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Sabatini presenta il suo libro: aneddoti ed emozioni del suo calcio "furioso e solitario"

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Sabatini presenta il suo libro: aneddoti ed emozioni del suo calcio “furioso e solitario”

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Sabatini

Oggi pomeriggio al Circolo Canottieri Aniene di Roma si è tenuta la presentazione de Il mio calcio furioso e solitario, il nuovo libro di Walter Sabatini. La nuova pubblicazione, edita Piemme, vuole essere un modo per mettere nero su bianco l’esperienza e la visione calcistica di uno dei volti dirigenziali più illustri del calcio nostrano. Diverse le personalità invitate a prender parte all’evento, tra cui il Presidente del CONI Giovanni Malagò e il giornalista Jacopo Volpi. Presenti inoltre volti noti come Daniele De Rossi, Diego Perotti, Mauro BaldissoniAlberto De Rossi, tutti legati dalle diverse esperienze lavorative alla Roma. Tanti i temi affrontati, dagli aneddoti in veste di dirigente ai ricordi di inizio carriera, passando per alcuni momenti toccanti come la lettura di un passo del libro riguardante Sinisa Mihajlovic alla presenza della figlia Arianna.

ORIGINE DEL LIBRO – “Qualsiasi cosa io faccia c’è sempre di mezzo il calcio. Nella mia vita c’è sempre il calcio, senza esso non sarei stato nulla. Ovviamente esso traspare sempre, mi piace parlarne e raccontarlo tramite piccole note: parlo della Roma e delle altre società, delle altre esperienze della mia vita che sono nel mio cuore. Non sono solito scrivere, ho una scrittura orribile e anzi sono felice e sorpreso di essere riuscito a scrivere in modo così scorrevole e a tratti incisiva.

Perché questo nome? Il mio non è un calcio romantico, il mio è un calcio furioso, anzi furibondo, perché quando io perseguo un obiettivo sono disposto a fare qualsiasi cosa, a superare qualsiasi ostacolo. Poi io sono un acrobata del calcio, in carriera ho fatto certe cose che adesso fisicamente sto pagando. Solitario perché da sempre quando devo prendere una decisione importante sono sempre fondamentalmente da solo, escluse alcune situazioni in cui mi affiancano persone di un’intelligenza inesorabile come Mauro Baldissoni. In lui vedevo una sorta di cuscinetto, così com’è stato nei fatti poiché lui combatteva al mio posto con Pallotta. Ricordo le call con lui quando eravamo alla Roma, terminavano tutte dopo trenta secondi e non ce le mandavamo mai a dire. Questo è un libro che nasce da solo, si è autogenerato. Ci tengo a dire che questo libro è dedicato a tutti coloro che hanno fatto parte della mia vita e della mia carriera, non solo quelli che vengono citati ma anche tutti gli altri”.

SABATINI CALCIATORE (interviene Massimo Fabbricini)“Ho avuto a che fare con Walter per molti anni ma da giornalista, non ho mai avuto la fortuna di lavorare con lui. Posso però dire che ben 47 anni fa, stagione 1976/77, Walter Sabatini arriva alla Roma. Io lo conosco a Norcia, provo a convincerlo del fatto che lui sia il migliore di tutti a servire palloni in mezzo, era dotato di una grande genialità. Quell’anno però gioca soltanto 10 partite, una dall’inizio, le altre 9 da subentrato al posto di campioni come Bruno Conti, Agostino Di Bartolomei, Loris Boni, Pierino Prati e Stefano Pellegrini. Come vi dicevo lui è sempre stato un uomo di fantasia, di genialità. E questa genialità l’ha mostrata anche quando è riuscito a reinventarsi diventando quello per cui oggi siamo qui”.

SABATINI CALCIATORE (risponde Walter Sabatini) – “Sono stato tra l’altro l’unico calciatore della storia ad essere sostituito senza il sostituto, perché una volta mi hanno tirato fuori preferendo giocare in 10 piuttosto che con me in campo. Il mister mi ha guardato e mi ha detto ‘stai seduto e in silenzio, preferisco giocare con uno in meno’ (ride, ndr)”.

RAPPORTO CON DE ROSSI (interviene Daniele De Rossi) – “L’unica cosa che non ho mai fatto a Trigoria e che invece tutti gli altri, compagni e allenatori, hanno fatto è stato entrare nel suo ufficio. Sembrava l’area fumatori degli aeroporti, c’era una vera e propria cappa di fumo. Su quello ci scontravamo, lui diceva che non si sentiva, invece vi assicuro che si sentiva eccome. Facevamo quindi lunghe passeggiate all’aperto, attraverso cui abbiamo stretto il nostro rapporto. Lui tra l’altro conosceva già mio papà (Alberto De Rossi, ndr). Una fiducia reciproca che è nata man mano che passavano i giorni, anche attraverso le difficoltà, le sconfitte e i momenti duri. Ed è proprio in quelle situazioni che serve cercare appiglio nelle persone giuste, negli uomini veri. Ma al di là del Walter uomo ho sempre apprezzato le nostre chiacchierate sul calcio, ogni volta che parlavamo uscivo dai nostri colloqui soddisfatto”.

