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Barcellona-Inter, sentite Xavi: “Non firmo per l’1-0, domani daremo tutto”

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Sono ore caldissime quelle che precedono il match di domani sera tra Barcellona e Inter. Clima molto teso dopo le polemiche scaturite per l’arbitraggio nel match d’andata tra le due squadre. Pochi istanti fa si è tenuta la conferenza stampa di vigilia dell’allenatore dei blaugrana, Xavi. Il Barcellona si giocherà il tutto per tutto domani contro i nerazzurri, ed in caso di risultato negativo i blaugrana sarebbero praticamente fuori dalla Champions League.

LE PAROLE DI XAVI ALLA VIGILIA DI BARCELLONA-INTER

Il tecnico del Barcellona ha tenuto la conferenza stampa di vigilia del match decisivo contro l’Inter, con i blaugrana che rischiano veramente grosso in caso di sconfitta. Queste le dichiarazioni di Xavi nella conferenza stampa:

Cosa vi aspettate dall’Inter domani?
“Una gara molto simile a quella di Milano, loro si difendono bassi normalmente. Noi abbiamo alternative, le abbiamo provate, per cercare di attaccare meglio. Dobbiamo essere coraggiosi, andare all’attacco: è una finale per noi e non possiamo sbagliare. Abbiamo perso a Monaco e abbiamo perso a Milano, speriamo di avere una notte magica con l’aiuto della tifoseria”.

Ripeterà il modulo di San Siro?
“Vi do troppe informazioni così… Andremo all’attacco e cercheremo di essere coraggiosi. Dobbiamo raddoppiare in attacco, non in difesa. Mi hanno educato così, è il mio DNA. Nel primo tempo non abbiamo capito bene quale fosse il ruolo di Raphinha e di Marcos Alonso, dobbiamo essere più verticali e provarci da fuori. Dovremo essere molto intensi dal primo minuto, contano solo i tre punti”.

Vi giocate la stagione?
“Domani è una giornata importantissima, trascendentale. Non abbiamo fatto i compiti a casa, ora dobbiamo recuperare: abbiamo una grande opportunità per recuperare terreno in classifica grazie alle due gare in casa. Siamo il Barça e ci si aspetta tanto da noi”.

Qual è il messaggio che manda agli spogliatoi prima di una gara in cui vi giocate la stagione a livello sia economico che sportivo?
“Cerco di essere positivo. Vedo tutto come un’opportunità: ci sono le difficoltà e le pressioni, siamo in una posizione scomoda ma cercheremo di essere positivi e di attaccare sin dal primo minuto. Cerco di dare il massimo supporto ai giocatori perché siano positivi, dimostrino il loro talento e affrontino questa finale”.

Che importanza ha il pubblico per portare la squadra agli ottavi di finale?
“È fondamentale. La tifoseria l’ha capito e domani i biglietti sono sold out. Da quando alleno il Barça ci sono stati bei momenti in casa, domani il Camp Nou deve essere un vulcano. Noi ci giocheremo la pelle e daremo tutto in casa”.

Koundé sarà convocato?
“Di base domani non contiamo su di lui, salve sorprese. Per domenica vedremo, ma dipenderà dalle sue sensazioni. Sono partite che se non sei al 100 per cento è meglio non esserci. Però lo vedo bene, almeno per il Clasico”.

Ha detto che la squadra ha smesso di volare. Come mai? Manca fiducia?
“Bisogna fare una buona diagnosi di quello che si è fatto, io credo che abbiamo ridotto l’intensità del pressing offensivo. Il Celta gioca molto bene a calcio, l’anno scorso ci ha dominato e lo stesso ha fatto nel secondo tempo nel weekend. Noi vogliamo spingere per novanta minuti e per farlo dobbiamo attaccare meglio di quanto fatto nel primo tempo a Milano”.

Firma per l’1-0?
“No, mi piacerebbe un 2-0. Non firmo. Se mi fate scegliere, meglio 2-0”.

Che approccio servirà?
“È una partita in cui l’aspetto psicologico sarà importante, bisogna essere tranquilli, sapere come attaccare, come dominare il gioco. Non serve segnare al primo minuto: è meglio se succede, ovvio, ma ne abbiamo novanta e servirà pazienza”.

