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Calcio Internazionale

Wout Weghorst, il bomber modesto

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A volte per raggiungere degli obbiettivi, se non dei sogni, a cui si aspira, è necessario percorrere una strada tanto lunga quanto tortuosa. Ci sono dei casi, come quello di Wout Weghorst, in cui nessuno crede in te e tutto ciò che resta da fare è chinare la testa e lavorare. Nel corso della propria carriera Weghorst ha dovuto continuamente dimostrare che la determinazione e la dedizione al lavoro portano più che lontano.

UN INIZIO DIFFICILE

Partendo dal principio, Wout Weghorst nasce a Borne, una piccola cittadina olandese, il 7 agosto 1992. Calcisticamente non cresce nel settore giovanile di una squadra professionistica in quanto in Olanda ci si basa molto sui parametri del modello inizialmente adottato dall’Ajax, TIPS, e il giovane Wout, all’epoca, non rientra nei parametri minimi di tale metodo. Tecnica, visione, personalità e velocità. Questi i parametri del metodo TIPS. Weghorst, in età adolescenziale, è un ragazzo molto alto ma poco robusto e ciò comporta una scarsa capacità di coordinazione, nonostante dimostri una buona capacità tecnica. Il giovane olandese, secondo la valutazione del metodo TIPS, è dotato di una tecnica da quattro, una visione e una velocità da cinque ed una personalità da dieci. Tutto quello che rimane da fare al giovane Weghorst è dimostrare che la propria volontà, di diventare un calciatore professionista, sia maggiore del talento di tutti i suoi coetanei.

UNA LUNGA E CONTINUA SCALATA

Di fatto Weghorst costruisce le basi della propria carriera proprio su questa forza di volontà. Tale determinazione Wout l’ha ereditata dal padre, un imprenditore di successo impegnato nell’attività di servizio di carburante. I suoi quattro figli hanno tutti raggiunto l’obbiettivo che si erano prefissati. Il primo è diventato pilota, il secondo architetto, il terzo direttore dell’azienda di famiglia ed il quarto, Wout, calciatore. Il debutto professionistico arriva con l’Emmen, nella seconda divisione olandese. Dopo due stagioni Weghorst si trasferisce nelle file dell’Heracles Almelo, con cui debutta in Eredivisie. Dopo altre due buone annate arriva finalmente la chiamata di una “grande” d’Olanda, l’AZ Alkmaar. Nelle due stagioni disputate in maglia AZ, Weghorst segna 35 gol che gli valgono, nel luglio del 2018, la chiamata del Wolfsburg, che lo acquista per  10.5 milioni di euro.

LA GRANDE OCCASIONE

Il direttore sportivo del Wolfsburg, Olaf Rebbe, e l’allora allenatore Bruno Labbadia, sono convinti del fatto che l’imponente struttura fisica del ragazzo, abbinata ad una mentalità ferrea, sul piano della dedizione al lavoro, possano valere l’investimento fatto. Il Wolfsburg, nel 2018, viene da due pessimi campionati in cui ha dovuto persino lottare per evitare una clamorosa retrocessione e decide dunque di consegnare le chiavi dell’attacco a Weghorst.

LA SVOLTA

Dall’approdo in Bundesliga fino ad oggi, Weghorst ha segnato 53 gol e fornito 19 assist in sole 100 partite. Una media gol inferiore solamente agli inarrivabili Lewandowski ed Haaland. Sotto la guida tecnica di Labbadia prima, e Glasner poi, Weghorst e compagni sono riusciti a riportare, gradualmente, il Wolfsburg ai vertici del calcio tedesco. La riprova di tutto ciò sta nel fatto che i lupi, nel corso della stagione che si è conclusa lo scorso weekend, sono riusciti a qualificarsi alla prossima edizione della Champions League, arrivando quarti in campionato. Grazie ad una crescita continua e costante, oltre alle tante marcature siglate, Weghorst ha fortemente contribuito alla rinascita del Wolfsburg nelle ultime tre stagioni.

