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Denis Zakaria, il talento svizzero che sta lasciando a bocca aperta la Germania

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La squadra rivelazione della Bundesliga è senza dubbio, almeno per il momento, il Borussia Mönchengladbach. Il club soprannominato die Fohlen (“i puledri”) si trova infatti, dopo 9 giornate, in testa al campionato, con un punto di vantaggio rispetto al Bayern Monaco.

Parte del successo arrivato in questo avvio di stagione è sicuramente da ricondurre all’allenatore, Marco Rose. Arrivato a luglio dopo la vincente avventura al RB Salisburgo, dove ha conquistato due campionati e una coppa nazionale, il tecnico di Lipsia è subito riuscito ad ambientarsi in Germania. Il sistema di gioco adottato da Rose, il 4-3-1-2 (o all’occorrenza 4-2-3-1), ha trovato fortuna a Mönchengladbach, poiché perfettamente in sintonia con le capacità dei giocatori.

In questi termini, il merito delle buone prestazioni viste va anche ad una rosa giovane e agguerrita, all’interno della quale vi sono prospetti estremamente interessanti. Alassane Pléa, Marcus Thuram, Breel Embolo, Denis Zakaria, tutti ragazzi in rampa di lancio, pronti a spiccare il volo nel calcio europeo.

L’ultimo nome citato, Denis Zakaria, è l’elemento che più sta stupendo nelle file dei bianconeri. Lo svizzero, perno del centrocampo, rappresenta il vero e proprio talismano nella formazione di Rose. Grazie alle sue performance, diversi top club hanno già messo gli occhi su di lui. Vale la pena tentare di conoscerlo meglio, prima di vedere il suo nome nelle pagine dei giornali dedicate al calciomercato.

GLI INIZI IN SVIZZERA

Denis Lemi Zakaria Lako Lado nasce il 20 novembre del 1996 a Kinshasa, nella Repubblica democratica del Congo. L’Africa però non sarà mai casa sua: la famiglia, infatti, decide di trasferirsi in Svizzera, nelle immediate vicinanze di Ginevra. I primi passi nel mondo del calcio li muoverà proprio nella squadra della città, il Servette. Qui, dopo aver compiuto la trafila nelle giovanili, arriva ad esordire nel campionato cadetto elvetico, nella stagione 2014-15.

Gli bastano poche gare per attirare l’attenzione degli scout dello Young Boys. La squadra della capitale non ci pensa due volte a versare i 400.000 franchi (circa 350.000 euro) chiesti dal Servette per portarlo a Berna. A partire dalla stagione successiva, Zakaria sarà già impiegato come titolare fisso: in maglia giallonera il giocatore inizia a farsi conoscere, facendo esperienza sia nel campionato svizzero che in Europa. Nel 2016 arriva anche la chiamata del ct della Nazionale svizzera Vladimir Petkovic per l’europeo in Francia, nel quale tuttavia non sarà mandato in campo neanche per un minuto.

Le sue caratteristiche fisiche e tecniche, di cui si parlerà in seguito, gli valgono, almeno in Svizzera, l’appellativo di “nuovo Vieira”.

 

LA CONSACRAZIONE IN GERMANIA

Le continue buone prestazioni mostrate da Zakaria lo portano inevitabilmente lontano dal suo paese natale. Infatti, nel 2017, il Borussia Mönchengladbach decide di investire su di lui (e anche a ragione, viene da dire ora). La cifra complessiva dell’affare, tra prestito oneroso e riscatto, si aggira sui 16 milioni di euro.

In territorio tedesco il classe ’96 viene caricato di responsabilità, come uomo cardine del centrocampo. Il suo compito è infatti quello di sostituire il connazionale Granit Xhaka, partito poco prima dalla Germania, destinazione Londra (sponda Arsenal). Sì, perché Denis è un centrocampista e nonostante la giovane età si mostra in grado di sopportare le pressioni derivanti dal mettere piede nei caldi campi (non climaticamente parlando) della Bundesliga.

