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L’All-Star Game nel calcio: social stars edition

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Una cosa è certa: negli Stati Uniti tutto ciò che viene fatto diventa a suo modo spettacolare. Non potrebbe essere altrimenti, in un Paese che ospita il cuore pulsante del cinema, Hollywood, dove le idee si trasformano in arte sul grande schermo. Tutto nasce dall’idea, quella lampadina che si accende e che pian piano diventa realtà. Come quella, abbagliante, che si accese nel giugno del 1946 a New York, quando fu ufficialmente fondata la NBA, che inizialmente prendeva il nome di Basketball Association of America (BAA), ma che fu in un secondo momento nominata con la sigla che tutto il mondo conosce. Ma perché stiamo parlando di basket? La pallacanestro, per dirla in termini più vicini alla nostra cultura, negli States è religione, al pari di baseball e football americano e, soprattutto, al pari del nostro amato calcio. Un culto che, come detto, sfocia sempre nello spettacolo. Chiediamoci, allora, in uno sport dove la magnificenza delle giocate regna, qual è l’evento che più incarna la concezione di sport visto anche come intrattenimento vero e puro? Indubbiamente l’All-Star Game, un weekend di gare, appunto, spettacolari che culminano con un match tra due squadre, che rappresentano una selezione dei migliori giocatori della Eastern Conference e della Western Conference: intrattenimento puro.

Quest’anno l’All-Star Game ha visto sfrontarsi il Team Giannis contro il Team LeBron, con quest’ultimo che ha trionfato per 155-157. Fonte immagine di copertina: profilo Instagram ufficiale dell’All-Star Game.

E il calcio? Nel nostro sport preferito un evento del genere non c’è. Certo, ci sono i Mondiali, la Champions League, ma si tratta comunque di competizioni dove ci si gioca una stagione o, addirittura, una carriera. Non c’è quella mente libera, quel desiderio di dar spettacolo, per il solo gusto di farlo e per far divertire tifosi da tutto il mondo. Perché, allora, non provare ad immaginare un All-Star Game nel mondo del calcio, un match che possa far vivere anche i fans di questo sport, uno spettacolo in stile NBA. Proprio per fare ciò ci siamo noi, ma vogliamo aggiungere ancora qualcosa: non vogliamo selezionare i migliori ruolo per ruolo, non sarebbe un criterio del tutto oggettivo, ma vogliamo provare ad immaginare un’edizione del nostro personalissimo All-Star Game calcistico, che coinvolga le “social stars“, ossia quei calciatori che sui social, ruolo per ruolo, con particolare riferimento ad Instagram, hanno il più alto numero di followers. Un criterio oggettivo e moderno, che, come leggerete, corrisponderà anche ad altissimi valori in campo.

SQUADRE E CAPITANI

Nella controparte cestistica si sfidano due selezioni rispettivamente composte da giocatori di Eastern e Western Conference. Più nello specifico, però, queste due squadre prendono il nome di un cestista simbolo, che le rappresenti: quest’anno è toccato a Giannīs Antetokounmpo LeBron James. Nel nostro All-Star Game, quindi, faremo lo stesso, prenderemo due calciatori simbolo, che storicamente rappresentano una fazione di tifosi e che vivono, ogni giorno della loro carriera, come un costante scontro a distanza. Ovviamente, stiamo parlando di Lionel Messi Cristiano Ronaldo, che hanno creato una sorta di corrente di pensiero calcistica per i tifosi che scelgono di schierarsi dall’una o dall’altra parte. Due capitani che guideranno la propria selezione e che, oltre a rispettare il concetto sportivo dell’essere i migliori calcisticamente parlando, rispettano anche la premessa che abbiamo fatto, ossia quella di selezionare i giocatori che più si sono creati un’ampia fan base sui social. Infatti, Ronaldo e Messi sono, rispettivamente, il primo e il secondo calciatore al mondo per numero di followers su Instagram, nello specifico con 205 milioni 143 milioni di seguaci. Sarà, quindi, Team Messi contro Team Ronaldo, la sfida tra i due campioni è servita: entrambe le compagini scenderanno, ideologicamente, in campo con il 4-3-3, modulo molto versatile e che ha segnato la carriera di ambedue i calciatori. Lo stadio dell’evento? Un campo neutro, estraneo da faziosità particolari verso uno o verso l’altro: il Wembley Stadium, leggendario impianto londinese, ideale per capienza e modernità. Cosa manca? Chiaramente gli altri venti protagonisti della serata. Scopriamo, quindi, i convocati per l’All-Star Game del calcio: social stars edition.

