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Basket

Il punto della situazione: Western Conference, Southwest Division

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San Antonio Spurs

In entrata: Matt Costello (C), Rudy Gay (F), Darrun Hilliard (G), Joffrey Lauvergne (C), Brandon Paul (G), Derrick White (G).

In uscita: Joel Anthony (C), Dewayne Dedmon (C), David Lee (C), Jonathon Simmons (F).

Voto 5,5.

Praticamente niente da segnalare. Arriva Rudy Gay a dare spaziature in attacco e beccarsi occhiate storte da Pop alla prima forzatura insensata, Joffrey Lauvergne in fuga da Chicago, Hilliard e qualche prospetto dal Draft. Dispiace per la partenza di Simmons ma il cap è molto corto, anche dopo che Gasol si è tagliato lo stipendio. Grosso rimpianto per la offseason? Chris Paul, sarebbe stato sicuramente interessante vederlo in mano a coach Popovich ma Houston è stata più convincente. Buone notizie per l’anima: Ginobili rimane ancora per un po’.

Dallas Mavericks

In entrata: Brandon Ashley (F), Gian Clavell (G), P.J. Dozier (G), Maxi Kleber (F), Josh McRoberts (F), Johnathan Motley (F), Dennis Smith Jr. (PG), Jeff Withey (C).

In uscita: Nicolás Brussino (G), A.J. Hammons (C), DeAndre Liggins (F), Jarrod Uthoff (F).

Voto 6.

Stessa storia degli Spurs, con la differenza che Nerlens Noel rimarrà un altro anno (ma poi sarà free-agent) e quindi di cessioni importanti non ce ne sono state. Tanti rookie (del quale Dennis Smith è uno dei più interessanti all-NBA) e usati sicuri. Dallas si avvia ad un’altra stagione abbastanza interlocutoria, soprattutto con il livello attuale della Western Conference. Potrebbero essere le ultime occasioni per vedere all’opera Dirk Nowitzki? Chissà.

Houston Rockets

In entrata: Tarik Black (C), Demetrius Jackson (F), Chris Johnson (F), Shawn Long (F), Luc Mbah a Moute (F), Cameron Oliver (F), Chris Paul (PG), Zhou Qi (C), Tim Quarterman (PG), P.J. Tucker (F).

In uscita: Patrick Beverley (PG), Sam Dekker (F), Montrezl Harrell (F), Louis Williams (G), Kyle Wiltjer (C).

Voto 7,5.

Per ora 7,5 ma può salire o scendere come un indice di borsa. Il fatto è che Chris Paul e James Harden assieme possono essere un bellissimo spettacolo ma due pariruolo con un Usage% molto alto assieme comporta delle rinunce da entrambe le parti per non pestarsi i piedi da soli. Ipotizzandoli assieme, potremmo vedere Paul quanto più spesso off the ball ed in cabina di regia nei minuti di assenza di Harden, a cui togliere la palla dalle mani è un vero delitto. É anche vero che CP non ha mai vissuto all’ombra di un’altra guardia in materia di shotcalling quindi per lui questo scambio è una sfida molto interessante. Al limite c’è sempre l’opzione di vederli in campo separatamente ma sarebbe veramente triste. Il pacchetto spedito ai Clippers è stato rimpiazzato in fin dei conti adeguatamente, anche se forse mancherà Lou Williams dalla panchina.

Memphis Grizzlies

In entrata: Dillon Brooks (F), Mario Chalmers (PG), Tyreke Evans (G), Vince Hunter (F), Ben McLemore (G), Jeremy Morgan (G), Ivan Rabb (C), Kobi Simmons (PG), Rade Zagorac (F).

In uscita: Tony Allen (G), Vince Carter (G), Troy Daniels (F), Zach Randolph (C).

Voto 6.