Il vero salto di qualità avviene, però, durante la stagione corrente. Con l’arrivo del nuovo tecnico in panchina, e con il conseguente cambio di modulo, Zakaria riesce a dare il meglio di sé. Prima dell’arrivo di Rose il sistema di gioco utilizzato varia tra il 3-5-2, il 4-3-3 e il 4-4-2, dove il giocatore veniva impiegato come mezz’ala o interno di centrocampo. Questi ruoli non si sposano perfettamente con le sue caratteristiche, e per questo motivo talvolta rischia di incappare in errori all’apparenza banali. Con il passaggio al 4-3-1-2 (o al 4-3-3), dove lui è il centrale di centrocampo, il 22enne riesce ad esprimere tutte le sue capacità. Sia il club che i tifosi si rendono conto del cambiamento avvenuto, riconoscendo quanto Zakaria sia importante nelle attuali gerarchie del Gladbach.

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fonte: profilo IG Zakaria

Osservando le sue caratteristiche si può comprendere quanto sia fondamentale la sua presenza nel cuore del campo. Innanzitutto bisogna evidenziare la sua stazza, poiché col suo metro e novanta garantisce fisicità nel reparto. Inoltre, un altro elemento fondamentale tra i suoi attributi è l’instancabile corsa. Secondo i dati infatti è il giocatore che percorre più kilometri a partita in Bundesliga (circa 11).

Si parla dunque di un giocatore quasi impeccabile nella fase difensiva, capace di recuperare palloni e sedare le azioni avversarie prima che si rendano troppe pericolose. Ma lo svizzero riesce anche ad impostare l’azione (88% di passaggi completati a partita nell’attuale campionato), servendo i compagni per trasformare l’azione in offensiva. Proprio per questo in Svizzera qualche anno fa, come detto, era scattato il paragone con Vieira. Chissà che anche lui non possa ripercorrere la strada del campione francese, diventando uno dei migliori centrocampisti in circolazione.

(Fonte immagine in evidenza: profilo Instagram Denis Zakaria @deniszakaria)

 

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Buona la quinta: la Laver Cup va a Team World

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Tennis, Federer si ritira

La quinta edizione della Laver Cup è quella decisiva per il Team World che dopo il pesante 14-1 rimediato l’anno scorso a Boston ha vinto questa edizione 13-8 alla O2 Arena di Londra.

La partita decisiva è stata quella che ha visto Tiafoe vincere al super tie-break contro Tsitsipas per  1-6, 7(13)-6, 10-8. Il greco avrà non pochi rimpianti dato che al secondo set ha sprecato ben quattro match point ed ha avuto la peggio nel quinto super tie-break giocato in otto partite di singolo in questa Laver Cup.
Ad avere qualche rimpianto è anche il britannico Jamie Murray che venerdì ha perso con un po’ di sfortuna la partita contro de Minaur 7-5, 3-6, 7-10.

La sconfitta per Team Europe arriva un po’ a sorpresa in questo torneo. Per la prima volta dalla creazione del trofeo Björn Borg ha avuto a disposizione nel suo team i Big 3+1. L’unico giocatore di questo clan leggendario a portare punti alla sua squadra è stato però  solo Djokovic, vincitore nel singolo contro Tiafoe e nel doppio in coppia con Berrettini contro il duo de Minaur/Sock.

Tiafoe: MVP della Laver

Il mattatore tecnico ed emotivo della squadra allenata da John McEnroe è stato proprio Tiafoe, hype-man del Team World e scelto dal suo connazionale per giocare la partita decisiva alla quale si arrivava con il risultato di 8-10 per Team World.
Il giocatore originale del Maryland non ha deluso e non ha sentito la pressione, confermando il suo buon momento di forma in questo finale di stagione che agli US Open gli ha permesso di eliminare, tra gli altri, Nadal e Rublev.
La vittoria contro il maiorchino è arrivata due volte quest’anno, considerando anche quella nel doppio conseguita venerdì sera.
Chissà che questo finale di stagione molto positivo non gli dia finalmente a 24 anni la continuità che serve per entrare nel gruppo dei giocatori più forti.

Il momento più alto sportivamente ed emotivamente del torneo amichevole (ma non troppo) è stato senza dubbio il match d’addio di Federer giocato in coppia con l’amico di sempre Rafa Nadal. Nonostante i due siano usciti sconfitti contro gli statunitensi Sock e Tiafoe, l’ultimo ballo di King Rog non avrebbe potuto avere un partner migliore.

Il prossimo grande appuntamento tennistico saranno le ATP Finals che si giocheranno a Torino dal 13 al 20 novembre. La grande incognita del torneo conclusivo della stagione tennistica potrebbe essere la presenza di Nadal.
Rafa, che non ha mai vinto le Finals, ha lasciato Londra dopo la prima giornata di partite per stare vicino alla moglie e per recuperare energie mentali e fisiche dopo un’annata molto intensa cominciata con le vittorie a Melbourne e Parigi per poi subire un rallentamento a causa dell’infortunio rimediato a Wimbledon.