TEAM MESSI

Prima di introdurre le due selezioni, avremmo dovuto pensare al pre-show, volendo fare le cose “all’americana”. Avremmo dovuto immaginare un concerto pre-gara, presentazioni dei calciatori in grande stile, accompagnate da musica epica e spettacoli di luci. Tuttavia, ci interessa di più l’aspetto sportivo, accompagnato dai numeri di engagement sui social, che abbiamo scelto come criterio per la scelta degli altri venti uomini. Partiamo, quindi, dal Team Messi.

In porta c’è David de Gea, il secondo portiere più seguito su Instagram al mondo, dall’alto dei suoi 10,9 milioni di followers. Da anni tra i migliori al mondo nel suo ruolo, lo spagnolo si è ritagliato il ruolo di uomo decisivo per il Manchester United e per la “sua” Spagna. Ex dell’Atletico Madrid, de Gea è pronto a sfidare la squadra guidata da un ex del Real Madrid, in una sorta di derby ideologico tra calciatori che hanno lasciato sponde diverse della capitale spagnola.

In difesa due su quattro sono del Barcellona e si tratta di Gerard Piqué Jordi Alba, rispettivamente con 18 milioni 12,5 milioni di followers. Spiegare perché sono stati inseriti nella squadra guidata dalla Pulce è molto intuitivo: entrambi, ormai, bandiere del club blaugrana, scudieri fedelissimi al fianco di Messi e tra i principali artefici dei tanti successi degli ultimi anni. Al netto delle polemiche degli ultimi messi che stanno travolgendo i catalani, il binomio spagnolo Piqué-Alba è una sicurezza, sia in campo, che sui social. Il reparto, però, va completato e a farlo saranno Virgil van Dijk David Luiz, che vantano rispettivamente 8,7 milioni 19,4 milioni di followers. Due difensori che apparentemente non hanno nulla a che fare con il capitano argentino, ma che più volte hanno espresso il loro massimo rispetto per Messi, definendolo come il migliore al mondo, anche quando si tratta, come fatto dal centrale olandese, di commentare l’assegnazione del Pallone d’Oro.

Il centrocampo, così come il reparto arretrato, parte da una bandiera e leggenda dei bluagranaDon Andrés Iniesta, l’illusionista. Lo spagnolo, che attualmente sta vivendo una parentesi calcistica in Giappone al Vissel Kobe, ha segnato la storia del Barça e del calcio mondiale e non poteva non far parte della selezione guidata dall’argentino, anche perché supportato dai numeri sui social, con 33,3 milioni di followers su Instagram. Al suo fianco altri due uomini, uno dei quali sembrerebbe cozzare con la linea fino ad ora adottata, ma che, anche per esigenze numeriche come poi vedrete proseguendo nella lettura, abbiamo scelto di schierare al fianco di Messi. Il primo è Paul Pogba, e fin qui nulla di strano, molto attivo sui social e tra i “re” dell’engagement con 39,5 milioni di seguaci. Il secondo, invece, è James Rodríguez, il centrocampista più seguito al mondo sui social, con ben 45 milioni di followers. Il francese, pur non avendo nulla a che fare a livello di club e di esperienze con l’argentino, ha in passato dichiarato di voler giocare con la Pulce. James, invece, non hai mai evidenziato qualche legame particolare con Messi, anzi, volendo, si può trovare anche un episodio penalizzante per l’argentino, che nel giugno del 2019 ha subito un tunnel dal colombiano, in una sfida con le rispettive Nazionale. Un episodio che è rimasto tale, ma che ha fatto notizia. Allora perché James è qui, al fianco di Messi? Una scelta numerica, ma anche romantica, una sorta di redenzione per il centrocampista, che continua il suo rapporto burrascoso con il Real Madrid, che potrebbe vagamente legarlo a Ronaldo, ma che vorrebbe lasciare. Un avvicinamento e una redenzione, dunque, in una sfida ideologica, che ci piace traslare il più possibile nella realtà.