RAPPORTO CON DE ROSSI (risponde Walter Sabatini)Per me Daniele è come un figlio. Spero che tu sarai il mio prossimo allenatore, anche se mi cogli in un momento nefasto della mia carriera. Lui è un grande allenatore: forse solo io ho saputo cogliere il lavoro che hai fatto a Ferrara in una situazione davvero complessa. Ma la sua era una squadra riconoscibile e sono sicuro che farai bene in futuro, avrai le tue occasioni. Giornata tipo con me da dirigente e Daniele da allenatore? Lui allena e io sto in panchina a guardarlo. Sono sicuro delle sue potenzialità e so che può diventare un grande allenatore”.

PEROTTI – “Diego era uno di quelli su cui puntavo per l’impresa salvezza con la Salernitana. Non l’ho preso per calciare i rigori al 90′, anche se sei sempre stato bravissimo dal dischetto. Ad Empoli hai fatto ciò per cui ti avevo scelto, ti sei liberato di due avversari e hai conquistato il rigore. Mi è dispiaciuto tantissimo non essere in panchina quel giorno, quando sei scoppiato a piangere sarei voluto essere lì a consolarti. Se avessi saputo che avresti reagito così col ca**o che te lo avrei fatto tirare (ride, ndr). Forse non vi rendete conto di che giocatore è stato Perotti. Anche a Roma gli abbiamo visto fare cose assurde, sombreri, giocate fuori dal comune. Per lui il primo uomo era come se non esistesse. Ci ha fatto divertire davvero molto“.

RADONJIC – “Sono davvero contento per il suo percorso, ha fatto bene a Marsiglia e oggi sta facendo altrettanto con la maglia del Torino. Noi lo abbiamo portato alla Roma a 15 anni, era un ragazzino sbandato che veniva da una famiglia turbolenta. Non lo trovavamo mai, stava sempre in giro. Alberto De Rossi che lo ha fatto giocare in Primavera perdeva la testa, non sapevi mai se sarebbe venuto all’allenamento o meno, ma già a quell’età si vedeva che era una Ferrari, gli davi la palla e non gliela toglievano mai. Io sono rimasto gravemente offeso da molte persone che ritenevano Radonjic niente più che una plusvalenza di Sabatini, ma noi avevamo speso 3.5 milioni di euro per la commissione, numeri non da poco per un ragazzino. Poi sono rimasto felice quando il Marsiglia lo ha preso a 12 milioni, eliminando il problema della commissione pagata. Oggi sta facendo benissimo ed è una soddisfazione”.

RAPPORTO CON I CALCIATORI – “Se ho amato veramente i miei calciatori? Sì, li ho amati tutti alla stessa maniera. Io sono geloso dei miei calciatori e quando qualcuno se la prende con loro sono disposto a dare la vita per difenderli. Ho amato più loro o le donne? Beh oddio, le donne sono state molto importanti, le ho amate e le amo tuttora. Già in questa platea ce ne sono 4 o 5 per le quali morirei, sono state davvero importanti per me”.

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L’Udinese riflette su Cioffi: due i nomi al vaglio per sostituirlo

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Gabriele Cioffi a colloquio con Sandi Lovric e Kingsley Ehizibue Udinese Serie A

Secondo quanto riportato da Il Messaggero Veneto, la panchina di Gabriele Cioffi sarebbe a rischio, dopo il pareggio di ieri per 1-1 ottenuto contro la Salernitana.

L’allenatore attuale dell’Udinese ha si raccolto il triplo dei punti raccolti da Andrea Sottil nelle prime 9 partite di campionato: Sottil aveva raccolto solo 6 punti a seguito di 6 pareggi e 3 sconfitte. Mentre l’impatto di Cioffi, alla sua seconda esperienza sulla panchina dei friulani dopo la stagione 2021/22, è stato molto più positivo. Ma questi risultati non hanno allontanato i bianconeri dalla zona retrocessione. Infatti l’Udinese è in vantaggio di soli 4 punti dalla zona calda, occupata da Sassuolo, Cagliari e Verona (tutte a 20 punti), che significherebbe Serie B.

Il presidente dei friulani, Pozzo, sta pensando ai possibili sostituti di Cioffi. Sulla lista sono presenti Luca Gotti, ed anche per lui sarebbe un ritorno in Friuli, dato che si è seduto sulla panchina dell’Udinese tra il novembre 2019 ed il dicembre 2021, per 87 partite (25 vittorie, 25 pareggi e 37 sconfitte); e Leonardo Semplici, che non siede su una panchina dal giugno 2023, quando è subentrato a Luca Gotti sulla panchina dello Spezia. Panchina per lui però poco fortunata, essendo che i liguri scesero in Serie B, dopo aver perso il play-out contro l’Hellas Verona.