UN TULIPANO “DISCRETO”

Tradizionalmente la scuola olandese ha sempre “sfornato” attaccanti molto tecnici e dotati di un’eleganza innata. Weghorst non appartiene a tale tipologia di calciatore. Ma il duro lavoro ha permesso a questo ragazzo di diventare a tutti gli effetti un attaccante, ad oggi, completo. Weghorst non è soltanto in grado di lavorare spalle alla porta, come la massiccia struttura fisica lascerebbe intendere, bensì attacca molto bene la profondità, grazie ad una velocità ed una falcata non scontate per un ragazzo alto poco meno di due metri. Inoltre l’olandese oltre ad un egregia capacità di finalizzazione, possiede anche un’ottima tecnica di base abbinata ad una discreta visione di gioco. The Athletic ha definito Weghorst il Jamie Vardy d’Olanda. Nonostante il paragone non calzi, sul piano dello stile di gioco, i due possono essere perfettamente accomunati da una caratteristica: la tardiva “fioritura”.

UNA DEDIZIONE MIRABILE

Quello che ad oggi colpisce di Weghorst è la costanza dimostrata nel corso di tutta la propria carriera, nonostante il continuo scetticismo generale. A conferma di ciò ci sono i numeri: 131 gol in nove annate, nonché 14,55 gol a stagione.

Ma per arrivare a diventare il calciatore che è oggi, Weghorst ha dovuto lavorare molto su ogni dettaglio. Quando è approdato in Eredivisie, ha ingaggiato un nutrizionista, un maestro di yoga, uno psicologo ed un personal trainer per la corsa. Questa totale dedizione al lavoro ha comportato, talvolta, a degli scontri con compagni di squadra, ritenuti da Weghorst poco dediti al sacrificio.

“Weghorst è un giocatore che non fa gruppo ma che per il gruppo risulta fondamentale.”

-John Stegeman, allenatore di Weghorst ai tempi dell’Heracles

SOGNO ORANJE

Il sorprendente rendimento in maglia Wolfsburg è valso a Weghorst, nel 2018, l’esordio con la nazionale maggiore olandese. Un debutto tra le polemiche, a causa della poca fiducia della stampa e dell’allora CT Koeman, quasi obbligato a convocare Weghorst per via degli ottimi numeri registrati  in Bundes. Anche l’attuale tecnico olandese, Frank De Boer, non sembra ammaliato da questo attaccante che nonostante ciò con molta probabilità rientrerà nella rosa dei convocati degli oranje per gli Europei 2020.

FUTURO E MERCATO

Recentemente, oltre a qualche voce su un possibile trasferimento in Premier, si è parlato di un interessamento della nuova Roma di Mourinho nei confronti di Weghorst. Qualora invece dovesse continuare a vestire la maglia dei lupi, l’approdo in Champions League potrebbe finalmente consacrare Weghorst come uno dei migliori attaccanti in circolazione per ciò che concerne il panorama calcistico europeo.

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Brasile in apprensione, si ferma anche Alex Sandro per infortunio

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Alex Sandro

Continuano i problemi in casa Brasile, dopo gli infortuni di Neymar e Danilo, si aggiunge un altro calciatore alla lista, si tratta di Alex Sandro. La notizia è stata riportata dal medico della Selecao, Rodrigo Lasmar, che ha fatto il punto sui recuperi di Neymar e Danilo, aggiungendo alla lista il neo infortunato, Alex Sandro.

Queste le parole del medico del Brasile circa le condizioni del terzino sinistro della Juventus:

Alex Sandro ha avvertito dolore all’anca sinistra e non ha potuto proseguire la partita. Questa mattina è stato rivalutato. Abbiamo fatto fare una risonanza magnetica che ha mostrato una lesione muscolare all’altezza dell’anca sinistra. L’atleta non potrà giocare la prossima partita contro il Camerun e continuerà a essere curato in modo da poterlo recuperare il prima possibile”.

