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Zaccagni e la tentazione del Diavolo

Si parlava di affare andato praticamente in porto, di accordo raggiunto tra l’agente di Zaccagni e il Napoli, per la felicità di una tifoseria che vuole tornare ad elettrizzarsi ogni domenica.

E invece no. Ed è bastato poco, dall’altra parte.

Mattia Zaccagni aveva tutte le caratteristiche per essere un promesso sposo del Napoli, dopo un corteggiamento che durava ormai da mesi. Un avvio di stagione strepitoso, per la felicità di Juric e dei compagni, e grande rammarico per tutti i fanta-allenatori che hanno deciso di snobbarlo durante le varie aste ad inizio campionato. Il suo percorso non è stato lineare, andando in qualche modo a confermare le preoccupazioni del suo tecnico nel corso delle interviste rilasciate proprio nel miglior momento di forma del suo gioiellino.

Zaccagni nazionale

La convocazione a novembre 2020 e l’abbandono del ritiro per infortunio (Fonte: Getty Images)

Juric ha messo più volte l’accento sulla continuità di rendimento, mostrandosi poco stupito dei grandi numeri di Zaccagni e, al contrario, decisamente preoccupato che si trattasse solamente di fiammate destinate a spegnersi con il prosieguo della stagione.

UN INIZIO COL BOTTO

Qualche match per carburare, insieme ai buoni risultati messi nero su bianco dal suo Verona.

Dopo 7 giornate di campionato, l’Hellas aveva subito una sola sconfitta, tra l’altro contro il Parma. Per il resto, 3 vittorie e 3 pareggi, tra cui le due buone prestazioni contro Milan e Juventus che hanno portato nel cammino scaligero due punti importanti. Prestazioni di qualità per Zaccagni, con 3 assist serviti ai compagni ma senza aver trafitto alcun portiere avversario. Poi, l’ulteriore svolta.

A Bergamo, l’Hellas vince 2-0 e lancia un messaggio forte e chiaro alle prime della classe. E, guarda caso, è proprio Zaccagni ad alzare l’asticella portandosi a casa il premio di migliore in campo. Una rete e un assist, contro una delle formazioni più difficili da affrontare e da sconfiggere.

Zaccagni gol vs Spezia

L’esultanza di Zaccagni dopo la rovesciata contro lo Spezia (Fonte: Getty Images)

Rapido, tecnico, bravo in sede di rifinitura, pericoloso quando alza la testa e prende la mira per non lasciare scampo a chi protegge i pali. Dopo una quindicina di giornate, e altre tre reti messe a segno, una delle poche cose che metteva d’accordo tutti riguardava le indubbie qualità di un ragazzo in grande ascesa. Una di quelle classiche situazioni che portavano tutti a pensare la stessa cosa: da qui a fine campionato, in vista del prossimo, tutti vorranno Mattia Zaccagni.

La storia insegna, sempre. Quando un giocatore si esibisce in grandi prestazioni, a rimanere colpiti di ciò sono in particolar modo coloro i quali subiscono reti e giocate di livello. E, anche in questo caso, è andata esattamente così. 

Il 24 gennaio si è giocata Hellas Verona-Napoli, con i partenopei che avevano già messo il nome di Zaccagni in cima alla lista dei desideri di Giuntoli da qualche mese. Triplice fischio e vittoria per i padroni di casa per 3-1. Rete che chiude il match e assist per Barak. Musica e parole di Mattia Zaccagni, con i tifosi napoletani ancora più convinti di ciò che Giuntoli e l’intera dirigenza stavano pensando da qualche tempo. Dunque, un grande sì dietro l’angolo? Non proprio così.

DIAVOLO TENTATORE

Godersi i propri talenti fino a quando non arriva la grande chiamata. Le squadre di media-bassa classifica si sono abituate a ragionare così, non di certo da ieri.

Il Napoli è una grande squadra, una società che cerca da diversi anni di mettersi in bacheca un altro scudetto, dopo quelli gloriosi alla fine degli anni ’80 targati Diego Armando Maradona. Riesce ad attirare a sé grandi nomi, ma la situazione che si è venuta a creare negli ultimi mesi desta qualche sospetto, per lo meno se parliamo di calciatori di un certo livello chiamati a vestire i colori partenopei.

Le parole di Fausto Pari, agente di Mattia Zaccagni, inquadrano lo scenario che si è creato a proposito del suo assistito e di un possibile approdo all’ombra del Vesuvio.