In attacco, invece, al fianco di Messi che guida la selezione, ci sarà un duo di ex-Barcellona che, in un modo o nell’altro, hanno lasciato il segno nel club blaugrana. Parliamo prima di Zlatan Ibrahimović, scelto come centravanti di questo team, dall’alto dei suoi 41,7 milioni di followers. Presentare lo svedese è sempre difficile, ma allo stesso tempo semplice, perché è uno di quei nomi che si presenta da solo. Ibra ha sempre portato avanti il concetto del “cult of personality“, come cantavano i Living Colour in una famosa canzone di fine anni ’80. Un culto che solo quando ha giocato al fianco di Messi ha dovuto mettere in secondo piano, per spostare la sua attenzione sull’argentino e sulla sua classe. Il secondo, invece, è Neymar, il funambolo brasiliano che i tifosi del Barça vorrebbero rivedere con la maglia catalana addosso. O’ Ney vanta la bellezza di 134 milioni di followers e di membro storico della MSN, il trio che ha fatto impazzire le difese di tutto il mondo: Messi, Suárez, Neymar. Niente di meglio, quindi, che un duo di ex-compagni per terminare la squadra.

 

TEAM RONALDO

Presentato il Team Messi, è arrivato il momento della fazione opposta: il Team Ronaldo. La squadra capitanata dal campione portoghese è caratterizzata da una forte componente “nostalgica”, con tanti calciatori che hanno fatto o che stanno facendo la storia del Real Madrid. Una scelta obbligata sì dai numeri che, come a breve analizzeremo, hanno evidenziato un dominio social da parte di giocatori che hanno avuto a che fare con le Merengues, ma che anche ha un suo fascino: un Team Ronaldo, con il CR7 dei vecchi tempi, pronto a capitanare i suoi compagni alla vittoria contro i temibili avversari. Ecco, quindi, chi farà parte del Team Ronaldo.

In porta c’è una vera e propria leggenda del ruolo, che domina, numeri alla mano, l’engagement sui social tra i portieri, affermandosi come l’estremo difensore con più followers al mondo. Si tratta di Iker Casillas, che con i suoi 15,9 milioni di followers difenderà la porta della sua squadra. Al Porto da qualche anno, lo spagnolo è stato un punto fermo del Real Madrid per circa sedici anni. A vestire la maglia dei Blancos insieme a lui, ovviamente, c’era anche Cristiano Ronaldo. Una reunion, come le migliori band o come i migliori cast delle serie tv, che vedrà CR7 riabbracciare un compagno di tante battaglie, ma, soprattutto, di tante vittorie.

