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Basket

Young Bucks

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Con la dipartita di LeBron James dalla costa Est degli Stati Uniti, il traffico in cima alla Conference si è fatto piuttosto intenso. Una situazione fluida come mai lo è stata da praticamente 10 anni a questa parte, dove il dualismo Boston – LeBron aveva trovato ben pochi rivali sulla propria strada, fino ad arrivare un Miami / Cavaliers e tutti gli altri dietro. Oggi questo soffitto, se non fisico quantomeno psicologico, si è scoperchiato mostrando un interno piuttosto ben arredato. Oltre ai “sempreverdi” Celtics, i Raptors sembrano aver compiuto quello step che mancava a metterli veramente in lotta per le Finals, anche a costo di un sacrifico affettivamente enorme come DeMar DeRozan. Potevamo poi aspettarci i Pacers, partiti lo scorso anno quasi per tankare ed invece hanno trovato una pepita in Vic Oladipo, i Sixers (che hanno appena aggiunto Butler) e giustamente anche i Bucks.

Tutto sommato non c’è niente di strano nel vederli in cima alla East. Il roster è simile all’anno scorso (basta cambiare Jabari Parker con Ersan Ilyasova e Brook Lopez in sintesi), Antetokounmpo è uno dei top-4 della Conference (assieme ad Irving, Leonard ed Embiid) ed un coach del quale il front-office si è follemente innamorato. Sorprende però come siano già ad un punto di maturità quasi da “fine anno”. A livello offensivo la mano dell’ex coach degli Atlanta Hawks è evidente, forte di un giocatore totale che puoi trovare in massimo altre 2-3 squadre nella Lega ad essere di manica larga. Attenzione massima allo spacing ed alle conclusioni dall’arco non necessariamente come fine di un’azione (sebbene i numeri in merito raccontino quasi di una Houston Rockets dei laghi) ma come strumento di minaccia ed in un certo senso di playmaking. In un mondo dove i giocatori diventano sempre più veloci, atletici e verticali, sapere occupare ed attaccare gli spazi è vitale. Molte analogie le possiamo riscontrare con la Atlanta delle 60 vittorie, una squadra che faceva del positionless e della generale completezza dei suoi giocatori una carta vincente. Antetokounmpo è fondamentale, come lo era Al Horford è un giocatore che sa muoversi in post, portare blocchi, sapere quello che fare senza palla in mano. Nel dubbio comunque Giannis è devastante anche con la palla. Quello che però coach Bud stava cercando è la sua capacità di dominare gli spazi. Quest’anno stiamo imparando a vederlo come un playmaker “senza palla” grazie alla sua semplice “forza gravitazionale” che esercita sulle difese avversarie.

Non esiste un difensore al mondo capace di tenerlo costantemente a freno 1v1. Sebbene non sia ancora a livelli consistenti dall’arco, Giannis riesce a dare le “sue” spaziature giocando dall’interno dell’arco. In post fa quello che vuole, basta dargli il suggerimento giusto e la palla arriva dove serve. Quando sale a portare il blocco a Brogdon manda in crisi i suoi marcatori, costretti a scegliere se seguiro e lasciare il vuoto dietro o concedere un pick ‘n’ roll ad una specie di Mr. Fantastic di 211 cm per 105 KG. Avere dalla sua parte almeno 3 guardie nel corpo di un bigman non può far altro che bene a tutti quanti. In termini di spacing, non siamo ai livelli estremi di Kerr e Stevens (tipo le ormai famose 5-out offense) ma comunque sembra di vedere una squadra di lunghi giocare come guardie, una “tall-ball” per dargli un termine.