In passato ha detto che lo stile non è negoziabile. Continua a cercare l’eccellenza?
“Per noi giocare bene è dominare la partita, costringere l’avversario nella propria metà campo e avere il possesso della palla: se ce l’hai tu, non ce l’hanno loro. Questo è giocare bene per me. Per questo il secondo tempo col Celta non mi ha convinto: servirà una partita simile a quella di San Siro, però giocando meglio. Poi ci sono sempre gli avversari e per questo l’intensità è importante”.

Se perdete siete fuori dalla Champions. Sarebbe un fallimento?
“No, sarebbe una grande delusione. Però cerchiamo di pensare positivo, domani vogliamo vincere e continuare in Champions. È vero, la situazione è scomoda per varie circostanze, per gli errori di Monaco e gli episodi di Milano, però domani abbiamo una finale per metterla a posto”.

Nelle cinque partite europee in casa avete vinto solo l’ultima.
“Beh, domani vogliamo cambiare dinamica, cominciare a pensare positivamente. Vogliamo una notte magica davanti al nostro pubblico, io vorrei essere giocatore domani e non allenatore. È un’opportunità per tutti i giocatori, se poi non ce la faremo si andrà avanti e ne affronteremo le conseguenze, però l’opportunità è grande”.

Si è parlato molto di arbitri. Se n’è parlato troppo?
“No, ormai è finita. C’era un certo sdegno, logico, dopo la partita. Però adesso dobbiamo pensare al calcio da giocare domani, in maniera migliore rispetto a San Siro. Se miglioreremo, magari non dovremo parlare degli arbitri. Dobbiamo vincere domani, senza pensarci”.

Lei come vive questa partita? L’anno scorso la squadra non era davvero “sua”, domani sarà la prima finale del Barça di Xavi.
“La vivo bene. Non cambio la mia risposta, ho la sensazione che domani sarà una grande opportunità per cambiare le dinamiche rispetto alle ultime due gare, mi piace l’idea di poter dimostrare al nostro pubblico che possiamo fare meglio. Dobbiamo attaccare, il mio compito è motivare i giocatori e adesso non penso alle conseguenze in caso di brutto risultato. Penso a vincere, a fare male all’avversario a livello calcistico: è una grande opportunità per me e per i miei giocatori. Non mi piace che si parli del Barça di Xavi”.

Se l’Inter giocasse col 3-5-1-1 sarebbe meglio per voi? E potrebbe pensare a De Jong?
“Noi cambieremo poco, abbiamo un’idea molto chiara di come attaccare. Oggi ne parleremo con la squadra, vogliamo che i giocatori si sentano a loro agio sia in difesa che in attacco. Se cambiano modulo non è affare nostro, le idee sono chiare”.

Il Camp Nou vorrà la rivincita. Sarà una cosa positiva o metterà pressione ai giocatori?
“Speriamo di no, che sia tutto positivo, che lo sdegno di Milano ci serva per vendicarci, per dire che meritavamo di più nel secondo tempo. Domani ci serve questa indignazione per giocare meglio a calcio, attaccare meglio di quanto fatto nel primo tempo a Milano”.

Perché secondo lei Lewandowski non ha segnato contro le squadre più forti in Champions?
“Beh, a Monaco abbiamo avuto tante occasioni ed è stata una questione di efficacia. A Milano abbiamo avuto più difficoltà e dovevamo stare più vicini a lui, siamo stati troppo lontani per poter scambiare con lui. Stare più vicini darà vantaggi a tutti”.

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Arabia Saudita-Messico 1-2, le pagelle del match: Chavez MVP

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Messico

Il Messico batte 2-1 l’Arabia Saudita ma viene eliminato ugualmente a causa della differenza reti. Partita subito scoppiettante con chance da una parte e dell’altra. Subito Vega si trova a tu per tu col portiere ma Al-Owais esce e chiude miracolosamente. L’Arabia risponde con una punizione di Kanno alta di poco. El Tricolor prende in mano il pallino del gioco e chiude la squadra di Renard nella sua metà campo. Pineda va vicino al gol in due occasioni, mentre Lozano e Vega cercano spesso l’imbucata decisiva o il dribbling per creare superiorità in attacco. Nel finale però è Al Buraikan ad andare vicino al gol di testa dopo un cross interessante di Al-Ghannam.