Una reunion che continua anche in difesa, con tre quarti del reparto occupati da calciatori del Real Madrid e che ancora giocano per squadra capitolina. Il primo è l’attuale capitano dei madrileni: Sergio Ramos, che su Instagram vanta 37,3 milioni di followers. La storia parla da sola per lo spagnolo, che da anni non perde un colpo e continua ad essere tra i migliori difensori al mondo. Al suo fianco ci saranno Marcelo Varane, con, rispettivamente, 43,9 milioni 13,9 milioni di seguaci. Numeri impressionanti, soprattutto per il terzino brasiliano, che si merita il posto di difensore più seguito al mondo. Anche qui, la storia, la bacheca trofei, parlano da soli. C’è chi, come Marcelo, la storia l’ha già scritta. C’è chi, invece, come Varane, la sta scrivendo col passare del tempo, con l’età ancora ampiamente dalla sua parte. A completare il reparto c’è un “intruso”, un centrale che non hai mai incrociato lo sguardo con CR7 nelle vesti di compagno di squadra. Si tratta di Thiago Silva, con i suoi 16,6 milioni di followers. Difensore brasiliano che ha più volte espresso un enorme rispetto per Ronaldo e che fronteggerà, ideologicamente, un attaccante che è stato un suo compagno di squadra per molto tempo e che, chissà, potrebbe tornare ad esserlo dalla prossima estate. Il riferimento è chiaro, l’ex-Milan dovrà vedersela contro Ibra, un affascinante scontro tra eterni del calcio moderno.

Anche a centrocampo prosegue la “linea madrilena”, con un reparto a tre composto interamente da calciatori che hanno messo piede e, come se fosse la Walk of Fame di Hollywood, hanno iscritto il loro nome nella storia dei Blancos. Un segno indelebile lasciato, presenze gradite, ma anche rotture interne, con tanti di addii amari. Insomma, questo centrocampo, che sembra quasi un film di Woody Allen per le trame “amorose”, calcisticamente parlando, che hanno coinvolto i calciatori con il Real, che rappresenta una sorta di calamita che ti attira e che è pronta a tenerti per sempre incollata a lei, ma che, ai primi dissapori, è anche capace di perdere tutto il suo magnetismo e gettarti via. KroosÖzilIsco, questi i titolari del reparto centrale, che rispettivamente contano 23,521,7 18,8 milioni di followers, sono un po’ il buono, il brutto e il cattivo di questo centrocampo, richiamando il leggendario film di Sergio Leone. Tre calciatori che hanno vissuto esperienze diverse con la maglia del Real, una casacca che sembra quasi essere un tesoro, come quello che i tre protagonisti cercano per tutto il film, e che Kroos è riuscito a conquistare, ma che Özil, invece, ha dovuto abbandonare, facendo infuriare anche CR7, fermamente contrario alla sua cessione. Poi c’è Isco che quella casacca la indossa ancora, ma chissà per quanto: lo spagnolo vive sulla graticola, dentro o fuori, talvolta anche fuori rosa. Tuttavia, qui saranno tutti e tre insieme, e non ci sarà nessun triello e nessuna colonna sonora di Ennio Morricone in sottofondo per conquistare il “tesoro” rappresentato dalla maglia dei Blancos.

A chiudere la selezione ecco l’attacco. Al fianco di Ronaldo, ci sarà un duo composto da un gallese, anche detto “uomo da 100 milioni” e da un piccolo francese che, di recente, ha incontrato il suo idolo, CR7, e che con il tempo potrebbe anche superarlo. I riferimenti, ovviamente, sono a Gareth Bale Kylian Mbappé che, su Instagram vantano rispettivamente 42,9 milioni 39 milioni di followers. Anche qui abbiamo una storia tormentata con il Real, con l’attaccante ex-Tottenham che da un po’ di tempo è ai ferri corti con le Merengues, ma che qui ritroverà il suo vecchio compagno Ronaldo. Per quanto riguarda Mbappé, invece, le strade sue e del Real ancora non si sono incontrate, ma non è escluso che ciò possa succedere in futuro. Intanto, però, il piccolo Kylian, che come idolo ha sempre avuto il campione portoghese, sta crescendo e si sta prendendo sempre di più la scena.

