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Calcio Internazionale

Wuilker Faríñez, il portiere rinato da una bocciatura

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La Copa América si sta rivelando l’ennesima dimostrazione di “democratizzazione” del calcio: anche le compagini considerate le meno forti del continente, grazie all’esperienza di numerosi giocatori provenienti dai campionati europei, riescono a trovare organizzazione e assetti tali da poter competere con qualsiasi squadra. È quello che Brasile ed Argentina stanno provando, con impotenza, sulla propria pelle mentre con fatica provano a superare la fase a gironi. Il pareggio contro il Venezuela, paese in piena crisi socio-economica, ha anche rivelato il profilo di uno dei portieri più interessanti della competizione, quello di Wuilker Fariñez, classe 1998, che dopo un giovane passato di bocciature e fallimenti è riuscito, alla soglia dei 21 anni, a ritrovare splendore tra i pali stupendo tutti con le sue prodezze in maglia vinotinto.

Foto tratta dal profilo Instagram @wuilkerfarinez98

CARATTERISTICHE TECNICHE

Individuare il talento in un portiere è materia di studio alquanto complicata: i veri momenti per mettersi alla prova sono costituiti da attimi, secondi nella quale un salvataggio o un errore può cambiare il corso delle partite o di una carriera. Nel calcio moderno, questo ruolo ha ampliato il suo raggio d’azione: al portiere si chiedono qualità d’impostazione e lettura di gioco nelle uscite, incarnando a tratti il ruolo di libero moderno e regista arretrato. Ciò non toglie che alla fine siano le qualità tra i pali ed i riflessi a prevalere sempre e comunque: è proprio in alcuni di questi fondamentali che Wuilker Faríñez Aray ha dimostrato di eccellere, soprattutto nelle partite di cartello con la sua nazionale che lo hanno di fatto incluso nei migliori taccuini d’Europa.

Tra le caratteristiche principali includiamo i riflessi felini e la capacità di “ipnotizzare” l’avversario nell’uno contro uno: a ciò bisogna aggiungere una spiccata qualità di lettura del momento di crisi, con l’utilizzo, importantissimo, dei piedi per avanzare o arretrare a seconda dell’avversario e la dinamica che gli si pongono davanti. Spesso le sue parate sono frutto di uno spostamento corretto del corpo piuttosto che un utilizzo esagerato delle braccia, con una tecnica simile a quella utilizzata dai portieri di calcio a 5, soprattutto negli uno contro uno. Da vedere e rivedere la doppia parata in Perù-Venezuela al minuto 76, riassunto di quanto descritto poc’anzi e migliore cartolina che il classe 1998 potesse fornire a tutto il Sudamerica. Anche in uscita difficilmente sbaglia i tempi, mentre a livello di gioco corale dal basso, per caratteristiche intrinseche dei suoi due club, quello dei Millionarios in Colombia e quello della nazionale vino tinto, spesso predilige il lancio lungo piuttosto che il fraseggio basso. Colpisce la tranquillità e gestione dei momenti difficili: in nazionale fece il salto di qualità nella partita contro l’Argentina dello scorso aprile, fermando di fatto tutti i tentativi argentini giunti sia con tiri da fuori che con tentativi di tap-in centrali. Fu lo stesso Messi, a fine partita, a complimentarsi con il giovane portiere dopo il 3-1 in terra spagnola subito dalla sua Argentina.

Foto tratta dal profilo Instagram @wuilkerfarinez98

RINATO DA UNA BOCCIATURA

Nonostante i 21 anni appena compiuti, la carriera di Faríñez inanella periodi di entusiasmo a momenti di sconforto e fallimento: da ragazzino, a 15 anni, partecipò nella sua Caracas ad un torneo del progetto PAN, patrocinato dal Real Madrid, nella quale alcuni ragazzi avrebbero avuto l’opportunità di diventare dei calciatori professionisti. Faríñez fu uno dei vincitori e volò in Spagna per provare la fortuna, spinto dal fatto che gli osservatori fossero stati colpiti dal suo modo di lavorare, affermò suo padre Luis. Sfortunatamente però, durante le prove fu scartato e dovette velocemente far ritorno in terra venezuelana, dove però firmò, quasi immediatamente, il suo primo contratto da professionista nel Caracas FC, dove debuttò a soli 16 anni. Da lì fu un crescendo: nel Sub20 del 2017 fu uno dei migliori del torneo, portando i suoi sino in semifinale dopo alcune fantastiche prestazioni che gli valsero l’accordo con i Millionarios, in Colombia.

Gli applausi di Messi alimentarono già le prime indiscrezioni che lo vedono come obiettivo di mercato del Barcellona. Il suo valore di mercato si aggira al momento intorno ai 3 milioni, aspettando altre prodezze in Copa América per far lievitare un prezzo al momento vantaggioso per scommettere su un ventenne dalle spalle già fortificate da numerose esperienze. Chi avrà il coraggio di credere nella sua giovane rinascita?

 

L’immagine di copertina è tratta dal profilo Instagram @wuilkerfarinez98

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Marocco-Portogallo sarà anche Hakimi vs Cancelo, la sfida dei terzini moderni

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Marocco-Portogallo

Finalmente Qatar 2022 entra nel vivo e, come ogni grande evento calcistico, anche questo strambo e inusuale mondiale ci ha riservato e continua a riservarci delle sorprese. Spagna, Germania e Brasile inaspettatamente eliminate da compagini nettamente inferiori, ma anche grandi outsider come il vivace Marocco e la Croazia, che fino ad oggi hanno disputato un mondiale impeccabile.

