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Wu Lei, il bomber che non ti aspetti

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Non è il campionato di massimo livello. Non è la lega più apprezzata a livello mondiale, e tantomeno la più “leale”. Fior fior di milioni che circolano, calciatori che vanno a guadagnare cifre da pseudocampioni e una qualità calcistica aumentata soltanto da quei personaggi che lasciano l’Europa per mettere in banca gli ultimi milioni della propria carriera.

Da Hulk a Pellè, passando per Lavezzi, Guarin, Mascherano e Pato. Tanti giocatori che hanno calcato i grandi palcoscenici europei, ma che nonostante tutto non hanno saputo prendersi la scena.

Nella stagione appena conclusasi nella Chinese Super League, il monopolio Guangzhou Evergrande è stato finalmente ribaltato: la squadra di Cannavaro ha perso il titolo dopo anni, e a portarlo a casa è stato lo Shanghai SIPG di Vitor Pereira. A dare una forte spinta alla squadra neocampione di Cina è stato il tridente, che ha segnato ben 42 gol; però, benchè due terzi dell’attacco fosse composto da giocatori del calibro di Oscar e Hulk, il miglior marcatore è stato il giocatore che non ti aspetti: Wu Lei, 26 anni, 27 gol e 10 assist in 29 partite.

BANDIERA BOMBER

Classe 1991, Wu Lei fa parte di una rarissima categoria del calcio cinese: le bandiere. Dal giorno del suo esordio ad oggi ha indossato soltanto una maglia, quella con cui è finalmente diventato campione di Cina, quella del SIPG. Proprio l’esordio è un evento che entra di diritto nella storia del calcio cinese, dato che a 14 anni e 287 giorni è il più giovane giocatore a prendere parte ad un match professionistico cinese, nel caso specifico di terza divisione.

Già, perchè Wu Lei è cresciuto nel e con lo Shanghai SIPG, ma lo stesso SIPG è cresciuto con Wu Lei. Basti pensare che in questi 10 anni – a partire dal 2008, anno del suo primo gol da professionista – lo Shanghai ha scalato le categorie cinesi e si è assestato in cima alla classifica della Chinese Super League, qualificandosi inoltre nelle ultime 3 stagioni anche per la Champions League asiatica.

Nel calcio dei milioni non ti aspetteresti mai un giocatore tutto sommato talentuoso, che rimane per così tanto tempo nella stessa società. Eppure, faticherete a crederci, anche nel campionato cinese esiste la riconoscenza. E Wu Lei ne ha avuta e ne sta continuando ad avere. E ripaga a suon di gol.

Dal primo anno nella massima serie cinese, il numero 7 del SIPG è sempre andato in doppia cifra, quindi da 5 stagioni segna più di 10 gol. Nelle ultime due ha fatto addirittura 20 e 27. Numeri da capogiro. Un attaccante che segna a raffica e che potrebbe anche rivestire il ruolo di baluardo della nazionale cinese guidata da Marcello Lippi, perchè se sei capace di fornire una tale quantità di gol e abbinarla ad una frequenza così assidua nei tabellini settimanali, sei costretto ad essere il leader tecnico di una nazionale che sta facendo di tutto per raggiungere un livello quantomeno discreto.

DUTTILE E LETALE

Quando si parla di un attaccante che segna così tanto, è lecito aspettarsi un fisico possente, che resiste ad ogni duello con gli avversari, un po’ il classico ariete. In questo caso, è tutto il contrario. Wu Lei è un attaccante più rapido che potente, visti i suoi 174 cm e i suoi 67 kg, un giocatore che cerca di sfruttare maggiormente lo spunto in velocità ed il gioco tra le linee, rispetto alle incornate di testa sui cross dal fondo.

Sicuramente giocare a fianco di calciatori qualitativamente superiori, quali Oscar e Hulk, aiuta il gioco dell’attaccante e facilita la possibilità di marcatura, grazie all’aumento spropositato delle occasioni da gol. Però, là davanti ci deve pur essere qualcuno che converte quelle potenziali occasioni in gol. E quel qualcuno è proprio Wu Lei: la sua freddezza e la sua lucidità sotto porta sono spaventose per il contesto in cui gioca, e fa parte di quel gruppo di giocatori già citato in precedenza che meriterebbe un calcio di qualità superiore.

Il grande pregio di Wu Lei, oltre all’essere un bomber di razza, è la duttilità: la sua rapidità e un tasso tecnico tutto sommato di buon livello, gli permettono di agire sia da prima punta che da esterno d’attacco in un tridente. E potrebbe tranquillamente rivestire anche il ruolo di seconda punta, accanto ad un giocatore più fisico e meno dinamico rispetto a lui.

E adesso sorge spontanea una domanda: tolta la riconoscenza già citata in precedenza, cosa fa ancora in Cina Wu Lei?

Probabilmente la crescita dello Shanghai SIPG lo ha portato a convincersi del potenziale della sua squadra e delle possibilità di potersi togliere soddisfazioni importanti dentro i confini cinesi, ma adesso che il titolo non è più una chimera ma finalmente una solida realtà, le cose cambiano.