Si rompe l’asse delle meraviglie Gasol-Randolph. Tornando seri, Zach è stato un giocatore fondamentale per Memphis e per il suo futuro e dispiace non vedere più quella strana coppia di grandi e grossi centri insegnare a giocare in post a tutta l’NBA. Soprattutto con Joerger, Memphis era diventata un baluardo del vintage basketball e la coppia Gasol-Randolph ne erano l’inconfondibile logo, in un era dove lo small-ball e motion offense estreme come la 5-out danno grandi dividendi. Ora Memphis, senza neanche Tony Allen, con Gasol che passa molto meno tempo dal post (ma ha messo su un ottimo tiro da fuori) e con due nuovi innesti in cerca di maggior fortuna (Evans e McLemore) assomiglia sempre di più alle altre 29 franchigie, del resto coach Fizdale è lì per quello. Bentornato Super Mario (ristabilitosi completamente dopo l’infortunio al tendine d’Achille) e occhio a Zagorac, potrebbe già essere qualcosa di interessante.

https://youtu.be/r36mlf0BKi0

New Orleans Pelicans

In entrata: Cliff Alexander (F), Tony Allen (G), Ian Clark (PG), Charles Cooke (F), Frank Jackson (PG), Jalen Jones (G), Perry Jones III (F), Darius Miller (F), Rajon Rondo (PG).

In uscita: Quinn Cook (PG), Tim Frazier (PG), Donatas Motiejunas (C), Quincy Pondexter (F), Axel Toupane (F).

Voto 5,5.

Niente di eclatante. Ad un primo sguardo, manca un 3 di ruolo. Con Davis e Cousins tra 4 e 5, con Holiday, Rondo e Allen a dividersi i minuti del backcourt, con Pondexter che è appena andato via, manca proprio uno starter di livello nello spot di 3. Potrebbe essere lo stesso Allen, potrebbe essere Perry Jones, Dante Cunningham, Miller? Tony a Memphis ha sempre giocato affiancando Conley (e comunque la sua presenza assieme a Rondo e due lunghi ammazza il concetto di spaziature), Jones non gioca dal 2015, Cunningham è un 4, Miller è stato già bocciato in passato dagli stessi Pelicans. Un need importante che non è stato risolto. Alvin Gentry dovrà inventarsi qualcosa, potrebbe anche tirare fuori un frontcourt molto pesante con Davis addirittura da 3 ma parliamo veramente di fantabasket.

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Basket

Palacio dal calcio al basket, la nuova vita del ‘Trenza’

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Cambia lo sport ma non l’entusiasmo per Rodrigo Palacio, l’argentino comincia la sua nuova avventura nel mondo del basket. Ritiratosi dal calcio giocato dopo la parentesi al Brescia nello scorso anno in Serie B, il Trenza si è subito cimentato in una nuova avventura all’età di 40 anni.

Palacio è sceso in campo nella partita di basket del Garegnano Milano, in occasione di un torneo amichevole. La società cestistica milanese milita attualmente nel campionato di Serie D. L’argentino ex Inter e Genoa ha giocato contro il Basket Trezzano, mettendo a referto 4 punti.

Dopo aver segnato 101 gol in Serie A in carriera e aver fatto cantare i tifosi con la palla tra i piedi, per Palacio adesso è giunto il momento di rimettersi in gioco con la palla tra le mani.

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Basket

DAZN si allarga: arrivano la Serie C e la Serie A di Basket

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Peluso

Come riportato sui propri canali social, Dazn allarga i propri orizzonti inglobando ElevenSports. Arriveranno la Serie C e la Serie A di Basket.

NOVITÀ SU DAZN

Dazn assorbe e ingloba ElevenSports all’interno della propria piattaforma. Pare che fosse tutto confermato dallo scorso 25 agosto.

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Altri Sport

Eurobasket 2022, cosa è mancato all’Italia?

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Eurobasket 2022

Mercoledì si è interrotto il sogno azzurro. Per l’Italia l’Eurobasket 2022 è terminato contro la Francia ai quarti di finale, in una maniera a dir poco rocambolesca. A poco più di 2 minuti dalla fine della partita, Fontecchio aveva regalato il +7 azzurro con una tripla impossibile. Da lì in poi l’Italia non si è più mossa. A 14 secondi dalla fine e + 2 Italia, sempre Fontecchio è protagonista, stavolta in negativo, sbagliando entrambi i tiri liberi a disposizione. Heurtel realizza un veloce canestro da 2 punti e pareggia i conti, quindi overtime. Una volta ai supplementari però, l’inerzia era tutta dai francesi, che infatti hanno portato a casa la vittoria. Senz’altro ci sono state cose positive dell’Italia in questo Eurobasket, ma cosa è mancato alla nazionale di Pozzecco in questa folle partita contro la Francia?

