Sotto la lente d’ingrandimento oggi abbiamo l’ennesimo talento Made in France scovato da Moncada e la sua squadra, pronto a vestire la maglia del Milan.

Stiamo parlando di Yacine Adli, numero 19 del Bordeaux che i rossoneri sono riusciti ad assicurarsi per Giugno 2022, per una cifra attorno ai 10 milioni.

L’accordo è stato trovato dopo un lungo periodo di scouting sul giovane, e la scelta di lasciarlo un altro anno in Francia sta dando i suoi frutti.

Yacine infatti nelle ultime partite sta facendo molto parlare di sè, grazie a prestazioni di alto livello.

Ma andiamo a conoscere meglio il nuovo tuttocampista per Pioli, pronto a deliziare la Milano rossonera con qualche nota delle sue.

CHI È YACINE ADLI

Classe 2000, Adli cresce in un sobborgo di Parigi, precisamente a Villejuif da genitori algerini.

Grazie all’educazione datagli da papà Abdenour, a soli 4 anni Yacine impara a leggere per poi esser subito messo in campo, e i risultati oggi sono chiari.

Oltre al campo però, Yacine ha maturato anche altre passioni.

Abbiamo parlato di note musicali non per caso, infatti il ragazzo è stato portato a lezioni di pianoforte e violino, assieme al judo.

La sua elasticità mentale delineava dai primi tempi un profilo adattabile in ogni campo, sia di vita ma anche di calcio.

Fin da bambino aveva un temperamento particolare, caratterizzato dalla sua continua voglia di vincere.

Moulay Chebab, suo ex allenatore all’US Villejuif, racconta:

“Odiava perdere, poi voleva restare al campo tutto il giorno…”.

Oltre questa sua sfumatura, è sempre stato un ragazzo tranquillo, con il talento che maturava alla stessa velocità dei suoi riccioli.

Capelli che, una volta arrivato nelle giovanili del PSG, hanno fatto credere ai suoi compagni che fosse il fratello minore di Rabiot, anche per somiglianze fisiche.

Alto, slanciato e magro, il ruolo era quello di Adrien, anche se François Rodrigues, ex tecnico dei parigini (ha allenato anche Ballo-Tourè), precisa:

“La sua miglior qualità sono i passaggi, vede sempre lo spazio, ma non è mai stato il clone di Adrien”.

L’ARRIVO A BORDEAUX E I PARAGONI ILLUSTRI

Dopo aver fatto tutta la trafila delle giovanili del PSG dal 2015, quattro anni dopo decide di volersi ritagliare maggior spazio in campo, venendo via dal Paris.

Scelta coraggiosa, sapendo che anche con scarso minutaggio sarebbe stato in un club che, di lì a poco, si sarebbe confermato il migliore di Francia e uno dei più completi d’Europa.

Ma la voglia di mettersi in gioco ha ripagato Yacine, e dopo esser approdato nel Bordeaux ha conquistato molti club, tra cui il Milan che è riuscito ad assicurarselo prima di tutti.

Cresciuto emulando le giocate di Zidane e Juninho Pernambucano, ha sempre avuto, come detto, il piacere per la musica.

Oltre a giocate e skills, su Youtube infatti possiamo trovare suoi video in cui suona, in uno cantando anche “Bella Ciao”.

La delicatezza del tocco sui tasti del pianoforte è la stessa che ha con il pallone tra i piedi, ed in entrambe le sue passioni si vede che c’è una forte dedizione fin dai primi anni di vita.

Tornando al calcio giocato, nelle ultime stagioni sono fioccati paragoni illustri con Pogba, date le movenze simili in mezzo al campo, che non hanno destabilizzato il ragazzo.

Yacine ha la testa sulle spalle e sa bene cosa vuole e come fare per ottenerlo, senza farsi mandare fuori strada dai nomi dei campioni a cui viene accostato.

Ogni sua scelta è stata decisiva per un percorso che fino ad ora sta dando ragione al ragazzo che, nonostante la lontananza da Villejuif, non dimentica la città che lo ha cresciuto.

Infatti, negli ultimi anni ha lanciato la sua associazione “Association Yacine Adli”, che ha come obiettivo quello di fornire maggiori opportunità alle ragazze e ai ragazzi della sua città natale.

MOLTO PIÙ DI UN MEDIANO

Come detto, l’elasticità mentale di Adli ha fatto la fortuna degli allenatori che lo hanno avuto, potendolo impiegare in più posizioni.

Ne sa qualcosa Petkovic, che ha potuto schierarlo sia in mediana, ma anche dietro le punte e all’occorrenza esterno.

Comodo appoggio per la punta nel 4-2-3-1, con la funzione di collante tra centrocampo e attacco, raffigura perfettamente l’idea del 10 moderno.

In questo avvio di stagione, Adli ha messo a segno 2 assist in 9 partite, giocandone solamente cinque dal primo minuto.

Le movenze in campo sono eleganti e sontuose proprio come un pianista all’opera alla Philharmonie de Paris, e grazie alle lunghe leve queste rendono semplice anche il “lavoro sporco” di recupera palloni.

Un giocatore che sembra nato per giocare nel Milan di Pioli, potendo anche garantire copertura in altri ruoli del centrocampo nel caso in cui ci fossero mancanze.

In chiave Nazionale, l’ultima partita giocata è stata con la Francia U20 durante il Mondiale del 2019, con la chiamata di Deschamps che ancora manca.

Il sovraffollamento di talenti in Francia rischia di tenere fuori giovani molto interessanti dalla Nazionale maggiore, ma se Yacine dovesse avere lo stesso exploit di Theo con il Milan, allora la situazione potrebbe cambiare radicalmente.

MILAN: COSA ASPETTARSI DA ADLI?

L’abbiamo anticipato, la definizione migliore di Adli è quella del tuttocampista.

Un profilo capace di adattarsi ad ogni posizione del centrocampo, con il senso dell’imbucata e dello “scippo“.

Sarebbe però un errore non tener conto dell’età: l’essere un 2000 ad oggi ti carica, erroneamente, di responsabilità, in quanto essendo giovane devi per forza fare la differenza.

Può anche essere cosi, ma non per tutti, e l’esempio più calzante è sicuramente quello di Sandro Tonali.

Yacine sembra avere le carte in regola per far bene, ma almeno inizialmente partirà in fondo nelle gerarchie.

Bennacer e Tonali al momento sono i due titolari, con la situazione Kessié da monitorare, ma che se in piena forma è un imprescindibile di Pioli.

Adli arriverebbe come eventuale quarto o terzo della mediana, o come possibile seconda linea, all’occorrenza, per alternarsi con Brahim.

L’importante sarà saper aspettare il ragazzo, cosa che sia il Milan che Pioli sono ormai esperti nel fare.

Un passo alla volta però; Adli per ora ha in testa solo il campionato con i “Girondins“, anche se vista la situazione Kessié molti parlano di un suo possibile arrivo anticipato.

In attesa di capire la volontà dell’ivoriano, Adli potrebbe essere chiamato a far le valigie sei mesi prima, ma difficilmente il Bordeaux lascerà partire prima il ragazzo visti gli accordi presi in estate.

A Milano c’è molta attesa per vedere Adli all’opera, e per il “pianista di Villejuif” l’arrivo alla Scala del Calcio potrebbe significare lo spartito più importante della sua carriera.