Oltre ad informare i media circa le condizioni fisiche di Alex Sandro, è stato fatto un report anche su Neymar e Danilo:

“Sono ancora in fase di recupero dall’infortunio alla caviglia, ognuno con un approccio diverso, in quanto infortuni diversi. Questo è importante da sottolineare. Neymar ha avuto un episodio di febbre che ora è sotto controllo e questo non interferisce con il processo di recupero della caviglia. Nel nostro incontro quotidiano con lo staff tecnico, abbiamo detto che questi tre atleti non saranno disponibili per la nostra prossima partita contro il Camerun”.

Sicuramente non è una situazione facile per il Brasile, che continua a perdere dei titolari inamovibili per infortunio. Al momento tutti e tre salteranno la sfida contro il Camerun, nella speranza di recuperare per gli ottavi di finale.

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Onana saluta il Mondiale: “Non mi è stato permesso di giocare”

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Onana

Dopo la sorprendente esclusione dall’undici titolare di Camerun-Serbia, André Onana ha definitivamente lasciato il ritiro della sua nazionale a causa di una discussione con il CT camerunese Rigobert Song. Il portiere dell’Inter ha voluto fare chiarezza attraverso una lettera pubblicata sui suoi profili social:

Voglio esprimere il mio affetto per il mio Paese e per la Nazionale. Ieri non mi è stato permesso di aiutare il Camerun, come sempre fatto. Mi sono sempre comportato in modo da condurre la squadra al successo. Ho messo tutto il mio impegno e le mie energie per trovare soluzioni a una situazione che un calciatore spesso si trova ad affrontare, ma non c’è stata la volontà dall’altra parte. Alcuni momenti sono difficili da assimilare. Tuttavia rispetto e sostengo sempre le decisioni delle persone incaricate per il successo della squadra e del Paese. I valori che promuovo come persona e come giocatore sono quelli che mi identificano e che la mia famiglia mi ha trasmesso fin dall’infanzia. Rappresentare il Camerun è sempre stato un privilegio. La Nazione prima e per sempre”.

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Le formazioni ufficiali di Senegal-Ecuador

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DOVE VEDERE LA CERIMONIA DI APERTURA DI QATAR 2022 IN TV

Le formazioni ufficiali di Senegal-Ecuador, sfida decisiva per le sorti del Gruppo A dei Mondiali di Qatar 2022. I sudamericani sono al secondo posto a quota quattro punti, mentre gli africani sono a quota tre. Sarà dunque un vero e proprio spareggio per il passaggio del turno.

LE FORMAZIONI

Senegal; (4-3-3): E. Mendy; Sabaly, Koulibaly, A. Diallo, Jakobs; I. Gueye, Ciss; P. Gueye; I. Sarr, Dia, Ndiaye.

Ecuador; (4-3-3): Galindez; Preciado, Torres, Hincapie, Estupinan; Franco, Gruezo, Caicedo; Plata, Valencia, Estrada.

 

 

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Olanda-Qatar, formazioni ufficiali: Depay titolare

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Olanda-Qatar ed Ecuador-Senegal, entrambe le partite in programma alle ore 16, chiuderanno il girone A del Mondiale ed emetteranno i primi verdetti definitivi. La squadra di van Gaal deve centrare la vittoria per garantirsi il passaggio del turno agli ottavi di finale e il primo posto per sperare in un accoppiamento più morbido, mentre il Qatar vorrà evitare di lasciare la competizione con zero punti.

L’Olanda, dunque, conferma Noppert in porta e Timber in difesa al posto di de Ligt, mentre a centrocampo sarà de Roon ad affiancare l’inamovibile Frankie de Jong. In attacco ci sarà l’esordio dal primo minuto in questo Mondiale per Depay, supportato da Gakpo e Klaassen.

Olanda (3-4-2-1): Noppert; Timber, Van Dijk, Ake; Dumfries, De Roon, De Jong, Blind; Klaassen; Gakpo, Depay.

Qatar (5-3-2): Barsham; Mohammad, Pedro Miguel, Koukhi, Hassan, Ahmed; Al Haydos, Madibo, Hatem; Almoez Ali, Afif.

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