QUALCHE DATO

Squadre pronte, l’All-Star Game nel calcio può iniziare. Come finirà la partita? Provate a dircelo voi, prendetevi un momento e provate ad immaginarla insieme a noi. Il sogno resterà sempre quello di vedersi realizzato concretamente un match del genere, per puro intrattenimento, una serata di spensieratezza e spettacolo. Nell’attesa e nella speranza che ciò avvenga, torniamo nel mondo reale e proviamo ad analizzare cosa ci stanno dicendo questi numeri tratti dai social. Un primo dato, molto importante, che salta fuori, è che tra tutti quelli che abbiamo selezionato, scandagliando Instagram alla ricerca del maggior numero di followers ruolo per ruolo, il Real Madrid la fa da padrone. Nel senso che, i calciatori che hanno vestito la maglia delle Merengues o che la vestono attualmente hanno un engagement molto alto,nettamente maggiore rispetto alla compagine che possiamo considerare rivale, ossia il Barcellona. Un secondo dato è che, numeri alla mano, è ancora la “vecchia scuola” a farla da padrone, anche sui social. Non ci sono i tanti talenti che negli ultimi anni stanno facendo parlare di loro, tranne qualche eccezione come Mbappé, ma ci sono calciatori come Casillas, Sergio Ramos, Thiago Silva, Marcelo, David Luiz, Ibra, che da tanti anni vivono il calcio da protagonisti. Questo ci sottolinea come il ricambio generazionale stia pian piano avvenendo sul campo, ma non è ancora avvenuto sui social. Vedremo mai calciatori in rampa di lancio come Håland, che oggi può vantare 3 milioni di followers, dominare le classifiche dell’engagement? Presto per dirlo, il tempo ci darà una risposta, ma una certezza c’è, la vecchia guardia non è ancora passata di moda.

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Flash News

Il giornalista terrorizza la Juventus: “Situazione pericolosa come quella del 2006”

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Juventus

Il terremoto in casa Juventus ha destabilizzato il mondo bianconero. A seguito di un rapidissimo Cda straordinario, tutte le cariche più importanti della dirigenza si sono dimesse dai propri ruoli. La motivazione è ancora sconosciuta ufficialmente, anche se alcune voci ipotizzano dei guai seri a bilancio. In molti, quindi, si stanno chiedendo i reali motivi che si celano dietro la vicenda e diversi tifosi cercano risposte sui social.

“COME NEL 2006”

In questo senso, le risposte provenienti dal web non sono rassicuranti, anzi. Farà scalpore un Tweet del noto giornalista Tancredi Palmieri che preoccupa tutto l’ambiente bianconero. In poche righe, Palmieri terrorizza il tifo Juventino con le seguenti parole.

Secondo il direttore di Sky Italia, la situazione della Juventus potrebbe essere pericolosa come quella del 2006, qualcosa di enorme sta per scoppiare”.

Ricordiamo che nel 2006 la compagine bianconera venne retrocessa in Serie B a seguito dello scandalo Calciopoli.

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Calcio Internazionale

Gomez carica l’Uruguay: “Contro il Ghana una finale”

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Maximiliano Gomez, attaccante dell’Uruguay, ha parlato ai microfoni di Teledoce dopo la sconfitta contro il Portogallo.

L’attaccante ha caricato i suoi per la sfida contro il Ghana, decisiva ai fini della qualificazione:

“Dobbiamo già pensare alla prossima sfida col Ghana. Giocheremo l’ultimo incontro della fase a gironi come se fosse una finale e ci auguriamo di riuscire a vincerla”

Gomez ha anche analizzato il match di stasera:

“Sono contento di aver avuto l’opportunità di scendere in campo, ma al tempo stesso mi dispiace per il risultato perché abbiamo disputato un grande secondo tempo. Il Portogallo è una grande squadra e sapevamo di trovarci di fronte degli ottimi calciatori”.

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Calcio Internazionale

Messico, tegola Guardado: stop di 10 giorni

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Tata Martino

Tegola in casa Messico, a 2 giorni dal match clou contro l’Arabia Saudita.