Il secondo tempo è un’altra musica. Al 48′ passa subito in vantaggio il Messico: calcio d’angolo allungato di tacco da Montes e Martin appoggia in rete da due passi. Dopo neanche cinque minuti raddoppia con un calcio di punizione straordinario Chavez. Sentendo anche del successo dell’Argentina, la squadra di Martino spinge per il terzo gol. Lozano da fuori ci va vicino ma Al-Owais respinge all’angolino. Un’altra occasione clamorosa e sui piedi del bomber Martin che al volo dal limite dell’area piccola spedisce alta un’altra sponda di Montes. Chavez per un soffio non trova la doppietta su punizione. Il Messico continua a spingere e Antuna non riesce a segnare nemmeno a porta vuota dopo un’azione personale devastante di Lozano. Sempre il giocatore del Napoli spara sul portiere avversario una punizione dal limite ma al 95′ a spegnere le speranze è il gol di Al-Dawsari dopo una disattenzione difensive.

LE PAGELLE DELL’ARABIA SAUDITA

Al-Owais 6: pronti via e chiude in uscita su Vega e poi rischia aspettando troppo per un’uscita. A volte troppo scenografico si distingue però per una buona prestazione anche sulla punizione di Chavez parte in ritardo.

Al-Ghannam 5,5: disattento fin da subito in fase difensiva, riesce a dare il suo contributo in attacco con qualche sovrapposizione interessante ma mai decisiva. (dal 88′ Bahebri s.v.).

Al-Amri 5: più in difficoltà rispetto al compagno di reparto ma tiene anche lui il primo tempo. Nella ripresa cala alla distanza compiendo anche errori banali.

Al-Tambakti 5,5: tiene bene a bada Martin ma soffre e fa quel che può nel limitare l’avanzata prepotente della squadra avversaria. Il secondo tempo è un incubo come per tutta la sua squadra.

Al-Boelahi 6: adattato a sinistra come terzino riesce a contenere bene Lozano. Deve abbandonare il campo anzitempo a causa di un infortunio. (dal 37′ Sharahili 5: con il suo ingresso in campo cala notevolmente la difesa dell’Arabia. In mediana prova a tappare i buchi ma è spesso in ritardo).

Abdulhamid 6: dopo aver giocato terzino le prime due, viene spostato sulla linea di centrocampo. Non sfigura e anzi sfrutta la sua velocità per fare delle importanti incursioni palla al piede.

Al-Hassan 5,5: soffre la rapidità dei centrocampisti messicani, nello specifico Chavez che lo fa ammonire e va più volte al tiro indisturbato. (dal 46′ Madu 5: entra per dare più solidità ma la squadra crolla appena l’arbitro fischia l’inizio del secondo tempo e lui non tiene i ritmi degli attaccanti avversari).

Kanno 5,5: giganteggia a centrocampo, sembra veramente di un’altra categoria. Anche in posizione più avanzata è un catalizzatore di palloni ma nel secondo tempo perdendo l’uomo sul calcio d’angolo.

S. Al-Dawsari 6: il trascinatore delle ultime due partite fallisce la gara più importante. Nonostante Sanchez non sia in forma non sfonda mai su quella fascia. Nel finale segna un gol storico, il suo terzo ai Mondiali.

Al-Buraikan 5,5: dopo le molte energie spese nelle prime partite questa sera è un po’ più statico e riceve meno palloni. Ha ugualmente due chance discrete che non sfrutta a dovere per delle mancanze tecniche.

Al-Shehri 5: riceve pochi palloni e non aiuta molto il centrocampo in difficoltà. In generale prova dei dribbling improbabili e fallisce passaggi importanti per mandare in porta i compagni. (dal 62′ Al-Oboud 6: con la sua velocità prova a tenere qualche pallone in una situazione disperata per l’Arabia).

 

LE PAGELLE DEL MESSICO

Ochoa 6: assolutamente inoperoso per tutto il primo tempo. Anche nel secondo non deve compiere interventi particolari ed è incolpevole nel gol.

Sanchez 5,5: il giocatore dell’Ajax sembra sempre in affanno e sbaglia anche controlli semplici o comunque i suoi inserimenti vengono ignorati. (dal 86′ K. Alvarez s.v.).

Montes 7: non corre grossi rischi in difesa e amministra bene il palleggio da dietro. La sua altezza lo aiuta parecchio nel gioco aereo e con un colpo di tacco fa un assist importantissimo.

Moreno 5: l’ex Roma non deve fare alcun tipo di intervento particolare e come il compagno di reparto amministra bene il pallone. Nel finale sbaglia incredibilmente dimenticandosi degli avversari e permettendo il gol all’Arabia.

