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Xavi Hernández: l’ultimo grande erede del Tiki-Taka

Una personalità che non ha bisogno di presentazioni. Per molti addetti ai lavori si parla di uno dei centrocampisti più forti che il calcio abbia mai accolto, simbolo e leggenda indiscussa della storia blaugrana: Xavier Hernández Creus, conosciuto più semplicemente da ogni amante di calcio come Xavi.

Se Pep Guardiola è stato considerato il successore a lungo termine del celebre Johan Cruijff a Barcellona, c’è chi spera che Xavi Hernández possa ripercorrere le tappe del manager del City. L’ex maestro del centrocampo, ritiratosi recentemente, ha vinto non solo numerosi titoli nazionali, ma anche e più volte la Champions League. Con le furie rosse ha conquistato la Coppa del Mondo, oltre a due Campionati Europei, e da allenatore ha già vinto, in terra qatariota, ogni trofeo possibile immaginabile.

Lecito pensare, quindi, che egli sia in lizza per succedere a Koeman sulla panchina catalana, visto che lo spagnolo incarna la filosofia del Barcellona sotto ogni aspetto, e nella maniera più profonda. Tanto tiki-taka e giocate spettacolari, con la volontà di mandare in porta ogni calciatore del reparto offensivo. Xavi ha accettato, da ormai qualche anno, il ruolo di allenatore dell’Al-Sadd, squadra di Qatar Stars League nel 2019, club ambizioso e all’avanguardia in cui ha militato dopo il suo addio alla Spagna.
Altrettanto significative sono le influenze che ha avuto. Tra queste spicca quella di Joan Vila, mentore del Barca. “Sa più lui del ‘Cruyffismo’ che Johan Cruyff stesso“, disse Xavi di Vila. “Uno studioso che ci ha impresso un nuovo modo di intendere il calcio“.

 

 

COME GIOCA IL TEAM XAVI?

L’idea di gioco offensivo espressa da Xavi si basa sulla convinzione che più a lungo una squadra ha il possesso, più si avvicina alla vittoria. Il tecnico catalano rispetta tuttavia gli altri approcci, e ha dimostrato di capire che, durante le partite, la sua squadra deve essere in grado di adattarsi. Finora l’Al-Sadd si è disposto principalmente con un 4-3-3, diventato all’occorrenza un 4-2-3-1 o 4-1-4-1 in fase di non possesso.

Se gli avversari prediligono il pressing con due punte, la squadra di Xavi rimane schierata con un 4-3-3. Se invece a pressare c’è solo una punta, adotta un 4-2-3-1 per creare un doppio pivot, avendo costantemente a disposizione un calciatore aggiuntivo dietro l’avversario che applica il pressing. Durante le prime fasi di transizione, i due centrali si allargano, di modo tale che i terzini possano avanzare, superando il centrocampo.

 

E SENZA PALLA ?

Come faceva il Barcellona, l’Al Sadd attacca e difende da squadra. Il suo gioco posizionale richiede una riorganizzazione rapida per recuperare palla e poi riproporre trame offensive. All’inizio, la squadra applica un pressing alto nei pressi del portiere avversario. Se il pallone non viene recuperato, c’è una seconda linea di pressing. La pressione è guidata dagli attaccanti, mentre coloro che stanno dietro occupano posizioni tra gli avversari per limitare le linee di passaggio, e costringere a giocare la palla lunga.

Se l’avversario riesce a superare il primo pressing, i centrocampisti Guilherme e Waad vanno a turno a bloccare l’avversario. Quando invece gli avversari superano la metà campo, la squadra di Xavi passa dal 4-3-3 a un 4-1-4-1 destinato a bloccare le linee di passaggio. Quando il possesso viene riguadagnato, l’Al-Sadd lancia gli attacchi sfruttando la consapevolezza degli spazi e le posizioni adottate.

Il tempo di Koeman sembra stia scorrendo più veloce del previsto, sintomo di una Liga vissuta nell’ombra di Real ed Atletico, e con una società che ormai non ha più tempo per aspettare.

Che sia Xavi l’uomo giusto per la rinascita blaugrana?

 

(fonte immagine di copertina: persemprecalcio.it)

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