Già in passato qualche squadra ha bussato alla porta del SIPG per chiedere informazioni riguardo il cartellino di Wu Lei, ma sia la società che il giocatore avevano risposto picche. Il valore di mercato è abbastanza indecifrabile: il giocatore dimostra di essere qualitativamente pronto per un campionato europeo, non certo da stella, ma perlomeno da attaccante di una squadra di medio-basso livello, e i numeri riguardanti gol e assist delle ultime stagioni portano sicuramente ad un innalzamento del prezzo.

Uno degli intoppi potrebbe essere la voglia del ragazzo di lasciare la Cina per tentare la sorte nel calcio che conta, che sicuramente porterebbe le società prima a cercare un accordo con il ragazzo, per poi forzare proprio sull’eventuale parola del giocatore per abbassare il prezzo del cartellino. Un altro punto a sfavore per lo Shanghai SIPG è il contratto di Wu Lei: la scadenza è il 31 dicembre 2020, quindi il rischio è enorme: se si calca troppo la mano in sede di rinnovo, ci si potrebbe ritrovare a perdere il ragazzo a zero.

Ma vista la riconoscenza di Wu Lei al suo club, alla società che l’ha lanciato, riteniamo difficile che possa concludersi il tutto con il peggior epilogo.

In estate si era parlato di Wolverhampton e di quella vecchia volpe di Jorge Mendes che si era interessato sia per il profilo tecnico che per il potenziale economico che poteva portare un giocatore del genere (in Cina impazzirebbero per un portabandiera del genere in Premier), ma oggi il palcoscenico delle interessate sembra molto più folto.

A 27 anni Wu Lei non ha più tempo da perdere. Un giocatore che fa Lei di nome, ma che al pallone dà del Tu, merita almeno un’occasione in Europa.

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Balla Brasile! – La Rassegna del Diez

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La rassegna stampa è senza alcun dubbio il miglior modo per iniziare la giornata. Ecco quindi le prime pagine dei principali quotidiani sportivi nazionali e internazionali per la giornata di oggi.

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Calcio e dintorni

Luis Enrique rassicura i tifosi: “Abbiamo già giocato contro Mbappè”

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Domani si terrà il tanto atteso ottavo di finale tra la Spagna e la rivelazione di questo Mondiale, ovvero il Marocco di Hakimi e Ziyech. Intanto, Luis Enrique, il ct degli spegnoli, ormai diventato celebre insieme alle sue streaming su Twitch ha toccato l’argomento riguardante la possibile semi-finale contro i campioni in carica della Francia, e ha rilasciato qualche parola anche su Mbappè, reduce dalla bellissima e decisiva doppietta contro la Polonia.

Queste lesue parole sul giocatore del PSG:

Abbiamo già giocato contro di lui in Nations League ed ha segnato un gol in fuorigioco. Spero di giocarci ancora contro.”

Intanto la Francia si è già qualificata ai quarti di finale, dove incontrerà la forte di Inghilterra di Harry Kane e compagni.

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Flash News

Neymar come Ronaldo e Pelè, lo dice una statistica!

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Brasile, Vinicius si espone su Neymar

Questa sera il Brasile ha schiacciato la Corea del Sud con il rotondo punteggio di 4-1. A siglare la grande vittoria ci hanno pensato: Vinicius, Neymar su rigore, Richarlison e Paquetà. I verdeoro affronteranno tuttavia la Croazia di Modric nei quarti di finale del Mondiale.

Neymar oltre alla grande vittoria, ha raggiunto un obiettivo che prima d’ora era riuscito solo a mostri sacri del calibro di Ronaldo “il fenomeno” e a Pelè, ovvero, l’attaccante in forza al PSG con il rigore trasformato stasera è riuscito a fare gol in ben 3 Mondiali diversi, eguagliando dunque le suddette leggende.

Ricordiamo che 0’Ney non ha giocato nemmeno per gran parte dei gironi a causa dell’ormai celebre infortunio alla caviglia che lo ha tenuto ai box.

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Flash News

Croazia, parla Perisic: “Giappone squadra forte ma secondo me abbiamo meritato”

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Perisic

Durante questa serata dedicata agli ottavi di finale del Mondiale, la Croazia ha passato il turno dopo una soffertissima vittoria ai rigori contro il Giappone, dove il portiere Livakovic ne ha parati ben 3.

Negli quarti di finale Modric e compagni affronteranno il Brasile che ha appena dominato la Corea del Sud con un 4-1 finale.

Tuttavia, l’ex-Inter Perisic è intervenuto ai microfoni di Rai Sport per parlare della vittoria della sua squadra:

Era importante fare il gol dell’1-1 dopo dieci minuti del secondo tempo. Secondo me abbiamo meritato perchè sapevamo che sarebbe stata una battaglia contro una squadra forte. Lo hanno dimostrato contro Spagna e Germania. Eravamo preparati e alla fine siamo noi che passiamo ai quarti”.

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