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Lotito contro Gravina: si potrebbe arrivare alla magistratura, il punto della situazione

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Lotito

Acque burrascose quelle di Formello in questi giorni. Dopo la gara contro il Milan, e le conseguenti parole di Lotito, proprio il numero uno della Lazio crede, come riportato dal Corriere di Roma, che i presunti errori arbitrali siano parte di uno schema più grande, orchestrato dai vertici federali.

La fonte capitolina riporta che i torti in campo siano concepiti da Lotito come un fattore politico, dato che Gravina e il patron della Lazio non sono in buoni rapporti. Lotito crede che l’elezione del presidente della FIGC sia un paradosso giuridico e che gli arbitri debbano slegarsi dall’Organo Federale. Le parole del presidente della Lazio non lasciano alcun dubbio: “Non ci sono le condizioni per trovare un punto d’incontro. È giunto il momento che la Lega abbia una condizione terza, perché il sistema non garantisce affidabilità”.

Il caso è letteralmente scoppiato al termine della gara tra Lazio e Milan finita per 1-0 per gli ospiti e con tre espulsioni per i biancocelesti. Di Bello, per la gestione della gara, è stato fermato per il mese di marzo. Lotito, intanto, come riportato dal Corriere dello Sport, potrebbe rivolgersi alla magistratura: “La Lazio si farà valere nelle sedi preposte. Certi episodi si ripetono da diverso tempo. Vedremo di farci valere con altre istituzioni”. Quello che filtra, dunque, è che siamo solo all’inizio della questione.

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La battaglia su due fronti dell’Inter: sul campo e dirigenziale

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Inter

L’incredibile cavalcata dell’Inter in campionato potrebbe presto chiudere il discorso scudetto. Con 12 punti di vantaggio sulla seconda, a 12 partite dalla fine della Serie A, i nerazzurri sono sulla buona strada per la seconda stella. Ma se, da un lato, gli uomini di Inzaghi stanno lottando per gli obiettivi sul campo, sul piano dirigenziale c’è tutta un’altra battaglia.

Come riporta Tuttosport, il presidente dell’Inter Zhang starebbe cercando un modo per prolungare il prestito con Oaktree. Le parti stanno trattando sul rinnovo del prestito, che scade a maggio. E che potrebbe comportare il pagamento degli interessi (che ammontano a 105 milioni di euro), per poter essere riattivato. Il numero uno nerazzurro conta di tornare in Italia a breve, magari in occasione degli eventuali quarti di finale di Champions League. E, in tale occasione, potrebbe fare il punto della situazione direttamente con i dirigenti della sua squadra.

Tornando al prato verde del pallone giocato, l’obiettivo di Inzaghi e i suoi potrebbe essere il record di punti della Juventus di Conte: 102 nella stagione 2013-2014. Con 12 partite rimaste, la proiezione potrebbe arrivare a 105. Naturalmente, però, si tratta di una proiezione basata sulla vittoria in tutte le prossime gare. Ma basterebbe un pareggio all’interno di queste 12 gare, per superare, comunque, il record di punti.

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La Lazio presenta un dossier sugli errori arbitrali a loro sfavore

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Lazio-Milan, in foto: Mattia Zaccagni, Alessio Romagnoli, Luca Pellegrini, Olivier Giroud, Matias Vecino, Di Bello, Serie A, Champions League, Europa League, Coppa Italia

Secondo quanto riportato dal quotidiano torinese Tuttosport, dopo la sfida persa per 0-1 contro il Milan e finita tra le polemiche per gli errori arbitrali, la Lazio presenterà un dossier. Al centro del quale non ci sarebbero solo gli errori di Di Bello, nel match dell’Olimpico di venerdì sera.

In esso saranno riportate tutte le decisioni arbitrali discutibili che hanno danneggiato i biancocelesti. Ad esempio, pare che saranno citati i casi Mckennie, che nell’azione che ha portato al gol Dusan Vlahovic contro gli aquilotti, ha raccolto il pallone a ridosso della linea laterale in una maniera sospetta; ed il caso Fabbian, che non fu espulso durante la sfida contro il Bologna giocatasi all’Olimpico qualche settimana fa.

Questo dossier è una chiara rappresentazione approfondita di quanto il presidente della Lazio, Claudio Lotito aveva affermato alla fine del match contro il Milan. Infatti il senatore della Repubblica Italiana è passato dalle parole ai fatti.

LE DICHIARAZIONI

POST LAZIO-MILAN – “Mi sento di dire che quando il gioco assume questi connotati servono altri organismi per fare determinate valutazioni. Manca l’affidabilità del sistema, quindi bisogna ricorrere a istituzioni terze che pongano fine a situazioni incresciose. Si deve vincere per merito, mentre oggi si è superato tutti i limiti possibili. Vengo io a parlare per evitare che le parole vengano strumentalizzate. La squadra si farà valere nelle sedi preposte. Il sistema dovrà dare risposte, con fatti e non con parole”.

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