Una delle sfide di questi quarti vede infatti scontrarsi proprio il Marocco contro il Portogallo, inaspettatamente senza Ronaldo negli 11 titolari, altro insolito tratto di questo folle mondiale.

Anche senza il campione portoghese, ad oggi spirito libero data la sua discussa rescissione con lo United, la sfida tra queste due squadre rimane comunque molto interessante, dato che pone sul tavolo diversi temi e discussioni tecnico tattiche.

Una tra tutte l‘affascinante sfida tra i terzini delle due nazionali: da una parte Achraf Hakimi, esplosiva scheggia del PSG, dall’altra Joao Cancelo, qualitativo e dinamico esterno tuttofare del City di Guardiola. Parliamo di due dei più forti esterni “difensivi” del mondo, ma con fondamentali differenze di gioco.

IL TERZINO TECNICO

Il portoghese è un giocatore particolarmente tecnico e raffinato, veloce e con un’ottima visione di gioco. Solo apparentemente schierato nel ruolo di terzino sinistro in una difesa a 4, il lusitano si rivela essere in realtà fondamentale nella manovra dei citizens, quasi come se fosse una mezz’ala aggiunta.

L’intuizione di Guardiola nello schierarlo a piede invertito (ruolo che ricopre anche in nazionale) si è rivelata essere azzeccatissima. L’ex Juve e Inter, infatti, in questo modo va ad agire in zone più centrali del campo e si ritrova a giocare col suo piede naturale (il destro), fungendo da orologio tecnico della squadra e apportando qualità a tutta la manovra.

Data la licenza offensiva conferitogli dal cervellotico allenatore spagnolo, Cancelo si ritrova spesso a incidere anche da ala d’attacco, dando così la possibilità all’attaccante esterno di ruolo di riempire l’area di rigore e accentrare il proprio raggio di azione.

TERZINO DI PROGRESSIONE

Hakimi è un giocatore ugualmente incisivo ma con caratteristiche più “classiche”. Il marocchino è un esterno con una progressione fuori dal normale e devastante in campo aperto.

Non brilla nella tecnica, nonostante sia assolutamente di livello, ma risulta essere particolarmente incisivo nell’aggressione allo spazio e nel dribbling in velocità. Ottimo tra l’altro nel recupero palla, anche grazie alla sua predominanza dal punto di vista fisico e della velocità, caratteristica che potrebbe mettere in notevole difficoltà il talento classe ’94 portoghese sopracitato.

IL DUELLO

Il duello tra i due sarà sicuramente avvincente e intrigante, gli uno contro uno saranno molteplici e l’ago della bilancia della partita verterà molto anche su chi sarà più incisivo durante i 90 minuti.

Una cosa è certa: il terreno di gioco sulle due fasce subito dopo il match non sarà in buone condizioni.

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Messi esulta: “Siamo una squadra che capisce i momenti della partita”

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Messi

Lionel Messi è stato l’uomo partita della gara dei quarti di finale del Mondiale tra Argentina contro l’Olanda. La Pulga, intervistato nel post-partita, ha dichiarato:

C’è tanta gioia, tanta felicità. Non volevamo i supplementari e i rigori, abbiamo dovuto soffrire e ce l’abbiamo fatta. Impressionanti! Siamo tra i quattro migliori al mondo perché dimostriamo di voler giocare ogni partita con la stessa voglia e la stessa intensità. Siamo una squadra che capisce i momenti della partita e quando deve giocare, lo fa. Idem se c’è da difendere”.

Il numero dieci dell’Albiceleste ha parlato anche della Croazia, prossima avversaria dell’Argentina nella semifinale del torneo:

“Hanno dimostrato di essere una grande squadra e a tratti hanno giocato alla pari col Brasile. Lavorano da tempo con lo stesso allenatore, si conoscono molto bene”.

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Neymar: “Ultimo Mondiale? Troppo presto per dirlo”

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Neymar

Dopo il prematuro addio dal Coppa del Mondo Neymar, che oggi ha raggiunto Pelé in testa alla classifica marcatori all-time della nazionale brasiliana, si è espresso sul suo futuro.

Stando a quanto riportato dal quotidiano Globo Esporte e confermato dall’insider di calciomercato Fabrizio Romano, la stella dei verdeoro ha risposto a chi gli chiedeva se questo fosse stato il suo Mondiale:

“È troppo presto per dirlo. Non ho ancora le idee chiare, non posso garantire nulla”.



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Ozil difende Ronaldo: “Non riesco a capire come mai tutte queste critiche”

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Ozil

Mesut Ozil ha lasciato il panorama delle Nazionali già da qualche anno, eppure sui social si è espresso a proposito di una delle tematiche più influenti di questo Mondiale. Il tedesco infatti è intervenuto sulle tante polemiche circolate intorno al suo amico Cristiano Ronaldo, con cui ha condiviso l’esperienza al Real Madrid.

Il giocatore dell’ İstanbul Başakşehir ha voluto difendere l’asso portoghese ricordando la sua gloriosa carriera da giocatore:

Non riesco a capire come mai tutte queste critiche a Ronaldo. Tra poco spegnerà 38 candeline, è davvero così sorprendente che non faccia più i gol che faceva prima? Dovremmo essere tutti felici di aver visto un giocatore simile giocare a calcio in questi 20 anni. Non c’è nessuno delle nuove leve che possa  eguagliare Cristiano. Rimarrà sempre nella categoria dei goat. Dovremmo portare tutti rispetto a uno degli atleti più forti della storia”.

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