i suoi (pochi) 174 cm di altezza anche al centro dei pali, compiendo due efficacissmi interventi che consentiranno all’Inter di approdare in semifinale.

RODRIGO PALACIO

Classe 1982, punta attualmente in forze al Bologna, Rodrigo Palacio non ha alcun bisogno di presentazioni. A parte l’ottima carriera trascorsa da attaccante, el trenza ha ben figurato anche da portiere. E’ il 18 dicembre 2012 e Don Rodrigo, allora in forza all’Inter, si sta giocando un quarto di finale di Coppa Italia contro il Verona. I neroazzurri stanno conducendo la gara per 2-0 quando l’estremo difensore Castellazzi si infortuna ad una spalla. Il mister dei milanesi Stramaccioni, che a quel punto aveva esaurito le sostituzioni, spedisce in porta Palacio che si comporterà egregiamente chiudendo, per due volte, la porta in faccia agli scaligeri.

fonte: passioneinter.com

COSMIN MOTI

Provate ad andare in Bulgaria, cercate un qualsiasi tifoso del Ludogorets e chiedetegli, senza troppi giri di parole, chi è il suo idolo. Rimarrete sorpresi quando, sorridente, vi risponderà invocando il nome di Cosmin Moti, difensore passato anche in Italia tra le file del Siena. Moti è diventato, a tutti gli effetti, una bandiera del club bulgaro (vanta addirittura una tribuna in suo onore alla Ludogorets Arena) non tanto per le sue 194 presenze con le Aquile, quanto più per un particolarissimo episodio. Siamo al 27 Agosto 2014 e il Ludogorets  si sta giocando l’accesso alla fase finale della Champions League contro lo Steaua Bucarest. Dopo che la gara termina 0-0 nei 90 m

inuti regolamentari, si va ai supplementari che si concludono con lo stesso risultato. Al 119esimo i bulgari rimangono in 10 per l’espulsione del portiere Stojanov, a quel punto i cambi sono finiti e (come avrete intuito) ad andare in porta è proprio Moti. Il difensore rumeno si consacrerà, incredibilmente, come il portiere più importante nella storia del club, non solo realizzando il suo rigore ma, addirittura, parandone due agli avversari, regalando, in questo modo, il primo storico accesso ai gironi della massima competizione europea al Ludogorets.

HARRY KANE

Non a tutti, però, è andata bene come ai giocatori sin qui citati, ne è un esempio Harry Kane, celeberrimo attaccante e capitano del tottenham. E’ il 23 ottobre 2014 e un allora 21enne Kane sta conducendo una gara da sogno contro il malcapitato Astreas Tripoli al quale ha appena rifilato tre gol. All’87esimo il portiere Lloris viene espulso ed è, ovviamente, la giovane punta inglese a prendere il suo posto. Risultato? Paperona incredibile e gol subito al primo tiro in porta. Poco male, perchè la partita terminerà 5-1 in favore degli Spurs e Kane si porterà a casa il pallone grazie alla sua prima tripletta in ambito europeo.

fonte: calcioweb.eu

IL PUMA EMERSON

In carriera è stato uno straordinario centrocampista, con un palmares di 15 trofei conquistati (ed uno revocato, lo scudetto Juventino del 2004-2005), Emerson Ferreira Da Sosa, o, semplicemente, Emerson, è stato uno dei calciatori brasiliani più importanti del suo tempo. Il puma, al contrario dei suoi colleghi “portieri”, non ha mai disputato gare ufficiali da estremo difensore. Nell’estate 2002, però, durante una partitella di allenamento con la nazionale verdeoro, Emerson provò ad improvvisarsi portiere. Quello che era nato come un gioco si trasformò ben presto in un incubo, perchè, provando goffamente a buttarsi, il brasiliano rimediò un brutto infortunio lussandosi una spalla. Questo infortunio costringerà il puma a saltare i mondiali in Korea e Giappone dello stesso anno, mondiali che, ironia della sorte, sarà proprio la selecao (di cui, peraltro, lo stesso Emerson era capitano) a vincere. Anche lui, dunque, a suo modo è stato un eroe.

Fonte immagine in evidenza: @skysport.it