“Zaccagni è una mezzala, nasce in quel ruolo. Poi è stato bravo Juric a parlargli e a cambiargli ruolo, ma questo fa gioco perché sa fare più cose. Può essere l’erede di Fabian Ruiz? Fabian è più costruttore di gioco rispetto a Zaccagni, che comunque può diventarlo perché ha tecnica. Visti i risultati, ha avuto ragione Juric. Il corteggiamento c’è stato, incessante e pesante a gennaio. Poi le cose sono andate in altra maniera. Come tanti club, il Napoli non aveva le risorse per concludere. Era stata imbastita un’operazione per giugno, un discorso simile all’affare Rrahmani della scorsa stagione. Non si è chiuso perché a fine gennaio è scoppiato il casino a Napoli e il mercato è stato accantonato. L’interesse è forte e c’è tuttora, ma di queste cose bisogna parlare con Giuntoli”.

– Fausto Pari, agente di Mattia Zaccagni

Nessuna strada preclusa, quindi.

Lo stop alla trattativa, però, potrebbe avere anche cause di altra natura. Una di queste si chiama Milan. Nel concreto, il Napoli ha già trovato una soluzione di massima per portare Zaccagni in azzurro, con l’Hellas che si è di fatto arreso a questa eventualità e che vuole capitalizzare al massimo prima di privarsi del suo gioiello. Dall’altra parte c’è un Milan che di offerte vere non ne ha ancora fatte ma che, con il solo pensiero, sta tentando Zaccagni al punto tale da averlo convinto ad attendere il termine della stagione per arrivare ad una decisione.

E se dovesse realmente andare così, come potrebbe inserirsi il classe ’95 nello scacchiere rossonero?

Certo, può essere ritenuto ancora un “millenial”, ma da lui ci si aspetta una struttura degna di un calciatore che sta per affermarsi sui palcoscenici di alto rilievo, sia in Italia che in Europa. Il Milan sta cercando, da un anno a questa parte, di dare valore alla sua trequarti. Calhanoglu sta trattando il rinnovo, Brahim Diaz potrebbe rinnovare il prestito se in casa Real non fossero disposti ad assicurargli un minutaggio di un certo tipo.

Per gli altri elementi in rosa che giocano sugli esterni, tra centrocampo e attacco, le valutazioni sono continue. C’è da considerare la voglia di ingaggiare giovani talentuosi, ancora meglio se italiani, a dare prestigio e prospettiva all’organico del Milan. E questo può assolutamente deporre a favore di Zaccagni.

Zaccagni esultanza

Nonostante una grande partenza, il digiuno con il gol dura dal 24 gennaio (Fonte: Getty Images)

Un punto interrogativo è dato senza dubbio dal timore relativo alla discontinuità di rendimento, uno scenario che però potrebbe essere risolto mettendolo in competizione con altri giocatori che vogliono conquistarsi con il sudore un posto da titolare. E questo aspetto, in casa Milan, non manca di certo. Contano molto anche le ambizioni europee, e di certo i rossoneri partono avvantaggiati rispetto al Napoli, per una questione di tradizione e, soprattutto, voglia di tornare a calcare i migliori campi nell’Europa che conta. E di farlo in tempi brevi.

Un suo inserimento, dal punto di vista tattico, lo favorirebbe più al Milan che al Napoli, paradossalmente. Ovviamente non sta scritto da nessuna parte che non possa adeguarsi alle idee dell’allenatore che avrà il piacere di averlo nella sua rosa, ma un elemento come lui può ricoprire tre ruoli: trequartista centrale, esterno alto a sinistra e seconda punta.

Zaccagni gol vs Napoli

Grande prestazione contro il Napoli, grazie ad una rete e un assist (Fonte: Giornale di Sicilia)

Le gerarchie offensive in casa Napoli sembrano già definite, al netto di quella che potrebbe essere la partenza di Fabian Ruiz, un giocatore diverso da Zaccagni, anche a livello di posizionamento in campo.

In maglia rossonera, invece, avrebbe la grande chance di mettere in seria difficoltà il tecnico, a maggior ragione se Calhanoglu non dovesse restare a Milanello. Anche i ruoli di esterno alto a sinistra e di seconda punta non sono ricoperti da elementi inamovibili.

Il biglietto da visita dovrà essere scritto, aggiornandolo, da qui al termine della stagione, per far sì che lo stesso Zaccagni possa valutare ogni singola offerta. 

Il Milan, per lui, rappresenterebbe un motivo di grande orgoglio e una sfida a dir poco intrigante. E, fatto non di minor importanza, dopo la sfortunata convocazione di novembre, l’obiettivo Nazionale sarebbe per lui un altro step verso un futuro pieno di soddisfazioni.

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