Gallardo 6: spinge molto a sinistra trovando buone combinazioni con Vega e arrivando spesso al cross. Il suo contributo lo rende un’arma in più in zona offensiva.

Pineda 6,5: oggi è la sorpresa di formazione e la sua vivacità rende più offensivo il Messico. Prima conclude debolmente e poi di testa ha una grande chance. Lui è l’uomo pericoloso quest’oggi. (dal 77′ Rodriguez s.v.).

E. Alvarez 5,5: ammonito dopo un quarto d’ora, lui che è uno specialista in fase di interdizione, soffre e non riesce a padroneggiare in mediana anche a causa di Kanno. (dal 86′ Funes Mori s.v.).

Chavez 7: è vivace a centrocampo anche se a volte troppo frettoloso. Sciorina qualità a centrocampo e dopo l’ennesimo tiro trova un super gol su punizione. Ci prova sempre su calcio piazzato ma questa volta ci va solo vicino.

Lozano 6: prova a caricarsi la squadra sulle spalle ma da solo non può fare tutto. Mette in mezzo palloni interessanti e poi prova anche da fuori ma trova attento Al-Owais.

Martin 6,5: il centravanti dell’America non arriva mai primo sul pallone e nel primo tempo non si vede mai. Nella ripresa cambia tutto quando si trova nel posto giusto per appoggiare in rete il gol del vantaggio. (dal 77′ Jimenez s.v.).

Vega 6: ha un’occasione clamorosa dopo pochi minuti ma la fallisce. Guizza con numeri interessanti sulla fascia e dialoga bene con Gallardo. (dal 46′ Antuna 6: il suo ingresso permette fin da subito una maggiore imprevedibilità. La mossa di Martino si rivela così vincente anche se si mangia il gol qualificazione a porta vuota).

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Il Manchester United su Gakpo: i dettagli della trattativa

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Gakpo

Il giocatore rivelazione di questo Qatar 2022 è sicuramente l’olandese Cody Gakpo, che si sta mettendo in lue per qualità e completezza tecnica. Nelle prime battute del mondiale, l’attaccante del PSV ha già totalizzato ben tre reti in altrettante partite. Attirando su di sè l’interesse dei top club europei.

Il classe 1999 attualmente gioca nel campionato olandese, dove ha già registrato ben 9 gol e 12 assist in sole 14 partite. Secondo quanto riportato da Nicolò Schira, il Manchester United a farsi avanti per il calciatore. Sarebbe dunque in corso la trattativa tra il club olandese e quello inglese, con quest’ultima che offre a Gakpo un contratto fino al 2027, con opzione per il 2028.

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Szczesny causa e para il calcio di rigore, è il secondo nella storia

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Juve, sospiro di sollievo per Szczesny

Con il rigore parato a Messi questa sera, Wojciech Szczesny entra nella storia dei Mondiali con un dato abbastanza particolare. Il portiere della Juventus ha prima causato il calcio di rigore e poi si è fatto perdonare parandolo. Un’impresa abbastanza molto particolare. Ma Szczesny non è il primo ad averlo fatto, nella storia dei Mondiali. Come riportato da Opta, prima di lui è toccato al francese Joel Bats, contro il Brasile nel Mondiale di Messico 1986. Sicuramente una bella soddisfazione per Szczesny, che inoltre, in questo mondiale, ha già parato un rigore contro l’Arabia Saudita.

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Unai Simon esalta la Spagna: “Poche squadre paragonabili a noi”

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Spagna

L’importantissima sfida tra Giappone e Spagna, deciderà le sorti del gruppo E. Nella classica conferenza stampa della vigilia, Unai Simon ha presentato così il match, esaltando il momento delle furie rosse: “Poche squadre al mondo possono essere paragonate alla Spagna in termini di gioco. Giappone? È una squadra molto laboriosa, che si riposizione molto rapidamente in campo quando è necessario”.

Il portiere dell’Athletic Bilbao, si è anche espresso sulle richieste di giocare il pallone da parte del c.t della Spagna, Luis Enrique. “Sono consapevole che può essere una situazione rischiosa, soprattutto con l’attaccante in pressione, ma io mi sento tranquillo. Sono giovane, posso imparare e crescere, in più devo superare i miei limiti. In questo momento posso dire che questo è il momento in cui ho più fiducia in me stesso”.

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