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Ancora problemi per Zhang: il presidente dell’Inter finisce nel mirino dei creditori

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Secondo un ordinanza del giudice di Hong Kong, il presidente Zhang dovrebbe ripagare oltre 250 milioni ad alcuni creditori,  come confermato a Wall Street China dall’avvocato Kang Jian, che nella causa rappresenta quest’ultimi.

“Abbiamo appreso che i beni personali e di valore detenuti direttamente da Zhang Kangyang (il nome reale del presidente dell’Inter) sono molto rari e l’esecuzione successiva non sarà molto semplice e diretta”.

I creditori, appellatosi al tribunale di Milano, avrebbero l’obiettivo di annullare una delibera del Consiglio di Amministrazione dell’Inter.

Nella delibera con cui l’assemblea degli azionisti nerazzurri ha approvato il nuovo CdA il 26 ottobre 2018 (in cui Zhang è stato nominato presidente), si legge infatti che “ai neonominati Consiglieri (tra i quali appunto Zhang, ndr) non spetta alcun emolumenti ai sensi dell’art. 2389 primo comma del codice civile per la carica di amministratori della Società, dando atto che i nuovi Consiglieri hanno già preventivamente manifestato il proprio consenso a non ricevere alcun compenso in relazione alla carica (fatta eccezione per quanti di essi già intrattengano con la Società un rapporto di lavoro dipendente, i quali già ricevono una remunerazione ai sensi del rispettivo contratto di lavoro)”.

I creditori vorrebbero invece che l’Inter pagasse un emolumento (una retribuzione) a Zhang, che andrebbe però nelle tasche di quest’ultimi.

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Roma prima in Serie A per una particolare classifica

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Roma

La Roma ha avuto un avvio di stagione balbettante, con squilli e tonfi sia in Serie A che in Europa League.

Ma la compagine capitolina ha il primato di una particolare classifica, ovvero quella dei giocatori impiegati. Quella di Mou è la squadra in Serie A che ha utilizzato meno giocatori della rosa, solo 15.

Il dato proviene, probabilmente, da una tendenza dello Special One a concentrarsi su un gruppo ristretto di giocatori dotati di particolari caratteristiche, ma anche di una certa carenza di alternative per ogni ruolo. La difesa, per esempio, è uno dei reparti più scoperti, e spesso il tecnico portoghese si ritrova a puntare sempre sullo stesso tridente difensivo, l’unico forse a dare concrete garanzie.

Tendenza che però, per via dei molteplici impegni consecutivi che la squadra giallorossa si ritroverà ad affrontare, deve chiaramente cambiare, oppure il rischio di infortuni o partite cruciali in cui la squadra non è fisicamente efficiente è molto alto. Sta a Mourinho valorizzare i giovani o proporre moduli più adatti alla sostenibilità della rosa per far fronte al problema della scarsità di alternative.

In questa speciale classifica, subito dopo la squadra capitolina compare la Samp, con solo un giocatore in più impiegato (16).

Agli ultimi due posti (o primi due a seconda di come si voglia guardare la classifica) vi sono Fiorentina (22) e Monza (24), ancora alla ricerca di una loro identità e di una loro definizione negli 11 titolari.

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Flash News

Il figliol prodigo Lukic incanta e pensa al rinnovo

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Torino

Ci pensa una tripletta di un insaziabile Mitrovic e un sinistro davinciano di Lukic per affossare una Svezia in Nations League.

Dopo l’ammutinamento e varie frizioni con il tecnico e la società (che lo hanno costretto ad abbandonare la fascia di capitano a favore di Rodriguez), il figliol prodigo Lukic sembra essere tornato mentalmente e fisicamente sul pianeta Torino e pare aver abbandonato dubbi e fantasmi, che hanno annebbiato la sua estate fino allo scontro clou di metà agosto.

Per il reintegro totale del centrocampista serbo, Cairo starebbe pensando a un corposo rinnovo con aumento dell’ingaggio, ad oggi tra i più bassi della rosa.

Un suo ritorno a pieno regime negli ingranaggi granata potrebbe rivelarsi una manna dal cielo per il tecnico Juric, che ha estremamente bisogno dei colpi, delle geometrie e delle giocate del suo numero 10.

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