I giochi di coach Bud poi sono tagliati apposta per Middleton come lo erano per Korver, Brook Lopez è sorprendente per la velocità di adattamento che sta mostrando (mai visto tirare così tante triple). Aver 4 giocatori capaci di tirare è parte integrante del sistema, 13 giocatori su 15 hanno almeno 1 tentativo a partita, 11 giocatori almeno 2, 7 di loro almeno 3 tentativi. Infatti oggi i Bucks tirano dall’arco il 40% delle volte piuttosto che il 25% dell’anno passato. Un esempio su tutti è lo stesso Khris Middleton, passato dal 32% al 50%, tagliando drasticamente sui long-two. L’importante è non perdere di vista la chiave di volta che regge assieme il progetto: movimento. Le remininescenze dei giorni passati a fare da assistant coach per Gregg Popovich agli Spurs sono ben visibili. La costante ricerca dell’extra pass ad esempio, così come la collettività del gioco sopra agli isolamenti ed alle forzature.

“In really, really simplistic terms, we want to see the ball move and we want to see people move, which, I
think, is becoming more common in the NBA. If you are thinking about the old school NBA there would be a lot of people standing and the ball not moving. There has been more people movement and more ball movement across the league and we want to do the same thing.”
(“In termini estremamente semplici, vogliamo vedere la palla muoversi ed i giocatori muoversi. cosa che penso stia diventando sempre più comune in NBA. Se pensi alla vecchia NBA molti giocatori aspettavano e la palla era ferma. Nella Lega si sta diffondendo l’idea di far muovere palla e giocatori e vogliamo fare altrettanto”). Questo era un po’ il manifesto programmatico degli Hawks, adesso è pronto a diventare lo stesso per i Bucks.

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Basket

Palacio dal calcio al basket, la nuova vita del ‘Trenza’

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Cambia lo sport ma non l’entusiasmo per Rodrigo Palacio, l’argentino comincia la sua nuova avventura nel mondo del basket. Ritiratosi dal calcio giocato dopo la parentesi al Brescia nello scorso anno in Serie B, il Trenza si è subito cimentato in una nuova avventura all’età di 40 anni.

Palacio è sceso in campo nella partita di basket del Garegnano Milano, in occasione di un torneo amichevole. La società cestistica milanese milita attualmente nel campionato di Serie D. L’argentino ex Inter e Genoa ha giocato contro il Basket Trezzano, mettendo a referto 4 punti.

Dopo aver segnato 101 gol in Serie A in carriera e aver fatto cantare i tifosi con la palla tra i piedi, per Palacio adesso è giunto il momento di rimettersi in gioco con la palla tra le mani.

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Basket

DAZN si allarga: arrivano la Serie C e la Serie A di Basket

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Peluso

Come riportato sui propri canali social, Dazn allarga i propri orizzonti inglobando ElevenSports. Arriveranno la Serie C e la Serie A di Basket.

NOVITÀ SU DAZN

Dazn assorbe e ingloba ElevenSports all’interno della propria piattaforma. Pare che fosse tutto confermato dallo scorso 25 agosto.

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Eurobasket 2022, cosa è mancato all’Italia?

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Eurobasket 2022

Mercoledì si è interrotto il sogno azzurro. Per l’Italia l’Eurobasket 2022 è terminato contro la Francia ai quarti di finale, in una maniera a dir poco rocambolesca. A poco più di 2 minuti dalla fine della partita, Fontecchio aveva regalato il +7 azzurro con una tripla impossibile. Da lì in poi l’Italia non si è più mossa. A 14 secondi dalla fine e + 2 Italia, sempre Fontecchio è protagonista, stavolta in negativo, sbagliando entrambi i tiri liberi a disposizione. Heurtel realizza un veloce canestro da 2 punti e pareggia i conti, quindi overtime. Una volta ai supplementari però, l’inerzia era tutta dai francesi, che infatti hanno portato a casa la vittoria. Senz’altro ci sono state cose positive dell’Italia in questo Eurobasket, ma cosa è mancato alla nazionale di Pozzecco in questa folle partita contro la Francia?