Il centrocampista Andres Guardado, infortunatosi nel match contro l’Argentina, dovrà stare fermo ai box 10 giorni stando a quanto riportato da L’Equipe. I messicani, fermi ad un punto in classifica, sono obbligati a vincere, per tenere vive le chances di qualificazione in un girone super equilibrato. L’altra sfida vedrà di fronte Argentina e Polonia, con i primi a quota 3 e i polacchi in testa al gruppo con 4 punti, frutto di una vittoria e un pareggio proprio contro il Messico.

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Flash News

La lettera di addio di Andrea Agnelli ai dipendenti della Juventus

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Agnelli

Andrea Agnelli, prima delle dimissioni arrivate in serata, ha rivolto una lunga lettera di addio a tutti i dipendenti del club.

“Cari tutti,
Giocare per la Juventus, lavorare per la Juventus; un unico obiettivo: Vincere. Chi ha il privilegio di indossare la maglia bianconera lo sa. Chi lavora in squadra sa che il lavoro duro batte il talento se il talento non lavora duro. La Juventus è una delle più grandi società al mondo e chi vi lavora o gioca sa che il risultato è figlio del lavoro di tutta la squadra.

Siamo abituati per storia e DNA a vincere. Dal 2010 abbiamo onorato la nostra storia raggiungendo risultati straordinari: lo Stadium, 9 scudetti maschili consecutivi, i primi in Italia ad aver una serie Netflix e Amazon Prime, il J|Medical, 5 scudetti femminili consecutivi a partire dal giorno zero. E ancora, il deal con Volkswagen (pochi lo sanno), le finali di Berlino e Cardiff (i nostri grandi rimpianti), l’accordo con Adidas, la Coppa Italia Next Gen, la prima società a rappresentare i club in seno al Comitato Esecutivo UEFA, il JMuseum e tanto altro.

Ore, giorni, notti, mesi e stagioni con l’obiettivo di migliorare sempre in vista di alcuni istanti determinanti. Ognuno di noi sa richiamare alla mente l’attimo prima di scendere in campo: esci dallo spogliatoio e giri a destra, una ventina di scalini in discesa con una grata in mezzo, un’altra decina di scalini in salita e ci sei: “el miedo escénico” e in quell’attimo quando sai di avere tutta la squadra con te l’impossibile diventa fattibile. Bernabeu, Old Trafford, Allianz Arena, Westfallen Stadium, San Siro, Geōrgios Karaiskakīs, Celtic Park, Camp Nou: ovunque siamo stati quando la squadra era compatta non temevamo nessuno.

Quando la squadra non è compatta si presta il fianco agli avversari e questo può essere fatale. In quel momento bisogna avere la lucidità e contenere i danni: stiamo affrontando un momento delicato societariamente e la compattezza è venuta meno. Meglio lasciare tutti insieme dando la possibilità ad una nuova formazione di ribaltare quella partita“.

La nostra consapevolezza sarà la loro sfida: essere all’altezza della storia della Juventus.

Io continuerò a immaginare e a lavorare per un calcio migliore, confortato da una frase di Friedrich Nietzsche: “And those who were seen dancing were thought to be insane by those who could not hear the music”.

Ricordate, ci riconosceremo ovunque con uno sguardo: Siamo la gente della Juve!

Fino alla fine…“.

LA FINE DI UN’ERA

Questo il toccante saluto di Andrea Agnelli al suo popolo, quello bianconero. Una storia iniziata nel lontano maggio del 2010, quando fu eletto presidente, diventando il quarto esponente della famiglia Agnelli alla guida del club.

19 titoli complessivi: 9 Scudetti, 5 coppe Italia e altrettante Supercoppe Italiane.

Andrea Agnelli, nel bene e nel male, ha segnato indelebilmente, 12 anni di storia del calcio. Dallo stadio di proprietà al progetto Superlega, l’ormai ex presidente bianconero ha rivoluzionato il gioco.

Agnelli è stato capace di riportare la Juventus sul tetto d’Italia, provando a ripetersi, non riuscendoci del tutto, in Europa. 12 anni di successi e di tonfi clamorosi, di gioie e dolori, di esultanze e liti con i tifosi.

 

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