I PUNTI DI FORZA DELL’ITALIA

Come ogni cosa, bisogna analizzare i pro e i contro. Si parte quindi prima dalle cose positive, perché comunque ce ne sono state parecchie nel corso dell’Eurobasket 2022. La cosa migliore è stata la forza e l’unione di questo gruppo, memore della bella esperienza affrontata l’anno scorso alle Olimpiadi, conquistate contro la difficile Serbia. La vittoria contro gli stessi serbi si è ripetuta anche nel corso degli europei, nonostante stavolta ci fosse anche il due volte MVP NBA Nikola Jokic.

Chi ha funzionato alla grande è stato Fontecchio, leader indiscusso di questa nazionale. L’infortunio di Gallinari lo ha spinto ancora di più a caricarsi l’Italia sulle spalle. Ha avuto però ottimi guerrieri al suo fianco, soprattutto Nik Melli e Marco Spissu. Il playmaker sardo si è conquistato in questo Eurobasket 2022 il posto da titolare un po’ a sorpresa, ma contro la Serbia è stato fenomenale con la serie di triple realizzate. Ottimo anche Melli, che pur non essendo un centro puro, è riuscito a tenere a bada gente come Jokic, ma ha anche fatto sudare qualche camicia pure a Rudy Gobert.

I PUNTI DI DEBOLEZZA DELL’ITALIA

La cosa particolare di questa nazionale, è che alcuni punti di forza sono allo stesso tempo punti di debolezza. Per esempio Pozzecco ha sicuramente unito ancora di più un gruppo già affiatato, grazie al suo atteggiamento esuberante. A volte però un allenatore deve avere anche del self-control, ma il Poz è davvero troppo emotivo.

C’è poi lo stesso Melli. Per carità, per come ha giocato in l’ Eurobasket 2022, non gli si può dir nulla contro. Sorge però sempre il solito problema della mancanza di un vero centro per gli azzurri. Purtroppo è una mancanza che ci si porta dietro da anni. Tessitori e Biligha non sono all’altezza di certi palcoscenici, e non possono reggere più di qualche minuto in campo contro squadre come la Francia.

Un punto di debolezza purtroppo è stato Fontecchio nell’ultima partita. L’eroe della nazionale è stato lui, ma chissà dove sarebbe ora l’Italia in questo Eurobasket 2022 se avesse realizzato anche solo uno dei due tiri liberi. Probabilmente in finale, dopo aver visto come la Polonia in semifinale è stata spazzata via malamente dai Blues. Nessuno potrà mai dirlo. Questa situazione ricorda per certi versi Baggio al mondiale di USA 1994. Il divin codino fu il migliore dell’Italia, e grazie a lui gli azzurri arrivarono in finale. Quel rigore sbagliato però fu decisivo, proprio come lo sono stati i liberi sbagliati da Fontecchio.

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Altri Sport

Italbasket, che impresa! Battuta la Serbia di Jokic

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L’Italbasket vola ai quarti di finale degli europei di pallacanestro. Gli azzurri, dopo aver vinto contro la Serbia di Jokic, se la dovranno vedere con la Francia di Gobert e compagni. La squadra allenata da Gianmarco Pozzecco si è resa protagonista di una vera e propria impresa. Di fatti, prima del match, nessuno avrebbe mai lontanamente pensato che il quintetto italiano avrebbe potuto battere una delle favorite alla vittoria finale.

Gli azzurri hanno chiuso i primi due quarti in svantaggio di soli sei punti: 51-45. Ma dal terzo quarto in poi, la storia è cambiata. I ragazzi di Pozzecco; espulso per proteste, sono riusciti grazie alle straordinarie prestazioni di Spissu (mvp del match), Melli, Fontecchio e Polonara a guadagnarsi uno storico quarto di finale. Ai serbi non basta l’immensa prestazione di Luka Jovic, autore di una doppia doppia. Adesso, agli azzurri, non rimane che continuare a sognare.

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