I PUNTI DI FORZA DELL’ITALIA

Come ogni cosa, bisogna analizzare i pro e i contro. Si parte quindi prima dalle cose positive, perché comunque ce ne sono state parecchie nel corso dell’Eurobasket 2022. La cosa migliore è stata la forza e l’unione di questo gruppo, memore della bella esperienza affrontata l’anno scorso alle Olimpiadi, conquistate contro la difficile Serbia. La vittoria contro gli stessi serbi si è ripetuta anche nel corso degli europei, nonostante stavolta ci fosse anche il due volte MVP NBA Nikola Jokic.

Chi ha funzionato alla grande è stato Fontecchio, leader indiscusso di questa nazionale. L’infortunio di Gallinari lo ha spinto ancora di più a caricarsi l’Italia sulle spalle. Ha avuto però ottimi guerrieri al suo fianco, soprattutto Nik Melli e Marco Spissu. Il playmaker sardo si è conquistato in questo Eurobasket 2022 il posto da titolare un po’ a sorpresa, ma contro la Serbia è stato fenomenale con la serie di triple realizzate. Ottimo anche Melli, che pur non essendo un centro puro, è riuscito a tenere a bada gente come Jokic, ma ha anche fatto sudare qualche camicia pure a Rudy Gobert.

I PUNTI DI DEBOLEZZA DELL’ITALIA

La cosa particolare di questa nazionale, è che alcuni punti di forza sono allo stesso tempo punti di debolezza. Per esempio Pozzecco ha sicuramente unito ancora di più un gruppo già affiatato, grazie al suo atteggiamento esuberante. A volte però un allenatore deve avere anche del self-control, ma il Poz è davvero troppo emotivo.

C’è poi lo stesso Melli. Per carità, per come ha giocato in l’ Eurobasket 2022, non gli si può dir nulla contro. Sorge però sempre il solito problema della mancanza di un vero centro per gli azzurri. Purtroppo è una mancanza che ci si porta dietro da anni. Tessitori e Biligha non sono all’altezza di certi palcoscenici, e non possono reggere più di qualche minuto in campo contro squadre come la Francia.

Un punto di debolezza purtroppo è stato Fontecchio nell’ultima partita. L’eroe della nazionale è stato lui, ma chissà dove sarebbe ora l’Italia in questo Eurobasket 2022 se avesse realizzato anche solo uno dei due tiri liberi. Probabilmente in finale, dopo aver visto come la Polonia in semifinale è stata spazzata via malamente dai Blues. Nessuno potrà mai dirlo. Questa situazione ricorda per certi versi Baggio al mondiale di USA 1994. Il divin codino fu il migliore dell’Italia, e grazie a lui gli azzurri arrivarono in finale. Quel rigore sbagliato però fu decisivo, proprio come lo sono stati i liberi sbagliati da Fontecchio.

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Altri Sport

Italbasket, che impresa! Battuta la Serbia di Jokic

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L’Italbasket vola ai quarti di finale degli europei di pallacanestro. Gli azzurri, dopo aver vinto contro la Serbia di Jokic, se la dovranno vedere con la Francia di Gobert e compagni. La squadra allenata da Gianmarco Pozzecco si è resa protagonista di una vera e propria impresa. Di fatti, prima del match, nessuno avrebbe mai lontanamente pensato che il quintetto italiano avrebbe potuto battere una delle favorite alla vittoria finale.

Gli azzurri hanno chiuso i primi due quarti in svantaggio di soli sei punti: 51-45. Ma dal terzo quarto in poi, la storia è cambiata. I ragazzi di Pozzecco; espulso per proteste, sono riusciti grazie alle straordinarie prestazioni di Spissu (mvp del match), Melli, Fontecchio e Polonara a guadagnarsi uno storico quarto di finale. Ai serbi non basta l’immensa prestazione di Luka Jovic, autore di una doppia doppia. Adesso, agli azzurri, non rimane che continuare a sognare.

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